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Francesco Marinelli

Una Tōken costruita in Corea

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Buongiorno a tutti, oggi condivido un post di Mike Yamasaki su di una spada storicamente importante.  A tal riguardo chiede perché una lama giapponese sarebbe stata fabbricata in Corea durante il 1500?

1.jpg

2.jpg3.jpg

Chi vuole dire la sua con quanto si vede?

Naturalmente si astengano gli amici con i quali se ne è già parlato .. :arigatou:


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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Perché qualche coreano ha voluto dimostrare «l'origine della spada» dei vicini cugini, dopo avr lavorato in incognito per anni in qualche bottegascuola di un rimomato kaji.
... o perchè un valente fbbro giapponese è andato in vacanza per un paio di mesi nella vicina Korea.

E comunque, verso la fine del 1500 (e così ci starebbe meglio anche questa lama) Hideyoshi aveva smanie da conquestadores anche verso la Korea.
Ora resta da capire se, nel caso forgiata da giapponese, il tal fabbro era di stazza in Corea.. e quindi forgiava lì, o se, considerato il periodo ("stati belligeranti") ha ben pensato di andarsene per un pò.

Quello che ho notato è che leggere i kanji incisi penso sia peggio della galligrafia di un 14enne (mancomezzacorrispondenza), mentre il sugata ci mostra un bello spadone, probalili 70cm abbondanti, che posizionerebbero questa lama o poco prima (Nambokucho) o poco in là (keicho shinto, Azuki-Momoyama).. e comunque a me dava l'impressione di una grande solida spada.. un pò come queste .


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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... certo che anche qua serve un pò immaginazione.. nell'interpretare "Il segno" (considerato che per altre sillabe, una minuta variazione si riferisce ad altro dittongo.)

                   questo      k.png      in   九        o questo    k2.png          in   


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九州道  ... quindi se stiamo a Kyūshū, l'isola grande del sud (tralsciando Okinawa) nella vecchia prefettura di Higo .. ci potrebbe stare l'ipotesi della grande mitica spada ed anche la ipotetica migrazione ad ovest, attraverso l'isola di Tsishima, a mezza strada con la Korea.

Sul perché.. per quanto mi riguarda, restano le due ipotesi.
(la ricerca continua...)


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... c'è un libro di Stephen Turbull  - Japanese Castles in Korea 1592/98 - che qualcosa accenna .. sopratutto sul fatto che di Giapponesi in Korea ce n'erano parecchi, taluni decimati dal colera, altri in attività.. altri ancora arresi o passati con l'altra sponda.   (La campagna di Hideyoshi lunga fu.. e potrebbe quindi essere che tal fabbro forgiò in quelle terre, oppure che trattasi di lama requisita (e dopo restituita).
qua uno stralcio, trovato in rete..

"" Illness took its toll of high and low alike, and one of Yi SunsIn's reports notes, 'The Japanese in Ungcheon took new positions, stationing 1,000 men or 800-900 men in each place. Many of them have died of illness or fled home while undergoing hardships in building houses and city walls.' In another report on the Ungcheon actions, he noted that 'the enemy's fighting strength has recently been greatly weakened with many war dead and wounded'. Infectious diseases were rife in the Japanese army and had already claimed many lives. A letter sent home by Date Masamune reports an outbreak of beriberi, which killed eight out of ten sufferers, and In another letter three days later he refers to deaths occurring 'because the water in this country Is different', which may imply an outbreak of cholera.
   III-treated inhabitants of the wajo sometimes made their grievances felt, and on 16 February 1596 Yi reports hearing of a 'conspiracy to mutiny in the Japanese camp'. Some actually deserted and went over to the Korean side.
Admiral Yi notes in his diary on 14 November 1595 that a group of renegade Japanese were employed to plaster the ceiling of his headquarters!
Three months later we read:
Early in the morning five surrendered Japanese entered camp. On being questioned about the reasons for their escape, they explained that their commanding officer was a cruel fellow, driving them hard, so they ran away and surrendered. The large and small swords in their possession were collected and put away in the attic of the pavilion. They further confessed that they were not Japanese from Busan but Japanese under the command of Shimazu on Gadeok Island.

There is an extraordinary entry in Yi's diary, which reads:
After dark the surrendered Japanese played a drama with the make-up of actors and actresses. As Commanding Admiral, I could not attend, but since the submissive captives wished to entertain themselves with their native farce for enjoyment of the day, I did not forbid it.

Yet life in a wajo was not all misery. Some samurai performed the tea ceremony, played go, and generally tried to behave as if they were back in Japan. As the Wakizaka ki (the chronicle of the Wakizaka family) notes, 'It was very peaceful inside our camps, so on occasions some people amused themselves by putting on sangaku [comical theatrical) performances. Others danced, or passed the time with tea ceremonies and the pleasures of drinking bouts.' Of all the activities in which the occupying forces indulged themselves, none was more dramatic than tiger hunting, but aside from these diversions there were numerous raids on Korean settlements, and one of Yi's reports from 1594 reads, 'They kill, rape and steal in a more cruel manner than before.' But not all these incidents were everything that they seemed to be. Yi's diary entry concerning one such raid in 1593 says that, 'the supposed Japanese were found to be a large group of Korean refugees fleeing from Gyeongsang province, who, having disguised themselves like the Japanese war dogs, plundered private homes as they ran amok in all parts of the town'.
In October 1597 Yi's diary noted:
During breakfast some Dangpo abalone divers stole the cattle in the field with the false alarm, The Japanese thieves have come! The Japanese thieves have come!' Since I knew it was a ruse I had two fellows among the shouting false alarmists arrested and ordered their heads to be cut off and hung up high for a public warning. The sailors and people calmed down.

Most incidents, however, were unquestionably Japanese raids. In March 1594 we read of 'torch-bearing robbers' haunting Haeundae, the beach area near Busan, and five enemy sailors being apprehended and one killed at Nokdo. Watching the wajo During the occupation Japan and China were theoretically at peace, and talks were continuing, a situation that was particularly frustrating to the Koreans. Admiral Yi Sunsin longed for the opportunity to attack the wajo, but knew he could not do it without Chinese support:
Though I swore with other captains of war to avenge our slaughtered countrymen upon the enemy by risking our own lives, and we pass many days on land and at sea in this resolution, the enemy has taken his positions in deep trenches and high fortresses on steep hills inaccessible to us.

A month later, however, YI disregarded any possible Chinese qualms and made a demonstration outside Jangmunpo, but there was no reaction from on land so the Koreans simply burned two Japanese ships. A few days later he attacked Jangmunpo again, having made a useful alliance with some very effective Korean ground troops... ""


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..allora .. allora.
Scartabellando qua e la, oltre che sul già allegato Japan vs Korea (mi pare la scorsa estate) gli scambi e le mi-o-tras-migrazioni nei due sensi avvengon già dal periodo Jomon.. e non solo riguardo alla tecnologia.
Le cittadine di Pusan e Gadeok(do) son piene di giapponesi anche in periodi di calma, al pari degli avanposti del Kyūshū, sopratutto nell'isola - quasi sempre militarizzata - di Shimayama e del suo centro commerciale e spirituale di Tsushima.
Poi è storia nota .. che se le son suonate ripetute volte e ripetutamente rivendicavano vittorie al pari di sconfitte, dove forse di vero c'è che anche quando una delle parti aveva vinto, le perdite e i danni erano superiori agli onori raccolti sul campo.. (anche a queste latitudini talune genti del sol levante non si fecero proprio onore... ma questa è un'altra storia.)
Tornando alla nostra lama, in quel di Pusan (o Busan) c'era una sorta di base fissa già da prima del 1400, un vero e proprio Wajo, terminologia giapponese ( ) che sta ad indicare "il castello" (inteso come istallazione feudale "fuori centro", per differenziarlo dal Shiro  ( ), vera e propria «base di un Clan».)

Quindi, oltra alla arcinota spada dalle sette braccia.. che pare si trovi in ambo i territori, l'ipotesi del fabbro residente in pianta stabile per diverso tempo nella parte sud della penisola coreana.. ci sta tutta.

.. a questo punto, considerato che ho giocato da solo, mi piacerebbe conoscere le Vs storie.  :arigatou:


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Bè che dire Beta, indubbiamente hai scavato e condiviso interessanti info nonostante la "nebbia" intorno ad una inusuale lama. Forse dalla cima di un picco sarai riuscito a vedere l'isola di Tsushima? Forse ancora la costa della Corea?

 

Reigando.jpg

 

 


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(moolto bella la tua foto!! Francesco)

Del resto tra le nebbie si nasconde ancora la storia di questi due Paesi.. uniti sul fil di una lama e non solo (la ceramica dopo l'acciaio cominciava a migrare dalla terra ferma verso le isole e non solo..
Forse, in una precedente era, erravo da quelle parti schivando i wakō!! portando con me preziosa polvera da sparo.. per giochi pirotecnici.   Penso che "il buffone" che vive in me, non mi abbia mai abbandonato. (ahahha)

Sappiamo che la maggior parte delle "tradizioni" hanno avuto un rimando orale, fintanto che qualcuno cominciò a scriverle .. quelle parole.
E a quelle latitudini, dopo il Tatara anche i caratteri mobili in legno arrivarono sulle isole e da lì, per buona parte, arrivarono fino a noi..

In fondo anche nella natura.. anche tra le nebbie, se si guarda attentamente e ci dotiamo di "un buon filtro" (o almeno un grande schermo) possiamo intravedere cose fantastiche.. che son lì, al di sopra del nostro naso.

 

JK.jpg

(per non lasciare solo parole al vento . . . .    Il Libro a Stampa.pdf  sempre in quelle latitudini, navighiamo.)

p.s. @@Francè.. ma per caso sai cosa è riportato sul nakago?? (io ho provato a trovar somiglianze sul libro dei kanji.. ma ho miseramente fallito) graxie


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Bè Luciano come sai i rapporti tra i due paesi risalgono a secoli e secoli prima prima del periodo Muromachi in questione, come vi ho anticipato anche durante uno dei nostri ultimi incontri parlando della lama Eta Funayama. 

La foto in questione l'ho scattata sulla montagna sopra la grotta Reigando, In lontananza potete vedere la baia con qualche barca e sulla sinistra una montagna che "emerge" dalle acque - "Kyūshū Higo Dōtanuki Kōzuke no Suke" (九州肥後同田貫上野介), oltre ancora e rispettivamente il secondo e terzo kanji: "Busan" (釜山) - 

Questa "terrazza" si chiama Kuroiwa tenbōjo (黒岩展望所), è situata nei monti ad ovest della città di Kumamoto e si trova appunto sopra il Reigando "grotta spirito" dove il famoso Miyamoto Musashi trascorse i suoi ultimi giorni meditando e scrivendo il "Libro dei Cinque Anelli". 

 


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.. in tanto grazie. Grazie tanto.. per la foto e per la spiegazione.

:confused: ma su Kyūshū Higo Dōtanuki Kōzuke no Suke  ho letto da qualche parte che dovrebbe essere una delle firme (o alias) di un tal Masakuni (Nobuyoshi) di Higo.   A voi, nel vs. simposio, risulta ??
Se così fosse, pare che il nome Nobuyoshi si riferisca a Oyama Kozuke no Suke e . . .         (+/- verso la metà del 1500) :confused:

Vedrò di recuperare "i files" e portare altra acqua alla fonte..


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http://www.intk-token.it/forum/index.php?/topic/9912-la-scuola-dotanuki-alcune-riflessioni/&tab=comments#comment-115283

”...

Il momento di maggior successo di questa scuola è legato alla figura di Kato Kiyomasa che porterà con se alcuni spadai Dotanuki come armaioli sul campo, durante la sua vittoriosa campagna di Corea...”

Grazie Francesco per lo spunto interessante. Ho inserito il link di questo topic anche “di là”, come ulteriore integrazione al topic su questa scuola.

 

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Grazie G.Luca.  l'ho anche scritto .. una volta avuta la visione, l'odore è stato confermato da quel post.

La Jmjin war è così avvolta nelle nebbie che la guerra viene suddivisa e denominata nelle due fasi (potremmo dire Japan vs Korea e Korea vs Japan).
..  sicuramente ii protagonisti furono Kata Kiyomasa il "Devil Commander" e Yi Sun-sin, l'Ammiraglio.

In una prima fase i jap penetrarono e conquistarono territori, inviando molte truppe e stabilendosi sia sulla costa che in parte dei territori interni.
Il ns. Kiyomasa, oltre a cacciare tigri, adorava costruire "castelli fortificati" e, come abbiamo visto (e ipotizzato) diversi artigiani si stabilirono in pianta stabile nei territori occupati.

Nella seconda fase non riuscendo ad aver la meglio sul campo, si decise di affamare l'invasore, e quindi la contro offensiva ebbe origine dal mare .. bloccando viveri e rifornimenti, oltre a decimare la flotta nipponica.
Alla fine stremati (a tal punto da abbandonare anche i ranghi..) gli isolani vengono invitati a tornare sui loro passi e sulle loro isole.
Ovviamente non mancano episodi truci e crudeli.. ma questo è, umanamente (sic) presente in ogni conflitto.
(anche su wiki si trova una discreta ricostruzione  https://en.wikipedia.org/wiki/Japanese_invasions_of_Korea_(1592–1598)
Qua, volendo, ne troverete un'altra ..   https://www2.hawaii.edu/~sford/research/turtle/ 

(tengo aprecisare che l'intento è quello di allargare la curiosità ed eventualmente gli approfondimenti.)

Tornando invece alla ns. lama, e avendo letto che il tizio, oltre a cambiar nome, firmava in modi diversi, riporto alcuni dati a lui riferibili (anche se l'ultimo sembra discretamente diverso, per foggia, età, incisione.)

Kunikatsu.png

Dt3.jpg                       D4.png

 

D.png

Altre lame, firme e notizie (sicuramente conosciute ai più) le trovate qua .. http://www.sho-shin.com/sai18.htm
 

ops.. m'ero scorato questo .. http://www.samuraisword.com/nihontodisplay/CUTTING_TEST/Nobuyoshi/index.htm

Modificato: da betadine

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