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Davide dotta

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messaggi di Davide dotta


  1. 13 ore fa, Renato Martinetti ha scritto:

    veramente un bel museo, da avercene..

    Decisamente sì, purtroppo sono riuscito a stare poco perché la figlia pressava che voleva andare via. Quel museo merita qualche bella ora di osservazione.


  2. 24 minuti fa, Francesco Marinelli ha scritto:

    Be' che dire Davide, grazie mille per le foto, lame di altissima qualità, da andarci almeno una volta!

    Magari ti ci porto un giorno! Si comunque è stata davvero una bella esperienza!


  3. 10 minuti fa, Francesco Marinelli ha scritto:

    Benvenuto Simone anche da parte mia :arigatou:

    Scusa eh, ma questa è itaria Nihon token kyokai

    Oppure Toscana Nihon token kyokai?

    Sono l'unico non Toscano qui?


  4. 20 minuti fa, G.Luca Venier ha scritto:

    Dipende da cosa si intende per “lucidato a specchio”.

    C’è effettivamente qualcuno che con una passata di 1200 ritene di aver fatto un lavoro coi fiocchi. Non sono dello stesso avviso. La lucidatura dei metalli non si improvvisa con un po’ di carta abrasiva, pur se si può iniziare il lavoro con quella. 

    Ad ogni modo, se la replica in questione è quella che penso io, quindi non proprio un oggetto da poche centinaia di euro, è assai probabile che fosse lucidata a specchio (davvero) solo sullo shinogi, come dovrebbe essere.
    Se lui la tira a lucido tutta quanta indistintamente, ammesso che abbia la manualità per farlo, la fa comunque diventare come la sciabola cromata del nonno e magari fa sbiadire del tutto la linea di tempra.

    Ok allora non stiamo pensando alla stessa lama, quella che ricordo io si aggirava intorno alle 300€ e io per fine intendevo decisamente di più.

    Chiaro che se invece è il modello che dici tu il discorso cambia.


  5. 8 minuti fa, G.Luca Venier ha scritto:

    Ciao Simone

     come già ti hanno correttamente anticipato, in questa sede non parliamo di repliche.

    Ad ogni modo, assumendo che il tuo modello Musashi sia quello in acciaio con tempra selettiva, astieniti assolutamente dall’usare carta vetrata fine. Puoi fare danni seri alla finitura del metallo.

    Dici di aver usato solo olio ma...per caso hai usato anche la “polvere” contenuta in quella specie di “pallina di tela” ? Se hai usato sempre e solo olio l’unica cosa che può aver in qualche modo opacizzato la lama è l’olio vecchio e secco. Lo puoi pulire con alcol puro al 99,9% e un panno morbido. 
    Se invece hai tolto la finitura lucida per sfregamento con qualcosa di poco adatto, non ti resta che tentare di rilucidare: se hai la pallina con uchiko puoi provare con quella, olio e un panno morbido. 
    Casomai prova prima su una piccola porzione di lama e vedi se fa peggio o meglio. 

     

    Ah ah come non detto, so però che alcuni lucidano a specchio anche solo con la carta vetrata, perché dici così? Se ho capito bene, parla di ruggine, ma magari ho sbagliato io!


  6. 39 minuti fa, Rhadamante ha scritto:

    Buon giorno a tutti,

    Spero di non far drizzare i capelli e/o far cadere braccia con quanto sto per raccontarvi, ma ho bisogno di aiuto.

    Da ragazzino mi comprai dopo tanti tanti tanti sacrifici e risparmi una lama hanwei (katana Musashi), da sempre affascinato e innamorato dell'antica cultura e storia del Giappone. Tanti libri letti e il sogno di possedere finalmente una katana bella e alla mia portata.

    Quando finalmente mi fu consegnata ero felicissimo, e ogni settimana, la prendevo e la pulivo, rimuovevo l'olio e la ripulivo, toglievo e ripulivo e rimettevo l'olio, finchè un giorno utilizzando un materiale che evidentemente non avrei dovuto usare (tipo panni di ovatta) mi sono ritrovato la mia lucente lama opacizzata. Ora io do la colpa a quello ma non so a cosa sia realmente dovuto. Chiaramente troppi maneggiamenti. Errore di gioventù.

    Poi crescendo la vita mi ha portato con i pensieri da altre parti, lavoro, impegni e problemi mi hanno allontanato da tanti hobby e passioni, e così parallelamente i problemi si sono accumulati sulla mia katana.

    Dopo circa 15 anni, proprio nel momento più buio della mia vita, ho ritrovato la voglia di riapprocciarmi ad essa. 

    Ieri sera ho smontato per la prima volta la katana, ho tolto il manico, smontato e pulito per bene tutti i pezzettini in rame che ormai erano diventati verdi. Tornati Lucenti.

    Pulito lo Tsuka da tutto lo sporco e polvere impastati all'umidità con uno spazzolino da denti e sapone delicatissimo senza residui. Tornato come nuovo.

    Grattata via con una spazzola di metallo la ruggine formatasi sul nakago (il manico di metallo).

    Dato un po' di smalto nero dalle parti di vernice saltate via dal Saya (poca roba).

    Ma quello che mi scoccia di più è la lama opacizzata, lo "scolasangue" è lucidissimo mentre l'amon è appena visibile, cosa posso fare? 

    Inoltre ho la sensazione che le parti in legno siano impregnate di umidità e in un tentativo disperato ho riempito il Saya di riso per assorbire l'umidità.

    Lo tsuka adesso è ripulito e messo ad asciugare sopra il deumidificatore.

     

    Avete consigli da darmi per cortesia? Vorrei riporre la spada in maniera che si mantenga in maniera decorosa.

     

    Grazie mille a tutti.

     

     

    Te lo diranno altri dopo di me, non trattiamo cose che non siano nihonto. Niente imitazioni di nessun tipo. Regole del forum.

    Carta vetrata fine. 

    Per i prossimi post ti suggerisco di parlare SOLO di nihonto.

    Buona giornata.


  7. 34 minuti fa, Rhadamante ha scritto:

    Buongiorno a tutti,

    mi chiamo Simone, ho 35 anni e sono di Lucca, Toscana.

    Grazie a tutti quelli che avranno la pazienza di rispondere alle mie domande.

    Un saluto.

    Benvenuto, spero tu ti possa divertire all'interno del forum, ci sono davvero una miriade di informazioni utili per comprendere meglio questo meraviglioso mondo.

    Buon proseguimento


  8. 11 ore fa, betadine ha scritto:

    :turned: non ho compreso cosa è che costa 'n botto..

    A un bambino non costa nulla giocare e divertirsi a crescere
    B ruciare o far di conto non costa nulla
    C ondividere costa ancora meno

    Il piacere della ricerca e la ricerca stessa non ha prezzo.))

    Ah scusa, le cerimonie di shichigosan, costano sempre un sacco de sordi! Non ero stato chiaro, scusa. Ahimè le feste tradizionali per via della mentalità giapponese costano sempre uno sproposito. Secondo me,da povero gaijin, molte cose sono superflue.


  9. 9 ore fa, betadine ha scritto:

    .. e mentre in occidente ci accapigliavamo per accaparrarci un "intel 4004", in GIappone si celebrava il Shichi-Go-San   (七五三 letteralmente significa sette-cinque-tre“)

    [scovato in SakuraMagazine]

    七五三  Shichi-Go-San è una festa tradizionale che si festeggia il 15 Novembre.
    E’ un rito di passaggio e un festival secondo il quale si celebrano le bambine di 3 e 7 anni e bambini di 3 e 5 anni.. ed ecco perchè quindi Shichi (sette), Go (cinque), San (tre).
    ... e come per l'ultima lama del Kantei, siamo in pieno Periodo Heian.

    Si narra che sia nato tra i nobili di corte che celebravano anticamente in questo giorno il passaggio dei loro bambini ad una “media infanzia”.

    I numeri “tre”, “cinque” e “sette” sono molto ricorrenti nella numerologia Giapponese che parla di questi numeri come di numeri fortunati, oltre ad affermare che, in generale, tutti i numeri dispari sono numeri fortunati.   Col tempo questa tradizione iniziò ad essere praticata anche dalla classe dei samurai che lo aggiunse ai suoi già numerosi rituali.

    A quell’epoca i bambini della "classe privilegiata", che fino a tre anni portavano i capelli cortissimi,  dall’età di 3 anni in poi gli veniva permesso portarli più lunghi.
    A 5 anni ricevevano l'Hakama, che era un indumento giapponese tipico indossato specialmente dai .... (si, sempre loro).

    Le bambine invece a 7 anni potevano finalmente legare il loro kimono con il tradizionale Obi  (la tradizionale cintura di seta del kimono) piuttosto che con una corda, come avevano fatto dall’età di 3 anni sino a quel momento.

    Dal periodo Meiji l’evento del Shichi-Go-San  venne adottata non solo dai nobili di corte e dai samurai, ma anche dai comuni cittadini ai quali venne concesso di includere nell’evento anche la visita al tempio per pregare per i propri piccoli e augurare loro tanta fortuna, prosperità, benessere e lunga vita.

    Shichi-Go-San Oggi
    La tradizione oggi è un pò cambiata.. dal Periodo Meiji.
    Oggi non esiste più il rituale dei capelli per i bambini e neanche quella dell’obi al posto della corda per le bambine.
    Le bambine di tre anni oggi indossano l’hifu (una specie di panciotto imbottito) e il loro kimono colorato.
    I bambini invece vestono in maniera molto elegante seguendo molto spesso lo stile occidentale.
    Una particolarità di questo giorno sono le fotografie..  infatti nel giorno dello Shichi-Go-San è noto per le fotografie fatte ai bambini… farle è un dovere!
    (...e questo post postumo al 15/11 è proprio per preservare i nostri piccoli da uno scatenarsi di emulzioni giapponesi.))

    A tutti i bambini festeggiati in questo giorno viene inoltre regalato il famoso Chitose Ame (千歳飴).
    Il Chitose Ame sarebbe una grande caramella lunga e sottile, rossa e bianca conservata in una borsa con raffigurante una gru o una tartaruga proprio perchè simboleggiano crescita forte e sana e longevità.  ... insomma.. un augurio per tutti i bambini!

     

    Restando nell'ambito numerico, un nostro conterraneo.. tal Efrem Bertuzzi, (1940-2005) dedito all'alchimia e profondo studioso di esoterismo, si dedicò allo studio e raccolta di varie notizie..

    (qua lo spunto son "le riflettanze" suggerite da Altura.)

    Ci racconta che l'antropologo Thomas Crump, che nel 1990 ha pubblicato il libro The Antropology of Numbers, ha ora pubblicato The Yapanese Numbers Games - The Use and Understanding of Numbers in Modern Yapan (ed. Routledge, Londra 1992, 222 pagg., per sole 40 sterline).

    ««Il Giappone fu per secoli indifferente alle scienze matematiche, ma ha usato i numeri in modo molto complicato e profondo per regolare la vita quotidiana ed anche i giochi.
    Il libro tratta dei shichi fuku yin, i sette dei della buona fortuna.

    L'uomo non può sfuggire alle leggi della natura e dell'ordine cosmico, e la cultura giapponese sa che la parola, come i numeri, sta alla base creativa di tutti i fenomeni.

    La tipologia dei sistemi dei numeri giapponesi è distinta da quella occidentale, in cui i numeri sono usati soprattutto in termini di operazioni matematiche.
    Poi tratta dei cinque sistemi alternativi di numeri: il sistema binario di yin and yang e poi mandala , onyodo, gogyo e kanshi.

    Il sistema divinatorio omikuji è molto importante nella vita dei giapponesi perché è anche un modello dell'Universo.

    Nei Libro sono illustrati i numeri che trattano del concetto di tempo e spazio.
    Il Tempio Sanjusangendo è il modello di mandala determinato dalla struttura numerica dello spazio.

    La numerologia giapponese deriva da quella cinese, ma si è arricchita fino a sviluppare un aspetto differente e più complesso.
    I numeri nell'antica Cina erano espressi dal modo in cui si ponevano dei bastoncini nello spazio.
    Per esempio il numero 10 era rappresentato da due bastoncini, uno messo orizzontalmente e l'altro verticalmente.  Il primo rappresentava l'Est e l'Ovest e l'altro il Nord ed il Sud.

    Il carattere wàn , che significa 10.000.. e si dice derivi dalla figura dello scorpione.
    Secondo il Wan Pao Ch'uan Shu ci sono trenta barriere pericolose che l'uomo deve attraversare durante la sua vita., esse sono..

    1. La barriera delle quattro stagioni, controllate da un demonio maligno;

    2. La barriera dei quattro pilastri;

    3. La barriera del demone Niu Wang;

    4. La barriera della Porta del Diavolo;

    5. La barriera in cui la vita è esposta;

    6. La barriera della difficoltà insormontabile;

    7. La barriera dell'anatra dorata che cade nel pozzo;

    8. La barriera delle parti private;

    9. La barriera dei cento giorni;

    10. La barriera del ponte rotto;

    11. La barriera dell'agile piede;

    12. La barriera dei cinque geni;

    13. La barriera del lucchetto d'oro;

    14. La barriera del serpente di ferro;

    15. La barriera della vasca da bagno;

    16. La barriera della tigre bianca;

    17. La barriera del monaco buddhista;

    18. La barriera del cane celeste;

    19. La barriera che muove la pietà celeste;

    20. La barriera del chiavistello e della chiave;

    21. La barriera in cui le viscere si arrendono;

    22. La barriera dei mille giorni;

    23. La barriera in cui si rompe la testa;

    24. La barriera del pianto notturno;

    25. La barriera del brodo che brucia;

    26. La barriera in cui i bambini sono sotterrati;

    27. La barriera in cui la vita è accorciata;

    28. La barriera del pugnale del generale;

    29. La barriera dell'acqua profonda che corre;

    30. La barriera del fuoco e dell'acqua.
      Se ci avete fatto caso, al numero 15 ne troviamo una moool to intrigante...

    In conformità con il sistema bipolare dell'Universo, i numeri sono maschili o femminili.,  e si narra che i numeri dispari sono maschili mentre quelli pari sono femminili.

    In Giappone questo simbolismo si è approfondito nel Principio Miroku.

    In tutti i templi c'è l'immagine del Kami creatore Okunitama Okuninushi .. che si festeggia in primavera (= fuoco)  in estate (= acqua)  ed in autunno (= terra).
    I numeri che corrispondono al fuoco, all'acqua ed alla terra sono rispettivamente 5, 6, 7.

    Secondo l'Età degli Dei, i festival del fuoco, dell'acqua e della terra celebrano il Miroku Kami ed il nome di questo dio si può pronunciare anche 5-6-7.

    Dato che l'uomo non può vivere senza il fuoco, l'acqua e la terra, che formano il mondo sensoriale, il Principio Miroku è il paradigma per l'ordine normativo sia del mondo che della società umana.
    Tutte le cose possono essere ridotte alla "croce".. una coincidenza di opposti.

    La lingua giapponese è divina perché parlata sia dagli dei, sia dagli spiriti.
    Solo la lingua giapponese ha parole che hanno kotodama, cioè potenza automatica (forza intrinseca).
    La numerologia giapponese Kazudama si basa su questa potenza automatica della parola e dei simboli.»»

    Nel 1591 fu pubblicato, a Bergamo, il libro del canonico della cattedrale di Bergamo, Pietro Bungo, un volume in quarto di 676 pagine, intitolato Numerorum Mysteria, (ed. Comini Venturas, per solo 4 soldi o 5 talleri, ndB), in cui egli, dopo aver passato in rassegna i differenti sistemi matematici di Pico, Lullo, Giamblico, ecc..  spinse l'analisi esoterica dei numeri a cifre formidabili, oltre il 144.000.

    Nel trattare la mistica dei numeri, Pietro Bungo si è avvicinato alla numerologia giapponese.

    Un libro dimenticato e rarissimo, che già preannuncia il pensiero futuro.   Gli Zoit, coloro che interrogano le divinazioni..  lo tengono in serbo.

     

    Ora .. tanto per chiudere il Capitolo "numerologia e casualità" riprendendo i tre ultimi post, avendo ben in mente il teorema del Katanakake, e sollevando "zio" da qualsiasi riflettanza matematica, si scorge che sono riportati tre numeri..

    . 180 (era un angolo piatto e la ricorrenza dell'anno di ristampa dei Promossi Sposi)
    . 250 (anni fa nasceva Ludwig van Beethovenn)
    .   15 (novembre 1971.. data in cui "un compomente" rivoluzionò il mondo)
    se sommm....  180+250+15 arriviamo a 445

    Bene..  il 445 all'inizio del nuovo millenio segna e segnerà un pezzo di carta al quale dovrem abituarci ancora per un pò...
    Lo chiamano anche "dichiarazione o autocertificazione....   (DPR 445/2000)      e ne avremo bisogno fintanto che questo benedetto quattro evolvi in cinque  .  un vuoto

    Probabilmente con un "senso/senno" svuotato della sua carica, riprenderemo ad abbracciarci.
    Buon w.e.

    (ovviamente nel fratempo potete tranquillamente sfancular ..me  e i miei voli/deliri pindarici sui numeri.. tutti compresi e naturalmente compressi.))

    https://www.youtube.com/watch?v=WvJKGQ5gKKk

    PS.. per gli amici di Milano.. al bisogno, vendo telemetro tarato a diecimetri.

    E che costa un botto ogni volta dove lo mettiamo??


  10. 3 minuti fa, betadine ha scritto:

    Buongiorno Davide, anche se da te è già pomeriggio..

    volevo sapere cosa "si intende" per taikai (collegandolo ad una rivista con varie lame)

    Ti chiedo ciò, in quanto da quanto ne so - o forse pensavo di sapere - conoscevo questo termine (TAIKAI) relazionato ad una sorta di prova di Kyudo  (a dirla tutta è una gara con se stessi, legata ad un altro termine che è Hejoushin.. se la memoria non m'inganna).
    In altri ambiti, sempre marziali, rammento di questo termine anche in eventi legati al Budo, nello specifico uso della spada.. (anzi se non t'arrabbi/ate troppo, vi allego anche un bell'articolo di un evento di qualche anno fa, in quel di Kyoto.)

    Intanto grazie..

    KyotoTaikai.pdf 249 kb · 1 download

    Questo taikai è stata una sfida a livello nazionale a colpi di pietre tra i vari togishi dell'associazione culturale.


  11. Buongiorno a tutti, come da titolo ho un po'di foto di un taikai prese da una rivista, sperando di fare cosa gradita le condivido a che qui oltre che sul gruppo FB.

    Nel caso vi interessi ho ancora un'altra rivista con altrettante foto di un altro taikai. 

    Buona visione!

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  12. 6 ore fa, G.Luca Venier ha scritto:

    Mah, dalla foto non si capisce molto bene ma lo shikomizue non prevede sageo quindi quello è stato messo così per tenere assieme la saya. Probabilmente le due “guance” di metallo fanno parte di quella specie di riparazione di fortuna.

    Mi sa che hai ragione.grazie


  13. 6 ore fa, getsunomichi ha scritto:

    Dovresti dirci di cosa sono fatti.
    Carta? Pelle?

    Talora spessori di quel tipo vengono utilizzati per spessorare e stabilizzare insieme al samè le parti della tsuka, prima di passare il nastro. In questo modo la stoffa tira bene e resta in posizione stabile anche per decenni.

    QUando una tsuka è molto vecchia, la pelle talvolta si ritira ed è talora possibile scorgerne un lembo.

    si tratta ovviamente di una ipotesi.

    Hai anche ragione, sembrano a tutti gli effetti due lamelle di metallo, tuttavia non sono sulla tsuka ma sulla data, tenuti insieme dal sageo.

    Forse dalla foto non si capisce molto bene.


  14. 1 ora fa, betadine ha scritto:

    Complimenti per i ritrovamenti.

    .. potrai allestire un piccolo museo di "Lame nel tempo" (anche se non blasonate, rappresentano una sincera rappresentazione di varie epoche).

    Questo un simil koshirae..  

    Shikomizue koshirae_Edo.jpg

    Non dico identico ma veramente vicino e guarda, non credevo ma tra un po' non avrò spazio in casa per metterle!


  15. Ed io ho scoperto una cosa nuova, pensavo fosse roba da film, beh tutto gratis non posso certo pretendere una masamune appena polita no?

    27 minuti fa, G.Luca Venier ha scritto:

    Sicchè hai trovato la miniera delle lame rugginose. Bravo ! Molti qui staranno già rosicando al pensiero di chissà quali tesori nascosti si possono trovare in Giappone, presso famiglie che non vedono l’ora di disfarsi di questa roba. In effetti anche i dealers locali vanno a caccia così. 

    Si, il koshirae sembra certamente un shikomizue. E le dimensioni della lama sono quelle classiche per quel tipo di montatura. 

     


  16. Nuova entrata nella collezione, ovviamente da risistemare. Interessanti sono alcune caratteristiche, il koshirae o quel che ne rimane e le dimensioni decisamente contenute.

    Discutendone con Francesco Sama sembra di poterla datare a inizio 800 quindi shin shinto.

    Pare sia stata pensata come lama celata dal momento che la forma ricorda un tipico bastone da passeggio.

    Vi lascio le dimensioni qui sotto e spero di generare una discussione interessante.(così nel frattempo imparo)

    Teragayama ujishige

    Motokasane 4mm

    Sakikasane 4mm

    Motohaba 2 cm

    Sakihaba 1,5 cm

    Sori 3 mm

    Magasa 51 cm

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Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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