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Simone Di Franco

Odachi E Nodachi

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Purtroppo fare le foto alla prima e seconda lama era leggermente difficile.... scusate la qualità :arigatou:

 

Che bestione quello da te linkato! Avranno sbagliato a metterci il peso?!

 

 

 


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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Penso di si, ma forse ci sono errori anche nelle misure specie se tradotte.


"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

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Si Francesco ho avuto problemi e non ho visto che erano due diverse, la prima è quella a cui mi riferivo, la seconda non è a fuoco non sono in grado di vedere nemmeno quanti fori ha il nakago.

Ho tolto il mio intervento per non incassinare ulteriormente.

 

Guarda questa: http://www.pinterest.com/pin/393642823651974256/

 

Sfogliando il catalogo dell' Okayama Prefectual Museum ho per l' appunto trovato questa lama :whistling:

 

 

Ôdachi - Bishu Osafune Norimitsu

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吉備津神社 大太刀.JPG

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''Ōdachi Norimitsu 4° anno dell’era Bun’an (1447). Città di Okayama, magazzino del santuario Kibitsu. La più grande ōdachi di tutta la nazione, con una lunghezza totale di 377,3 cm ed un peso di 13 kg. Donata al santuario Kibitsu da un bushi locale, Yakushiji Jiyagorō Hisamochi. La tecnica con cui Norimitsu, spadaio di scuola Osafune di Bizen, ha forgiato questa grande spada lascia increduli. È opinione comune ritenere la presente come lama nata con lo scopo di essere posta in un luogo di culto, ma il fatto che lo hamon gunome chōji midare presenti uno yakiire importante e che il nakago sia ben rapportato alla lunghezza della lama lascia intendere che potesse essere pensata come arma da battaglia. Omote: Bisshū Osafune Norimitsu 備州長船法光 Seinen Sanjūsan (Bisshū Osafune Norimitsu all’età di trentatré anni). Ura: Bun’an Yonen Hachigatsu Hi Yakushiji Jiyagorō Hisamochi Seinen Nijūissai (Un giorno di Agosto del 4° anno dell’era Bun’an – 1447 - Yakushiji Jiyagorō Hisamochi all’età di ventuno anni). Lunghezza della lama: 226,7 cm. Curvatura: 5,0 cm''

Ringrazio nuovamente Sandro per l'eccezionale lavoro svolto :arigatou:

Modificato: da Francesco Marinelli

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Ecco le lame nell'asta Bohnams
A highly important Yamato nagamaki in mounts
By Kanabo Masatsugu, Muromachi period (16th century)
Sugata (configuration): nagamakizukuri, iorimune with a very broad shinogi and a very long kissaki
Kitae (forging pattern): flowing itame hada with some areas of mokume hada on the ura toward the top, jinie and chikei throughout
Hamon (tempering pattern): notare-komidare with some areas more actively gunome toward the top half of the blade, more pronounced on the omote, with ashi, yo, sunagashi, ara nie, hotsure and utsuri
Boshi (tip): hakikake
Nakago (tang): ubu with two holes and katte sagari file marks, signed Nanto ju Kanabo Hyobejo Masatsugu
Habaki (collar): one-piece, silvered-copper
Nagasa (length from tip to beginning of tang): 38 5/8in (98.1cm), kissaki 6 3/8in (16.2cm)
Motohaba (width at start of tempered edge): 1 1/2in (3.8cm)
Sakihaba (width before tip): 1 1/2in (3.8cm)
In shirasaya (wood storage scabbard)

16th century koshirae comprising a red-lacquer saya mounted with fittings of yamagane migakiji, the extended tsuka with a ribbed surface

With Tokubetsu kicho token (Sword especially worthy of preserving) certificate no. 5504896 issued by the Nihon Bijutsu Token Hozon Kyokai (The society for the preservation of the Japan art sword), dated 1980.4.7, and Hozon Token certificate no. 300519, dated 1982.11.19
Note a piè di pagina

Provenance: Tokugawa Ieyasu, by repute

This massive nagamaki is thought to have left Japan after the Meiji restoration when noble families were forced to divest themselves of holdings and many treasures came to public sale. It is interesting to note that both the fittings and the tang on this nagamaki are marked with the inventory number 33, written in the same hand as many important swords in the collection of the Tokugawa family housed at Nikko Tosogu shrine.

 

 

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An exceptionally long Mino presentation tachi

Attributed to Kanetsune, Muromachi period (16th century)
Sugata (configuration): honzukuri, iorimune, extended kissaki, toriizori with a wide kasane
Kitae (forging pattern): itame hada
Hamon (tempering pattern): gunome midare changing to suguha near the hamachi
Boshi (tip): hakikake
Nakago (tang): ubu kurijiri with sujikai file marks and two holes
Habaki (collar): two-piece silvered-copper
Nagasa (length from tip to beginning of tang): 46 3/4in (118.7cm)
Motohaba (width at start of tempered edge): 1 7/8in (4.7cm)
Sakihaba (width before tip): 1 1/2in (3.9cm)
In a black lacquer saya with bamboo wraps

With Tokubetsu kicho token (Especially precious sword) certificate no. 5504897 issued by the Nihon Bijutsu Token Hozon Kyokai (The Society for the Preservation of the Japan Art Sword), dated 1980.4.7.

 

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An unusually long tachi in mounts
By Masataka, Edo period, 1842
Sugata (configuration): honzukuri, iorimune, kogissaki, koshizori
Kitae (forging pattern): densely packed koitame mixed with mokume of fine jinie
Hamon (tempering pattern): jukachoji midare with sakachoji in nie with koashi, saka ashi, yo, tobiyaki, yakidashi
Boshi (tip): komaru
Nakago (tang): very long ubu with osujikai file marks and two holes, signed Ozaki Nagato no kami Tenryushi Fujiwara Masataka, with carved seal and dated Tenpo juninen nigatsu hi (1842.2)
Habaki (collar): one piece, gold leaf over copper
Nagasa (length from tip to beginning of tang): 38 1/8in (96.7cm)
Motohaba (width at start of tempered edge): 1 3/8in (3.3cm)
Sakihaba (width before tip): 3/4in (1.9cm)

Koshirae comprising a black lacquer saya finished with a pebbled surface; tsuka mounted with shakudo nanako fuchi-gashira and large shakudo and gold menuki of a swordsmith's tools, doe skin wrapping under silk cords; circular iron plate Tenbo-style tsuba

With a certificate issued by the Nihon Token Hozon Kai (Society for the preservation of Japanese swords) no. 7375, dated 1984.5.26
Note a piè di pagina
  • Published: Token to rekishi 541 (1984): 3.

    This is an example of the extremely long swords that appeared at the close of the Edo period, in reaction to a public outcry against the feudal system. In the years before the Meiji restoration there were several factions who called for a restructuring of the government and tried to usurp the power of the samurai class. Swords such as this Masataka tachi underscored the power struggles between the warrior elite and the burgeoning democratic masses. This tachi has an elegant shape calling to mind early swords by masters like O-Kanemitsu. It is a masterful work showing incredible strength and refined beauty.

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Inoltre sul sito sho-shin ho trovato anche questa

Tsunahiro Presentation Odachi
Overall: 142cm
Nagasa: 99.3cm

With this Sword, Shimada Masahiro becomes Soshu Tsunahiro.
Given to the Hojo Ujitsuna Hachiman-Gu, he receives his new career name.

Shinogi-tsukuri, Ihori-mune, wide, deeply curved Odachi with Bo-Hi-ni-SueBi.
Retaining a perfect balance of form, the massive sweep comes to his elongated O-Kissaki.
Itame Hada with JiNie.
Gunome-Midare Ba with Tobi-yaki becomes Hitatsura Ba.
Hitatsura Boshi.
Inscription:
Hono Hachiman-Gu GyoHo Sakyo-Dayu Taira Ujitsuna
Ten-Mon Shichi Tsuchi-no-e Inu Ne Hachi-Gatsu Ni Hi
1538 "Year of the Dog"
Shogan Joju Kairei Monsoku Soshu Ju Tsunahiro Saku

http://www.sho-shin.com/soshu.html

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Questo un Ōdachi di oltre 2 metri realizzato recentemente dal Sensei Kunimasa Matsuba.

 

Alcune immagini della lama in lavorazione:

 

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Dopo la politura:

 

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Posto le 3 Odachi con le quali il Santuario di Nikko Futarayama (日光二荒山神社) augura un buon 2020 :arigatou:

祢々切丸 - Nenekirimaru (periodo Nambokucho 1332-1394) lunghezza tot. 324 cm, nagasa 215 cm;

Nenekirimaru.jpg

山金造波文蛭巻大太刀 - Yamagane-tsukuri hamon hirumaki no odachi (Kashiwa Dachi);

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瀬登太刀 - Senobori no Tachi.

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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