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Perdonate se può sembrare una domanda sciocca.

Tiro con l'arco da quando non lo so......sono sicuramente più di 38 anni che maneggio archi e frecce. Ora ne ho 43.

Da più di 15 anni pratico kyudo della heki-to ryu costruendo anche archi e frecce per il club a cui appartengo.

In questi anni ne ho sentite e lette di tutti i colori da gente che il più delle volte di gappone non ne sapeva niente o almeno di giapponesi che praticano arti marziali tradizionali, non ne hanno mai conosciuti.....tuttalpiù possono aver letto lo zen e il tiro con l'arco.

 

Qui dentro sicuramente c'è gente che sa cosa intendo e sicuramente sa cosa vuol dire praticare.

 

Mi dite cosa sapete voi del kyudo?

 

grazie

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Attila, mi piacerebbe molto che scrivessi tu qualcosa di introduttivo a riguardo, sicuramente non mancheranno i commenti.

 

Visto le tue esperienze ti saremmo molto grati se scrivessi qualcosa sullo yumi nella sezione "L'arte nella guerra"



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la moglie del mio insegnate è un sesto dan renshi, ha dato gli esami l'anno scorso in giappone a kyoto.. il mio insegnate è un terzo dan (è anche kannushi quindi ha uno stile particolare) sono una ventina d'anni che praticano

io quando ho tempo tiro qualche freccia... per ora sono piu attratto dalla pratica della spada.. ma c1è tempo di crescere...

la cosa mi piace ma la la via dell'arco è complessa

tendere la corda e rimanere in kai è una sensazione unica..

 

sullo zen e il tiro con l'arco beh... ti diro non mi convince affato quel libro... un filosofo tedesco che tenta di spiegare la via del kyudo...mmm

la moglie però è stata meglio... dopo qualche lezione di ikebana ci scrivi anche un libro... mah...

Modificato: da Matteo

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sullo zen e il tiro con l'arco beh... ti diro non mi convince affato quel libro... un filosofo tedesco che tenta di spiegare la via del kyudo...mmm

la moglie però è stata meglio... dopo qualche lezione di ikebana ci scrivi anche un libro... mah...

 

:hehe: :hehe: :hehe:

 

schietto e sincero


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Piccola informazione su Herrigel.....lui è andato in giappone per insegnare il tedesco. Cercava lo zen e non il kyudo e il maestro a cui è stato indirizzato, Hawa Kenzo, era stato allontanato dal movimento di Kyudo tradizionale dell'epoca (metà anni 30) perché si stava inventando una religione tutta sua basata sull'arco.

In Più...Herrigel non parlava giapponese, Kenzo non parlava tedesco e l'interprete che usarono non sapeva niente di tiro con l'arco o d Kyudo.

 

Traetene voi le conseguenza....... :smile:

 

YamaArshi, va bene, metterò un accenno sullo Yumi nella sezione delle armi

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In lingua italiana sono facilmente reperibili i libri delle Edizioni Mediterranee: secondo me "Kyudo" di Onuma e De Prospero è il migliore, ma, cercando un tantino, è possibile trovarne anche altri.

 

In rete, sempre in italiano, potete trovare qualcosa di interessante all'indirizzo http://www.gorin.it/kyudo.htm

 

A proposito di Herrigel, esiste in rete un file .pdf in lingua inglese MOLTO interessante (uno studio del prof. Yamada Shoji): http://www.nanzan-u.ac.jp/SHUBUNKEN/public...jrs/pdf/586.pdf

 

Buona caccia a tutti.


Un proverbio orientale recita: "La verità non suona bene all'orecchio".

Le persone, in genere, tendono a preferire le cose piacevoli alle cose vere:

Per quanto nelle mie possibilià, ricerco le cose vere ... anche se dovessi riscontrarle spiacevoli.

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scusate l'OT...ma cosa ne pensate deii compound moderni? hanno qualche similitudine o sono due mondi opposti e differenti?


<!-- isHtml:1 --><!-- isHtml:1 --><em class='bbc'>Insisti, Resisti e Persisti...Raggiungi e Conquisti!<br /><img src='http://www.intk-token.it/forum/uploads/monthly_11_2008/post-34-1227469491.jpg' alt='Immagine inserita' class='bbc_img' /><br /></em>

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Il compound è un ottimo arco, specie per la caccia, in quanto ti consente di seguire la preda senza stancarti. In pratica le carrucole poste alle estremità hanno più funzioni, le principali sono 3:

1) dà alla freccia una maggiore velocità di uscita

2) a parità di potenza con un monolitico, grazie anche ai flettenti multistrato è più corto

3) tirando la corda con la freccia incoccata, appena si arriva alla massima estensione, la carrucola entra in un punto morto che agevola di molto lo stare con la corda tesa. L'arco tradizionale olimpionico o il classico arco monolitico tipico degli arcieri zen, non si possono tenere a lungo in tensione, perchè occorrerebbero forza e resistenza notevoli. In oltre l'arciere zen evoluto è quasi un essere magico che percepisce il bersaglio e quasi senza guardarlo, tende l'arco e tira in un istante.


Crouching Tiger Hidden Dragon

臥 虎 藏 龍

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A proposito di Herrigel, esiste in tete un file .pdf in lingua inglese MOLTO interessante (uno studio del prof. Yamada Shoji): http://www.nanzan-u.ac.jp/SHUBUNKEN/public...jrs/pdf/586.pdf

 

grazie x la segnalazione me lo sto leggendo a poco a poco ... oltre a confortarmi nei dubbi che mi aveva lasciato "Lo Zen e il Tiro con l'Arco" mi sta dando un sacco di ulteriori spunti di riflessione

 

:arigatou::smile:

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scusate l'OT...ma cosa ne pensate deii compound moderni? hanno qualche similitudine o sono due mondi opposti e differenti?

 

la meccanica di tiro è molto diversa... nello yumi (l'arco giapponese) infatti la freccia devierebbe a destra se si provasse a tirare come si fa con un arco moderno; per questo esistono tutta una serie di movimenti particolari nel kyudo per tirare le frecce "dritte". Siccome per la pratica di tutti i giorni tiro in un campo per arcieri sportivi mi fanno spesso domande anche un po' ironiche su quanto sia poco pratico lo yumi... non me la sento di dire che sono due mondi opposti, ma differenti lo sono di certo ecco :arigatou:

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ciao a tuti ... sono anche io un costruttore di yumi .. reputo interressante questa discussione, da anni interrogo la rete ... ma è la prima volta che trovo la possibilità di potere contraccambiare su tecnica e costruzione dello yumi ... spero possa essere così...

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Ciao a tutti

Vi segnalo questo sito italiano dove poter avere molte informazioni sul kyudo: www.kyudo.net.

Vorrei brevemente dare una mia modesta risposta ad alcune questioni che quì sono state eveidenziate:

1) Herrigel: purtroppo per quanto poetico possa essere il suo libro da una visione molto semplicistica del kyudo, il kyudo come la spada e tutte le arti marziali, non si possono imparare in pochi anni di pratica, come fece lui (5 anni circa), ma giustamente da studioso cercava qualcosa d'altro, ed infatti andò da un maestro di quest'arte che prediligeva il lato esoterico della via. Il Libro di herrigel è un bel libro, ma il kyudo è un'altra cosa.

2) Il kyudo sta all'arco in compund, come la via della spada sta alla pistola, pratichiamo arti marziali perchè da queste possiamo avere una crescita mentale reale, che ci faccia superare le vicissitudini che la vita ci pone di fronte, con la calma e la tranquillita di un essere superiore. Tutto scorre e che qualsiasi cosa possa accadere nulla possiamo afferrare e fermare, noi da noi stessi, vediamo tutto il resto che scorre, ma normalmente per paura ci scordiamo di questo fatto e ci immergiamo nella vita sparendo nell'oceano delle illusioni, li noi non ci siamo più.

Il kyudo fa parte di questa ricerca, come per la spada i maestri antichi hanno codificato tutte le più piccole sfumature della tecnica, perchè sapevano che uno solo era il "loro" sentiero che conduceva alla perfezione dell'arte e questo sentiero per chi lo percorre con rettitudine e con enorme sacrificio di sè, porta inevitabilmente alla consapevolezza della presenza di se stessi, alla libertà dalle nostre paure.

Solo seguendo nei minimi particolari e scrupolosamente la tecnica lasciataci dai maestro antichi possiamo capire realmente perchè i samurai si ostinassero incessantemente nel mantenere un etica di comportamento inflessibile che non ammetteva deroghe, pur essendo una classe privilegiata che avrebbe potuto godersi la vita, tra baldorie e sollazzi.

Ma ovviamente questo è solo il mio parere

 

ciao e alla prossima

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Scusa, ma non lo sapevo altrimenti lo avrei fatto, a breve provvederò :fiori: , stavo facendo una ricerca sul giappone medievale per capire la percentuale dei samurai rispetto alla popolazione totale e mi sono imbattuto in questo bellissimo forum e senza pensarci su ho fatto le mie considerazioni, Scusa ancora

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Scusa, ma non lo sapevo altrimenti lo avrei fatto, a breve provvederò :fiori: , stavo facendo una ricerca sul giappone medievale per capire la percentuale dei samurai rispetto alla popolazione totale e mi sono imbattuto in questo bellissimo forum e senza pensarci su ho fatto le mie considerazioni, Scusa ancora

 

 

Non ci sono problemi ! :tutti amici:

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Urka ragazzi, mi sono allontanato un po per questioni di lavoro e mi sono perso una discussione interessante.

 

Dunque, nella mia carriera di arciere ho usato tutti i tipi di arco, compreso il compound. Senza entrare troppo in particolari, vi dico che sono 2 cose diverse.

 

Come vi dicevo pratico Kyudo da 15 anni e da 10 costruisco yumi in bambù e in fibra...... L'arco giapponese funziona in maniera diversa da quello occidentale e i giapponesi hanno trovato il modo di sfruttare le caratteristiche del bambù per ottenere delle armi efficaci se usate con le tecniche appropriate. Ecco perché il fiorire di tante scuole di tiro nei vari clan.

Poi, quando è arrivata la scuola Heki all'inizio del 1600, ha spazzato via quasi tutte le altre scuole essendo stata assunta come scuola ufficiale per il tiro da guerra dallo shogunato tokugawa. Il resto è storia conosciuta. Dopo l'abolizione dei samurai la scuola è caduta in disuso perché tanto non era più necessario allenarsi al tiro da guerra e sono risorte le scuole più meditative. In questi ultimi anni l'espansione delle arti marziali in occidente ha fatto rifiorire anche la scuola heki a fianco della scuola della federazione che ha unito i due vecchi stili che avevano perso i maestri titolari, la Honda e la Ogasawara (la scuola più antica, risalente al 1200).

 

Tornando all'arco invece, quelli in bambù sono i più adatti al tiro heki, ma sono anche i più difficili da costruire.....tenete presente che i maestri giapponesi della nostra scuola dicono che ormai si trova un arco in bambù decente su 100 prodotti. Pensando a quanto ci vuole per farne uno......li capisco. Seguendo i tempi della natura, per fare un buon arco di bambù servono, dal momento che si taglia la canna, almeno un paio d'anni.

 

Oggi giorno, per motivi commerciali, i costruttori di archi giapponesi, dal momento che la lamina di bambù e stagionata (circa 6 mesi dopo il taglio) e quindi pronta ad essere lavorata al momento di mettere l'arco in vendita passa al massimo una settimana.

 

Ci sono tre fasi nella costruzione degli archi in bambù. Al giorno d'oggi, nei negozzi giapponesi si trovano archi finiti solo alla prima fase. Sembrano già rifiniti e pronti all'uso, ma in relatà servirebbero altre 2 fasi di lavorazione. (a discolpa dei commercianti bisogna dire però che le alte due fasi di lavoro dovrebbero essere fatte dall'arciere che acquista l'arco)

 

Mi sa che mi sono dilungato un po troppo....come al solito.

 

ciao

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Vi segnalo questo sito italiano dove poter avere molte informazioni sul kyudo: www.kyudo.net.

 

ciao,

 

ma e' dove pratichi tu ?


Andrea

 

www.taai.it

www.iwamaryu.it

www.aikidogarda.it

www.takemusuaikidokyokai.org

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Cagli0str0

vai a vederti anche questo sito www.kyudo.it

trovi anche le indicazioni su un po di gruppi soprattutto della heki-to ryu che praticano in Italia e tante altre informazioni inerenti al kyudo.

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Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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"Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme."

(proverbio popolare giapponese)

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