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Kaname

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  • Compleanno 12/05/1979

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  1. Yama scusa l'ignoranza in fatto di pc...ma hai riportato parte delle discussioni del vecchio forum o è tutto nuovo?Perchè ricordo di aver fatto una ricerca abbastanza approfondita su quest'argomento qualche mese fa. Se volete che mi ri-informi posso farlo senza problemi, dato il mestiere che faccio questo è pane quasi quotidiano!
  2. Kaname

    ..3 Buon Anno 2006!!!

    Ciao a tutti!E' un secolo che non scrivo però non vi ho affatto dimenticato!Spero proprio di essere più presente quest'anno, fra l'altro il nuovo forum è bellissimo e voi scrivete cose sempre più interessabti! Vi auguro un buonissimo nuovo anno!! Kaname
  3. Kaname

    Mostra Al Vittoriano.

    Buongiorno a tutti!Una vita fra un messaggio e l'altro, che peccato..ma vi seguo sempre come vi ho gi? scritto! Fun senti, il link che hai postato non mi si apre, puoi dirmi brevemente di che parla la mostra? Comunque, ci passo in ogni caso visto che abito vicinissimo, se volete dopo che ci sono andata vi dico le impressioni cos? vedete se vale la pena spostarvi o no se non abitate vicino
  4. Ciao a tutti!E' un pezzo che non scrivo ma vi seguo sempre e imparo! Io sono sempre stata appassionata di cultura orientale ma per un sacco di tempo, devo dire, solo a parole. Per questo, avendo sempre fatto sport a livello agonistico non ho avuto problemi n? a fare piuttosto seriamente pugilato, n? Capoeira, che ho praticato per 5 anni. Per? adesso, anzi ? gi? da un p?, mi rendo conto che in roda (di capoeira) mi manca un senso...? difficile da spiegare ma il jogar col tuo compagno, se non c'? una perfetta comunione fra te e lui, si riduce a un paio di minuti di sfoggio di acrobatica, o nel migliore dei casi, a un paio di minuti di sfoggio e interazione di tecniche...ma perch??La Capoeira ha una bellissima storia ma non ha una vera filosofia, il mio spirito non partecipa per niente...se sono di buon umore, ok allenamento figo, senn? oddio che rate di allenamento, ma non credo che il punto sia questo. Comunque non penso che debba partire dal corpo. Per questo marted? inizier? Aikido (ecco dove volevo andare a parare con tutto sto panegirico!) e mi piacerebbe proprio sapere che ne pensate. Per esempio tu Yama mi sembra che lo hai praticato per tanto, se qualcuno ti dicesse parla dell'Aikido tu che diresti?Ho letto un sacco di cose in materia ma penso che ognuno si fa un'idea personale non solo teorica ma soprattutto pratica,no? Grazie a tutti
  5. Ah Miyamoto, un mio amico mi ha parlato della scuola di Kendo che si trova presso la palestra "I Shen Chia" Kung Fu in zona Monteverde. Non ne so assolutamente nulla ma puoi provare a fare una telefonata e vedere chi ? il maestro Via Pasquale Revoltella, 165 - Roma (Monteverde) - Tel. 06/53.71.451
  6. Per Miyamoto: appena ho un secondo ti verifico la scuola di Kendo. Sto lavorando un sacco questi giorni quindi devo trovare un buco libero per passarci, comunque appena ho delle info ti avviso! Per Budo: per il raduno ci sto!Wow!Cos? imparo un p? di cose dal vivo!!
  7. Grazie della considerazione Budo, davvero! :14cry: Miyamoto, c'? una scuola di Kendo di cui mi hanno sempre parlato bene a via Frangipane, angolo via Cavour, zona Fori Imperiali. Non ne so molto ma mi psoso informare se vuoi
  8. Questa discussione sta diventando divertente!Peccato che ci siano cos? poche pesone competentidavvero!Hai ragione Ken quando dici che si dovrebbero iscrivere al forum!! :05laugh: x Takeyama: la cessione vuole sempre e comunque la denuncia obbligatoria, non centra arma moderna o antica perch? in quel caso si parla di contratto ed ? un modo di cautelarsi (anche se pu? essere discutibile!)
  9. Si :17gocciolone: Per? sono avvocato solo da 3 mesi e questo non ? proprio il mio campo quindi pi? ricerche fate meglio ?! :05laugh:
  10. Salve a tutti! Premesso che ho fatto una ricerca veloce che andrebbe approfondita, ci sono un p? di punti chiari: l'art. 38 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza stabilisce che vada immediatamente denunciata ogni arma posseduta e nella definizione di arma rientra ogni oggetto per sua natura atto ad offendere la persona. Secondo l'art. 31 sono soggette a licenza anche le collezioni di armi artistiche, rare od antiche. Poi per? subentra il DM 14.4.82 che non ? stato modificato successivamente e stabilisce che disciplinate dalla legge in questo senso sono solo le armi da sparo. In ogni caso la giurisprudenza recente ? orientata nello stabilire che le armi bianche antiche, rare o artistiche non abbiano l'obbligo di denuncia (si tratta di un'eccezione della casistica comune quindi varia da questura a questura come diceva Budo) e comunque sicuramente non ce l'hanno le armi bianche in generale. Siccome ? difficile avere un'arma bianca antica originale, in genere la si fa passare per un'arma bianca moderna di modo che non ci sia l'obbligo di denuncia. La denuncia ? gratuita, ci vogliono solo due bolli, perci? in linea di massima ? consigliato farla per non avere problemi in caso di cessione (che invece vuole la denuncia obbligatoria) La sentenza della cassazione di cui parlava Yama non l'ho trovata, ho trovato solo dei commenti da parte di magistrati, sicuramente ? un tema un p? controverso ma a seconda di come si decide di gestire la cosa si pu? far passare l'arma anche come bene mobile di valore artistico e farlo dipendere dal Dlgs 490/99 ed evitare la denuncia per altre vie. Sinceramente non credo che tutto questo movimento si renda necessario, anche se sicuramente qualche informazione alla questura ? necessario prenderla.
  11. Per me va bene fare Inei Hozoin e la sua scuola hozoin della lancia a croce :05laugh: , il problema ? che sto a letto con la febbre da giorni ormai quindi inizier? appena sto meglio, se nel frattempo la volete fare per me non ci sono problemi
  12. Allora, posto l'articolo "Mei reading ed Oshigata to determine the authenticity of an antique Nihon-to". Ho avuto qualche difficolt? perch? come al solito sto senza vocabolario ed era abbastanza tecnico, comunque...ho usato le parole mei e nagako al femminile ma non sono affatto sicura che andasse bene. Visto che la traduzione italiana ? femminile mi sono regolata cos?. Poi non ho usato le parole lama e spada come sinonimi come potrebbe sembrare. Ho tradotto sempre blade con lama e sword con spada. ps posto tutto in questa sezione tanto ci pensa Yama a spostarlo se ? sbagliato! :17gocciolone: LETTURA DELLA MEI E OSHIGATA PER DETERMINARE L’AUTENTICITA’ DI UN’ANTICA NIHON-TO. INTRODUZIONE: ASPETTI RIGUARDANTI L’AUTENTICITA’ E LA FRUIBILITA’ (nel senso di potersela permettere). Siccome le Nihon-to sono un lavoro da collezionisti riguardante l’arte e la perfetta conservazione di antiche lame ad opera di stimati forgiatori, esse sono estremamente valutate e notevolmente costose nell’ambito del mercato di cui fanno parte. Naturalmente esistono moltissime spade contraffatte che sono letteralmente forgiate (in inglese ? un gioco di parole intraducibile…sorry ) nel senso criminale della parola. Con l’aumento in tutto il mondo di entusiasti ammiratori delle Nihon-to, i due aspetti pi? importanti da considerare per i “novizi” (ed anche gli estimatori non troppo esperti) sono: 1) l’autenticit? della “presunta” antica spada realizzata da un affermato forgiatore che si ? interessati ad ottenere; 2) la fruibilit? della spada di cui si “? innamorati” :29wub: . Naturalmente il concetto di fruibilit? varia da collezionista a collezionista e per ognuno, se ne parla ad un livello diverso. In ogni caso l’aspetto dell’autenticit? della spada antica in questione pu? essere radicalmente minimizzato se il collezionista vuole acquistare una antica Nihon-to da un affermato “venditore” specializzato in Nihon-to. Specialmente, se l’antica Nihon-to ? accompagnata da un legittimo certificato di autenticit? erogato da un’associazione stimata come la Nippon Bijutsu Token Hozon Kyokai (NBTHK) cio? la Societ? Giapponese di conservazione dell’arte di forgiare spade, il concetto di autenticit? ? virtualmente eliminato. In ogni caso, una spada ben conservata, specialmente se ? certificata, sar? venduta da un venditore esperto ad un prezzo paragonabile a quello di un’automobile ultimo modello dal concessionario pi? affermato, e non ogni appassionato di Nihon-to pu? sostenere una spesa di quel genere per una spada. Per coloro i quali hanno il livello economico di un americano medio, gli show locali riguardanti le lame e le aste via internet sono un buon modo per individuare una spada antica di livello accettabile ad un prezzo relativamente sostenibile. Il problema che hanno questi mercati, ovviamente, ? acquistare una spada che nasconda danni irreparabili oppure una “presunta” antica spada eseguita da un forgiatore famoso che invece ? un’ottima copia realizzata da un forgiatore mediocre. In questo articolo ci si occuper? dei problemi riguardanti l’accertamento dell’autenticit?, tanto pi? che l’apprezzare il valore artistico di una Nihon-to ? una cosa diversa dallo scoprirne i danni nascosti quando essa non ? un buon affare. I lettori dovrebbero comunque essere avvisati, che l’autore di quest’articolo non ? n? un valutatore n? un conoscitore qualificato per determinare l’autenticit? di ogni spada potenzialmente antica. E per questo, senza dubbio, quest’articolo ? pensato per essere una serie di istruzioni pratiche per autenticare una lama antica. Come apprendista e novizio collezionista di Nihon-to l’autore sta semplicemente presentando il normale processo per iniziare l’identificazione di una spada antica. IL PROCESSO DI BASE PER L’AUTENTICAZIONE Il processo di base per determinare l’autenticit? di una spada antica comprende un esame attento dei vari aspetti sotto molteplici punti di vista (che non sono di seguito descritti restrittivamente). Come minimo devono considerarsi i seguenti quattro tipi di attributi 1)Aspetti strutturali del lavoro del forgiatore: -la complessiva “sugata”(forma) della lama; -la forma della “nagako”(punta….non mi prendete alla lettera perch? non sono sicurissima!) :05laugh: ; -“tsukuri-komi”(metodo di forgiatura/costruzione); -“hada”la struttura esterna; 2)Aspetti metallurgici particolari del lavoro del forgiatore: -“hamon”; -“nie/nioi"; -altre lavorazioni particolari dell’acciaio; -durezza e malleabilit? dell’acciaio in differenti parti della lama; 3)Qualit? personali del forgiatore manifestate nella “mei” (firma): -la “mei” stessa come autentica della firma; -“mei-buri” (cio? come la Mei viene di solito scritta, il che vuol dire come essa viene lavorata attraverso gli utensili propri – ex scalpelli-); 4)Aspetti temporali che permettono di comprendere in quale epoca il forgiatore ha lavorato: -il contenuto della “mei” (differenti nomi d’arte, titoli onorifici, residenza, ecc..); -colorazione della patina sulla “nagako” (specialmente confrontata con altre aree della lama); In una situazione ideale, dove abbiamo una antica spada perfettamente preservata con una “mei” chiara, la maggior parte di questi attributi sono percepibili dal collezionista e lo aiutano nell’insieme ad affermare l’autenticit? della spada. In realt?, invece, una lama con tutte queste caratteristiche visibili ? estremamente rara poich? la maggior parte delle lame antiche: a)sono state alterate nella forma del “suri-age” o hanno subito diverse puliture (puliture…?) :06ohmy: ; b)si perde in qualche modo la possibilit? di riconoscere gli attributi a causa della decolorazione, della ruggine o di spaccature che si formano col naturale passare del tempo; c)assenza della “mei”; VALUTAZIONE FOTOGRAFICA NEL PROCESSO BIDIMENSIONALE DI AUTENTICAZIONE Nel caso di una valutazione fotografica di una lama antica con “mei”, gli aspetti strutturali e metallurgici non sono disponibili al collezionista per ovvi motivi. Comunque, la principale attenzione deve essere data all’esame della “mei” considerando in special modo i vari aspetti della “mei”, “mei-buri” e la colorazione della patina sulla “nagako”. Qui, ? importante capire che la “mei” sulla “nagako” non ? solo un marchio che identifica il forgiatore; ? di pi?, ? una firma, una clausola, una frase o addirittura un periodo in molti casi “scritto di proprio pugno” dal forgiatore (o cos? dovrebbe essere). In altre parole, leggere una “mei” ? anche esaminare come essa ? strutturata ed apposta con l’uso degli attrezzi propri attraverso l’esame del modo con cui ci? che ? scritto viene scritto. E ci? permette di associare diverse lame ad uno stesso forgiatore. Ancora, se una lama pulita viene esaminata, sar? molto pi? facile dire se la detta spada ? “sho-shin”(autentica) o “gi-mei”(contraffatta), anche basandosi sulla comparazione delle caratteristiche generali della lama e su quelle del forgiatore piuttosto che fare lo stesso su una lama “non-mei”. In ogni caso, anche nel caso di una lama intaccata dalla ruggine (sabi-mi) ogni comparazione ? estremamente difficoltosa. Quindi l’iniziale analisi di una "sabi-mi" si focalizza molto sull’analisi della “mei”, “mei-buri” ed altre scritture di “mei” dello stesso forgiatore. Ancora, una “sabi-mi” crea sempre difficolt? per il conoscitore, non solo per riconoscere i tratti usati per la “mei” ma anche per osservare le differenze della “mei-buri” sulla nagako a causa del fatto che le differenti colorazioni della patina e la ruggine camuffano i tratti oggetto di studio. I BENEIFICI E I PROBLEMI DELL’OSHIGATA. Il primo vantaggio dell’Oshigata ? che di solito aiuta a riconoscere i tratti ed a leggere una “mei” pi? chiaramente convertendola in un’immagine B&W senza effetti sfalzanti. Per ottenere una maggiore certezza poi, l’Oshigata permette di esaminare attentamente la “mei-buri” passando da un’immagine tridimensionale dei tratti della nakago ad una bidimensionale. In ogni caso, le ovvie limitazioni di un’Oshigata come immagine B&W bidimensionale, consistono nel fatto che non permettono di vedere: a) il colore della patina della nagako (che spesso diventa un problema critico per determinare l’et? della lama); b) altri aspetti visibili solo in chiave tridimensionale dei tratti. In breve, l’Oshigata ? solo un primissimo stadio di un processo di esame che coinvolge molti e pi? approfonditi aspetti, che combinati permettono di determinare con una certa sicurezza l’autenticit? di una lama. Se la “mei” di una lama differisce notevolmente nella “mei-buri” da quelle utilizzate per la realizzazione di una lama certamente dello stesso forgiatore (cosa fra l’altro visibile tramite l’utilizzo dell’immagine bidimensionale B&W), si pu? concludere tranquillamente senza altri esami che la spada in questione ? contraffatta. D’altro canto, se invece la “mei-buri” ? molto simile a quelle utilizzate per realizzare altre spade da parte dello stesso forgiatore, allora la lama in questione sar?: a) "sho-shin"; b) ancora "gi-mei" ma lavorata con molta attenzione da parte del forgiatore-imitatore. In questo caso, l’esperto proceder? con l’analisi di accertamento esaminando la colorazione della nagako in rapporto col resto della lama e tutte le altre caratteristiche che appaiono ad un esame tridimensionale che gli permettano di osservare le ulteriori peculiarit? della lama in questione. Solo dopo uno studio cos? attento l’esperto si azzarder? a dire se si trova in presenza di una "sho-shin" o di una "gi-mei"… In qualche modo, bisogna partire dal presupposto che le caratteristiche della “mei” sempre esaminate ed il contenuto sempre attentamente tradotto. E questo rappresenta la base del processo di esame. In conclusione si pu? dire che se il procedimento Oshigata sembra identificare una lama come autentica allora si potr? procedere con l’ulteriore analisi magari scegliendo l’aiuto di una persona ancora pi? esperta, se invece il processo Oshigata non dovesse avere un buon esito, allora ? gi? probabile che la spada non sia autentica.
  13. Ops, l'ho vista solo adesso questa discussione...se volete posso darvi una mano anch'io. Dato che sto davanti al pc diverse pre per lavoro, tra una cosa e l'altra posso tradurre abbastanza velocemente. Ken, dimmi quali ti servono perch? non ho capito quali avete gi? tradotto. :hiya:
  14. Kaname

    [EROI] Amakusa Shiro

    AMAKUSA SHIRO Masuda Shiro (pi? tardi Amakusa Shiro Dayu Tokisada), nacque a Konoura, Uto, nel 1622, quarto figlio di Masuda Jinbei, Ronin (samurai senza padrone) che viveva ad Oyano, nell?isola Amakusa. L?isola Amakusa ? situata nel Mar di Amakusa, nella parte nord occidentale di Kuyshu. Shiro aveva tre fratelli pi? anziani che per? morirono tutti prematuramente. Aveva anche una sorella maggiore, Fuku, ed una sorella minore, Man. Fu cresciuto con l?estrema attenzione rivolta all?unico figlio maschio della famiglia. Quando Shiro aveva appena quattro anni recit? in pubblico il difficilissimo Keisho cinese (la letteratura fondamentale del Confucianesimo) e sorprese i presenti. Fu additato come un bambino prodigio tanto pi? che era anche estremamente attraente. All?et? di nove anni fu affidato al Samurai Susa Hannojo, dipendente dalla famiglia di Kato Kiyomasa, guerriero feudale. Torn? a casa quando la famiglia Kato perse il potere. Quando Shiro aveva appena dodici anni and? da solo a Nagasaki dove studi? duramente mirando a divenire un medico presso un mercante Cinese. Shiro era talmente abile che il suo datore di lavoro era solito ripetergli: ?Non capisco la terra giapponese che lascia che un ragazzo talmente brillante come Shiro faccia un lavoro di cos? basso livello. Che spreco per un genio essere lasciato cos?!? L?isola di Amakusa era governata allora da Terasawa Hirotaka, signore feudale. Hirotaka governava duramente specialmente i cristiani. Inoltre imponeva crudelmente una fortissima tassa territoriale sul riso nei confronti dei coltivatori, indipendentemente dal fatto che essi erano stati messi a dura prova da diversi anni di magri raccolti. ?Se non pagate le vostre tasse, le vostre figlie e nuore saranno imprigionate!? ?Che brutta situazione!Le nostre piante di melanzane e zucchine ci danno solo pochi frutti!? I cristiani furono arrestati. Alcuni di loro furono gettati in acqua bollente, mentre altri furono bruciati vivi in mezzo ai campi oppure decapitati e poi bruciati. Ai contadini che non potevano pagare le tasse, venivano legate insieme le mani, gli si facevano indossare giacche a cui poi veniva dato fuoco. Soffrivano in una tremenda agonia rotolando e contorcendosi al suolo. Gli abitanti dei villaggi vivevano i loro giorni terrorizzati all?idea dello scarso raccolto e delle imposizioni. Molti morivano uno dietro l?altro per denutrizione. Intorno al giugno 1637, si inizi? a rumoreggiare a proposito di ?Zuiso? nei villaggi delle regioni di Amakusa e Shimabara. Si diceva che ?Chiunque avesse creduto nella cristianit? sarebbe stato ammesso davanti a Dio il giorno del Giudizio, ma chiunque avesse creduto in un?altra religione non sarebbe stato autorizzato a sopravvivere?. In Suekagami (la profezia scritta da Francesco di Xavier ? 1506-1522 ? il primo missionario che risiedette in Giappone dal 1549 al 1551) si narra che Padre Marcos della Chiesa di Kotsu-ura lasci? un libro quando fu costretto ad abbandonare l?isola Amakusa. Nel libro fu trovata una profezia che diceva: ?In venti anni o poco pi? il tiranno morir? ed un fanciullo prodigio arriver? per salvare il mondo. La parte orientale e la parte occidentale del cielo si tingeranno di rosso ed allora i rami degli alberi morti si copriranno di germogli. Se la gente servir? con tutte le proprie forze la cristianit? e dar? ad essa il suo cuore, sar? sicuramente ammessa a godere della pace eterna.? Il tempo miracolosamente giunse proprio venticinque anni dopo la profezia di Xavier. Durante le albe ed i tramonti, il sole si infiammava all?orizzonte ed il cielo si illuminava come se fosse insanguinato. ?Ho sentito che gli alberi di ciliegio si sono coperti di germogli a Shimabara nonostante l?autunno stia ormai finendo? ?Dicono che gli alberi hanno i rami ricoperti di fiori? Ascoltando queste voci di avvenimenti straordinari gli abitanti del villaggio trascorrevano i loro precari giorni. In quel periodo Shiro era appena tornato ad Amakusa. Un giorno ruppe una pianta di bamboo con un falco ancora appollaiato su di essa. Fissando divinamente il falco negli occhi Shiro gli imped? di volare via. Nella Chiesa di Kotsu-ura, Shiro afferm? agli abitanti del villaggio che avrebbe dimostrato che ci? che si diceva di lui era vero. Alz? il viso al cielo e preg? chiudendo gli occhi. Un piccione vol? dal Paradiso fino ad appoggiarsi sul suo braccio. Il piccione depose un uovo nel momento in cui la mano di Shiro lo raggiungeva per toccarlo. Shiro prese dall?uovo un?immagine di Ges? ed una pergamena di scritti sacri e parl? ai presenti quando il falco stridendo pronunci? tre volte ?Zuiso? ?Zuiso? ?Zuiso? e vol? via. In un?altra occasione due ufficiali chiamati Aizu Gensatsu e Shimozu-ura Jihei, visitarono la palestra di Miyazu ad Oyano, accusarono Shiro di stregoneria e si incamminarono per raggiungerlo ed arrestarlo. Improvvisamente Gensatsu divenne muto e Jihei non riusc? pi? a muovere le gambe che si incurvarono. I due si scusarono disperatamente con Shiro per la loro mancanza di fede. Shiro disse: ?Se riconoscete la vostra eresia e vi impegnate a riformare voi stessi ed a compiere pie azioni, entrambi sarete certamente perdonati?. E preg? brevemente per loro. Immediatamente entrambi gli ufficiali tornarono quelli di prima. La voce dei miracoli di Shiro si sparse ad un ritmo incontrollabile nei villaggi vicini. Divenne cos? conosciuta che un uomo di nome Kajiro Jirobei disse:?Ho trovato uno scritto della Provvidenza in una conchiglia marina e lo scritto dice che chiunque abbia anche il pi? piccolo dubbio su Shiro sar? punito.? Ed un altro uomo di nome Juan di Kazusa a Shimabara disse:?Un apostolo discender? sulla terra. Il nome di questo apostolo ? Principe Shiro. Anche se noi, popolo di Shimabara, seguiremo i suoi insegnamenti, avremo poi dei dispiaceri. Ma nonostante questo, Shiro ? arrivato per essere rispettato e considerato figlio di Dio, Signore del Paradiso dai popoli delle regioni di Amakusa e Shimabara.? In quel periodo Shiro cambi? il suo nome in ?Amakusa Shiro Dayu Tokisada?. In quel tempo nell?isola di Amakura risiedevano molti Ronin che precedentemente avevano servito Kunishi Yukinaga, il signore feudale di Uto a Higo ed erano stati sconfitti nella ?Sekigahara no eki? (battaglia di Sekigahara). Questi Ronin furono crudelmente processati dal Bakufu Tokugawa, perch? molti di loro erano cristiani. Shiro soffriva per i Ronin ed il miserabile livello di vita dei contadini che subivano forti tassazioni. Dopo aver pensato a lungo e duramente, Shiro arriv? alla conclusione che una rivolta contro la tirannia del Daimyo fosse necessaria. Essa ? stata chiamata Shimabara/Amakusa no ran (rivolta di Shimabara ed Amakusa). Shiro comand? un grande gruppo di Cristiani composti dai Ronin della famiglia Konishi, il signore feudale disonorato, e dagli abitanti dei villaggi, e combatt? contro le truppe di Edo/Tokugawa Bakufu presso l?Hara Jo(Castello di Hara). Fu ferito in battaglia e soccorso da una donna. Infine fu trovato da Jinsa Saemon, un vassallo del signore feudale Hosokawa e fu ucciso da lui. Si dice che la sua testa fosse stata esposta al pubblico fuori dal castello di Hara per cinque o sei giorni affinch? servisse da esempio della punizione inflitta a coloro che fossero andati contro il potere dell?Edo/Tokugawa Bakufu. Fu poi appeso per diversi altri giorni fuori dalla porta di Dejima (la base in cui risiedevano gli stranieri) a Nagasaki. All?epoca Shiro aveva solo diciassette anni.
  15. Va bene carissimi! Fra un atto e l'altro qui allo studio (che pizza non ne posso pi?!) vi ho fatto la traduzione di Masuda Shiro. Non ho dubbi riguardo al senso delle frasi anche se non avevo il vocabolario con me quindi magari qualche abbaglio l'ho preso. Comunque per ottenere una traduzione decente ho dovuto usare diversi giri di parole quindi se confronterete in qualche punto non sar? proprio uguale all'originale. Spero comunque che vada bene. Era davvero interessante, confesso che non ne sapevo nulla! :11blush: La invio in allegato. Yama pensaci tu :05laugh: Baci a tutti! Masuda_Shiro.doc

Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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