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RECENSIONI - "Giappone perduto; viaggio di un italiano nell'ultimo Giappone feudale"

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Konnichiwa :arigatou:

Anche a rischio di venirvi a noia, onorevoli Colleghi, ho pensato di scrivere due righe di recensione sull'ultimo libro che ho letto: "Giappone perduto; viaggio di un italiano nell'ultimo Giappone feudale".

Dal titolo si capisce subito di cosa si parla; è la cronaca riassunta del "reportage" effettuato dal primo plenipotenziario del neocostituito Regno d'Italia nell'Impero del Sol Levante. Anno 1866;la pirocorvetta Magenta della Regia Marina affronta la circumnavigazione del globo per il duplice scopo di effettuare una serie di ricognizioni naturalistiche e stringere patti commerciali con il Giappone dove lo shogunato Tokugawa viveva gli ultimi momenti di vita. Il Giappone aveva aperto da pochi anni le proprie frontiere al mondo occidentale (non senza i noti forti contrasti) e si accingeva ad intraprendere la via della rivoluzione del giovane Tenno Meiji.

L'autore, Enrico Hillyer Giglioli, italiano nato a Londra ma trasferitosi nuovamente nella neo capitale Firenze, è un naturalista e narra la sua esperienza di viaggio con l'occhio attento dello scienziato, ma non in modo asettico ma piuttosto con molte interessanti valutazioni sugli aspetti sociali e culturali di un mondo così diverso dal suo e che cercava di sopravvivere alla ondata di cambiamenti che lo stava travolgendo definitivamente.

Bellissima la descrizione di Edo e di come si viveva nella capitale dello Shogun; usi e costumi, dai più banali ai più raffinati, vengono descritti con attenzione e, cari amici, assai spesso si parla delle lame e del loro significato presso quella società; addirittura l'Autore riporta le difficoltà incontrate da alcuni membri della spedizione che volevano acquistarle ed ai quali vennero poi confiscate successivamente dai funzionari del governo di Edo in quanto alcune di queste non potevano essere commercializzate senza la dovuta autorizzazione, a significare che i gaijin non erano degni di possederle e che comunque, almeno allora, non bastava il solo danaro per meritarsi un onore così grande!

Le note di Giglioli, scritte con l'entusiasmo del giovane esploratore con descrizioni paesaggistiche di struggente bellezza, rappresentano un affresco di un mondo, per certi versi medievale, che non vuole perdere le proprie radici ma che, avviato verso una rivoluzione amministrativa ed industriale senza precedenti, si trasformerà in un'entità capace di confrontarsi con successo con le grandi potenze occidentali.

Quindi, per che avesse nostalgia e volesse rivivere l'esperienza di un nostro concittadino nell'ultimo Giappone feudale, è un libro che non delude il lettore.

Grazie, come sempre, per aver avuto la pazienza di leggere queste mie righe.

 

Giappone perduto

Enrico Hillyer Giglioli

Luni Editrice

 

Giaa mata aimashou. :arigatou:


Tooyama ga

Medama utsuru

Tombo kana

 

Montagne remote

riflesse negli occhi delle libellule

 

(Kobayashi Issa)

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Grazie a te YamaArashi.

Spero di poterne proporre di nuovi in futuro.


Tooyama ga

Medama utsuru

Tombo kana

 

Montagne remote

riflesse negli occhi delle libellule

 

(Kobayashi Issa)

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Anche io lo consiglio. un bel libro, che propone anche contrasti culturali interessanti


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