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leonardo_1975

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  1. Io non scinderei l'arco giapponese dall'arciere perchè la tecnica Heki, la quale prevede una torsione estremamente vistosa, è possibile soltanto su uno yumi. Tale tecnica 'consente un maggiore accumulo di energia ( EEP ) che è assolutamente sorprendente se paragonato all'EEP di altri archi. La tecnica heki fa dell'arco una componente del sistema globale (arco - freccia - arciere): il motore che accumula e rilascia energia è tutto l'insieme.' E questo non è forse Zen?!!! Ad onor del vero, oltre all'arco turco, un altro arco che ha una geometria notevolmente evoluta, la quale permette una tecnica simile ma non paragonabile a quella giapponese, è l'arco coreano. Si parla comunque di EEP e non di efficienza, intesa quest'ultima come differenza tra l'energia prodotta dall'incremento di forza in funzione dell'allungo durante la trazione e l'energia del carico che si ripartisce sulla fraccia al momento del rilascio. L'efficienza dunque dipende esclusivamente dall'allungo e dalla geometria dell'arco.
  2. Complimenti Leonardo, gran bella lama!!!
  3. Ciao nijuseki, il tipo di mei del sukesada su ebay mi sembra molto più somigliante al sukesada del periodo koto / tardo muromachi ( era Tensho ). A parte questo, non c'è paragone con il wakizashi Echizen Kami Minamoto Nobuyoshi di sakuramatsuri ( il cui venditore tra l'altro è affidabilissimo e trovandosi in italia non hai problemi di dogana ). Se non sbaglio inoltre credo si tratti del Nobuyoshi che rientra nel wazamono ranking e più precisamente secondo la lista Kaiho Kenjaku è classificato come 'O Wazamono' mentre in base alla lista Kokon Kaji Biko è classificato come ' wazamono '. Altre classificazioni: Hawley 45 NOB586 Toko Taikan ¥4M 490 Fujishiro Jo saku S206 l'altro nobuyoshi è della prvincia di yamashiro Hawley 15 NOB593 Toko Taikan ¥4M 490 Fujishiro Chu-jo saku S206 ma credo che il wazamono ranking faccia riferimento al nobuyoshi di settsu ( NOB586 ) cioè a quello venduto da sakuramatsuri. Comunque puoi chiedere direttamente all'antiquario Classificazione a parte, tra i due waki non c'è paragone
  4. Ad integrazione delle foto relative al mio waki pubblicate nella discussione ' le mie nihonto preferite' posto la scheda tecnica e ripubblico nuovamente le foto in modo da averne una visione globale.Un dubbio riguardava lo tsukurikomi ( non specificato sulle scheda tecnica ) ma da una ricerca sulle differenze tra Unokubi e Kanmuriotōshi, la conclusione è che sia Unokubi scuola: Mihara, tradizione Yamato Epoca : tardo Muromachi, Koto jidai Nagasa: 45,3cm Sori: 1,6cm Moto-haba: 3,09cm Moto-kasane: 0,72cm Peso: 462gr Hamon: suguha Boshi: yakizume Hada: masame misto in itame Orimono: naginata-hi su entrambi i lati habaki in argento Nakago: ichimonji suriage, yasurime sujikai, saki kiri, 1 mekugi ana Certificato: Hozon Token Kanteisho Per quanto riguarda la scuola ( Mihara ) in quell'epoca può essere Sue Mihara o Kai Mihara, ma nello specifico pur non avendo molte informazioni sulla Kai Mihara, credo che sia Sue Mihara
  5. Grazie per le indicazioni YamaArashi. Ho eseguito una ricerca: lo tsukurikomi è uguale a quello della naginata descritta nella discussione 'naginata' di cui riporto il link: http://www.intk-toke...ch=1 Per quanto riguarda le differenze tra l'u no kubi e il kanmuri otoshi, ho trovato le seguenti definizioni ( postate da Paolo nella discussione NBTHK Kantei - marzo 2010 ): La differenza tra Unokubi e Kanmuriotōshi risiede sostanzialmente nella punta. Nello Tsukuri di tipo Unokubi la linea dello Shinogi si ferma prima della punta e quindi la lama, vista dall'alto presenta in punta un "rigonfiamento" tipico (vedi Nagayama, pag. 54 in fondo) che viene definito "collo di cormorano" (da cui il nome dello Tsukuri) . Nello Tsukuri di tipo Kanmuriotōshi la linea dello Shinogi finisce proprio sulla punta e quindi la lama, vista dall'alto, si presenta assolutamente lineare (vedi immagine - purtroppo deformata dal software del Forum) In conclusione credo che lo tsukurikomi del mio waki sia Unokubi proprio perchè la linea dello Shinogi si ferma prima della punta. Inserisco le immagini per un confronto: UNOKUBI KANMURIOTOSHI Prossimamente riposterò le foto e la scheda tecnica nella sezione schede
  6. Servizio fotografico rifatto grazie ad un amico :-) Oltre alle nuove foto, allego anche un esempio di sezione ( allegato anche in precedenza ) UNOKUBI-ZUKURI che dovrebbe essere quella relativa al mio waki, perchè pur non avendo lo yokote, da questo punto il dorso della lama torna ad essere più spesso.
  7. ok, io invece credevo che soltanto la katana ( al posto di quella di ordinanza ) venisse adattata in montatura gunto
  8. Non capisco che ' c'azzecca ' un wakizashi del 1500 con una saya militare!!!
  9. Quanto meno avrebbero potuto rimuovere le sbavature dal menugi ana con una bella limata :-)
  10. Ciao Michelangelo, di seguito i link alle discussioni sull'argomento. Il nulla osta ( e quindi i certificati per ottenerlo ) serve per l'acquisto, poi per la detenzione è sufficiente la denuncia, ma poichè il tuo è stato un ritrovamento, hai saltato la fase dell'acquisto non producendo le certificazioni richieste che, a mio avviso, ora vogliono nella fase di detenzione. Per cominciare leggi questo: http://www.intk-toke...opic=6931&st=18 nel link successivo ( ultima pagina della stessa discussione ) trovi la sintesi di diritto alle armi e il sito del Giurista. Dott. Edoardo Mori, uno dei massimi esperti di legislazione sulle armi. http://www.intk-toke...opic=6931&st=36 Se vuoi puoi rivolgergli direttamente le domande sullo specifico caso. Comunque poi ogni questura ha la sua prassi
  11. Hai ragione Paolo, ma mi rimane difficile perchè sono fuori tutto il giorno per lavoro e quando rientro ho sempre i bambini vicino; comunque se dovesse presentarsi l'occasione ne farò altre
  12. Ciao a tutti, l'iniziativa di YamaArashi è da lodare....Allora le lame che preferisco sono del periodo koto, tradizione Yamato e Bizen: queste due tradizioni, anche se diverse l'una dal'altra ( la seconda molto più appariscente della prima ) mi piacciono per quello che, almeno nel mio immaginario, rappresentano; l'una ( Yamato ) legata ai templi ed ai monaci delle montagne, yamabushi, sohei ( sterminati nella seconda metà del 1500 ) rappresentante quindi di quella parte di cultura legata all'esoterismo, al misticismo, al buddhismo ecc.l'altra rappresentante di una perfezione costruttiva, attraverso l'utsuri ( nella sua funzione tecnica di assorbire gli urti ).Preferisco lame che non hanno tantissimo hamon Il wakizashi ricavato da naginata ( tardo Muromachi, tradizione Yamato ) di cui allego qualche foto ( per niente venute bene in quanto scattate di fretta timoroso dei miei figli che si aggiravano intorno al wakizashi... ) mi piace molto a livello di tsukurimono: dovrebbe essere di tipo UNOKUBI-ZUKURI ( insieme al KANMURI-OTOSHI-ZUKURI è il più comune nelle naginata ), perchè pur non avendo lo yokote, la sezione è del tipo in allegato, ma purtroppo dalle foto non si vede bene. Orimono naginata-hi su entrambi i lati che fa la sua figura
  13. Sull' Android Market, o meglio sul nuovo Google Play ci sono due applicazioni entrambe a pagamento ( ma costano una sciocchezza ): Japanese swords e NM japanese swords collector; personalmente però non le ho scaricate: la prima non ha un grossa valutazione da parte degli utenti, mentre la seconda non è stata ancora recensita. Qualcuno le conosce?
  14. Grossissimo intervento YamaArashi, inoltre sono d'accordo anche Gialias, la bellezza ed il valore di una lama non dipendono dalla sua lunghezza: ad esempio un Wakizashi può costare più di una Katana come un Tanto può costare più di un Wakizashi o una Gendaito. Epoca, stato di conservazione , attività presenti, tradizione, scuola, artista ecc. sono tutte caratteristiche che vanno a determinarne il prezzo di mercato, ma il valore storico e culturale di una nihonto a mio avviso è incommensurabile.
  15. Continua a leggere, ma tieni d'occhio anche siti in cui si vendono nihonto.Te ne è stato indicato qualcuno? Almeno due antiquari fanno parte di questa associazione
  16. Perchè non provi con il Kali Filippino o il Jeet Kune Do? Entrambe riprendono anche alcuni concetti della scherma, e quindi potrebbero essere complementari alla tua disciplina. Io sono istruttore di Jeet Kune do e Close Combat ( anche se con il poco tempo che ho a disposizione sono molti annni che non pratico ), sotto il maestro Maurizio Maltese, il quale insegna anche Kali ed altre discipline
  17. Ciao, per iniziare direi ' Nipponto l'anima del Samurai ' e per approfondire 'Il Manuale della spada Giapponese'
  18. Concedetemi il paragone: se una donna ti colpisce, ti colpisce e sti kizzu dei difetti....almeno inizialmente
  19. Hanwei sicuramente è cinese, e produce un modello in tamahagane ( PAPER CRANE ); lo scorso anno mandai una mail alla hanwei in cui chiesi se il tamahagane era certificato e mi risposero di no quindi sostanzialmente si potrebbe finire per comprare una replica dichiarata in tamahagane ma non certificata ( lascio a voi le conclusioni... ), e tra l'altro non costano neanche poco, se non erro sui 2500 euro. A quel prezzo si può comprare anche una nihonto che al di là del valore rappresentato dal prezzo, ha anche un valore storico culturale. Per quanto riguarda yarinohanzo non credo che sia cinese, comunque mi interessai anche a loro perchè tra le varie personalizzazioni c'era anche quella del tamahagane importato dal giappone certificato ( ad un costo di circa 2000 euro se non ricordo male, tra acciaio e customizzazione ). Così scrissi chiedendo loro da chi veniva emessa la certificazione: la risposta è stata che la fattura certificava la provenienza dell'acciaio. Anche qui si capisce che anche se l'acciaio proviene dal giappone non è detto che sia tamahagane. Il tamahagane oggi deve essere certificato esclusivamente dalla NBTHK. In questo forum si parla di nihonto ma era doverosa la precisazione. Ti consiglio di farti un giro nel forum ed eventualmente di acquistare una nihonto: ha tutt'altro fascino

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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(proverbio popolare giapponese)

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