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Lealtà e Tradimento

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.. stavolta faccio una riflessione più cruda del solito, prendendo spunto da due fatti di attualità che legano due opposti, Neo Wise e Yves Rausch.
La prima ci sta girando sulla testa, fiera e dritta sulla schiena con la sua coda..

Leale come molte donne che attraversano la nostra vita...  e mi piace pensare che questi “giri” in questo particolare momento della Terra ci vogliano ricordare e sottolineare che forse dovremmo dare più peso e senso alla “lealtà”.
Lealtà verso di noi e verso i nostri vicini.
Lealtà e distanza verso i più piccoli, invisibili e insinuanti entità che circolano tra noi, tra la movida, una spiaggia affollata o un'ascensore, dove la noncuranza degli altri riapre situazioni che tendiamo a sorvolare…  pur non avendo una coda.

L’altro, il rambo tedesco, che per quello che si sa era abbastanza fuori di testa, ma a parte alcuni deliranti scritti sulla difesa del suo bosco e dell’ambiente, non ha fatto del male a nessuno.
Beccato.. beccato grazie a “una soffiata”.
E’ un “tradimento” o è “un gesto a fin di bene” determinato da buone ragioni ??

Da qui l'idea di condividere alcune ricerche sul ns. "buon samurai” .. troppo spesso mitizzato e legato a “vie e comportamenti” che sono più unici che rari (al pari di «fatti e accadimenti» di lodevole gente), di quel bushido troppo spesso generalizzato .. senza scordare che stiamo parlando di esseri umani, quindi potenzialmente fallibili e volubili.  (come tutti)
Ppur non volendo generalizzare, vi lascio questa coda.

Per meglio comprendere dovremo chiederlo ai Minamoto e ai Taira oppure a Akechi Mitsuhide (1528-1582) meglio ricordato come il generale che ha acceso il suo padrone, il signore della guerra Oda Nobunaga, assediandolo e uccidendolo nel tempio di Honno-ji a Kyoto.
Nato a Mino (Prefettura di Gifu), Mitsuhide fu il primo a servire il Saito di Mino, poi divenne un guardiano di Shogun Ashikaga Yoshiaki, prima di servire Oda Nobunaga.
Mitsuhide era un vassallo di fiducia, consigliere e confidente di Nobunaga e le ragioni della sua svolta non furono mai completamente rivelate.
Di compenso il nuovo regno di Mitsuhide durò 13 giorni prima di essere sconfitto da Toyotomi Hideyoshi e ucciso giorni dopo.

Un tal Thomas Conlan osserva che "Le promesse di ricompensa sono alla base del potere militare del XIV secolo".
L'entità della "lealtà" divenne soggetta all'entità della ricompensa.
Nella realtà storica, la pura lealtà del kenshin (l'idea di "sacrificio assoluto" di Watsuji Tetsurō) era impossibile - tranne forse in casi isolati - perché la relazione signore-vassallo nella società guerriera non era unilaterale ma bilaterale: un vassallo ha servito il suo signore come combattente in cambio di vari premi, inclusi i benefici (di solito terra).
La società guerriera non avrebbe tenuto insieme molto a lungo se i guerrieri avessero semplicemente dato le loro esistenze per i loro signori senza pensare alla reciprocità per se stessi o le loro famiglie ...  da diverse analisi si va stagliando la non esclusività della relazione e dalla frequenza di slealtà e tradimento tra guerrieri nei secoli ...  e la lealtà altruistica era almeno un'etica spesso violata.

C'erano quelli che aspiravano alla signoria regionale ... tentando di accumulare terre e aumentare le loro bande di seguaci ereditari.
In alternativa, c'erano quelli che si definivano signori "egemonici" nazionali, attraendo autonomi guerrieri per servirli in cambio di conferme, concessioni di diritti di terre [sic] e altri doni.

Il sostegno di guerrieri autonomi era "condizionato" e dipendeva dalla corretta consegna di ricompense come le concessioni di terra, in cambio di servizio (chūsetsu). Tale improponile meccanismo distrusse pian pianino il sistema politico Muromachi, mostrando un sistema che si dimostrò più fedele ai propri interessi che allo shogunato degli Ashikaga.
La guerra di Ōnin del 1467-1477, distrusse virtualmente la shugoclass, e furono i kokujin, i csd. samurai regionali a poter sostituire "i loro ex maestri shugo", diventando il daimyō che dominò l'era del Sengoku.   Iniziava l'era gekokujō jidai ..  padronanza dell'alto dal basso.

“Shogun e Shugo: gli aspetti provinciali della politica di Muromachi”
Alla fin fine.. il termine taishō ha significato essenzialmente la stessa cosa di Ashikaga Shugo. Tuttavia «shugo» non solo non era taishō, non aveva lo stesso potere.
quest'ultima da Thomas Nelson, "Bakufu e Shugo Under the Early Ashikaga"

 

Resta un sorriso, soprattutto per chi in questi giorni sta in Piemonte, nell'alzare gli occhi al cielo e sorridere a chi “come te” ha una coda bellissima.
Lei è NeoWise, anche detta C/2020F3
(dedicato a AkaiHana)

 

comet_NEOWISE.jpg
(vollutamente dell'alto dal basso)
by NASA’s Parker Solar Probe


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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Tra i «fatti e accadimenti» di lodevole gente» di sicuro ci sono due samurai traditi dallo Stato.
Uno di loro proprio oggi, ventotto anni fa, saltava la sponda... e con lui i suoi appunti.
Restano le chiacchere e le commemorazioni.. che non servono a nulla se quel giuramento da loro fatto tanti e tanti anni fa, nell'intraprendere un rischioso incarico, non verrà onorato da chi ne ha facoltà.
Un giuramento di fedeltà e lealtà verso il popolo e le sue istituzioni, ad oggi non onorato da chi ricopre quei ruoli e quelle poltrone che portarono alla loro invana morte.

 


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Non è crudo.
Si tratta di una descrizione lucida, ma parziale.
Il Feudalesimo visto come fenomeno economico, politico e sociale.
Giusto, ma sono gli occhi di oggi.

Esiste una dimensione che oggi noi, uomini moderni, facciamo fatica a vedere.
Una dimensione che per chi ha vissuto non era e non poteva essere sganciata da tutto il resto. Parlo della dimensione religiosa, filosofica e morale.

Lo capirono molto bene i Tokugawa che costruirono la stabilità della prima sulla base della seconda, dando al Feudalesimo una vita lunga e tutto sommato prospera, come in nessuna altra parte del mondo.

Una risonanza di questa dimensione, come un eco che viene dal passato, non può non essere udita da chi studia oggi la Nihonto.


 

月の道

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Beh, concorderete con me nell'affermare che questo aspetto lo abbiamo vissuto e condiviso più volte su questo Forum.

Generalmente lo identifichiamo quale «ura» e « omote».
Talvolta è la parte nascosta quelle che più ci affascina.. allo stesso tempo molto spesso è la luce a generare ombre, indipendentemente se diretta o riflessa.
Indipendentemente se generata dal Sole o dalla Luna.

Grazie Getsu per i tuoi riflessi.

 

(..sarà che io mi sento antico.))


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Sentirsi antico, essere moderno

Anni fa, un maestro giapponese di Karate Tradizionale mi spiego che chi è nella tradizione non ha paura ad innovare.
Il mondo cambia, come tutte le cose vive.
Anche l'Arte cambia, in conformità con ciò che rappresenta e cioè il mondo stesso.

Chi invece è fuori dalla tradizione e non ha nulla di significativo da tramandare, non innova. Ripete piattamente il passato restandone schiavo. Non contribuisce all'evoluzione mantenendo al più stabile quello che ci è arrivato.
Un peccato.

La Nihonto ha seguito lo stesso percorso, per cui valutiamo con umiltà il lavoro di chi è salito sulle spalle dei giganti, perché non era un imbecille qualunque.
Talvolta guardiamo invece all'antico come il nec plus ultra, dimenticando che il mondo si evolve e cambia.

Perciò Beta, non è un problema sentirsi antico.
Specie se quegli echi del passato hanno un senso estremamente moderno e giovane, a patto di reinterpretarlo senza pretendere di applicare pedissequamente, sperando che il tanfo stantio di muffa non ammorbi l'aria.

Perché è questo il tradimento della tradizione.
Questo è dimenticare il proprio giuramento di lealtà.

 


 

月の道

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268 anni, se ben ricordo.

Dopo l'unità dell'arcipelago ideata da Hideyoshi, forzatamente armata, si deve attendere la famosa battaglia di Sekigahara del 1600 per l'autoproclamazione di Ieyasu a nuovo Shogun.

Uno shogunato, da quel che si legge in giro, ben ordito e architettato, che portò sicuramente dei buoni risulatati (per alcuni...
Sempre da quel che si legge in giro, da Edo (ora Tokyo) si ramifica attraverso una serie di "confidenti" per tutto il paese, portandosi a Corte i parenti prossimi dei vari Daimyo, come del resto era capitato anche a lui in tenera età.

Di certo, ed erano passati solo tre lustri, i suoi successori non ne seguirono le orme.. si narra che la stessa Corte imperiale fosse sottoposta alle "cure" di funzionari di stazza a Kyoto, oltre che il csd. espatrio o libero commercio non era di sicuro ben visto.. anzi fu proibito per DPCS.
Poi, pur mantenendo lo stesso "nome", si chiude all'interno, confina olandesi, agevola l'uscita di spagnoli e portoghesi, e strapazza diversi missionari e indigeni convertiti alla religione proveniente dall'esterno.... (più che strapazzare, pare ne abbia fatti fuori quasi quarantamila..)
Siamo così arrivati al Genroku, i missionari (non monaci) di fatto svaniscono e torna preponderante l'ascesa della borghesia a scapito dei Daimyo e delle "attività produttive" del campo agricolo, che oltre a non averla presa bene, misero in atto proteste e rivolte.  pare che siano sempre rientrate .. anche se non sempre ben raccontate.

Siamo così arrivati al 1700
Anche qua, a prenderla con le pinze, Kira e Asano tutto sommato misero in piedi un bel casino narrativo, per iniziali questioni di poco conto..
Di contro, i loro screzi, ci han lasciato un bell'epilogo storico.

Lo shogunato Tokugawa continua imperterrito fino al 19°secolo.
Di certo il Paese, malgrado alcune beghe, si era e si stava sviluppando, ma la voglia di unificazione portò, di lì a poco, anche all'unificazione della figura reggente.
Il solito dualismo tra Nord e Sud rompeva anche gli schemi, e la voglia di "occidente" da lì a poco porta a violare i divieti di navigzione o espatrio "sull'isola" .. divieto di fatto abolito e modificato dall'avvento dalle ◄navi nere► del Commodoro Perry.

Da lì a poco anche olandesi, inglesi e francesi ed altri riprendono gli interscambi col Giappone e di lì a poco Yoshinobu, l'ultimo dei Tokugawa, torna dall'imperatore Mutsuhito e declina l'incarico nella mani di un adoloscente.. il nuovo che avanza preponderante, non prima di riprendere l'abitudine alla guerra.. del Boshin.
(forse non era propio contento ne convinto... ma così fu.).
Siamo nel Meiji

Nel mezzo di questo periodo, trame e orditi continuarono ad essere tessuti e... il resto è storia nota.
C'è sempre un fine e c'è sempre un mezzo, come c'è sempre un rovescio della medaglia.
Tra quei mezzi ci sono mezzi uomini e grandi uomin.. o meglio, uomini normali con la loro schiena dritta e con la coda.. sempre pronti a farsela tagliare per un patto non scritto, ma lealmente rispettato.

 

Tanto per...
il DPCS è un Decreto del Presidente del Consiglio dello Shogunato
i due samurai di cui sopra, si chiamavano Paolo Borsellino e Giovanni Falcone
quelli che non si son dati per vinti, senza entrar nel merito delle ragioni, erano loro.
http://www.yoshitoshi.net/series/seichugishi.html

Terasaka Kiemon

 


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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.. per correttezza e per approfondire un po’, dopo il sunto del sunto del sunto (che dalle parti di roma varrebbe un commento del tipo .. er bignami je fa ‘na sega) e per dare a cesare quel che era di giorgio, volevo sottolineare un pilastro fondamentale dell’epoca appena riassunta che, seppur non seguito pedissequamente, costruì le fondamenta di una nuova visione con gli occhi a mandorla.
(con il contributo di Unseen Japan)

Tokugawa Ieyasu: l'eroe che in Giappone tutti "odiano"
Terminò una guerra lunga un secolo e portò 260 e passa anni di pace.
… allora perché a nessuno in Giappone piace Tokugawa Ieyasu?
Dalla serie “insegne del Giappone non visto”,  proviamo a discutere della sua eredità e della sua profonda impopolarità.

Spesso si pensa al Giappone come a un unico paese unificato.
Ma questo da un punto di vista storico è uno sviluppo molto recente.
Storicamente invece è esistito per centinaia di anni come una serie di territori vagamente confederati, governati da signori della guerra locali.

Durante il periodo Muromachi, il “signore di turno” riusciva a ottenere il controllo e governare con un certo grado di unità.
Tuttavia quell'unità presto crollò e il Giappone si trovò coinvolto nel periodo degli Stati Combattenti (
時代 sengoku jidai). 
Un periodo di tumulti e violenze radicali.
Fino ad oggi, il sengoku jidai indugia nella lingua giapponese come metafora di un periodo di intenso conflitto.

Un uomo alla fine ha colto un momento storico chiave, unificato il paese e represso lo spargimento di sangue.

Quell'uomo si chiamava Tokugawa Ieyasu (徳川 家康) e la sua reggenza inaugurò un periodo di oltre 260 anni di lavoro, fino alla caduta dello Shogunate e della Restaurazione Meiji.
Il fondamento del Giappone moderno si basa sulle conquiste (in ogni campo) di Ieyasu.

Eppure Ieyasu rimane il Rodney Dangerfield della storia giapponese. (.. non ottengo rispetto..) e nonostante i suoi grandi successi, non ottiene alcun rispetto.

Perché il Giappone è così aspro con una figura che ha fatto così tanto per il Paese?

.. .andiamo per gradi.
Il periodo degli Stati combattenti del Giappone iniziò intorno al 1467 e durò un estenuante periodo di circa 150anni.
Ieyasu nacque in questa confusa epoca nel 1543 nella città di Okasaki, prefettura di Aichi.
Nato come Matsudaira Motoyasu, figlio di un daimyo minore (大名).
La giovane vita di Ieyasu fu infausta..  trascorse infatti la maggior parte della fanciullezza come prigioniero (ostaggio/garante) nel Clan Ichigawa.
All'età di 15anni tenne la cerimonia per la sua maggiore età (
genpuku).. un anno dopo si sposò e un anno dopo ancora gli fu affidata la prima battaglia da Ichigawa Yoshimoto.

Ichigawa Yoshimoto morì tre anni dopo nella battaglia di Okehazama e negli anni seguenti, anziché allontanarsi da Oda Nobunaga, suo nemico di una volta, finì per formare una potente alleanza che sarebbe durata per oltre 20anni.
Nel 1566 Ieyasu riuscì a guadagnare “un grado” nella corte imperiale del paese.
Da ciò derivò una investitura, oltre a un nuovo cognome: Tokugawa  . . .  il nome con cui la storia lo avrebbe ricordato per sempre. (in genere quando si parla di Tokugawa, a lui si pensa, e a Yoshinobu, che fu l'ultimo..)
Ieyasu continuò a ricoprire il ruolo di comandante, perdendo una sola battaglia.. a Mikatagahara nel 1572, all'età di 31 anni, dove fu sconfitto da Takeda Shingen.

Il trionfo post-Nobunaga di Ieyasu
Nel 1582, l'alleanza tra Oda e Ieyasu si conclude con la morte di Oda.
Uno dei generali di Oda, Akechi Mitsuhide, si ribellò a Oda e mise in scena una ribellione al tempio di Honnouji.
Si pensa che Oda Nobunaga si sia tolto la vita, ma molti credono che Akechi lo abbia ucciso o costretto al seppuku.


Nonostante la battuta d'arresto e diversi scontri, Ieyasu alla fine diviene un sostenitore del potente leader Toyotomi Hideyoshi.
Quando Toyotomi morì, con una astuta intuizione lasciò il paese retto dalla carica dei Cinque Anziani (
五大 gotairou) che avrebbero dovuto governare fino a quando il figlio di Toyotomi non fosse diventato maggiorenne… ma la sorte e le condizioni favorevoli spianarono la strada a Ieyasu, che alla fine prese il pieno controllo del governo, rimanendo, come capo dell'esercito orientale, ad affrontare Ishida Mitsunari, il capo dell'esercito occidentale.

Entrambi vennero testa a testa nella famosa battaglia di Sekigahara nel 1600, dove Ieyasu trionfò.
La vittoria essenzialmente unificò il Paese e segnò la fine dei svariati decenni di guerra.

Nel 1603 l'era Edo iniziò ufficialmente con il Bakufu (幕府..governo guidato dai samurai) di Ieyasu.
Lo stesso anno Ieyasu divenne ufficialmente ciò che è noto come 将軍 (sei-i taishougun), che letteralmente significa "comandante della spedizione contro i barbari" - che di solito viene semplicemente abbreviato in inglese come "shogun".

 Ieyasu ufficialmente lasciò il potere a suo figlio nel 1605, ma di fatto continuò a tirare le corde da dietro le quinte fino alla sua morte, avvenuta all'età di 75 anni, nel 1616.

Ieyasu.. un opportunista?
Gli storici tendono a indicare la vittoria di Ieyasu come risultato di due fattori.
Innanzitutto Ieyasu era in sostanza un buon manager con un occhio per il talento.
Dalla sua alleanza con Oda Nobunaga in poi si è circondato di esperti tattici e amministratori governativi che sapevano cosa ci voleva per unificare il Giappone sotto una unica guida.
In secondo luogo Ieyasu era paziente.

Ci sono voluti 40 anni dall'inizio dell'alleanza di Ieyasu con Nobunaga prima che fosse in grado di ottenere il controllo del paese.. «ogni volta che l’orizzonte si offuscava, semplicemente, di lato, ha aspettato la successiva opportunità».

Tuttavia, come riporta lo storico Yamagishi Ryouji, quando ai giapponesi viene chiesto di nominare "personaggi ispiratori dell'era degli Stati Combattenti", il nome di Ieyasu non viene quasi mai fuori.
Le persone sono molto più propense a nominare Oda Nobunaga o Toyotomi Hideyoshi, come eroi di quell'epoca.

L'essenza dell'argomento di Yamagishi è che Ieyasu si imbatte nella Storia come un opportunista di rango.
Nella cultura giapponese, la lealtà e la fedeltà alle connessioni personali sono importanti, anche se ciò significa che di tanto in tanto si perde o si soffre.
Ma la storia della vita di Ieyasu è una storia di opportunismo.
Quando l'uomo che lo aveva accolto (in effetti era rapito o quantomeno utilizzato quale “pegno”) fu sconfitto da Nobunaga, Ieyasu divenne il più stretto alleato di Nobunaga.
Dopo la morte di Nobunaga, cambiò “signore” e si unì fedelmente a Toyotomi Hideyioshi.
Quando Toyotomi morì, invece di lavorare per rispettare i suoi desideri, si incamminò e prese il potere.


(JP) Link: . toyokeizainet  .. questo si sente in giro.

Tokugawa Ieyasu è una tipica "persona non amata dai giapponesi"
eppure .. leadership, cultura, qualifiche, abilità
..
"Qual è il tuo comandante militare preferito del Sengoku?"     "Qual è una grande persona che ammiri?"
a queste domande troppo spesso si ode "Oda Nobunaga" "Toyotomi Hideyoshi" "Sanada Yukimura (Nobushige)" "Takeda" o  "Shingen" e "Date Masamune" ...

Però a guardar bene e spostando l’erba alta, Ieyasu fece della moderazione e della sobrietà il principio di tutta la sua vita.
L'enorme eredità che lasciò, insieme ad un solido sistema feudale edificato con il cuore e con l’anima - attraverso la sua completa devozione - sono diventate le "fondamenta della pace" per oltre 260 anni. 
Il risultato fu che il Giappone nel periodo Edo diventò uno scrigno di cultura originale altamente sofisticata, singolare casa del tesoro culturale che è ora elogiata e ammirata in tutto il mondo.

Riportando parole non mie.. non è esagerato affermare che se non fosse stato per Ieyasu, il Giappone moderno non esisterebbe.

Tokugawa Ieyasu potrebbe non essere stato l'eroe che il Giappone voleva.
Ma alla fin fine.. era il guerriero e il burocrate dal pugno di ferro di cui il paese aveva bisogno
.

ipse dixit; amen.. (più che "così sia", così fù.))


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)(per completezza di informazioni e per chi non hai mai vissuto a Long Island, Rodney Dangerfield potremmo paragonarlo al ns.Antonio Albanese o a quelli che.. "anche quando giocavo a nascondino, non mi hanno mai cercato"..))
..un rakugo, insomma..)


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Ieyasu è il Principe che cercava Machiavelli.
Volpe e Leone.

Questi uomini non sono guerrieri ma politici opportunisti.
Sono però i Cavour e i Bismarck a costruire gli Stati e non i Garibaldi...
Lavorano di cesello, pecunia e cervello.
Cappa e spada solo quando strettamente necessario e correndo pochi rischi.

La gente non li ama.
Non riesce a vedere l'eroe senza macchia e senza paura.
Per questo non li ricorda.


 

月の道

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otto... a volte ci ribenso, come il titolo di quella canzone .. "elba di casa mia
🤣🤣


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