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#65114 Tutta colpa di questo torrido Agosto

Posted by mauri on 28 August 2009 - 12:57

In questi giorni sul forum sta succedendo una cosa che almeno per quanto mi riguarda non avevo ancora incontrato, non so sé è per il caldo oppure perché ci sentiamo soli in un periodo di stanca di questa torrida estate.

Appena tornati dalle ferie alcuni, rimasti ad aspettare i rientri altri, abbiamo preso a rispondere a post che sono ormai freddi da rigor mortis a volte solo per partecipare ad una discussione che si è spenta mentre noi magari stavamo facendo altro e non eravamo presenti nella stessa, sembra quasi che ci vogliamo rifare del tempo perduto, il problema è che quasi nella totalità dei casi parliamo a delle ombre aumentando se mai ce ne fosse bisogno la nostra solitudine, se proprio siamo costretti a questo ho una proposta da fare, iscriviamoci con tre o quattro nomi diversi con cui prendere a partecipare nelle varie discussioni, così almeno non rischiamo di parlare alle ombre ma anzi siamo in grado di avanzare nei vari ragionamenti sempre dove ci è più gradito e magari dandoci anche ragione.

Francamente per me risulta frustrante come mi è successo, dare dei consigli alle problematiche di qualcuno per scoprire poi che la persona tali consigli li ha chiesti quattro mesi prima e magari proprio perché al momento non ha ricevuto risposte esaurienti, non si è più fatto vivo con noi impegnati in altro ma dispostissimi a rispondere a oltranza ora che nessuno più ne ha bisogno, mi scuso con coloro a cui ho risposto in ritardo perché mi sembra una presa in giri farlo a mesi di distanza non era nelle mie intenzioni ma sono stato tratto in inganno forse per troppa superficialità non essendo andato a leggere in che data tali domande erano state poste.

Non sarebbe forse più produttivo per tutti noi aprire dei post nuovi per iniziare nuove discussioni, non serve a questo un forum.

Scusate questo sfogo ma anche a me il caldo da parecchio fastidio con questi effetti collaterali.

 




#65090 Quando Il Sensei Dà I Numeri E Il Dojo Si Sfascia...

Posted by sandro on 27 August 2009 - 14:36

Condivido pienamente la descrizione di Uchi Deshi fatta da Shimitsu. Ciononostante, credo sia opportuno sfatare alcune credenze che sono state travisate a causa di film, fumetti e quant'altro. In un paese che poteva avere necessità di guerrieri pronti al combattimento in qualsiasi istante, periodi di allenamento lunghi quaranta anni non avrebbero avuto nessun riscontro. In un periodo compreso tra i dieci ed i quindici anni di pratica (generalmente si iniziava a quindici anni di età e anche prima) si otteneva la licensa di Menkyo, tutto dipendeva ovviamente dalla propria volontà di continuare. Massimo a trent'anni si doveva essere totalmente padroni di una Scuola. Non dobbiamo inoltre dimenticarci che le licenze rilasciate dalla Scuola erano molte, divise generalmente nei tre grandi livelli di Kirigami, Mokuroku e Menkyo. Il primo di questi poteva essere ottenuto anche con pochi mesi di pratica intensa. E' poi ovvio che solamente alcuni allievi, scelti tra i più meritevoli, apprendessero quelli che noi chiamiamo i "segreti", che altro non sono che dei principi della Scuola stessa. Non si confonda, dunque, ciò con "tecniche segrete", ossia dei waza potentissimi in grado di sconfiggere chiunque le quali ovviamente non esistono. Le sezioni di Menkyo e Shinan Menkyo sono semplicemente altre tecniche, certamente più complesse di quelle studiate in precedenza ma che comunque non mettono a repentaglio la vita del praticante per essere apprese. Negli allenamenti non moriva nessuno, già dal '400 (secolo in cui vennero codificate Scuole come quella di Kashima e Katori) esisteva il fukuro shinai, due secoli più tardi si iniziarono ad utilizzare le protezioni che con il passare del tempo diverrano il bōgu dell' odierno Kendō. Le tecniche venivano apprese tramite dei waza ben codificati, come si fa oggi. Dal '700 tutte le Scuole affiancarono a ciò il combattimento libero chiamato Shinai Kendō, che verrà rinominato in Kendō agli inizi del 20° Secolo. Inoltre non ho mai sentito di allievi che giunti al Menkyo Kaiden sfidassero il proprio Maestro con l'intenzione di ucciderlo. Chi rimaneva nella casa del Sensei lo faceva per avere una possibilità di ereditare il titolo di Caposcuola, con il grado di Menkyo si era autorizzati ad insegnare lo stile appreso a qualsiasi livello. Molti aprivano dei propri Dōjō, ovviamente in luogo distante da quello natio in modo da non creare conflitti. Nella mia Scuola di Tennen Rishin, ad esempio, il Maestro di prima generazione nominò il secondo caposcuola, ma autorizzò l'insegnamento dello Stile anche ad altre quattro persone. Alla terza generazione c'erano già otto Dōjō, sebbene lo Honbu rimanesse quello principale. Questo è un discorso che accomuna molte Scuole, perlomeno molte del Periodo Edo.

Oggi in Giappone, sebbene si abbia licenza di trasmissione totale, si rimane sempre sotto il proprio Maestro finchè questi insegna; ciò accade per il semplice fatto che in un'era moderna dove è facile raggiungere qualsiasi luogo (specialmente in Giappone), non avrebbe senso apripre una palestra se non dall'altra parte della Nazione. Potendo scegliere è ovvio che una persona che vuole avvicinarsi alle arti marziali andrà direttamente nel Dōjō del Maestro e non in quello del suo allievo se sono nella stessa città. Inoltre non c'è più quella necessità di imparare a combattere che determinava la vita o la morte in una situazione di duello.

Sentire delle persone che dopo oltre trenta anni di pratica dicono di aver appena cominciato a capire qualcosa della loro disciplina mi fa riflettere molto. Tutte le scuole di qualsiasi disciplina presenti su questo pianeta sono state create da essere umani, e proprio a causa della loro natura umana non sono perfette; ragion per cui anche a noi è dato riprodurle in maniera identica nella loro imperfezione. Il porsi dei limiti nei confronti di qualcosa è solamente un blocco che arresta la nostra crescita in senso marziale.

Caro Mauri, di maestri validissimi ce ne sono a migliaia anche in Italia. Purtroppo le persone brave rimangono sempre nell'ombra perchè il loro scopo è solamente quello di praticare in pace con i loro allievi rimanendo fuori da tutto. Condivido pienamente la loro scelta :arigatou:


#65237 hyakunin-giri kyōsō La sfida delle 100 teste

Posted by Musashi on 31 August 2009 - 14:03

E magari sei anche convinto di quello che dici.
Va bè lasciamo stare...


Tsubame non pensar subito male, penso che Guybrush abbia fatto quell'affermazione in totale buona fede, ignorando ciò che invece è stato puntualizzato in seguito da Mauri.
Sono argomenti delicati, non armiamoci subito.
:siamoamici:


#65225 hyakunin-giri kyōsō La sfida delle 100 teste

Posted by sandro on 31 August 2009 - 11:56

La didascalia recita "Guerra russo-giapponese. Decapitazione di un ricercato russo fuori il Villaggio di Kaigenjō in Manciuria. 38° Anno dell'Era Meiji (1905)".

E' un vero peccato che questi due signori siano nati agli inizi del '900. Se fossero nati una sessantina di anni prima il mondo si sarebbe risparmiato una grande tragedia. Se fossero vissuti durante il Bakumatsu avrebbero potuto giocare ai samurai cercando di uccidere uno spadaccino vero, ma vigliacchi com'erano (solo un vigliacco può trarre piacere dal decapitare prigionieri e trasformare il tutto in una sfida tra amici) se ne sarebbero stati rintanati in qualche buco a tremare dalla paura. E anche ammesso che avessero avuto il fegato di affrontare un uomo con una spada in pugno sarebbero comunque morti all'istante; soprattutto se la loro tecnica era la stessa dell'individuo che possiamo vedere nella foto mostrataci da Ikkiù. Il soggetto in questione sembra una squadra mal riuscita, con quelle gambe assomiglia ad un pupazzo di legno (con tutto il rispetto per il pupazzo). Con una posizione del genere non tagli nulla, non posso immaginare la sofferenza di quei poveri disgraziati che venivano passati a fil di spada. In passato il Kaishakunin era una persona dall'abilità eccelsa, il quale non poteva commettere errori. Le spade di questi aguzzini riportavano danni perchè per decapitare completamente un uomo erano necessari come minimo due tagli. Storie come l'elmetto d'acciaio sono solamente frutto di una propaganda che ovviamente non poteva dire che ad un soldato imperiale occorressero più tagli per completare il suo lavoro.

In genere,in guerra, non c'è il bene assoluto da una parte e il male assoluto dall'altra. Ma certamente c'è qualcuno che si comporta meglio degli altri. Di certo il Giappone non è un esempio da ricordare.


#63527 risposta della polizia su importazione katana

Posted by Kentozazen on 22 July 2009 - 08:33

Il porto di arma bianca non esiste ragazzi.
Vi sono diverse autorizzazioni alla detenzione (collezionismo, nulla osta ecc.) , ma per le armi bianche (come la katana) si può richiedere solo il trasporto che prevede una procedura di richiesta preventiva presso le autorità di P.S. ogniqualvolta si debba effettuare. Vale a dire che ogni volta che devi trasportare la lama da un luogo all'altro devi compilare adeguata richiesta specificando tempi, luoghi e percorsi, ed attendere il rilascio di specifica autorizzazione valida una sola volta, per un solo trasporto. Il trasporto deve avvenire sempre in condizioni di sicurezza , ovvero in modo che l'oggetto trasportato non possa essere immediatamene utilizzabile, per esempio smontato, impacchettato, o chiuso in confezionamento sicuro.
Non vi è porto per una katana autentica.
Per il tiro sportivo o caccia l'operazione consentita è il trasporto (non il porto) in questo solo caso privi di una autorizzazione preventiva ma unicamente riservato alle armi da fuoco ed unicamente sul percorso verso zone di caccia per l'attività venatoria, o verso sedi autorizzate del T.S.N. per il tiro sportivo.
Il dojo aimè non è luogo dotato dei prerequisiti necessari all'utilizzo di armi di alcun tipo.
E' ovvio che c'è un buco normativo ma le cose stanno così.
Per legge dunque non si può andare al dojo con un'arma, primo perchè l'arma in questione (katana) non è trasportabile se non previa specifica autorizzazione che descriva chiaramente tempi, luoghi e destinazione; secondo perchè il dojo non ha i requisiti perchè vi sia consetito all'interno l'utilizzo sportivo di armi (cosa riservata ai TSN che sonosottoposti a severe regolamentazioni); terzo perchè esso è un luogo pubblico, una volta dunque infilata la katana nell'obi e saliti sul tatami si è in condizioni di "porto in luogo pubblico".
Ribadisco che c'è ovviamente un buco normativo ma le cose stanno così, è inutile cercare balzelli.
Per quanto riguarda l'acquisto tramite importazione da estero la legge non "consentirebbe" ai cittadini di importare armi bianche salvo nei casi di dimostrate necessità di studio nonchè salvo nei casi di specifiche autorizzazioni in materia come la licenza di armiere od operatore autorizzato nel campo di "armi in genere e materie esplodenti" dal commercio alla riparazione, queste autorizzazioni non hanno nulla a che fare con i nullaosta all'importazione che vengono rilasciati dalle questure , nel caso dei nullaosta le stesse questure applicano (bontà loro) un criterio di giudizio meno restrittivo di quanto prevederebbe in realtà il TULPS, e comunque il rilascio o meno di tali autorizzazioni è delegato a decisioni di competenza di ogni questura la quale applica politiche differenti a seconda del territorio in piena concordanza con il rispetto delle autonomie decisionali in carico al questore.


#63395 Peccato o Vergogna?

Posted by benkei on 20 July 2009 - 11:41

Mentre leggevo Giappone Mandala di Maraini, mi è caduto l'occhio su una didascalia che non avevo notato prima. La didascalia riportava la differenza di concetto che esiste tra "colpa" tra Oriente e Occidente. In Occidente l'accento viene posto su relazione tra errore e peccato, mentre in Giappone tra errore e vergogna. Credo che tale fatto possa essere ricondotto alla morale religiosa radicata alle basi della cultura occidentale, a differenza di quella Giapponese che si fonda sul confucianesimo. In aggiunta a questo, poi, credo si possa mettere in relazione il concetto di peccato con il pentimento mentre la vergogna deve essere posta in relazione con l'espiazione.

VOi cosa ne pensate?


#65241 hyakunin-giri kyōsō La sfida delle 100 teste

Posted by Lorenzo on 31 August 2009 - 14:11

La funzione positiva che possiamo trovare nel ricordare questi atti è la vergogna che proviamo, possa essere questo il nostro freno nel malaugurato caso di ritrovarsi nel futuro ad avere l'occasione di ripetere gli stessi errori.


#65235 hyakunin-giri kyōsō La sfida delle 100 teste

Posted by Simone Di Franco on 31 August 2009 - 13:58

Grazie per questo articolo shimitsu!
Uno studio approfondito e obiettivo non può prescindere dal conoscere anche e purtroppo queste aberrazioni.

La seconda guerra mondiale ha dato luogo forse alle peggiori nefandezze concepite dal genere umano, peggiori persino a quanto visto in altri conflitti, una su tutte le atomiche sganciate a guerra ormai vinta.
Tuttavia, la pratica del conservare collezioni di pezzi di nemici sconfitti era parecchio in uso anche tra gli alleati fino al Vietnam (orecchie di Vietcong sono visibili anche in qualche film) e comunque quasi una tradizione guerriera.
Fare a gara poi tra chi uccide più nemici è una esaltazione ripresa non solo in infiniti messaggi di propaganda militare, ma perfino da Tolkien ne il Signore degli anelli. (Legolas e Gimli al fosso di Helm)


#65230 Quando Il Sensei Dà I Numeri E Il Dojo Si Sfascia...

Posted by sandro on 31 August 2009 - 13:30

Grazie per il tuo intervento Benkei. Sebbene il mio discorso fosse perlopiù riferito al Periodo Edo la tua conferma, come esperto della più antica Scuola di Arti Marziali giapponesi, mi porta a pensare che anche nel Muromachi le cose non fossero così diverse.

A Mauri: i tuoi interveti sono sempre interessantissimi da leggere e forniscono molti spunti di riflessione per tutti. Nonostante tu non sia un praticante le osservazioni da te fatte risultano estremamente pertinenti. Data la tua voglia di apprendere e la tua dedizione nel farlo potresti avvicinarti a tali discipline trovando un buon Maestro, sono certo che non te ne pentiresti.

A Shimitsu: sono favorevole a qualsiasi nuovo topic tu voglia creare, potrebbe uscirne un bell' argomento su cui discutere tutti insieme e magari far chiarezza su alcune cose che diamo per scontate :arigatou:


#65228 hyakunin-giri kyōsō La sfida delle 100 teste

Posted by Tsubame on 31 August 2009 - 13:09

in queste cose teniamo anche conto della controinformazione di guerra


La Associated Press è americana, il libro è americano, il reporter di guerra a cui si deve la notizia pubblicata sul libro era americano ed è stato pubblicato credo negli anni 80. Scrivo dal lavoro e non posso dare l'ISBN ma ho già visto che non sembra esserci su Amazon...


#65227 hyakunin-giri kyōsō La sfida delle 100 teste

Posted by mauri on 31 August 2009 - 13:02

Scusa ma se ti riferisci alle trasfusioni non vedo cosa ci sia di strano. Il fatto che non fossero disponibili quelle per neri non lo so possono esserci molte cause ma conoscendo l'esercito americano ma... anche il fatto del mix è normale.


L'incompaltbilità nelle trasfusioni non è dovuta al colore della pelle ma al gruppo sanguigno, i gruppi sanguigni pur essendo parecchi sono uguali in tutte le razze per cui se è vero ciò di cui si riferisce sopra(in queste cose teniamo anche conto della controinformazione di guerra) si tratta solo di razzismo e del più bieco.
Come ripeto però controlliamo bene le fonti.


#65226 hyakunin-giri kyōsō La sfida delle 100 teste

Posted by Tsubame on 31 August 2009 - 12:03

Scusa ma se ti riferisci alle trasfusioni non vedo cosa ci sia di strano.


E magari sei anche convinto di quello che dici.
Va bè lasciamo stare...


#65217 Quando Il Sensei Dà I Numeri E Il Dojo Si Sfascia...

Posted by benkei on 30 August 2009 - 23:49

Condivido pienamente la descrizione di Uchi Deshi fatta da Shimitsu. Ciononostante, credo sia opportuno sfatare alcune credenze che sono state travisate a causa di film, fumetti e quant'altro. In un paese che poteva avere necessità di guerrieri pronti al combattimento in qualsiasi istante, periodi di allenamento lunghi quaranta anni non avrebbero avuto nessun riscontro. In un periodo compreso tra i dieci ed i quindici anni di pratica (generalmente si iniziava a quindici anni di età e anche prima) si otteneva la licensa di Menkyo, tutto dipendeva ovviamente dalla propria volontà di continuare. Massimo a trent'anni si doveva essere totalmente padroni di una Scuola. Non dobbiamo inoltre dimenticarci che le licenze rilasciate dalla Scuola erano molte, divise generalmente nei tre grandi livelli di Kirigami, Mokuroku e Menkyo. Il primo di questi poteva essere ottenuto anche con pochi mesi di pratica intensa. E' poi ovvio che solamente alcuni allievi, scelti tra i più meritevoli, apprendessero quelli che noi chiamiamo i "segreti", che altro non sono che dei principi della Scuola stessa. Non si confonda, dunque, ciò con "tecniche segrete", ossia dei waza potentissimi in grado di sconfiggere chiunque le quali ovviamente non esistono. Le sezioni di Menkyo e Shinan Menkyo sono semplicemente altre tecniche, certamente più complesse di quelle studiate in precedenza ma che comunque non mettono a repentaglio la vita del praticante per essere apprese. Negli allenamenti non moriva nessuno, già dal '400 (secolo in cui vennero codificate Scuole come quella di Kashima e Katori) esisteva il fukuro shinai, due secoli più tardi si iniziarono ad utilizzare le protezioni che con il passare del tempo diverrano il bōgu dell' odierno Kendō. Le tecniche venivano apprese tramite dei waza ben codificati, come si fa oggi. Dal '700 tutte le Scuole affiancarono a ciò il combattimento libero chiamato Shinai Kendō, che verrà rinominato in Kendō agli inizi del 20° Secolo. Inoltre non ho mai sentito di allievi che giunti al Menkyo Kaiden sfidassero il proprio Maestro con l'intenzione di ucciderlo. Chi rimaneva nella casa del Sensei lo faceva per avere una possibilità di ereditare il titolo di Caposcuola, con il grado di Menkyo si era autorizzati ad insegnare lo stile appreso a qualsiasi livello. Molti aprivano dei propri Dōjō, ovviamente in luogo distante da quello natio in modo da non creare conflitti. Nella mia Scuola di Tennen Rishin, ad esempio, il Maestro di prima generazione nominò il secondo caposcuola, ma autorizzò l'insegnamento dello Stile anche ad altre quattro persone. Alla terza generazione c'erano già otto Dōjō, sebbene lo Honbu rimanesse quello principale. Questo è un discorso che accomuna molte Scuole, perlomeno molte del Periodo Edo.

Oggi in Giappone, sebbene si abbia licenza di trasmissione totale, si rimane sempre sotto il proprio Maestro finchè questi insegna; ciò accade per il semplice fatto che in un'era moderna dove è facile raggiungere qualsiasi luogo (specialmente in Giappone), non avrebbe senso apripre una palestra se non dall'altra parte della Nazione. Potendo scegliere è ovvio che una persona che vuole avvicinarsi alle arti marziali andrà direttamente nel Dōjō del Maestro e non in quello del suo allievo se sono nella stessa città. Inoltre non c'è più quella necessità di imparare a combattere che determinava la vita o la morte in una situazione di duello.

Sentire delle persone che dopo oltre trenta anni di pratica dicono di aver appena cominciato a capire qualcosa della loro disciplina mi fa riflettere molto. Tutte le scuole di qualsiasi disciplina presenti su questo pianeta sono state create da essere umani, e proprio a causa della loro natura umana non sono perfette; ragion per cui anche a noi è dato riprodurle in maniera identica nella loro imperfezione. Il porsi dei limiti nei confronti di qualcosa è solamente un blocco che arresta la nostra crescita in senso marziale.

Caro Mauri, di maestri validissimi ce ne sono a migliaia anche in Italia. Purtroppo le persone brave rimangono sempre nell'ombra perchè il loro scopo è solamente quello di praticare in pace con i loro allievi rimanendo fuori da tutto. Condivido pienamente la loro scelta :arigatou:


Standing ovation. Credete a quest'uomo. Le cose andavano e vanno ancora come le ha descritte!


#65129 Tutta colpa di questo torrido Agosto

Posted by mauri on 28 August 2009 - 15:16

Continuo a pensare che dare un serio contributo al presente magari pensando anche all'immediato futuro è più profiquo di voler a tutti i costi modificare il passato.
Comunque questa è solo una mia idea in questo torrido Agosto prendetela così, con leggerezza.
Diciamo così, anche senza aver niente da dire ho aperto un topic nuovo senza dovermi agganciare a qualcuno aperto da altri e ormai esaurito nella conversazione, resta comunque valido che sè qualcuno, come già successo, trova magari in cantina una lama di Muramasa o Masamune pretendiamo a forza che almeno le foto siano allegate a una delle discussioni già postate se proprio non se ne vuole aprire una nuova.


#65128 Tutta colpa di questo torrido Agosto

Posted by Lorenzo on 28 August 2009 - 15:15

Situazione kafkiana :hihi:


#65123 Tutta colpa di questo torrido Agosto

Posted by C3CCO on 28 August 2009 - 14:46

beh dipende comunque dai casi i mitici Cani di Fo si potevano anche lasciare dove stavano :happytrema:


#65088 cenni storici

Posted by ikkiù on 27 August 2009 - 14:05

shigurui mi manca.....

:stare:


ti manca in che senso ? Non lo conoscevi oppure ne senti la nostalgia ?

..perché ne ho presi un paio di numeri , poi ho lasciato perdere quando ho visto la scena di lui che succhiava la testa tagliata a metà del suo maestro ( morto da una mezza giornata ) per togliere il sangue dalla mezza radice del naso rimasta .

Passi per la sua tecnica a due dita e il pericolo dato delle possibili emulazioni ma quel che é troppo é troppo .. :nausea:


#65072 Quando Il Sensei Dà I Numeri E Il Dojo Si Sfascia...

Posted by mauri on 27 August 2009 - 10:52

Ho cercato di seguire in questa discussione i Vostri ragionamenti e francamente mi sto chiedendo se non sarebbe meglio, visto e considerato che il tutto si riduce a sudare in palestra, dedicarsi alla ginnastica attrezzistica o qualcosa di similare.

Se una sessione di allenamento di una qualsiasi delle Arti Marziali si deve risolvere in un percorso ad ostacoli, meglio la corsa campestre, fuori si respira meglio ed eventuali odori e umori si perdono dolcemente nell'aria.

Non sono in grado di vedere obiettivamente quello che si è detto sul post perché quanto meno ci vorrebbero le contro valutazioni delle persone prese in considerazione in questa discussione, ma di una cosa sono sicuro se io pensassi le cose che alcuni hanno detto dei loro istruttori (mi limito a chiamarli cosi) non mi porrei nemmeno il problema se ho più o meno ragione, abbandonerei subito la palestra, in questi allenamenti penso sia importante anche un equilibrio interno che non sempre è facile da raggiungere ma con quei presupposti è praticamente impossibile anzi è nocivo continuare rischiando il mal di stomaco o il rancore perenne.


#64755 Modifica da naginata a katana

Posted by mauri on 21 August 2009 - 10:56

Effettivamente quello che dici potrebbe essere vero, questo però aprirebbe seri dubbi su come vengono fatte le valutazioni delle lame dagli esperti del settore, non ho dubbi che la lunghezza della lama possa essere stata diversa e nemmeno che le modifiche apportate possano essere frutto di più di un ripensamento, senza contare che da come la vediamo ora e da quello che ne sappiamo non si può affermare con certezza che queste modifiche non siano state fatte per necessità; che a livello di nakago queste siano state anche molto importanti lo dimostra il mekugi ana vicino al nakago jiri che essendo decentrato ci può far pensare che quando questo era in uso la lama stessa dovesse avere addirittura un'altra curvatura, da quello che c'è sul Nagayama potrebbe trattarsi di una lama Nagamaki naoshi.
Ba a questo punto tutto potrebbe..........
Posto immagini che in questo caso forse incasineranno ancora di più il discorso:
naos-juyo2.jpg
Presa da: http://www.japanischesschwert.com/
s16a_kanesada_nagamaki.jpg
s16b_kanesada_nagamaki.jpg
Prese da: http://www.ricecrack..._swords/s16.htm
525.jpg
Presa da: http://www.juwelier-...hwerter/525.jpg


#64709 Modifica da naginata a katana

Posted by mauri on 20 August 2009 - 12:43

Girando in rete mi sono imbattuto in questa lama che nata come arma in asta è poi stata modificata in katana, per la sua linea e per la sua bellezza è stato amore a prima vista.

Solo infatuazione......

Hoju Naginata Naoshi Katana

Period Nanbokucho (1336 - 1392)

Form Naginata Naoshi Katana

Mei Mumei

Nagasa 65 cm

Sugata Shobu-zukuri

Sori Saki-zori

Sori measurment 1.6 cm

Mune Iori mune

Kasane 10 mm

Motohaba 3,2 cm

Sakiaba 3,1 cm

Nakago condizion Osuriage

Nakago shape Standad with kiri jiri

Mekugiana 2

Yasurime Kiri
HJ_0033.jpg
HJ_0025.jpg
HJ_0032.jpg
hj_0236.jpg
hj_0244.jpg
hj_0246.jpg
hj_0249.jpg
HJ_440236.jpg
HJ_Nakago.jpg
Hojyu_Full_0009.jpg


Preso da: http://www.nihontocr...shi_katana.html