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Enrico Ferrarese

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Contenuti inseriti da Enrico Ferrarese

  1. Ho sempre creduto anche io nella frequente presenza di un "codice" come quello descritto dal buon Paolo. ...Ed una delle cose che mi ha da subito affascinato e divertito molto, è stata proprio quella di ricercare e paragonare lame con mei identiche ma di generazioni diverse dello stesso lineage. Fortunatamente questi due forgiatori sono stati molto prolifici, e se si cerca a fondo, si possono trovare molti esempi. In poco più di un anno ho raccolto, analizzato e confrontato circa una cinquantina di oshigata di sicura attribuzione e foto di codoli certificati: ne emergerebbero nuove particolari distinzioni, deduzioni ed ipotesi che vorrei condividere. Partendo dal post iniziale di Paolo innanzitutto bisognerebbe capire quanti esempi sono stati presi in esame: già il numero che ho archiviato io è scarsamente sufficiente per trarre delle conclusioni definitive. Da quanto ho potuto verificare, tra i due “filoni” di pensiero, mentre il primo riguardante le differenze sul carattere TADA è ampiamente condivisibile (in quanto in quasi praticamente tutti gli esempi, simmetria ed incrocio delle direttrici dei 2 atari inferiori sono riconducibili ad attribuzioni del nidai o dello shodai a seconda che sia presente-shodai od assente-nidai), il secondo non trova invece particolare riscontro. Di seguito alcune mei certificate shodai da hozon a tokubetsu hozon (alle quali potete aggiungere gli esempi presenti nei diffusi libri di Sesko e nel Nihon Toko Jiten - Shinto Hen di Fujishiro). come potete vedere per quanto riguarda la cosiddetta “apertura” dei tratti superiori del radicale del kanji TSUNA non vi è maggiore “chiusura” rispetto ai tanti altri esempi che sono tipici del nidai. In particolare se vi focalizzate con attenzione sulle gli ultimi due esempi di destra noterete che i 3 atari inferiori del radicale in oggetto hanno una direzione destra-sinistra come in tutti gli esempi del nidai. Bisogna sempre tenere a mente che il metodo di firmare la lama ha un’evoluzione che segue la vita e lo sviluppo del forgiatore, cosa ben capibile dalla selezione delle 5 mei di cui sopra: ognuna ha delle differenze stilistiche (tagane, profondità di incisione, forma dei kanji, ecc…). Non sono ordinate cronologicamente essendone solo una datata, ma possiamo affermare che le ultime due sono più recenti per come è inciso il kanji TSUNA. Lo stesso Fujishiro riconosce questo modo di incidere il radicale di questo kanji da parte dello shodai come un esempio di bannen mei (firma utilizzata nell’ultimo periodo di operatività del forgiatore): ...Anche senza però quanto indicato da Fujishiro nel suo Shinto Hen, potevamo già autonomamente ipotizzare che fossero delle mei della tarda produzione dello Shodai. Perché? Perché il discepolo quando inizia a forgiare per conto suo copia praticamente tutto dal suo maestro. E siccome già dalle prime lame datate di Ikkanshi la direzione di quei 3 atari è destra-sinistra, è ragionevole pensare che abbia copiato questo modo di incidere il quella parte del radicale TSUNA da come lo faceva in quel momento il padre-maestro. In questo specifico caso fa un po’ riflettere il concetto di bannen mei. Sull’Osaka Shinto Zufu di Nakamiya ci sono molti altri esempi tra foto ed oshigata, molto interessanti soprattutto perché diverse lame sono datate e gli oshigata sono proposti in ordine cronologico. E’ quanto meno doveroso innanzitutto sottolineare che lo shodai è nato nel 1609 (Keicho 14), è morto nel 1676 (Empo 4), e ci sono sue lame firmate dal 1629 (kan'ei 6), cioè da quando quando aveva vent'anni, fino a quando morì a 67. Nel 1642 (kan'ei 19), a 33 anni, ancora firmava con i radicali di TSUNA sinistra -> destra, mentre nel 1648 (keian 1) a 39 anni, abbiamo il primo esempio di lama con i radicali che cambiano direzione: destra -> sinistra. Ciò vuol dire che cambiò la direzione di questi 3 atari tra i 33 ed i 39 anni. Abbiamo quindi un periodo iniziale tra mei iniziale (shoki mei) e matura che va dai 13 ai 19 anni circa. Mentre un periodo certo di almeno 28 anni in cui firma in stile “bannen mei”. ...O sono ststo troppo ardito con le deduzioni (facile), oppure la definizione di bannen mei risulta essere un'etichetta troppo restrittiva in questo frangente (pensiamo ad un forgiatore che cambia lo stile di firma piu volte in breve tempo), in ogni caso è una riflessione a mio avviso molto stimolante. Andando oltre però ho trovato almeno un’altra differenza apprezzabile per distinguere la mei di Oya Tadatsuna da quella di Ikkanshi Tadatsuna: il carattere AWA di Awataguchi. Nella prima generazione il secondo dei 2 atari verticali resta sempre dritto o poco curvato, mentre nella seconda generazione è sempre molto curvato se non proprio a formare un angolo netto di 90°. shodai: nidai: Perfino nelle mei dove l’attribuzione è più difficoltosa si può trovare questo colpo di atari inciso chiaramente in un modo o nell’altro. La seguente è la mei di una lama nbthk tokubetsu hozon con ogni probabilità del primo nidai. Ciò che fa propendere per una attribuzione a Ikkanshi non è solo l’insieme delle caratteristiche della lama, che seguono nel suo esordio quelle del padre, e il metodo di incisione della mei (con i ben distinguibili colpi singoli del tagane spesso), ma anche il fatto che sebbene il carattere TADA non presenti ancora quella che sarà più avanti una decisa asimmetria, il carattere AWA presenta già lo stile unico della seconda generazione, che abbiamo appena visto: Buone ricerche e buoni confronti
  2. In questa sede abbiamo affrontato, negli anni, decine di volte l’argomento «acquisto» e, soprattutto, «importazione» di lame giapponesi tradizionali (Tōken). Alla luce dell’esperienza pluriennale di molti utenti e membri della nostra associazione, la I.N.T.K. fornisce un solo suggerimento: prima di qualsiasi acquisto o importazione rivolgersi in anticipo alla propria questura di residenza. Poichè l’esperienza ci ha pure insegnato che ogni altro tipo di considerazione, disamina di leggi, carrellata di codicilli ed emendamenti può determinare spiacevoli conseguenze e delusioni, qualsiasi discussione in merito all’ argomento «acquisto e importazione» che non sia un invito a leggere questo topic, verrà cancellata. Un cordiale saluto a tutti i Soci e Utenti. Gianluca Venier Presidente I.N.T.K.
  3. che culo beta, di quasi 60 soci, eri l'unico che eri dentro sia al gruppo dei soci che a quello dei membri (semplice utente registrato al forum), per le logiche di *join* quindi lo visualizzavi. se premi F5 e ricarichi il forum non lo vedrai più. L'altro 3D lo sblocco non appena riesco a pulirlo, conto nel we, se non mi nasce prima la figlia 😊
  4. ok visto che, allora, ho modificato i permessi, ora l'annuncio è visibile a tutti, tranne ai soci. così beta è contento. moderatori, redattori, dirigenti, ecc... tutti lo vedono Edit: solo a me, agli ospiti e agli utenti registrati che non sono soci o appartenenti ad altri gruppi.
  5. ragazzi però dai, sta andando in vacca anche questo thread, esistono i pm...
  6. purtroppo la mozione di farla lampeggiante e con l'audio della Cavalcata delle Valchirie all'apertura non è passata, mi spiace
  7. Beta ... non è che prima dell'orikaeshi mei la nagasa era uguale ad ora... Fatico ad immaginare una lama con un simile osuriaghe senza un forte machiokuri... non è che in quel periodo le impugnavano di kissaki e bastonavano di nakago 😂
  8. Max meglio se aspettiamo il vaccino intanto, e poi organizzeremo. prima possibile mi unirò anche io
  9. grazie. magari ci può amdare qualche utente d'oltremare... sul nostro canale fb hanno postato qualche foto interessante su una mostra a Kanazawa
  10. un orikaeshi mei è sempre da preferire, sia perchè da l'idea di quanto lunga poteva essere la lama in origine ("srotolando" il nakago hai as intuito il vecchio nagasa) sia perchè meno "pastrocchiabile" 🙂
  11. con tutto il rispetto: testo copiato da?
  12. Fatto 99, facciamo 100. La traduzione di Afu del "fujishiro" che molti di noi hanno (ce l'hai anche tu Beta, immagino) è di una versione quasi sempre diversa da quella dei libri cartacei che abbiamo. ti sei mai chiesto perchè (se te lo sei chiesto)? perchè dovrebbe appunto essere quella di una vecchia versione di Yoshio, mentre i testi che abbiamo sono quasi sempre di più recenti versioni revisionate di Matsuo, appunto. ...e di versione in versione i dettagli cambiano. Ed i dettagli fanno la differenza. a parte questo paragonare un Fujishiro a Darcy è accostare la nutella con qualcos'altro. il primo è uno grandissimo studioso, un faro.... che ha anche commerciato, il secondo è un commerciante che ha imparato qualcosa.
  13. Ma vedi Betadine, di appassionati è pieno il pianeta. non si discute che tra i molti, Darcy è tra quelli più seri, ma lo ribadisco, resta un seller. lo studio (fatto seriamente) progredisce per altre fonti, non sulle didascalie e gli annedoti dei venditori, che riportano quasi sempre ciò che altri riportano (se linkavi ad esempio un articolo ntk nessuno aveva nulla da ridire non so se mi spiego). Mi fu fatto notare a suo tempo, ed è vero. io ad esempio ho almeno 3 articoli che potrei pubblicare subito, di mio pugno, ma a furia di dai ho capito che ne deve passare di acqua sotto ai ponti prima di poter fare un qualcosa che vada oltre al semplice copia-incolla, anche se fatto direttamente dai libri. il Db lo sto rivalidando partendo non da terzi, ma dal fujishuro edizioni 78-79, sono a metà del volume shinto e mi ci vorranno anni per poter apportare modifiche e aggiunte degne di nota. Anche la discussione tempo fa sull'importazione, sai quale è stato il risultato? che ho finito l'altro ieri di rispondere via PM a qualcuno che ha scoperto solo dopo il pagamento che non può importare ciò che ha pagato. pensava che tanto si poteva risolvere (e come dargli torto finchè passa il messaggio che ci sono le procedure e basta seguirle). in certi frangenti o si è precisi e si sa davvero di cosa si parla oppure si fa meglio a soprassedere. e se qualcuno te lo fa notare a volte è saggio fare un passo indietro. capita a tutti mica solo a te eh sia chiaro. E' un messaggio rivolto a tutti. Questo però non deve intaccare la tua passione nè devi vivere quanto ti stiamo scrivendo in maniera sbagliata. dietro un monitor non si colgono le sfumature, e rinnovo l'invito già lanciato da Gian: di persona ci capiremo meglio. 🙂
  14. effettivamente da questi ultimi scatti c'è speranza sia una lama martoriata più che una replica... se non riesciba fare macro di maggior definizione non resta che vederla in mano
  15. This one generation/two generation theory often comes about in the case of style changes. The simplest explanation is two smiths, but it is also possible that what seems to be fairly abrupt changes from examples left to us may be one smith changing style during his career for reasons of tactical changes in warfare, or even personal reasons. Consider Inoue Shinkai changing his name midway through his career and changing his style from his school style to one meant to copy Go Yoshihiro. If Inoue Shinkai worked 400 years earlier and left fewer signed pieces due to o-suriage, then we would probably be having the same arguments over one or two generations. Fujishiro goes on to state that in his opinion, Kanemitsu became the leading smith of the Soshu den. This is an interesting statement given that he is a mainline smith of the Osafune school in Bizen. The Osafune school is the longest lived and most illustrious in the sword world, and Kanemitsu was its head smith during his career. Dr. Homma Junji of the NBTHK accepts the two generations theory, and states: The theory that there were two generations of Kanemitsu has come to be commonly accepted in recent years. All sword directories written between the Muromachi and the beginning of the Edo Period say that Kanemitsu has no successor to his smith name. They alaos say he was active from the Gentoku to the Oan Era, but 50 years of active age is too long for one smith. At the time of Kanemitsu the style popularized by Masamune and the other great smiths of the Soshu den swept like wildfire throughout Japan. Kanemitsu is counted among the Masamune Juttetsu, but because of the change in style happening near the Enbun period, it is not likely he really studied under Masamune. Rather is is possible that he allowed the Soshu style to flavor his native Bizen style and the resulting merger we now call Soden Bizen. yushindo.com non esiste beta... 🙂 E Darcy, per quanto rispettato resta un dealer prima che uno studioso.
  16. le famose katana del 700!
  17. non ho nemmeno notato che erano 2 post distinti, pensa te! 🤦‍♂️
  18. credo sia da intedersi: "MS©" ma sai che è tutta interpretazione...
  19. esattamente come ha scritto GianC.B. (più preciso di me). Capita anche che possano essere fatti in seguito, adattando la lama ad una nuova tsuka. in tal caso a volte si vede che è postumo con lama alla mano perchè cambia la patina del foro (me ne capitò una così una volta).
  20. Per il discorso dell'ana in basso, quello che mi rende sicuro non sia l'originale (nel senso che non è quello posto vicino ai machi originali) è la posizione della mei. è probabilmente un ana di "rinforzo" (e solitamente lo si mette vicino al nakagojiri). come nell'esempio sotto mostrato:
  21. Beta, nel primo caso il nakago non viene accorciato (anzi) e non vi è suriaghe. Cosa ti fa poi pensare he nella seconda foto l'ana più in basso possa essere l'originale? (non lo è). aggiungo poi carne al fuoco dopo che si saranno ripassate le basi per chi vorrà approfondire: https://markussesko.com/2013/09/14/the-secret-world-of-mekugi-ana
  22. beh se è stata per vent'anni nelle mani di tuo zio um valore almeno affettivo ce l'ha direi. ss invece ad un esame dal vivo si rivelasse una lama giapponese, il costo di sistemarla credo che supererebbe di molto il suo valore purtroppo...
  23. anch'io credo cosi, però mi rimane il tarlo. È quantomeno difficile giudicare lo scorrere di molti secoli, ed anche se ben manutenute, escludendo concettualmente l'intervento di acqua, nugui e pietre, fatico a comprendere quanto possa incidere... grazie comunque!
  24. me lo chiedevo escludendo le operazione di politura, onestamente

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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