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Luca Mershed

Tsuba Edo NBTHK

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Buonasera,

 

Vorrei gentilmente chiedere conferma se questo bellissima Tsuba del periodo Edo (1700) possa essere stata riadattata al nagako per una spada della Prima/Sexonda Guerra mondiale. Che ne pensate voi esperti?

 

grazie mille,

Luca

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ciao Luca.. nnnon vorrei dire una castroneria, ma mi pare che la maggior parte delle tsuba for gunto erano di forma un pò ovoidale.

(Pardon.. avevo inteso che la si voleva adattare a ..)

Ciò non toglie che uno possa adattare tutto (o quasi).. quello che non comprendo è perche (considerato che anche tu repubili bella questa tsuba)  la voglia adattare ad una gunto.
Quello che io farei (ma non ne sono in grado) è cominciare a capire che tsuba hai per le mani.. (epoca/periodo), scuola, lavorazione..ecc e cercare di classificarla. Poi penserei al resto.
Tut'altro discorso è che lama eventualmente abbinarci .. e valutare se ci sta o starebbe bene con una gunto della prima o seconda guerra, mi pare troppo generico.

Modificato: da betadine

Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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Buonasera Luca, ti riferisci all’apertura rettangolare che si trova a lato del nakago ana ? Sospetti che possa essere stata realizzata per permettere l’ingresso della levetta di blocco tipica della saya militari ?

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Esatto, temo che sia stata adattata per una lama della seconda guerra mondiale avendo ampliato il Nakago (il rettangolo in più diciamo). Pensavo per Saya militare appunto.

 

grazie !

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Ciao Luca, bella tsuba Shoami, è tua? Nel caso riusciresti a farci qualche foto in più ? :arigatou:

-Sposto la discussione nell'apposita sezione.-


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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Ciao Francesco, realmente la stavo contestando perché mi sono reso conto dopo di questa possibilità di essere stata riadattata e non era nella descrizione. 

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Per ampliare la discussione allego  l’immagine di una mia tsuba di scuola Goami, certificata, che presenta anch’essa un’apertura “anomala” che è stata in un secondo momento chiusa con un tassello metallico. 
Mi sono chiesto pure io a cosa potesse servire, essendo in effetti un’apertura simile a quelle presenti sulle tsuba militari della seconda guerra mondiale.

La possibilità che possa essere stata adattata per una saya militare è in effetti la prima cosa che viene in mente. Tuttavia, se la pratica di inserire lame personali (e non di arsenale) nelle montature militari non è affatto cosa rara, non ho documentazione che la stessa pratica fosse applicabile anche alle tsuba. Più che altro per una questione di “omologazione” esteriore della divisa, che solitamente è un fondamento incrollabile nel “look” del personale combattente, almeno fino alla guerra del Vietnam.
 

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Comunque è una questione che andrebbe approfondita; magari con maggiore documentazione fotografica.

Personalmente mi sono chiesto se non possa trattarsi di una modifica realizzata nella seconda metà dell’800, sempre allo scopo di adattarla ad un qualche sistema di ritenuta della lama di ispirazione occidentale (mi è capitato di vedere un paio di “accrocchi” del genere in montature risalenti alla guerra Boshin).

Ad ogni modo tenderei ad escludere che, sia la tua che la la mia, siano nate così. Tuttavia la mia conoscenza di questi specifici aspetti non mi permette al momento di dare un parere certo e definitivo.

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Il certificato dice:
Mumei Shoami
Mokko-gata
Ferro con superficie martellata
Nunome zogan in oro
Mimi tondo
Due hitsu ana

Quindi nulla a riguardo la modifica, che comunque pare effettivamente essere a quello scopo

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Nella mia memoria storica, ho da qualche parte il ricordo che nei lunghi periodi di marcia, era d'uso utilizzare una funicella per assicurare la tsuba alla saya, passando per i fori del kozuka o del kogai.

In questo modo si impediva alla lama di fuoriuscire per sbaglio dal fodero. Risolvendo in modo semplice ed elegante il cinema messo in piedi da questo articolato meccanismo che è anche un grande accumulatore di sporco e materiale ossidato. Forse non ideale per la salute della lama.

La funicella veniva sciolta in un batter d'occhio in caso di necessità.

lo ricordo solo io? Qualcuno ha idea di come si faceva il nodo a scioglimento rapido?!?


 

月の道

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Credo tu ti riferisca al cordino chiamato udenuki. Vi sono varie teorie sul suo utilizzo: passato attorno al polso forniva una “sicurezza” per non perdere la spada utilizzandola con una sola mano; oppure, collegato al kurigata della saya, impediva un’uscita involontaria della lama (si ritiene però si usasse principalmente a cavallo). In Satsuma, se non ricordo male, serviva come “sicura” in quanto i samurai di laggiù parevano essere famosi per la pazienza (di leopardo...); dunque la lama “legata” costringeva ad uno sforzo supplementare per essere estratta e quindi...uno stimolo alla riflessione. In quel caso il nodo non era a sgancio rapido, di proposito.

Mi risulta però che venisse passato attraverso la tsuba mediante fori “dedicati”, chiamati udenuki ana e non utilizzando kozuka e kogai ana. Le tsuba di Satsuma sono particolarmente note per questo dettaglio.

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... diciamo che la forma è quella descritta da GianLuca .. poche tsuba pochi buchi    al servizio di un polso generalmente di un cavalliere.

Tsuba_Udenuki-ana.png 

Udenuki-ana.png

cosi riporta il famoso Cooper Hewitt .. sword fittings

A me è capitato anche di vedere una cosa ibrida. (dove i moderni tagliabambù usano il sageo facendolo "girare" attorno alla tsuba e fermandolo come se fosse "il primo nodo" della legatura sul kurigata (o come il "nodo di fermo" che si fa in basso)

immaginate una cosa così .. IMG_4279 (002).jpg    (so per certo che questa legatura non fa testo.. mai trovata su alcun testo.  Talvolta in uso tra alcuni tagliabambù nelle ampie terre del'est.)


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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" the small holes used on tsuba from the Satsuma kinko schools is Sometimes called udenuki ana, but the proper term according to the NBTHK is sayadome ana. Satsuma Bushi were known for their short tempers, so they sometimes tied the tsuba to the saya to prevent a quick draw from a short temper.... "

Ron Watson

qui un paio di esempi di sayadome ana
http://www.ksky.ne.jp./~sumie99/sageo.html#two small holes

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Ah, grazie Manuel ! Allora mi ricordavo bene del fatto che in Satsuma erano un po’ “incazzosi” e legavano la lama per evitare estrazioni inconsulte...del termine sayadome invece non mi ricordavo. 

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Interessante!

Effettivamente sembra che questi sayadome venissero fatti lateralmente sulle tsuba e non nella loro parte bassa come i classici udenuki ana, questo un mio esempio:

 

 


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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When asked what Jigen-ryu is, founder Togo Chui is said to have answered in the following way.

“Jigen-ryu is to carefully polish your beloved sword and ensure it has a razor sharp edge, then wire it firmly shut into its scabbard. Say nothing rude or offensive, commit no rude actions, be courteous, and never draw your sword.”

In 1587 Chui accompanied his lord Shimadzu Yoshihisa to Kyoto and met the monk Zenkichi at the Tennei-ji temple. Chui learned the twelve core techniques of Tenshinsho Jigen-ryu from Zenkichi over a period of six months before returning to Satsuma.

Chui continued to practice once he had returned home, eventually gaining the attention of Shimadzu Iehisa, Lord of the Satsuma domain. Jigen-ryu became the official style of swordsmanship in Satsuma and Chui was employed as the domain fencing instructor.

Jigen-ryu has been passed down in the Togo family until the present day and 13th generation headmaster Togo Shigetaka.

Chui’s teaching of “never draw your sword” is intended to prevent unnecessary killing and loss of life, but at the same time refers to the ability to unconsciously respond to danger and strike down attacking enemies in a state of munen-muso.

One of the tsuba made by Chui has two small holes through which a paper string could be passed to secure the sword in its scabbard, reminding the owner not to draw in anger.

The Jigen-ryu Togo Foundation was founded in 1995 to share the historical records of the school and its philosophy with the public. 

The Jigen-ryu Historical Museum was opened in Kagoshima City to display hundreds of historical records from the Togo family, and the collection is recognized as an Important Tangible Cultural Asset by Kagoshima Prefecture.

For more information on Jigen-ryu please see our official website.

http://www.jigen-ryu.com/index_e.html


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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