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lucky

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  1. lucky

    Tanto

    E' vero ... è un po' come trovare un manoscritto che non si legge ..... a questo non avevo pensato ... Non riuscivo infatti a capire questa vostra ... "ostinazione" a riportare le lame a nuovo. Altro tassello aggiunto oltre alle molte cose che già mi avete suggerito su questa lama Vado a studiare un altro po'
  2. lucky

    Tanto

    Anche se non le ho comprate ... non sono molto d'accordo ... certo che rispetto a certe lame queste sono ben poca cosa. Ma sono autentiche, hanno vissuto e sono reali, si possono toccare senza paura e vedere da tutti i lati. Che inizio si può chiedere di più? Un'archeologo non considera "rottamoni" le quattro pietre che restano di un palazzo. Un collezionista forse sì. Grazie alle vostre indicazioni posso iniziare a notare, studiare, scoprire e capire. Le vostre risposte sono preziosissime per me. Le devo sempre leggere con il glossario sempre a portata di mano ma subito parte la ricerca e l'approfondimento per capire cosa è, cosa era e cosa c'era intorno. Tecnica e storia. Ancora non sono stato colpito dal virus del collezionista ... forse un giorno ... ma da quello della curiosità sicuramente sì.
  3. lucky

    Tanto

    Proverò a cercare la luce ... ogni tanto mi sembra di vedere qualcosa... A forza di vedere (qualcosa si intravvede nella seconda foto) quella zona più scura sopra il mekugi ana potrebbero essere residui di mei corrosi dal tempo? No eh? Non si sa mai ... per sicurezza allego un'altra foto.
  4. lucky

    Tanto

    Giustissimo ... la mia titubanza nasce solo dal fatto di sentirmi ancora MOLTO ignorante in materia ... comunque mi butto e provo almeno a descrivere. Allora ... l'ossidazione del nakago i mekugi ana irregolari mi fanno pensare a qualcosa di autentico. Il nakagojiri potrebbe essere del tipo Yamashiro jiri o Kuri jiri? Mi sembra di vedere impercettibili tracce di yasurime verticali Hamachi munemachi sono molto bassi e questo fa pensare a molte politure. La grossa ammaccatura sul nakago non può essere dovuta a combattimento visto che la zona doveva essere coperta dal kashirae. Mancanza di mei e alcuni piccoli kitae-ware sulla lama indicano forse un forgiatore "minore"? Per definire l'epoca in base alla sugata direi che la forma slanciata e la mancanza di Yokote (shobu?) e il leggero assottigliamento la punta può far pensare a una lama shinto (primo edo?) L'habaki direi che è in rame graffiato (... a unghia di gatto?) Spero di non aver detto troppe cavolate ... questo per ora è comunque il mio livello di conoscenza. Se vi sembra basso pensate che è cresciuto enormemente da quando ho iniziato a leggere il vostro forum Grazie per tutte le indicazioni che vorrete aggiungere
  5. lucky

    Wakizashi

    Considerando che non si vede traccia di hamon o Hada significativi, si può tentare con una scheggia di hazuya in punta di dito per vedere se compare qualcosa? E ora viene la domandona finale ... Considerando tutto quello detto fino ad ora, considerando che non si vede traccia di hamon o Hada significativi, ecc .. ha senso una politura? Volendo estendere il discorso .... QUANDO in generale ha senso una politura? E ancora, nel caso di NON convenienza, cosa si potrebbe fare per valorizzare e comunque conservare al meglio questa nihonto?
  6. lucky

    Tanto

    ... e vista la vostra disponibilità e competenza approfitto ...: Nagasa 27 cm Nakago 10 cm Motohaba 2.6 cm Motokasane 6 mm Sakikasane 4 mm Sakihaba 18 mm Kissaki 35 mm Hamachi e munemachi 1-1.5 mm Peso 217 g Anche questa lama è in un pessimo stato e presenta le solite ossidazioni e graffi da spazzolamento oltre a una grossa ammaccatura sul nakago e qualche piccolo difetto di forgia Hamon e Hada ........ a volte sembra di intuire qualcosa. Nessuna firma E ora un po' di foto:
  7. lucky

    Wakizashi

    Certamente ... Esterno 33 x 16 mm Interno 24 x 6.5 mm
  8. lucky

    Wakizashi

    Ti ringrazio e resto in attesa. Per la Tsuba mi hanno anche parlato di scimmie. Può essere? Invece per le scritte trovate sotto il fuchi? Qualcuno riesce a decifrarle? Solitamente cosa veniva scritto in quella zona?
  9. lucky

    Wakizashi

    Nessuno riesce a decifrare quelle scritte?
  10. lucky

    Wakizashi

    Come richiesto posto le ultime foto Koshirae ... fuchi ... menuchi ....saya .... Il tutto è parecchio traballante nonostante sia fissato con il suo mekugi. E nella saya il Koiguchi è molto largo e l'Habaki non fa presa. Segno di un uso intenso? Sono presenti delle iscrizioni scritte sul legno sotto il fuchi. Cosa veniva indicato di solito? Sono leggibili? Si riesce a risalire al periodo del Koshirae? Cosa rappresentano i menuchi e la tsuba? Alla fine proverò a riassumere tutte le vostre osservazione per pubblicare una scheda il più possibile dettagliata. Grazie Forse quest'ultima parte sarebbe meglio spostarla nella sezione Koshirae?
  11. lucky

    Wakizashi

    Grande!!! E' la prima sillaba (delle 2) del mio cognome .... Non è che salta fuori che è stata fatta da un mio parente emigrato??? Sherzi a parte perchè è molto strano? Perchè sconosciuto? E la tacca che si sovrappone è da considerare "casuale" o è stata fatta per "eliminare"? Cioè esistevano casi in cui il nome del vecchio forgiatore veniva annullato?
  12. lucky

    Wakizashi

    Come promesso invio un po' di dettagli sperando che siano visibili compreso la Hada. Anche con questi ingrandimento non trovo traccia di hamon. Essendo autentica cosa significa: troppe politure o cattiva forgiatura? Effettivamente nel punto incriminato c'è una notevole discontinuità ma se sia dovuta a consumo o saldatura non sono in grado di stabilirlo. Posso comunque escludere una tecnologia di saldatura degli ultimi 20-30 anni. Di più non so.
  13. lucky

    Wakizashi

    Stasera mi concentrerò su quella zona. Intanto se mi aiutate a comprendere ... mi sembra di capire che il Kanji vero e proprio sia sovrapposto da una tacca trasversale quasi ad annullarlo. Giusto? E quelle tacche tra il Kanji e il Mekugi a cosa sono dovute? Mi sembrano della stessa intensità di quella trasversale. Le firme venivano incise o punzonate?
  14. lucky

    Wakizashi

    Certamente ... stasera cercherò di concentrare gli scatti in quel punto. Era da almeno una 30ina d'anni dimenticata in un baule (insieme ad altre lame) e non ho notizie precise sulla sua provenienza. Nell'attesa della "sentenza" e del riconoscimento del Kanji riuscireste intanto a fornire un po' di informazioni/ipotesi generiche sulla lama ? Mi affascina sapere e capire il più possibile della storia e degli eventuali rimaneggiamenti di un oggetto. Quelle tacche tra il Kanji e il Mekugi fanno sempre parte della firma o sono altro? Grazie
  15. lucky

    Wakizashi

    Allora ... "vengo a voi con questa mia addirvi ...." e proviamo per la prima volta a compilare la scheda tecnica di questa mia Wakizashi: Nagasa: 46,5 cm Sori: 9 mm Kissaki: 3 cm Nagako: 11,5 cm Motohaba: 2,7 cm Sakihaba: 1,6 cm Motokasane: 5 mm Sakikasane: 3 mm Peso: 315 g E adesso qualche foto/dettaglio del mei, Yaurime ecc... Per quanto posso vedere direi che è una lama molto vissuta e molto maltenuta. Presenta rigature, ossidazioni e qualche piccola tacca sull' hasaki. Il doppio Mekugi ana indica un Suriagi ? Mi sembra che ci siano evidenti tracce di precedenti munemachi e hamachi. Non riesco a rilevare presenza di hamon (ma il mio occhio è molto inesperto) Dal Sori e dal Mihaba potrebbe essere un medio Edo (fine 1600) o un Muromachi? ... Qui sto osando un po' troppo .... Per ora riesco ad arrivare fin qui grazie a a quello che ho letto in questo forum (per ora solo una piccolissima parte)... e forse ho sbagliato quasi tutto .... A breve anche foto della Saya, e della Tsuka e Tsuba (... e io che mi lamentavo della eccessiva terminologia della barca a vela!!!!) Adesso tocca a voi. Grazie

Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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(proverbio popolare giapponese)

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