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Navy

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  1. Appunto, per questo sono andato “su ordinazione” 😉 Confermo essere il “mio” venditore lo stesso della baya. Con pragmatica fretta di vendere, in quanto in attesa di altre lame. Assieme alle sue scuse mi ha offerto la possibilità di accordarci e quindi interrompere l’asta. Nel frattempo emerge, da parte di uno degli esperti linkati (Chris), che Abe Hiroaki non sia il fabbro, bensì il committente della lama. Che potrebbe quindi coincidere con l’ufficiale che la portò al fianco, oppure essere il parente/amico che gliene fece dono.
  2. Ah, benissimo! Mi serviva giusto una Masamune, ora so a chi chiedere
  3. Ma certo che puoi Mi auguro solo che i tuoi tempi nella malvivenza siano cessati definitivamente Scherzi a parte, se notate alcune foto sono differenti come sfondo, ma anche come dettagli, e sono le prime che mi ha inviato ( insieme ad altre). Queste a sfondo bianco sono di una precedente asta (dal Giappone) che mi era stata segnalata dal madrelingua che ha “tradotto” la mei: presumo risalgano al suo acquisto. Gli ho scritto per sapere come mai avesse messo in asta la lama (cosa lecita) senza avvisarmi (cosa poco gentile): vediamo cosa risponde. Credo che si tratti dello stesso venditore, perché mi ha scritto di risiedere in Virginia, e quindi in tal caso sarei di fronte ad una persona non proprio correttissima, ma magari con molta fretta di vendere. Se invece fosse un truffatore... beh, 1.000 volte grazie a voi che mi avete dato la dritta. In ogni caso, concordo con il consiglio: avrei chiesto altre foto specifiche e comunque pagato con PayPal, che a certe condizioni garantisce integralmente l’acquisto. Vi terrò informati, tuttavia non credo che procederò all’acquisto: l’asta ha tempi troppo stretti per le mie esigenze. Vi ringrazio ancora tutti per gli interventi e per il pronto avvertimento, davvero apprezzati.
  4. Grazie mille per l’informazione! Credo si tratti dello stesso venditore, ad ogni buon conto l’ho contattato via mail; vediamo gli sviluppi.
  5. Ciao Francesco, grazie per il tuo incoraggiante parere. Riguardo il link, come ho scritto non sono ancora proprietario della lama: sono in attesa di una spedizione dagli USA, e prima di procedere ad ulteriori acquisti voglio essere certo che la procedura indicata dalla questura di competenza vada in porto senza problemi. Inoltre, va detto che il venditore è un privato e non gestisce un negozio on line. Mi ha spedito le foto via mail, ed è vero che alcune sembrano provenire da un sito di vendite, ma probabilmente risalgono a quando lui ha acquistato il materiale.
  6. ...di vascello Diciamo che vengo in banchina con un certo grado di sicurezza, grazie al supporto di voi esperti piloti di porto. Se perfezionerò l’acquisto ripasserò senz’altro da qui, e spero con qualche informazione in più.
  7. La traduzione della mei fornita dal proprietario è: “Shinmyo Takeyoriwake Abe Hiroaki Tsukuru Kore”; che si traduce in: “Miracolosa Takeyoriwake, Abe Hiroaki ha fatto questa (spada)”. Questa lettura della mei mi è stata confermata da un madrelingua giapponese. Io ho cercato la corrispondenza dei kanji, e con un certo sforzo interpretativo ottengo qualcosa di simile, sebbene non trovi alcuna coincidenza nei kanji 6, 7 ed 8 (dall’alto): mi mancano in sostanza Abe e Hiro. Takeyoriwake é una divinità scintoista, protettrice della provincia di Kochi, sull’isola di Shikoku. In questa provincia erano (e sono) attivi alcuni produttori di lame, verrebbe quindi da ipotizzare che Hiroaki san fosse un fabbro residente in quell’area, ma rimango nel campo delle speculazioni...
  8. Intanto grazie per gli interventi: molto interessante il lavoro di traduzione fatto da betadine, che tra gli altri cita alcuni tra i maggiori esperti di spade militari giapponesi. Se guardate le foto del nakago (non particolareggiate), sul mune si intravedono in effetti dei piccoli punzoni, che sono appunto quelli apposti dagli ispettori dell’esercito che, come menzionato, avevano in carico la bottega del maestro associato RJT (in genere Seki o Na, per arsenale di Nagoya). A proposito dei 2 mekugi ana, fu un miglioramento costruttivo richiesto dall’esercito, per rendere più resistente e stabile la tsuka, a similitudine delle lame d’arsenale prodotte per i sottufficiali. Altro “upgrade” è la seppa (nera) che va a contatto con l’habaki: questa presenta un “labbro” che ha funzione di guarnizione contro la polvere e l’umidità quando la lama è riposta nel fodero. Questo tipo di koshirae è stato introdotto attorno al ‘42, allo scopo di velocizzare la produzione (vedasi tsuka ito semplificato) rinunciando agli orpelli (vedasi same artificiale), ma al contempo rendendo più adatto alla guerra lo strumento che tutti gli ufficiali, di qualsiasi arma, portavano al fianco con estremo orgoglio. Certo è meno elegante dei koshirae mod. 94 o 98, ma ciò non indica necessariamente una qualità inferiore della lama custodita all’interno, anzi! Leggo che con una frequenza sorprendente spesso il koshirae Tipo 3 ospita una lama di qualità superiore, quantomeno una gendaito in luogo delle più comuni showato. E i vostri pareri mi indirizzano al procedere con la trattativa: sebbene il maestro Hiroaki non sia conosciuto, questa potrebbe essere la mia prima nihonto in tutto e per tutto. P.S. Un grazie speciale al sensei Rossi, che tante volte ho importunato per avere consigli e pareri, e che pazientemente mi ha sempre concesso il suo aiuto.
  9. Ciao Manuel; anzitutto grazie per l’intervento e per il link: conosco il sito ma non avevo visionato questo interessante documento. In effetti anch’io non ho trovato nulla a proposito di Hiroaki, non è presente nella lista dei maestri spadai associati al programma RJT: https://www.japaneseswordindex.com/gendai2.htm né in altri elenchi del periodo Showa. A occhio sembra una spada di buon livello, ovviamente se valutata secondo i parametri propri delle lame prodotte nel periodo bellico, progettate e costruite per un effettivo uso sul campo di battaglia. Da qui la sugata poco elegante e le geometrie importanti, per non parlare poi del koshirae (in questo caso alquanto particolare, fuori dai canoni standard). Però curata nei dettagli, a cominciare dalla mei e dalla finitura del nakago. Mi interessa il tuo parere in merito: se interpreto bene, pur non essendo una lama di pregio, è comunque da considerarsi una nihonto?
  10. Salve a tutti; chiedo la cortesia di un vostro parere su questa lama che mi è stata proposta. Mi viene descritta come una gendaito prodotta nel ‘44 da un maestro associato al programma RJT (notare la presenza della stella), il cui nome dovrebbe essere Abe Hiroaki. La parte iniziale dell’iscrizione è una dedica ad una divinità shintoista (Takeyoriwake?). Il koshirae, militare, è del cd “tipo 03” o “44”, con same in celluloide e una saya decisamente non convenzionale, priva tra l’altro dell’ashi. Le misure di base della lama sono: Nagasa: 67 cm Sori: 1.7 cm Motohaba: 3.3 cm Sakihaba: 2.4 cm Kissaki: 4.5 Nakago Nagasa: 21.5 cm Kasane: 0.7 cm Allego alcune foto che spero siano sufficienti per poter valutare questa katana, nonché per consentire di tradurre le iscrizioni presenti sul nakago. Ringrazio anticipatamente coloro che vorranno intervenire condividendo la loro esperienza.
  11. Navy

    Shin gunto

    Non sono un esperto (tutt’altro!), però la sugata di questa lama, con un sori così minimo ed il kissaki esteso, non mi pare rientri nei canoni standard delle lame militari del periodo Showa; in assenza di altri dati (nagasa) forse una Kanbun?
  12. Figurati Gabriele, grazie a te. Mi riferivo al fatto che ci sono due tipologie di saya con combat cover: una è la saya originale della sciabola, in legno laccato o metallo, cui veniva applicato un fodero in cuoio per preservarla dai possibili danni derivanti dall'uso sul campo; l'altra è una saya in legno rivestito in cuoio, che veniva utilizzata in sostituzione di quella originale per evitare di danneggiarla (una specie di shirasaya da battaglia). Quest'ultimo tipo è molto semplice e generalmente privo di samegane e kuchigane, ne parlano qui: http://www.h4.dion.ne.jp/~t-ohmura/gunto_034.htm http://www.k3.dion.ne.jp/~j-gunto/gunto_005.htm Per quanto riguarda il fuchi, è senz'altro differente da quelli standard, ne ho peró trovato uno identico montato su questa gunto: http://www.quanonline.com/military/military_reference/japanese/sword5.php Credo che sia un fuchi militare di tipo più semplice (richiama la fattura della kashira)
  13. Ciao Gabriele;il kuchigane non ha la stessa fattura del fuchi, è un semplice anello di rame (oppure ottone?). Quelli a cui fai riferimento tu, decorati con motivi floreali, li ho visti solo sulle saya in metallo, tipiche delle gunto type 94 e 98 con koshirae "formale".Questa è una saya in legno "da campo" (informality scabbard per gli americani), un pò inusuale sia per la presenza del semegane che, appunto, del kuchigane. Da notare come la saya segue fedelmente dimensioni e sori della sciabola A proposito del boshi... Ho approfittato della giornata di sole per scattare qualche foto con luce naturale; mi sembra di intravederlo, non è netto, è più che altro un'ombra, un'area che riflette in modo differente la luce. Sei riuscito a vedere l'hada? Può quindi essere una nihonto?
  14. Grazie per le ulteriori informazioni! Mi avete stuzzicato ancora di più la curiosità, ma a questo punto credo che sia necessaria una valutazione de visu: che voi sappiate c'è qualche esperto in nihonto residente in Sardegna (oppure un sensei continentale in trasferta)?
  15. Navy

    Ciao a tutti

    Ciao a te mifune; ti lascio lo scettro dell'ultimo arrivato!
  16. Ri-salve a tutti; voglio anzitutto ringraziare tutti coloro che sono qui intervenuti fornendo la loro interpretazione su questa lama. Avete evidenziato aspetti che ai miei occhi di assoluto neofita erano del tutto inesistenti, ma che ora riesco a "leggere". Premesso che sono qui per imparare, vorrei continuare a discutere, se volete, sulle caratteristiche complessive della sciabola in mio possesso, al solo fine di interpretarla meglio; non temo le "demolizioni", so di non custodire un'opera d'arte, la mia unica preoccupazione è trovarmi tra le mani un falso cinese o pakistano, cosa che mi sento di escludere; se invece questa lama è stata portata in guerra da un ufficiale giapponese, così come si presenta ora, mi ritengo più che soddisfatto. Ciò detto e riassumendo, la lama sembrerebbe una Showato (nel senso di gunto bellica non nihonto), che ha subito importanti interventi di o suriage e di rimodellatura del kissaki, e probabili politure multiple. Al proposito faccio le seguenti riflessioni: - Il koshirae militare è originale nelle sue parti (mi baso su molteplici esemplari visti e confrontati in rete), e la saya ha una lunghezza totale di 64 cm (utili per la lama 63), mentre la lama, dalla tsuba alla punta del kissaki, sfiora i 60 cm; normalmente le gunto tipiche del periodo 2^ G.M. hanno una nagasa di 65/66 cm, quindi la saya sembra essere della dimensione esatta per questa spada, e quindi realizzata apposta per essa (se ovviamente non mi sbaglio: ho letto che la saya è sempre di qualche cm più lunga della lama totale, cioè includendo nella misura di questa le seppa frontali e l'hamaki). Dubbio: alterare una lama per adattarla ad una saya originale più corta? - Un intervento di o suriage tale da far scomparire totalmente il mekugi ana originale (e l'attuale mi sembra realizzato a mano e non a macchina) presuppone un "taglio" del nakago di almeno 12 cm (la misura attuale è 18): questo per consentire di poter montare una tsuka (in questo caso è lunga 24 cm dalla base esterna del fuchi fino all'estremità della kashira, che è più lunga di quelle civili); in aggiunta al materiale asportato per rimodellare il kissaki (diciamo non meno di 1-2 cm) arriviamo ad una nagasa di ben 71/72 cm ed oltre. Se è così, avremmo una lama iniziale eccezionalmente lunga, con la linea originale hamachi/munemachi spostata necessariamente molto indietro, nell'area dell'attuale nakago che però è parecchio più ossidato e patinato rispetto al resto della lama. - Osservando con attenzione alcune foto, mi sembra di scorgere una zona più lucida e netta dietro l'attuale posizione dei machi: ho evidenziato quella che potrebbe essere l'area in cui, forse, erano posizionati hamachi e munemachi prima dell'intervento di machi-okuri. Parliamo di circa 1,5 in avanti. Può essere un intervento fatto per consentire il montaggio della tsuka militare, più lunga? - Concordo sul lavoro di rifacimento del kissaki. Mi pare di individuare il boshi, ma può essere solo una mia impressione. Domanda: lo yokote è solo un elemento estetico, effetto della politura o invece deve distinguersi al tatto? Posso solo aggiungere a quanto sopra che, a detta del venditore (che non conosco ma mi è parso persona in buona fede) questa lama è stata da lui direttamente acquistata in Giappone almeno 8/9 anni fa, presso un antiquario di Osaka. Un ultimo dettaglio storico: esistevano sciabole più corte di cui si dotavano gli equipaggi di mezzi corazzati ed aeroplani (crew gunto secondo la terminologia americana: questo è un sito giapponese che ne parla: http://www.h4.dion.n...a/gunto_048.htm ). La mia ha una lunghezza totale, inguainata, di 90 cm. Ringrazio ancora tutti per il tempo e l' esperienza dedicati alla lettura di questa piccola porzione di storia!
  17. Grazie ai primi interventi! Ma... un suriage con un solo mekugi ana? In effetti il fuchi non è il classico shin gunto, e ci può stare se è una lama ancestrale rimontata secondo le normative per portarla in guerra. Il samegawa è veramente strano, è un qualche tipo di pelle ma proprio non riesco ad identificare l'animale.
  18. Salve a tutti, approfitto dello spazio concessomi per sottoporvi questa spada che ho acquistato di recente; è un wakizashi con montatura militare da ufficiale dell'esercito, e proprio la sua ascendenza militare risalente alla 2^ G.M. è stato il motivo che mi ha spinto all'acquisto (non inorridite). Nello studiarla sono rimasto affascinato dalla spada tradizionale giapponese, nelle sue mille sfumature ed implicazioni che vanno molto oltre quelle usualmente associate alle armi da fuoco che colleziono. Da qualche dettaglio mi sembra che questo wakizashi possa forse rientrare fra le nihonto, nel senso di prodotta a mano secondo il metodo tradizionale, e non fabbricata in massa durante la guerra. Ben conscio di non possedere in ogni caso una lama di gran pregio (certo non al prezzo pagato), gradirei avere un vostro parere in merito, soprattutto riguado al periodo di fabbricazione, alla tecnica produttiva adottata ed ad eventuali dettagli che un occhio allenato riesce a distinguere. Ora provo ad inserire una scheda, vogliate perdonare errori, approssimazioni e soprattutto la qualità delle foto (ho provato a scattarle in varie angolazioni e condizioni di luce, ma la difficoltà di fotografare i dettagli di una lama è proprio in linea con la complessità delle nihonto!). Nagasa: 57,5 Sori: (questa misura l'ho presa un pò a spanne) circa 11 mm, leggermente koshi zori Kissaki: 3,5. Presenta un brutto kizu sul lato dx, in prossimità della ha Nakago: mumei, 18 cm Motohaba: 2,8 Sakihaba: 2,2 Motokasane: 8 mm (circa) Sakikasane: 6 mm (circa) Hamon: non riesco a definirlo perchè non ha un disegno costante su tutta la lunghezza; forse inizia come gunome midare, ma verso metà lama si assottiglia come altezza e sembra più suguha; fra l'altro a circa 5 cm dal yokote diventa appena percettibile fino a divenire indistinguibile Boshi: faccio molta fatica ad identificarlo, sembra però esserci, maggiormente visibile sul lato sx Hada: neanche ci provo; Le foto: Il koshirae è quello classico militare dell'esercito, di qualità piuttosto corrente, ma comunque anteriore al 1944, quando la qualità dei materiali e delle finiture calarono drasticamente; la saya (stranamente dotata di semegane) è quella da combattimento, in legno inserita in un fodero di cuoio, con khoiguchi in rame o ottone; il samegawa è di un tipo che non ho mai visto, non mi pare pelle di razza. L'habaki è essenziale, però di misura esatta, e segue fedelmente le linee della lama. A questo punto ringrazio tutti coloro che vorranno fornirmi la loro opinione su questa lama. Cordialmente, M.
  19. Navy

    Salve, mi presento...

    Grazie a tutti, proveró ad inserire una scheda (molto basic) nella sezione consigli.
  20. Navy

    Salve, mi presento...

    Salve a tutti; sono un modesto collezionista di armi da fuoco e di qualche bianca, principalmente della 2^ G.M. Sono "inciampato" nel mondo delle lame giapponesi di recente, avendo acquistato una spada da ufficiale che mi ha affascinato molto, e che quindi ho cercato di capire meglio, facendo ricorso al web. Ho scoperto quindi l'esistenza di questo forum, che devo dire mi ha impressionato per la qualità degli interventi e l'abilità tecnica di chi lo frequenta (siete in grado di fare delle schede di presentazione con foto eccezionalmente dettagliate, davvero al di là delle mie competenze). Ho qui appreso molto, approfittando delle vostre conoscenze in materia, ma ovviamente quando dico "molto" devo specificare che la mia precedente conoscenza era pari a zero... Anche perchè il mondo delle nihonto è molto più prossimo a quello dei cultori d'arte figurativa che non a quello degli appassionati di armi in senso stretto. Ciò premesso, se la cosa non viola l'etichetta del forum (poichè so che le lame militari non sono particolarmente attraenti per gli utenti INTK), vorrei sottoporre alla vostra attenzione questa mia lama, che si è rivelata essere un wakizashi, forse risalente al primo Meiji. Sono consapevole di non avere acquistato un tesoro nazionale giapponese: tuttavia mi appassiona la Storia, e qualunque informazione in più potessi avere su questa lama (fattura, periodo, etc.) me la renderebbe ancora più gradita agli occhi. Cordiali saluti, M.

Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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