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Arashi

Cha No Yu

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LA CERIMONIA DEL TE’

Un rito antichissimo quello del cha no yu, ancora praticato: una filosofia di vita, un modo di sentire noi stessi e il mondo.

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Seduti uno di fronte all’altro sul tatami, la tipica stuoia di paglia, il padrone di casa e il suo ospite sono in silenzio. Solo di tanto in tanto si scambiano poche parole, parole che scivolano sul silenzio senza interromperlo, parole fatte della stessa sostanza del silenzio. Eppure, nessun imbarazzo, nessuna freddezza tra loro,solo una quieta consonanza dell’anima che non ha bisogno di espressione verbale, ma si riflette nei gesti misurati e armonici, nella calda atmosfera che li abbraccia. Lentamente, l’ospite prende tra le mani i particolari strumenti e gli utensili di cui presto si servirà il padrone di casa, le tazze di ceramica grezza (chawan), la brocca per l’acqua fredda (mizusashi), il mestolo di bambù intrecciato (suishaku), i cucchiai di legno (chashaku) e, ammirandone la pregiata fattura artigianale, li commenta con poche frasi piane, senza lasciare che alcuna enfasi possa turbare la serena tranquillità che regna nella stanza. Solo al termine di questa rassegna rituale ha inizio la preparazione vera e propria. Un cucchiaio di polvere verde dall’intenso profumo viene versato nella ciotola e montato a schiuma in poca acqua tiepida con un minuscolo frullino di bambù (chasen). Quando l’insieme è omogeneo, un fondo di liquido denso nella tazza, il padrone lo porge all’ospite (o al più importante degli ospiti, se sono tanti). Questi si inchina, prende la ciotola con la mano sinistra, le fa fare un quarto di giro, poi la porta alle labbra con l’aiuto della mano destra e assaggia il liquido. A quel punto passa la tazza al vicino ruotandola leggermente, e così via.

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Stare insieme nella quiete

La cerimonia del tè (cha no yu) è un susseguirsi di gesti fissi, perfettamente calibrati, che allo spettatore occidentale possono apparire misteriosi e incomprensibili. L’unica cosa che risulta subito evidente è la sua assoluta estraneità alla sfera gastronomica, il suo proporsi come un modo di stare insieme in silenzio da soli o in compagnia, se si vuole. Affetti, emozioni, ricordi, lasciati liberi di fluire da un grumo di sentimento che si liquefa via assieme alla bevanda, si comunicano dall’uno all’altro, trovano una perfetta compiutezza d’espressione senza che il silenzio venga mai scalfito. Ancora oggi il che no yu, con l’ikebana (l’arte di disporre i fiori) e il sumi-e (la tradizionale tecnica ad inchiostro), rientra nel bagaglio di educazione delle ragazze giapponesi, ma ritenerlo semplicemente un capitolo del galateo significherebbe spogliarlo del significao più autentico e profondo, perché in realtà la cerimonia del tè è una vera e propria tecnica di meditazione, saldamente connessa al pensiero e alle pratiche dello zen.

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La filosofia che governa la cerimonia del tè ha le sue radici profonde nello zen e nel taoismo. O almeno è tale da XV secolo, quando il monaco Murata Shuko trasformò quello che era un semplice passatempo sociale all’aristocrazia samurai in un’occasione estetico-religiosa scandita da regole e canoni precisi che egli tramandò nel chado, cioè la filosofia legata al rito del tè.

Ma le regole fissate per la cerimonia non devono essere interpretate come dogmi rigidi, quanto piuttosto come strumenti suggeriti per conseguire i valori sintetizzati dalla formula wakei saijaku: sintonia e rispetto (tra i presenti e gli oggetti), purezza e silenzio (nello spirito, nella stanza). Perché solo con un simile atteggiamento aperto all’ascolto di quanto è fuori si può comprendere nel modo più autentico quanto avviene dentro di noi e cogliere l’intima unità dell’essenza, che è poi la bellezza del mondo.

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L'uomo che sa, usa la spada, ma non uccide altri uomini.

Usa la spada e dà agli altri la vita.

Uccide solo quando è necessario.

Quando è necessario dà la vita.

Quando uccide lo fa con assoluta concentrazione, così come quando dà la vita.

Senza pensare al bene o al male, egli è capace di vedere il bene e il male; senza provare a descriminare, egli è capace di discriminare il bene.

Camminare sull'acqua è come camminare sulla terraferma, e camminare sulla terraferma è proprio come camminare sull'acqua.

Se è capace di far sua questa libertà, non sarà confuso da nessuno al mondo.

In tutto egli sarà al di sopra dei suoi simili.

 

Takuan Soho

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interessante, il mio insegnate oltre all'ikebana conosce anche la cerimonia del te (insegnatagli dallo stesso sensei), io ho appena iniziato a muovere i primi passi nell'ikebana...

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Bel'articolo!

grazie Arashi, mancava

Grazie! :arigatou:


L'uomo che sa, usa la spada, ma non uccide altri uomini.

Usa la spada e dà agli altri la vita.

Uccide solo quando è necessario.

Quando è necessario dà la vita.

Quando uccide lo fa con assoluta concentrazione, così come quando dà la vita.

Senza pensare al bene o al male, egli è capace di vedere il bene e il male; senza provare a descriminare, egli è capace di discriminare il bene.

Camminare sull'acqua è come camminare sulla terraferma, e camminare sulla terraferma è proprio come camminare sull'acqua.

Se è capace di far sua questa libertà, non sarà confuso da nessuno al mondo.

In tutto egli sarà al di sopra dei suoi simili.

 

Takuan Soho

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grazie arashi proprio un gran articolo, complimenti :ok:

 

e.........tanto per rimanere qualche bellissima immagine di una casa da tè

 

:cool:

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Trovo semplicemente fantastico il pilastro centrale di quella casa da tè...così esile e storto ma così importante.

fa molto wabi-sabi



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Avete mai letto "Il libro del tè" di Okakura?

Tra le altre cose ne approfitta per dire peste e corna degli occidentali :gocciolone: !

E' molto interessante.


Non c'è modo di sfuggirlo-

devo camminare sulle foglie morte

per imboccare questo sentiero

Suzuki Masajo

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Mi raccomando ragazzi quando si postano foto di altri siti o di libri specificarne sempre la provenienza.

Grazie e ciao


Le parole possono ferire, il silenzio può guarire. Sapere quando è opportuno parlare e quando invece tacere è compito dei saggi.

La conoscenza può ostacolare, l'ignoranza liberare. Sapere quando è opportuno conoscere e quando ignorare è compito dei profeti.

La lama, indifferente a parole, silenzio, conoscenza o ignoranza, taglia in modo netto. Questo è il compito dei guerrieri.

(Suzume no Kumo)

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Ragazzi, "quella" casa da te è il Sa-an, diciottesimo secolo, forse la casa da te più famosa del giappone...


______________________
Giuseppe Piva
www.giuseppepiva.com

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Mi raccomando ragazzi quando si postano foto di altri siti o di libri specificarne sempre la provenienza.

Grazie e ciao

:arigatou:

Spiacente, ma la mia pubblicazione è vecchissima, e dato che non so se ne è stata emessa una più recente, non posso darvi altro che il titolo e l'autore...


Non c'è modo di sfuggirlo-

devo camminare sulle foglie morte

per imboccare questo sentiero

Suzuki Masajo

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sono foto presenti su tantissimi libri; no problem...


______________________
Giuseppe Piva
www.giuseppepiva.com

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scusa fun hai ragione sono il solito pirata :gocciolone:

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(ahhh cha... Grazie YamaArashi! :arigatou: )

 

Molto interessante l'articolo sulla cerimonia, non sapevo fossero tutte regole cosi' rigide :cinese:

 

Ma a parte la cerimonia, qualcuno sa tecnicamente come preparare il te' in modo giapponese?

Ad esempio nell'articolo dice che viene montanto con un frullino (??quindi non e' lasciato in infusione??) fino a schiuma ( :wacko: )

Quale te' usare? Cosa cambia fra una varieta' e l'altra... cose cosi'.

 

Ho provato a cercare un po', ma per lo piu' trovo informazioni sul te' verde cinese e solo accenni a quello giapponese.

 

:arigatou:

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Qusto articolo mi fa venire in mente un vecchio film : Morte di un maestro del te?

 

Ma è possibile reperire in italia il te verde giapponese ( Matcha) impiegato nel cha no yu ?


Non seguire un sentiero tracciato da altri , ma tracciane uno tu affinchè gli altri possano seguirlo

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Qusto articolo mi fa venire in mente un vecchio film : Morte di un maestro del te?

 

Ma è possibile reperire in italia il te verde giapponese ( Matcha) impiegato nel cha no yu ?

 

Non saprei... pero' qui a torino c'e' un negozio di te che ha moltissime qualita anche giapponesi, io avevo preso del sakura e del pai mu tan (cinese) che non credo siano rari...

Cmq non credo ci siano problemi, immagino importino di tutto :)

 

Beh quanto meno il web ci aiuta :laugh:

http://it.venalicia.com/it/catalogue/t000011.php

http://cgi.ebay.it/Japan-Matcha-te-verde-3...1QQcmdZViewItem

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Sei anche tu a torino Van?

 

Vai da kiki in via cesana e lo trovi!

 

il cha giapponese non va lasciato in infusione altrimenti sviluppa un gusto molto amaro.

IO ho un colino di metallo dove ne metto un cucchiaio scarso, lo appoggio sulla tazza e ci verso sopra l'acqua calda. basta fare un pò su e giù con il colino e avrai il giusto sapore e le maglie del colino fanno anche un pò di schiuma.

 

Se vuoi proprio la schiuma giapponese original devi usare lo speciale frustino in bambu e sbatterlo in una ciotola abbastanza grande come si fa nella cerimonia.



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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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