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ATTILA

Breve Presentazione

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è sicuramente difficile, ma ti garantisco che c'è gente capace di farlo.

 

io personalmente ne ho conosciute 3 di queste persone e ho visto il loro lavoro.

 

Perdonami Attila,mi duole dirlo, ma in tutta franchezza dai tuoi interventi emerge una scarsa conoscenza della materia... :gocciolone::arigatou::arigatou:

Non ho nessuna intenzione di fare il saccente (non ne avrei comunque i titoli),non sono a conoscenza inoltre delle tue esperienze passate (ne tantomeno vorrei importi o tediarti con le autorevolissime tesi in materia che circolano nel mondo degli studiosi di Nihonto già da diversi decenni) ,dal canto mio inoltre sei libero di pensarla come più ti aggrada,ma Attila il discorso che hai sollevato in realtà è veramente molto più complesso di quanto immagini,non mi sembrerebbe tuttavia nemmeno giusto riassumerlo o in nessun modo banalizzarlo con esempi che nulla hanno a che spartire con la Katana .

E' da circa 400' anni (vedi Izumi no Kami Kunisada ad esempio o Kotetsu il cui nome appunto significa acciaio antico) che i katana kaji di tutto il Giappone cercano di far rivivere il Jigane Koto del periodo Kamakura.

L'acciaio prodotto oggi o anche solo quattrocento anni fa (periodo Shinto) è semplicemente diverso (sarebbe inutile schierarsi in fazioni ridicole a sostegno della supremazia dell'acciaio Koto piuttosto che quello Shinto,Shinshinto o Gendaito) da quello realizzato anticamente su piccola scala (Ko-tatara) durante i periodi Heian,Kamakura e Muromachi.

Questo non sono assolutissimamente io a dirlo è un dato di fatto.

Sono state formulate diverse ipotesi al riguardo e da diversi esponenti del settore (quali Suishinshi Masahide,Shibata Ka,Konno Akimune,Sumitami Masamine,Amada Akitsugu ecc,ecc,ecc...) e della ricerca scientifica (Dr. Ing. Tawara Kuniichi,Dr.Ing Kudo Haruto Dr.Ing.Honma,Koken mita ecc. solo per citarne alcuni dei più noti),sono anni che scenziati e Kaji ne studiano la composizione sperimentando continuamente senza mai riuscirne ad eguagliarne la bellezza.

Esistono intere collane di volumi (di cui potrei citare i nomi ) tutti dedicati allo studio dei metodi di lavorazione del ferro e delle tecniche impiegate durante i periodi antichi.

L'importanza che riveste l'acciaio,il jigane,nella bellezza e nella funzionalità di una spada Giapponese è fuori discussione.

Il Jigane Koto però a seconda della scuola e del maestro spadaio raggiunge per bellezza livelli qualitativi (hataraki quali Kinsuji ed inazuma ad esempio o anche solo i nie sono di diverso aspetto rispetto a quelli riscontrabili in una lama Shinshinto.Nelle lame Shinto e Shinshito è raro che gli hataraki,a differenza di molte Koto,o anche solo l'hamon risultino ancora lucenti o visibili dopo secoli di togi...) che nella maggior parte dei casi sono inimitabili (puoi chiedere a qualsiasi spadaio giapponese) poichè si è giunti alla consapevolezza che la tecnica utilizzata oggi è leggermente differente da quella antica [quella che troppo spesso viene citata ingiustamente come tradizionale infatti,altro non è che il frutto relativamente recente delle tecniche sviluppatesi (mi riferisco non solo a quelle tecniche di raffinazione del ferro applicata oggi nel Nittoho tatara) durante il periodo Sengoku].

Detto questo esistono diverse pile di articoli e pubblicazioni antiche e recenti nonchè classi di studio che impartiscono lezioni sul come valutare (senza troppo scomodare le indagini scientifiche) una spada e modi di discernere una copia del periodo Shinshinto da una Osafune Yukisada originale.

Analizzando ad esempio il mei,il sugata,la qualità dell'acciaio,l'hamon e le diversissime altre caratteristiche in esame ed indi verificare se esse siano compatibili con l'operato del suddetto Kaji.

Ciascuna di queste fasi di indagine meriterebbe naturalmente un discorso a parte.

E' dal periodo Heian che la bellezza della spada giapponese viene ammirata e tenuta in gran conto,senza troppo andare a ritroso nel tempo ( ad esempio nella Cina del periodo Tang già sono noti poemi dedicati a bellissime spade di prodi guerrieri) ma è già dal periodo Sengoku che questa ha perduto de facto la propria efficacia nelle strategie militari ricoprendo solo un ruolo marginale (vedi ad esempio la battaglia di Nagashino o la presa del castello di Osaka o l'assedio di Shimabara ecc.ecc.) per diventare un simbolo di una casta,un mezzo di elevazione spirituale e poi un arma pur sempre capace ,come nel periodo Asuka,Heian e Kamakura,di dare la vita come dare la morte.

Anche se la Katana è stata la compagna spirituale del soldato giapponese durante i vari conflitti internazionali ai quali il Giappone ha assistito è durante la fine della seconda guerra modiale e con l'occupazione americana che la spada diventa un 'opera d'arte (se non fosse stato grazie all'intervento di pochi illuminati membri delle forze alleate ,e dell'introduzione del concetto di spada come proprietà culturale e manifestazione del genio e dell'arte del popolo giapponese,oggi nessuno di noi avrebbe potuto possedere una Nihonto).

Molte spade antiche sono state testate su prigionieri,criminali,cadaveri,pali,kabuto,armature complete,statue in pietra e pezzi di ferro con risultati che hanno dell'incredibile.

I criteri adottati anticamente che hanno portato i katana kaji alla forgiatura di molti capolavori oggi rispettati non vengono sempre soddisfatti in tempi odierni.

La produzione di lame odierna infatti essenzialmente si divide in due settori di produzione.

Delle Shinsakuto realizzate in Giappone solo il 20 % sono spade considerate come "spade artistiche,il resto sono lame adatte alla pratica di discipline quali lo Iai-do.

Una "spada d'arte" forgiata per una manifestazione quale può essere lo Shinsaku Tanren Kai difficilmente possiede tutte le quelle opportune caratteristiche capaci di soddisfare requisiti fondamentali per un arma quali funzionalità ,capacità di taglio taglio,peso,distribuzione dei volumi,manegevolezza ecc.

Se consideriamo che alle spade adottate nei dojo al massimo viene richiesto di tagliare al massimo qualche palo di Bambù...Viene da pensare che ben poche lame moderne siano capaci di reggere il confronto con una Magoroku Kanemoto o una Suishinshi Masahide piuttosto che una Kiyomaro.

Durante il mio viaggio in Giappone ho avuto il tempo di vedere numerose Gimei,utsushi-mono e Shinsakuto (anche di tesori Nazionali),conoscere Kaji,esperti e Togishi , ribadisco il concetto dunque :

Ogni spada è diversa l'una dall'altra e sebbene imitabile non è assolutamente possibile dopo secoli di tentativi andati a vuoto riprodurre in maniera indistinguibile dall'originale l'opera di un dato spadaio Koto quale potrebbe essere Masamune.

Modificato: da shimitsu masatsune

La vittoria è di colui,

ancor prima del confronto,

che non pensa a sè

e dimora nel non-pensiero della grande origine.

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Shimi nulla di più si potrebbe dire, concordo appieno. Una nuova versione di maguro mi si spiana davanti, quella convinta della possibilità di riproduzione di qualunque cosa. Senza offesa per Attila che mi pare autenticamente convinto delle proprie tesi per le quali ho rispetto pur disapprovandole quasi in toto. comunque Attila benvenuto tra noi, possa il tuo contributo essere di utilità alla conoscenza, mi piacciono le provocazioni argute, sono quindi felice di averti tra noi. :arigatou:


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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Mammamia shimitsu..... non ho parole (solo brividi!!!!)! Sei riuscito a descrivere in poche righe ma con una intensità toccante la passione che ci unisce in questo forum! :arigatou:

 

Attila, benvenuto! :cool:

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non posso che essere d'accordo con shimitsu

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kentozazen, grazie per il benvenuto......era un po che cercavo qualcuno che ne capisse qualche cosa in materia e penso d'averlo trovato....vero shimitsu :smile:

 

ma allora sorgre una domanda......non a caso, perchè ho visto realizzare un lavoro così, non su una spada, ma il principio è valido lo stesso.

 

come è da considerare una lama, o altra arma metallica, realizzata da del metallo originale del tempo?...sempre con i soliti accorgimeti tradizione, cura, maestria ecc.

 

mi spiego, alla luce di quello illustrato da shimitsu, un esperto è in grado di distinguere i vari metalli delle varie epoche. Io pensavo di no senza un esame chimico, ma invece sembra di si.

Siccome uno di questi restauratori che conoscevo, era un esperto di metalli e infatti sosteneva di saper riconoscere i vari acciai....e a questo punto non ne dubito.....lui diceva che quando doveva restaurare un pezzo di una tal epoca, andava a cercare l'aciaio di quell'epoca e poi lo lavorava.

 

A questo punto, questo pezzo rifatto con materiale d'epoca è una copia, un falso, un originale o cosa?......perchè, di pezzi così ce ne sono in circolazione.

 

Non voglio disinludere nessuno....so bene quanto la passione per una cosa spinga a una ricerca sfrenata di conoscenza sull'argomento..... anche io sono così ma man mano che procedevo nella ricerca di conoscenza su questo (ho letto libri, visitato musei, ho cercato filmati, ho parlato con dei cosidetti esperti, ho interpellato uno dei primi pulitori che hanno lavorato in Italia fin dai primi anni 80...credo) mi rendevo conto che più studiavo e meno ne sapevo.....proprio per la complessità dell'argomento, lungo quasi 1000 anni.

 

Avendo conosciuto persone che queste cose le facevano di mestiere..... mi confermarono che, addirittura loro stessi, non erano ingrado di autenticare un pezzo con assoluta certezza, proprio per i motivi che ho citato sopra.

 

Allo Stibbert, per esempio, prima di dire qualche cosa su un pezzo, fanno, come tutti i musei e ricercatori di questo mondo, delle ricerche infinite, incrociando pareri ed esperti, spulciando tutto ciò che è possibile trovare su quel tale forgiatore o quel tale armaiolo. E comunque alla fine non ti dicono mai "è sicuramente questo o quello" ma: "si ritiene che possa essere una....o potrebbe essere stata fatta in quest'epoca o in quest'altra......."

e se non si esprimono loro che ci vivono in mezzo 24 ore al giorno, parlano con i maggiori esperti mondiali su questi argomenti, e adirittura sono ritenuti loro delgli esperti da consultare......capite che quado qualcuno mi dice: "guarda che questa è....opp...sicuramente si tratta di....." ...qualche dubbio mi viene automatico :smile:...no?

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Attila il dubbio sorge sempre, però devi considerare che nel caso della nihonto esistono una quantità di variabili enorme, la qualità del jigane sicuramente è importante , ma anche la sua lavorazione assume note differenti da epoca ad epoca oltre che da tosho a tosho. A riguardo della spada giapponese esistono studi approfonditi e numerosissimi testi (come Shimi diceva). Purtroppo noi siamo dei semplici appassionati, studiosi se vogliamo, abbiamo anche un discreto numero di fonti e ...insomma qualche cosina riusciamo a capirla, qualche piccola certezza riusciamo ad averla. Questo non fa di noi degli esperti, purtroppo gli esperti (quelli che concretamente sbagliano di rado e che son dotati di un bagaglio di conoscenze ed esperienze adeguato a tal definizione) non sono in Italia, presumibilmente a parte qualche isolato caso risiedono tutti in terra nipponica. Senza nulla togliere agli esperti che hai consultato (Stibbert o non Stibbert) coloro che conoscono la spada giapponese in maniera esaustiva vi hanno dedicato la vita intera. La vita intera dedicata al SOLO studio della nihonto, non stiamo quindi parlando di eruditi in campo dell'arte in genere, e nemmeno nel campo dell'arte orientale in genere, ma solamente ed unicamente della nihonto. E' ovvio che in Italia tali figure non possano esistere. Per questo motivo trovo corretto che i giudizi di tali persone siano sempre velati da un elemento di dubbio: presumibilmente si tratta di... Trovo che sia il modo più corretto di approcciare ala materia. Esistono però giudizi e giudizi. Un conto è attribuire con certezza una lama ad un determinato artista, altro conto invece è essere in grado di determinarne epoca, scuola e tradizione con buona certezza. In quest'ultimo caso esistono ottime probabilità di riuscire nell'intento anche senza essere un membro di giuria di un kanteisho.

A proposito delle copie, tu parli di qualcosa che può essere forse definito come "falso d'autore". Trovo veramente assai improbabile che vi sia la possibilità per un artigiano -per quanto geniale- di produrre una copia di un determinato artista indistinguibile dall'autentico, come dicev all'inizio le varianti, le peculiarità sono moltissime e la sola coerenza totale di tutte queste potrebbe dare un risultato del genere. Penso sia assolutamente impossibile, non so chi abbia esaminato le copie di cui parlavi ma sono pronto a scommettere che qui tra noi "non passerebbero l'esame" perdonami la presunzione.

Penso invece che esista la possibilità (almeno potenziale) di creare una shinsakuto gaijin, credo che forse in tal caso qualche genio del metallo potrebbe anche -un giorno- stupirci con la propria abilità. Seppur attenti alle novità tuttavia non ci risulta che al momento nessuno sia riuscito nell'intento. Questo mio pensiero è condiviso anche da Yoshihara sensei che rispondendo proprio ad una domanda del genere disse: è possibile che un gaijin faccia una ottima spada, ma sino ad ora non mi è ancora capitato di vederne una. Del resto il mondo è in evoluzione, siamo in piena globalizzazione, ciò che un tempo era appannaggio di una sola cultura ora è disponible e diffuso anche in altre. Staremo a vedere, e saremo pronti a giudicare. :arigatou:


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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Kentozazan, c'è gente capace di fare cose impensabili.....credimi. Sono addirittura capaci di riprodurre l'invecchiamento del tempo. Nel giro di 6 mesi - 1 anno, sono capagi di far apparire un pezzo vecchio di secoli. So che nel procedimento c'è anche l'urina umana oltre che ad altri miscugli di acidi e non......roba da alchimisti. :smile:

Io ero riuscito a farmi dire anche una parte del procedimento di anticazione che usavano, ma sono stati tutti abbastanza vaghi. E poi ognuno aveva il suo particolare sistema.

 

Comunque, sono più di 20 anni che ho scoperto la passione per il giappone e sono arrivato ad avere 10 lame che erano state datate....non da me....dal 1400 a al 1800...più o meno, con l'eccezione di quella del 1200 che ho dato al curatore del museo.

 

Quindi mi reputo abbastanza capace di riconoscere se una lama è stata fatta secondo i canoni tradizionali.

Ciò mi basta. Se poi è una replica moderna o d'epoca di una koto o è una shingunto fatta per un alto uficiale dell'esercito imperiale della seconda guerra mondiale, poco importa. l'importante è che sia fatta, come si dice, "a regola d'arte"

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Allora ben venga la regola d'arte, per la cronaca la mia lama è una gendaito. Ma ho anche varie cose più datate. Comunque non è sufficiente anticare un codolo per fregare un buon conoscitore, come ti dicevo c'è tutto un discorso di coerenza che temo sfugga ai falsificatori. In ogni caso capisco il tuo discorso.


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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be, sui falsificatori sono d'accordo con te......anche se ho ben idea di cosa sono capaci quelli bravi.....e credimi, è difficilissimo pescarli.

 

Ma uno capace di rifarti un pezzo con lo stile di queso o quel periodo, parlo di quelle persone di cui ho accennato e che ho conosciuto, naturalmente, si possono considerare falsari?.......tanto più che firmavano i pezzi che facevano. La firma bisognava andarla a cercare perchè era una cosa piccolissima e messa in punti poco probabili, ma comunque c'era.

 

Secondo me il punto sta qui. Un artigiano moderno che è ingrado di riprodurre un arma, un vaso, o altro con uno stile, definamolo, "perfetto" del passato, fa un falso?

 

Io non ne sono così convinto.

 

Se uno degli esperti di cui accennate la identifica come autentico stile tal dei tali......anche se è stata fatta 3 secoli dopo, allora è un falso o no?....ripeto, chiedo quello che a voi sembra impossibile perchè io ne ho avuto esperienza direta, e non su una lama che poteva essere l'eccezione, ma su vari pezzi.

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La questione dei falsi è annosa e molto complessa, come pure quella del loro genio artistico.

Un paio di anni fa è stata organizzata a Siena una mostra di opere di Federico Joni (1866-1946) il più grande falsario vissuto in Italia. Le sue opere, riproduzioni di fondi oro toscani, erano veri falsi - venduti come autentici ai collezionisti dell'epoca - ai quali hanno creduto i più importanti esperti dell'epoca. Dopo 100 anni finisce in un museo come una sorta di artista.

 

Nelle nihonto occorre una straordinaria capacità tecnica per cui mi sento di affermare che se qualcuno riesce a produrre opere che ingannano occhi esperti (ma esperti veri!) allora è un bravo kaji. D'altronde tutto l'apprendimento orientale è basato sulla riproduzione di opere dei grandi maestri.

 

L'uso dei materiali uguali, l'invecchiamento artificioso e quant'altro sono elementi di minore importanza: un esperto guarderà solamente il valore artistico e qualitativo di un'opera, lasciando le prove "materiali" a occhi meno capaci.

 

Molti anni fa ho partecipato ad una conferenza che vedeva allo stesso tavolo Eric Hebborn - geniale falsario di disegni antichi - e Federico zeri. Hebborn rivendicava la paternità di opere esposte in alcuni musei e Zeri, semplicemente, non gli credeva. Un occhio esperto e geniale arriva a vedere e capire cose che agli altri, inclusi i falsari, sono assolutamente invisibili.


______________________
Giuseppe Piva
www.giuseppepiva.com

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Se consideriamo che alle spade adottate nei dojo al massimo viene richiesto di tagliare al massimo qualche palo di Bambù...Viene da pensare che ben poche lame moderne siano capaci di reggere il confronto con una Magoroku Kanemoto o una Suishinshi Masahide piuttosto che una Kiyomaro.

...

 

 

... Che belle parole ... mi viene da piangere dalla gioia :cry: ........ :cool: ....... :hiya:

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... Che belle parole ... mi viene da piangere dalla gioia :cry: ........ :cool: ....... :hiya:

Ma Gianfra! Non hai ancora capito? Le tue spade sono dei falsi! :happytrema:


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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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