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GiulioC

Katana mumei, attribuita a Mihara Masahiro (tardo Nanboku-cho) - NBTHK Tokubetsu Hozon

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Verso la fine del periodo nanbokucho si vedono lame con differenza tra saki-haba e moto-haba marcate come nel Kamakura in rapporto ma il kasane è più spesso, quindi questo non sarebbe un problema. Era più una questione di armonia del sugata che magari ti pone quesiti..mi pare di aver visto su qualche testo lame mihara di questo periodo abbastanza dritte..e penso che il tardo nanbokucho ci stia tutto…il suriage deve essere consistente però immagino! 

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Naturalmente il problema è che noi abbiamo più confidenza con un paio di sugata tipici del pieno Nambokucho, che poco c’incastrano con questa lama, e poi passiamo al primo Muromachi, col sugata identico a quello tardo Kamakura ma con saki zori. Quello che viene in mezzo, durante un periodo di una ventina d’anni, è meno facile da inquadrare. Ma gli esempi di riferimento possiamo comunque, con pazienza, trovarli.

Inoltre, dato che questi cambiamenti avvengono in un breve lasso temporale, si aggiunge il problema delle contaminazioni tra gli stili e il fattore delle scuole più o meno tradizionaliste e conservatrici rispetto a quelle pronte a promuovere le innovazioni.

Si potrebbe tentare, a partire dalla foto e relativi ana presenti (e ipotizzati), a fare una sorta di simulazione grafica e provare a vedere a che lunghezza si arriverebbe. Già potrebbe suggerirci qualcosa in più. 

 

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Concordo, sono gli schemi classici che, almeno per me, mi limitano un po. Concordo anche soprattutto con quanto dici sulle scuole. Se non su tutto, almeno su una delle fasi che costituiscono la lama (costruzione, sugata, tempra).

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1 ora fa, G.Luca Venier ha scritto:

Naturalmente il problema è che noi abbiamo più confidenza con un paio di sugata tipici del pieno Nambokucho, che poco c’incastrano con questa lama, e poi passiamo al primo Muromachi, col sugata identico a quello tardo Kamakura ma con saki zori. Quello che viene in mezzo, durante un periodo di una ventina d’anni, è meno facile da inquadrare. Ma gli esempi di riferimento possiamo comunque, con pazienza, trovarli.

Inoltre, dato che questi cambiamenti avvengono in un breve lasso temporale, si aggiunge il problema delle contaminazioni tra gli stili e il fattore delle scuole più o meno tradizionaliste e conservatrici rispetto a quelle pronte a promuovere le innovazioni.

Si potrebbe tentare, a partire dalla foto e relativi ana presenti (e ipotizzati), a fare una sorta di simulazione grafica e provare a vedere a che lunghezza si arriverebbe. Già potrebbe suggerirci qualcosa in più. 

 

Sarebbe decisamente interessante, comunque questi periodi di transizione sono importanti per comprendere l’evoluzione della spada, purtroppo però sono anche i più difficili da contestualizzare ed effettivamente l’unica via realmente comprensibile è quella degli esami dal vivo..diciamo che serve l’intera analisi delle varie caratteristiche per inquadrare correttamente il sugata..anche solo per quelle caratteristiche locali che hai citato..

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complimenti Giulio per la lama, mi piace in particolare la jihada. Ottimo poi l'approfondimento che ne è seguito.

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Tornando in argomento e in attesa di una verifica più approfondita della parte terminale del Nakago circa la presenza di mekugi ana che mi auguro di fare con calma nel weekend, l’Origami in effetti cita esplicitamente l’era Oei come possibile alternativa.

Interessante in effetti il suggerimento di provare a fare una simulazione con un po’ di grafica, mi ci metto sicuramente.

Sulla (s)centratura del menuki ana, se fosse stato centrato prima del Suriage significherebbe che nel rimodellare la lama si è quasi cercato di "aumentare" la curvatura attraverso il rimodellamento del Nakago. Sta a vedere se il primo è stato a sua volta un passaggio intermedio che ha "raddrizzato" un po' la lama.

 

IMG_0833.jpg

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