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GianC.B.

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  1. non credo che quel nakago sia frutto di decenni di incuria, anche perchè sono molto dubbioso sul fatto che questa lama abbia decenni di vita. così su due piedi, senza poter esaminare dal vivo la lama, direi che quello non è materiale aggiunto, ma quello che rimane del piano originale del nakago, che non è invecchiato naturalmente ma tramite interventi umani atti a farlo sembrare più antico. in questo caso, solo dalle foto, è difficile capire se sia stato immerso in acido o scaldato fino a farlo "spellare", ma quello non è un invecchiamento naturale. L'importanza della patina e del nakago è davvero sottovalutata nella scelta di una lama. per me, se "manca" il nakago, manca tutta la lama.
  2. grazie ancora a tutti per il bentornato. Permettetemi una piccola provocazione. quando parliamo di lame di questo livello, è davvero fondamentale il fatto che siano prodotte in Giappone anzichè in Cina? voglio dire, non è che tutte le lame giapponesi sono capolavori... alcune non valgono il valore del metallo grezzo.
  3. Grazie Francesco e GianLuca. anche io sono contento di ritrovarvi qui sul forum. Certamente, la patina può essere ritoccata per varie necessità anche su nihonto autentiche. Generalmente in quei casi però si cerca di lasciare almeno qualche pezzo di patina autentica per testimonianza, ove possibile, e non si cerca di far apparire il nakago più antico di quanto non sia arrivando ad estremi persino un po' comici come in questo caso. Detto questo, qui io noto però un nakago poco curato anche a livello di forma, e questo è davvero molto indicativo. Riguardo alla lama, la politura non aiuta, ma l'aspetto spento e triste dell'habuchi e quelle pseudoattività dall'aspetto un po' bislacco dovrebbero far riflettere molto. Indubbiamente siamo ad un livello esponenzialmente superiore rispetto al classico falsone, però la qualità dell'oggetto non è certo entusiasmante...
  4. Onestamente e personalmente, nakago e patina osceni. da cultore di questi "dettagli", questa lama manco la toccherei.
  5. GianC.B.

    Koshirae tachi

    interessante l'armatura mostrata da betadine con la lama indossata con il koshiate.
  6. si trovano, ma non sono comunissimi. http://www.christies.com/lotfinder/arms-armor/a-mounted-yamato-wakizashi-muromachi-period-5180484-details.aspx?from=searchresults&intObjectID=5180484&sid=82e3191f-87eb-4bba-839b-7715b339f3c2 personalmente ne ho viste diverse, anche se non mi salvo i link perchè è un genere di lama che "mi fa orrore". G.
  7. beh, ci sono hi "perfetti" anche su lame più antiche di quelle di Masamune. sono sempre un po' critico quando si vuole vedere in Masamune il "creatore" della spada giapponese. fu senz'altro un' innovatore ed un'ottimo artista, ma considerando che anche altri portarono molto e che il suo impatto sulla spada giapponese è tutto sommato "limitato" nel tempo, fatico a considerarlo il più grande maestro forgiatore di sempre. G.
  8. GianC.B.

    per chi cerca una katana

    concordo con G.Luca, del resto a studiare lame "brutte" si può imparare al massimo come sono fatte le lame brutte. G.
  9. GianC.B.

    Nihonto Mumei

    concordo con Simone: shinshinto tarda oppure periodo Meiji/Taisho. il nakago a volte si ossida molto rapidamente: io ho una gendaito anni '40 che sembra quasi una shinshinto. per quello chiedevo altre foto sotto la luce, per vedere se riusciamo a stimare lo spessore e la consistenza della patina...
  10. non è che le zone che definisci "quasi muji" sono proprio gli sfondamenti a shingane? è proprio così che si presentano eh...
  11. GianC.B.

    Nihonto Mumei

    bella lama. foto del nakago, da entrambi i lati, sotto luce del sole riesci a farle? magari anche con diverse inclinazioni?
  12. GianC.B.

    dubbio

    certo Simone, anche la scuola di Kanemitsu [Osafune] ne ha prodotti. la produzione di nagamaki di alto livello sembrerebbe essere appannaggio di poche scuole. per altro la produzione di questo genere di lama(nagamaki/o-naginata) sembrerebbe anche essere fortemente limitato in senso temporale(gran parte nel Nambokucho, qualche raro esempio nel Muromachi), per quanto riguarda le lame "autentiche" e non le copie in stile.
  13. GianC.B.

    dubbio

    grazie Manuel, però se rircordo bene Sadatsuna è figlio di Naotsuna, uno dei dieci allievi di Masamune, quindi siamo in una fase successiva ed in una scuola leggermente staccata dallo stile soshu classico. Nel secondo caso la descrizione non è del tutto corretta secondo me. Sukezane non è mai stato un fabbro "soshu", ma uno dei primi forgiatori trasferitisi da Bizen a Kamakura, assieme a Bizen Saburo Kunimune. la scuola Soshu come comunemente intesa è successiva e discende però dal terzo gruppo di spadai di Kamakura, quello di Awataguchi Kunitsuna(arrivato nello stesso periodo, anch'egli chiamato dallo Shogun). G.
  14. GianC.B.

    dubbio

    Buonasera a tutti, m'è venuto un gran dubbio: qualcuno di voi ha mai visto, su qualche libro od in qualche museo, una naginata od un nagamaki attribuito alla scuola Soshu delle "origini"(Masamune e co.), esclusa la scuola Hojoji? oppure sempre solo tachi e tanto? grazie! G.
  15. GianC.B.

    nuovo nel forum

    benvenuto! G.
  16. Francesco, forse non è un'ottima idea dire che sono simili, visto che il secondo è gimei. :-P
  17. GianC.B.

    mune

    le lame koto più recenti(Muromachi--->) e le lame moderne hanno tutte Iori-mune. il mitsu mune l'ho trovato in una lama Nambokucho, ma già all'epoca il tipo che si trova di più è lo iori mune. il maru mune si trova generalmente, per quello che ne so, in lame Heian(vedi la O-Tenta Mitsuyo). logicamente il politore influisce moltissimo sulla forma della lama.
  18. GianC.B.

    Consegna katana

    ahahahahahahahahahahahhaahahha geniale! dove posso chiedere che mi vengano consegnate così d'ora in poi?
  19. ciao Ivan: 1)la foto che ho del lato opposto rappresenta solo una porzione, con nakago e habakimoto, ma si nota distintamente la presenza dello shinogi. in ogni caso se anche dopo cambiasse(e non vedo perché/come dovrebbe) questo non modificherebbe il discorso habaki. 2)ma certo, fai bene ad avere dubbi, ma se i 5 cerchi rappresentano il mon Maeda con i pianeti quell'habaki potrebbe risalire anche al tardo sengoku, ma anche fosse coevo al nuovo koshirae(XVII sec,) sarebbe comunque vecchissimo, normalmente gli habaki sono molto molto molto più recenti anche quando appartengono a lame di pregio. e gli habaki(esattamente come i koshirae) antichi raramente erano paragonabili a quelli realizzati in seguito. 3) anche se è una lama importantissima ricordati che gli habaki spesso sono un po' asimmetrici, su un habaki potenzialmente pre-Edo, di una lama Heian(che facilmente potrebbe essere asimmetrica a sua volta)...
  20. la lama è shinogi-zukuri. ho la foto dell'altro lato su uno dei miei libri e l'unica differenza sta nell'assenza del secondo hi(il soe-bi che finisce sopra l'habakimoto). quindi non ha lati piatti o cose strane. il disegno dell'habaki può non essere del tutto accurato oppure, molto semplicemente, può rappresentare un habaki un po' storto o impreciso, e non credo che questo fatto possa stupire.
  21. GianC.B.

    Presentazione

    benvenuto!
  22. ciao Ivan: non hai scritto cavolate, ci mancherebbe. sicuramente questa lama presentava, in origine, una forma differente e probabilmente anche qualche cm in più. ha perso sia dalla punta che, probabilmente qualcosina dai machi, anche se non si può parlare di un suriage vero e proprio. Spesso si osservano i machi come unico riferimento per definire la "stanchezza" di una lama, ma questo non è del tutto vero, ci sono lame stanche nonostante la presenza dei machi, l'osservazione deve basarsi anche su molti altri parametri. osservando la Miike no Tachi, che presenta notevolissime somiglianze dal punto di vista qualitativo e stilistico potremmo ipotizzare che anche questa lama, in origine, avesse il nakago di tipo kijimomo e che la pancia sia sparita per riformare i machi ormai scomparsi. l'hamon probabilmente non era altissimo, sennò la lama sarebbe diventata uno stuzzicadenti...
  23. GianC.B.

    mi presento

    benvenuto!
  24. @ Simone: la "O" è un titolo onorifico che, sommato al nome del forgiatore, sta ad indicare che questa lama è considerata un capolavoro dell'artista.

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