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betadine

OTA Memorial Museum of Art

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.. per chi dovesse trovarsi a passare in quel di Tokyo.
(dal sito.. una traccia sulla mostra)

Quando ci sono battaglie o scontri, ci saranno sempre vincitori e vinti.
Quelli che talvolta attirano i nostri cuori e ci lasciano impressionati nelle storie, come nei romanzi o nel kabuki, potrebbero essere i perdenti piuttosto che i vincitori.

In questi tempi si stanno attivando “movimenti” che cercano di trovare nuovi punti di vista, rivedendo la storia dal punto di vista dei perdenti, dove la natura fugace e il dolore di guerrieri come Minamoto no Yoshitsune e Akechi Mitsuhide, che persero battaglie e caddero in rovina, attirarono una profonda simpatia da parte della gente di Edo.

C'è una frase nota come "hougan biiki".. la "simpatia per un eroe tragico".
Minamotono Yoshitsune continuò a vincere le battaglie tra i clan Taira e Minamoto, ma fu espulso per essere un fastidio e “spodestato” da suo fratello Yoritomo.
Ci sono così tanti casi simili, come quelli del clan Taira, Kusunoki Masashige, Akechi Mitsuhide e Saigō Takamori e, come è ovvio dal caso di Yoshitsune, si può affermare che esiste solo una linea sottile tra vincitori e vinti.
Per molto tempo i giapponesi hanno raccontato la storia e le storie con empatia per coloro che perdono e muoiono in tali battaglie.

Questa mostra si concentrerà sui vari perdenti, raffigurati in ukiyo-e, che hanno raccolto popolarità nel periodo Edo.

dal 15.04 al 16.05 per meno di 8euro.. Losers in Ukiyo-e | 太田記念美術館 Ota Memorial Museum of Art (ukiyoe-ota-muse.jp)


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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A tal proposito consiglio un libro:

 

Ivan Morris

The Nobility of Failure
 

ISBN-10 : 4902075504
ISBN-13 : 978-4902075502


Alexander, Robin Hood, Wellington, George Washington... The Western literatures are packed with the stories—real and otherwise—of diverse heroes, but most of them share the common element of victory. Many of them died heroically to achieve their goals.
In Japan, however, many of the most revered heroes lost their lives without achieving their goals, and in many cases fought their battles in full realization that they would end in abject defeat and death.
This cultural background remains a bedrock underlying the modern Japanese psyche, and continues to shape the Japanese as individuals and a society even today, unconsciously, in the same way the West is still affected by the myths and legends passed down from Greece and Rome.

Long recognized as a core book in any study of Japanese culture and literature, The Nobility of Failure examines the lives and deaths of nine historical individuals who faced overwhelming odds, and, realizing they were doomed, accepted their fate--to be killed in battle or by execution, to wither in exile, or to escape through ritual suicide. Morris then turns his attention to the kamikaze pilots of World War II, who gave their lives in defense of their nation in the full realization that their deaths would have little effect on the course of the war.
Through detail, crystal-clear prose and unmatched narrative sweep and brilliance, Professor Morris takes you into the innermost hearts of the Japanese people.

Supported by extensive notes and bibliography, the chapters cover:

Yamato Takeru
Yorozu
Arima no Miko
Sugawara no Michizane
Minamoto no Yoshitsune
Kusunoki Masashige
Amakusa Shirō
Ōshio Heihachirō
Saigō Takamori
The kamikaze fighters of World War II

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Beh per un giapponese dev'esser facile pensare con simpatia a "quelli che son stati sconfitti."

In questi giorni "parlando" con alcuni nuovi amici giapponesi (con un paio del gruppo UM_Ankimo "metal classic speed technical") ho provato ad affrontare l'argomento samurai  ( e poi lame).

Viene fuori che del "samurai" apprezzano i valori (lealtà, determinazione, preparazione) ma mi fanno notare che "molti" poi si ritirano, a cominciare da M.Musashi... ed altri addirittura si fanno monaci.  Una sorta di espiazione.
Mi è parso di capire che "i valori" dello shintoismo son molto caldi e sentiti.. quella sorta di ciclo che si ripete in un modo o nell'altro.  ( e loro "questo" lo han messo anche in musica.)

Sull'argomento lame l'eccitazione m'è parsa ampia.. sopratutto per un fumetto e un videogioco che sta spopolando in Giappone.. Touken Ranbu.
Questa pare sia la felice causa che porta molti ragazzi, sopratutto ragazze, a visitar i musei della spada.. anche se vanno per la maggiore le mostre "miste" con spade e manga.

A proposito... il Manga per loro è un'ossessione... come "a novela" per un brasileiro.  Attendono trepidanti episodi o pubblicazioni come fosse "vita vera".
M'è parso che sia un grande bisogno di fantasia (forse per uscire dalla frenesia del quotidiano.)

invece mi han letteralmente freddato parlando del lato artistico della spada, dei grandi forgiatori.. insomma della "spada d'arte" (e in questo caso penso abbiano proprio ragione loro..)

Intanto mi han fatt notare che -come spesso capita in tutto il mondo- si cerca di creare business attorno a tutto, anche a quelle "reliquie" che dovrebbero far parte di un patrimonio culturale di una Nazione..  mentre troppo spesso, attorno ai Musei -considerate che il gruppetto vive a Tokyo., troppo spesso, dicevo, si mettono su mercatini e "agenti" che propongono le loro preziose spade.

Il colpo però arriva alla fine... quando provo ad insistere sulla bellezza del manufatto, sul lato artistico che molti fabbri realizzavano facendo una spada.
La katana comunque nasce per un altro uso, ribattono. Le grandi spade (e grandi Kaji) spesso le donavano ai Templi... per evitarne l'utlizzo. Un dono votivo per la pace, un'arma per la pace.
Arte??  Mi dicono che anche LittleBoy aveva un bel disegno sul saya!!

Ecco ... forse..
come per molti di noi, una delle ragioni che gli sconfitti -sopratutto se nativi, e in ogni luogo- attirano più simpatie e tenerezza.


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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2 ore fa, betadine ha scritto:

Beh per un giapponese dev'esser facile pensare con simpatia a "quelli che son stati sconfitti."

In questi giorni "parlando" con alcuni nuovi amici giapponesi (con un paio del gruppo UM_Ankimo "metal classic speed technical") ho provato ad affrontare l'argomento samurai  ( e poi lame).

Viene fuori che del "samurai" apprezzano i valori (lealtà, determinazione, preparazione) ma mi fanno notare che "molti" poi si ritirano, a cominciare da M.Musashi... ed altri addirittura si fanno monaci.  Una sorta di espiazione.
Mi è parso di capire che "i valori" dello shintoismo son molto caldi e sentiti.. quella sorta di ciclo che si ripete in un modo o nell'altro.  ( e loro "questo" lo han messo anche in musica.)

Sull'argomento lame l'eccitazione m'è parsa ampia.. sopratutto per un fumetto e un videogioco che sta spopolando in Giappone.. Touken Ranbu.
Questa pare sia la felice causa che porta molti ragazzi, sopratutto ragazze, a visitar i musei della spada.. anche se vanno per la maggiore le mostre "miste" con spade e manga.

A proposito... il Manga per loro è un'ossessione... come "a novela" per un brasileiro.  Attendono trepidanti episodi o pubblicazioni come fosse "vita vera".
M'è parso che sia un grande bisogno di fantasia (forse per uscire dalla frenesia del quotidiano.)

invece mi han letteralmente freddato parlando del lato artistico della spada, dei grandi forgiatori.. insomma della "spada d'arte" (e in questo caso penso abbiano proprio ragione loro..)

Intanto mi han fatt notare che -come spesso capita in tutto il mondo- si cerca di creare business attorno a tutto, anche a quelle "reliquie" che dovrebbero far parte di un patrimonio culturale di una Nazione..  mentre troppo spesso, attorno ai Musei -considerate che il gruppetto vive a Tokyo., troppo spesso, dicevo, si mettono su mercatini e "agenti" che propongono le loro preziose spade.

Il colpo però arriva alla fine... quando provo ad insistere sulla bellezza del manufatto, sul lato artistico che molti fabbri realizzavano facendo una spada.
La katana comunque nasce per un altro uso, ribattono. Le grandi spade (e grandi Kaji) spesso le donavano ai Templi... per evitarne l'utlizzo. Un dono votivo per la pace, un'arma per la pace.
Arte??  Mi dicono che anche LittleBoy aveva un bel disegno sul saya!!

Ecco ... forse..
come per molti di noi, una delle ragioni che gli sconfitti -sopratutto se nativi, e in ogni luogo- attirano più simpatie e tenerezza.

Scusa se mi intrometto, ma i tuoi amici sono intenditori di spade? Perché nella stragrande maggioranza dei casi il giapponese medio non sa assolutamente nulla né di storia ne tantomeno di lame. Che sia nata per un altro scopo siamo tutti concordi. Per il resto avrei quale dubbio.

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..NO.  m'era parso di averlo anche scritto.  Manga e Musica... (sulla cultura non so .. guerra e pace, shinsengumi, sakura.. Kami... se poi tutto è appreso dai manga -non posso saperlo... ma son solo chiacchere)

Però conoscevano 刀を好むトピ   (rammenti il "libricino".. http://www.intk-token.it/forum/index.php?/topic/9986-per-gli-amici-giapponesi/

 

Non è in alcun modo né nelle mie intenzioni sminuire chi di passione ne fa collezione.
Era solo per condividere un punto di vista (o svista) dalla parte degli sconfitti.

p.s.  poi considerate anche che avrò romanzato..come mio solito.
Ad esempio su Little Boy era ..had a nice box  (e non saya, come ho traslitterato) ma il senso resta.
Sarà che saranno giovani che provano a non restare da quella parte.

(e solo per "cronaca".. così genericamente.. c'è chi ha lavorato e studiato in Itaria, chi vissuto qualche anno negli States, chi in Australia.. diversi adorano Paris)
Anche loro scocciati da questa Pandemia che sta modificando radicalmente le possibilità di viaggiare leggeri.  +/- tutto qua.

Che poi la passione, come la ns. o altre forme d'arte, accentri su di se l'attrazione, è ben noto.. come direbbe Sisto V.


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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21 ore fa, Davide dotta ha scritto:

... Perché nella stragrande maggioranza dei casi il giapponese medio non sa assolutamente nulla né di storia ne tantomeno di lame...

Anch'io avrei qualche dubbio...  possibile che si debba sempre generalizzare e che su 126milioni di persone la "media" sia culturalmente scarsa??
Non parlo di intenditori di spade, ma di culturi di cultura.. (per quanto sconveniente possa essere, molti popoli -vedi in primis la Chiesa cattolica- si portano appresso ombre che vorrebbero cancellare, negare.. ma non per questo "tra i loro seguaci" ci si rifugia nell'ignoranza.

Ne abbiamo già parlato nel Forum.. anche in occasione del tuo fortuito ritrovamento.. La spada in Giappone è spesso associata a grandi ombre del passato, neanche poi così tanto lontano.
Oggi che qualcuno se ne occupi, anche passando attraverso "un manga", non è poi così strano.  (anche se personalmente la sovraesposizione mediatica non la ritengo positiva.)

E' stato anche coniato un nome specifico per "alcune" di loro.. Touken Joshi. 
Che poi "mitizzino" un'arma o un'eroina di un fumetto o cerchino di comprendere qualcosa in più, mi pare quantomeno azzardato deciderlo via etere.

Certo .. tu hai il polso della situazione.
Ma il mio vicino fornaio o il professore della porta accanto che si concentrano solo sul loro lavoro, non esclude che un altro fornaio o un contadino siano appasionati di storia o altro. (
Ermanno Detti ne è esempio.)

Comunque non voglio assolutamente alimentare polemiche, ma solo porre alla ns. attenzione altri punti di svista, che comunque ci aiutano nella comprensione del "fenomeno" e ci potrebbero aiutare ad avere (o approfondire) una più ampia visione di questo ampio e variegato Paese del Sol Levante.

Per chiudere.. avendo sollevato alcune riflessioni oltreoceano, mi è stata consigliata la lettura di questo piccolo saggio (lui, Wakabe Kohki fa il professore alla Faculty of Humanities and Social Sciences, Tsukuba - una sorta di Politecnico delle Scienze -City of Science- alla periferia di Tokyo e si occupa, sempre come professore associato anche di scienza e tecnologia nei rapporti tra Giappone ed Egitto.)
... e il sottile filo rosso stavolta lega, guarda il caso, "Touken Ranbu" ad un excursus storico-politico sulla spada giapponese.
Per chi avesse pazienza... la parte storica è ben descritta.. il resto è una lucida riflessione di un giovane professore associato.
   
Japanese Swords Amnesia_Touken Ranbu_article_5564.pdf
 

Perdonate.. può sembrare un OffTopic, ma di fatto stiamo girando attorno alla Tōken e a un meccanismo che, fagocitato dal fenomeno mediatico, porterebbe ad una sicura sconfitta, mitizzando "un oggetto" anzichè collocarlo in una teca.
(parere personale,)

多くの猫は一匹の猫を作りません。
che dovrebbe tradursi +/- in..  Molti gatti non sono un Gatto  (Ankimo, dixit)


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10 ore fa, betadine ha scritto:

Anch'io avrei qualche dubbio...  possibile che si debba sempre generalizzare e che su 126milioni di persone la "media" sia culturalmente scarsa??
Non parlo di intenditori di spade, ma di culturi di cultura.. (per quanto sconveniente possa essere, molti popoli -vedi in primis la Chiesa cattolica- si portano appresso ombre che vorrebbero cancellare, negare.. ma non per questo "tra i loro seguaci" ci si rifugia nell'ignoranza.

Ne abbiamo già parlato nel Forum.. anche in occasione del tuo fortuito ritrovamento.. La spada in Giappone è spesso associata a grandi ombre del passato, neanche poi così tanto lontano.
Oggi che qualcuno se ne occupi, anche passando attraverso "un manga", non è poi così strano.  (anche se personalmente la sovraesposizione mediatica non la ritengo positiva.)

E' stato anche coniato un nome specifico per "alcune" di loro.. Touken Joshi. 
Che poi "mitizzino" un'arma o un'eroina di un fumetto o cerchino di comprendere qualcosa in più, mi pare quantomeno azzardato deciderlo via etere.

Certo .. tu hai il polso della situazione.
Ma il mio vicino fornaio o il professore della porta accanto che si concentrano solo sul loro lavoro, non esclude che un altro fornaio o un contadino siano appasionati di storia o altro. (
Ermanno Detti ne è esempio.)

Comunque non voglio assolutamente alimentare polemiche, ma solo porre alla ns. attenzione altri punti di svista, che comunque ci aiutano nella comprensione del "fenomeno" e ci potrebbero aiutare ad avere (o approfondire) una più ampia visione di questo ampio e variegato Paese del Sol Levante.

Per chiudere.. avendo sollevato alcune riflessioni oltreoceano, mi è stata consigliata la lettura di questo piccolo saggio (lui, Wakabe Kohki fa il professore alla Faculty of Humanities and Social Sciences, Tsukuba - una sorta di Politecnico delle Scienze -City of Science- alla periferia di Tokyo e si occupa, sempre come professore associato anche di scienza e tecnologia nei rapporti tra Giappone ed Egitto.)
... e il sottile filo rosso stavolta lega, guarda il caso, "Touken Ranbu" ad un excursus storico-politico sulla spada giapponese.
Per chi avesse pazienza... la parte storica è ben descritta.. il resto è una lucida riflessione di un giovane professore associato.
   
Japanese Swords Amnesia_Touken Ranbu_article_5564.pdf 3 MB · 2 download
 

Perdonate.. può sembrare un OffTopic, ma di fatto stiamo girando attorno alla Tōken e a un meccanismo che, fagocitato dal fenomeno mediatico, porterebbe ad una sicura sconfitta, mitizzando "un oggetto" anzichè collocarlo in una teca.
(parere personale,)

多くの猫は一匹の猫を作りません。
che dovrebbe tradursi +/- in..  Molti gatti non sono un Gatto  (Ankimo, dixit)

Discorso davvero lungo ed articolato, mi fermerei qui.

Un giorno apriremo un post a riguardo.

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.. ma certo Davide, concordo con te.

. mica voglio pontificare o sposare tesi di alcuno.  Era solo un riflesso condiviso.
E' il caso che ha fatto coincidere alcuni riflessi (oni) nel giorno dell'eclissi lunare.. anche detta Blood Moon.


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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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