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shimitsu masatsune

Shira-saya

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Qualche tempo fà mi trovai a risolvere (per fortuna con successo), quello che per me risultava essere uno spinoso problema.

Dopo un viaggio inter-continentale durato soli tre giorni (Giappone-Italia) una mia lama dotata di shirasaya si trovò reclusa in un magazzino della dogana ,in piena estate, per ben 18 giorni!...Quando finalmente mi giunse il saya si era scollato e la cosa peggiore fu che non si era scollato del tutto!...Avete qualche immagine che mostri il corretto metodo di separazione delle valve che compongono uno shira-saya incollato con colla Sokui?...

 

P.S.:penso che potrebbe risultare molto interessante,a mio avviso,per chi dovesse risolvere il medesimo problema.


La vittoria è di colui,

ancor prima del confronto,

che non pensa a sè

e dimora nel non-pensiero della grande origine.

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La sukui si ammorbidisce con l'umidità, se il saya è abbastanza attempato la colla è cristallizzata e molto fragile quindi si possono distaccare tra loro le valve utilizzando una lama molto sottile inserita nella fessura e facendo dolcemente leva.

Un consigllio comunque , come sempre, fatelo fare a chi ha già una certa esperienza.


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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E se "chi ha una certa esperienza" no fosse reperibile ? :gocciolone: ...Qualcuno ha qualche foto? :blink:


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E se "chi ha una certa esperienza" no fosse reperibile ? :gocciolone: ...Qualcuno ha qualche foto? :blink:

 

foto di cosa?? :glare:


....se il tuo cuore è forte....anche la tua spada sarà forte.....

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foto di cosa?? :glare:

 

Sul corretto metodo da seguire per scollare ,e quindi separare,le valve che compongono un saya già parzialmente scollato :gocciolone:


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...no...foto no :(


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Shimitsu mi spiace niente foto. Se non vuoi attendere di venire "su" per un consiglino, (ce ne sarebbero parecchi in grado di aiutarti) beh puoi provare. Usa una lama da cutter inseriscila nello shira e fai leva dolcemente, se la lacca non è completamente crepata lungo la linea di incollaggio come spesso accade allora fai un ' incisione con la lama in modo da condizionarne l'aperture lungo una linea rette evitando così brutte frastagliature e sollevamenti difficili poi da riprendere. Se l'incollaggio è molto saldo hai come unica possibilità quello di ammorbidirlo in più fasi, qualche centimetro alla volta, tenendo il saya avvolto in uno straccio bagnato per una notte.

Modificato: da Kentozazen

Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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... In verità il problema lo risolsi,senza scollarlo del tutto,e devo dire che il saya non pare dia segni di cedimento...:arigatou::arigatou:

...Ad esempio a voi è mai capitato di dover ripulire l'interno di uno shira-saya?


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penso che lo dovresti chiedere proprio al nostro togishi kentozazen :gocciolone:

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beh, se si è scollato solo in un piccolo punto e come dici tu non sembra che ci siano altri segni di cedimento, io proverei ad incollarlo solo in quel punto...o poco più.

credo che ken abbia capito che si tratti di un koshi, ma mi sembra di aver capito che tu stia parlando di shira no? :laugh:


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Ichi...infatti è cosi che "RISOLSI" la faccenda...Siccome è molto frequente a quanto vedo,che capiti una cosa simile dopo un viaggio intercontinentale,credevo che sarebbe utile ,per chi è alle prime armi (magari con qualche foto...) ,sapere il metodo corretto da seguire... :gocciolone:

 

 

P.S.: quando eseguii il lavoro non credevo necessario fare foto ed è per questo che mi sono rivolto a voi convinto che ne aveste qualcuna... :arigatou:


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L'umidità influisce molto sugli shirasaya, uno dei miei, giunto a Torino da Bologna, non ne voleva più sapere di aprirsi!



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:confused: ...Per Aprirsi intendi sfoderare vero?

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Ah ok scusa si parlava di shira. beh comunque il discorso è simile.

Sì il problema umidità è molto influente come la temperatura del resto. Il legno è un materiale "vivo", si muove e modifica il proprio volume con umidità e temperatura, nel caso degli shira nuovi paradossalmente più si esegue un lavoro preciso, più si rischia che l'uso annulli quelle minime tolleranze necessarie.

Va da sè che col tempo lo shira tende a stabilizzarsi, sia per motivi di stagionatura (anche se si usa stempre materiale ben stagionato e stabile come la magnolia), sia per motivi di leggera usura che aumenta le tolleranze di quel minimo. Talvolta mi capitò di fare uno shira che calzava alla precisione per poi accorgermi a distanza di qualche mese che l'habaki si era messo a ballare nella sede o che il nakago dondolava un po' dentro lo tsuka.

Forte di quest'esperienza ormai ho l'abitudine di tenermi leggermente abbondante in certe misure, si parla veramente di decimi di mm ma preferisco scavare leggermente meno ed avere uno shira dall'estrazione un po' dura che si aggiusterà col tempo, piuttosto che eseguire un lavoro preciso al centesimo rischiando poi problemi di tenuta. Ovviamente il discorso non vale per la sede della lama dove non vi deve essere alcun contatto tra lo il ji e le pareti interne.

Nello shira quel che è tolto non si rimette, se invece c'è materiale in abbondanza se ne può sempre asportare un pochino.

Comunque shimitsu raccomando molta attenzione alla fase di incollaggio, una eccessiva dose di cola può procurare la fuoriscita della colla stessa all'interno del saya quando premi tra loro le valve, ascigandosi potrebbe costituire ostacolo allo scorrimento del mune.


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...Il mio shira-saya non si era scollato del tutto,come già detto, ma solo lungo il mune sulla linea di simmetria.

Applicai una goccia di colla Sokui,preparata da me,che aveva la consistenza dell'acqua.

Avvolsi lo shirasaya ,per evitare graffi o danni,in metri di carta igienica ed infine lo tenni chiuso con fascette autostringenti.

Lo lasciai in quello stato pietoso per più di 6 mesi poi tolsi le bende e Voilà...Tutto era risolto e non si era creata la minima ossidazione... :ohmy:


La vittoria è di colui,

ancor prima del confronto,

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Rispolvero questa discussione sul sayamaki perchè ho lo stesso problema di shimitsu.

 

Unico dubbio per preparare la sokui, shimitsu dice che la sokui da lui preparata aveva la densità dell'acqua, mentre quì sembra essere più pastosa.

 

Anche nelle ricette che ho trovato non specifica le proporzioni. :wacko:

 

Poi dopo aver bollito il riso e aspettato un paio di giorni quando mischio il riso tritato all'acqua pensavo di "riciclare" l'acqua di cottura, poichè è sicuramente piena di amido, o è meglio usare l'acqua normale per qualche motivo?

 

 

Grazie

 

takeyama

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Unico dubbio per preparare la sokui, shimitsu dice che la sokui da lui preparata aveva la densità dell'acqua, mentre quì sembra essere più pastosa.

 

Io uso acqua normalissima per l'impasto (non quella di cottura)...Solitamente amalgamo gli ingredienti fino a quando il tutto non assume la consistenza da me voluta e successivamente applico.

La mia sokui è molto liquida ma non meno resistente,poichè mi diletto di falegnameria ho avuto modo di testarla personalmente e devo dire che è efficacissima (se la cricca è piccola e la colla è della densità giusta puoi applicarla anche con una siringa sulla zona prescelta :ok: ).


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Grazie per la risposta, :arigatou:

 

ma in base a cosa la si fa più liquida o più solida?

 

E dopo averla applicata? La carta igienica è proprio la più indicata per avvolgere il saya? (mi sembra un po sacrile... :laugh: ) e che funzione svolge il fatto di avvolgerlo mentre si secca?

 

 

takeyama

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