Vai al contenuto
valerio

ARTICOLI - "I Tre Tesori Sacri" ed "Il mito della spada Kusanagi”

Messaggi consigliati

Su consiglio dell'ottimo Eraschobjos2 (una cima in fatto di libri) sto leggendo L'Agape Celeste che parla dei riti di consacrazione dell'Imperatore (Tenno) Giapponese.

Tra i simboli dell'Imperatore c'e' anche una spada che risalirebbe alla notte dei tempi che, dice una leggenda, fu trovata nella coda di un drago (serpente?) con otto teste; questa spada, secondo la tradizione, viene tramandata da Imperatore ad Imperatore e cosi' si fa fino ai nostri giorni.

Sul libro che citavo pare quasi di capire che essa e' piu' una leggenda che una realta', che, come molto della tradizione giapponese, rappresenta piu' un simbolo misterioso, un oggetto fantastico, qualcosa di esoterico. Si legge pure, con scarsissimo impiego di particolari, che successivamente (??) la spada fu perduta in mare durante una battaglia navale (quando?) e che fu sostituita da un'altra. (una a caso (?) con che criterio?)

Qui il mistero si infittisce, non trovo altri particolari e tutto sembra vago.

Ma, ... esiste veramente questa spada? Si sa qualcosa di essa, di come e' fatta, ci sono foto e/o descrizioni di essa, ..ecc.

Qualcuno di voi saprebbe dirmi di piu' su questa spada? Anche sul gioiello e lo specchio mi piacerebbe sapere di piu'.

Avete libri in italiano da consigliarmi?

Grazie in anticipo.

VALERIO

:arigatou::arigatou::arigatou:

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
Su consiglio dell'ottimo Eraschobjos2 (una cima in fatto di libri) sto leggendo L'Agape Celeste che parla dei riti di consacrazione dell'Imperatore (Tenno) Giapponese.

Tra i simboli dell'Imperatore c'e' anche una spada che risalirebbe alla notte dei tempi che, dice una leggenda, fu trovata nella coda di un drago (serpente?) con otto teste; questa spada, secondo la tradizione, viene tramandata da Imperatore ad Imperatore e cosi' si fa fino ai nostri giorni.

Sul libro che citavo pare quasi di capire che essa e' piu' una leggenda che una realta', che, come molto della tradizione giapponese, rappresenta piu' un simbolo misterioso, un oggetto fantastico, qualcosa di esoterico. Si legge pure, con scarsissimo impiego di particolari, che successivamente (??) la spada fu perduta in mare durante una battaglia navale (quando?) e che fu sostituita da un'altra. (una a caso (?) con che criterio?)

Qui il mistero si infittisce, non trovo altri particolari e tutto sembra vago.

Ma, ... esiste veramente questa spada? Si sa qualcosa di essa, di come e' fatta, ci sono foto e/o descrizioni di essa, ..ecc.

Qualcuno di voi saprebbe dirmi di piu' su questa spada? Anche sul gioiello e lo specchio mi piacerebbe sapere di piu'.

Avete libri in italiano da consigliarmi?

Grazie in anticipo.

VALERIO

:arigatou::arigatou::arigatou:

 

Tre sono i Tesori Sacri ( Sanshu no Shinki 三種の神器 ) della corte imperiale giapponese: la spada " kusanagi no tsurugi " 草薙の剣, lo specchio " yata no kagami " 八咫鏡 e il gioiello " yasakani no magatama " 八尺瓊曲玉. Secondo il Kojiki ( 712 d.C. ) la dea del Sole Amatereasu Oomikami donò questi tre simboli a suo nipote Ninigi e gli ordinò di regnare sul Giappone. Si dice anche oggi l'investitura del nuovo imperatore giapponese avviene dopo che questi ha preso possesso dei tre tesori.

La spada " kusanagi no tsurugi " in origine si chiamava "Ame no Murakumo" ( lett. La spada del Paradiso ) e fu trovata, sempre secondo la leggenda, dal fratello di Amaterasu Oomikami, Susanoo. Costui duellò contro il drago dalle 8 teste e dalle 8 code Yamata no Orochi e quando lo uccise, mentre recideva le sue code, trovò all'interno di una di queste la spada Ame no Murakumo. La suddetta spada passò da imperatore a imperatore finchè non giunse nelle mani del principe imperiale Yamato Takeru, il quale fu inviato a combattere nel Giappone settentrionale contro la popolazione Ainu. Fu li che la spada venne ribatezzata con il nome che ha oggi. Alcuni guerrieri nemici imprigionarono Yamato Takeru in un cerchio di fuoco utilizzando delle frecce infuocate: il principe roteò la sua spada che spense le fiamme e gli consentì la fuga. Da quel momento la spada venne chiamata Kusanagi no Tsurugi ( lett. Spada falaciatrice d'erba ).

Nel Nihon Shoki ( 720 d.C. ) si dice che la spada sia stata trasferita dal palazzo imperiale per essere riposta nel Tempio Atsuta di Nagaoya nel 668 d.C. Essa venne ripresa dall' imperatore durante la guerra civile Genpei del 1180 - 1185 d.C. che vedeva opposti i Taira ai Minamoto ( che avrebbero poi fondato il primo Bakufu di Kamakura ). Durante la battaglia navale di Dan no Ura tra questi due clan, nel 1185, la nave che trasportava sia l'imperatore Antoku che la spada venne affondata. Non si sa, tuttavia, se effettivamente anche la spada si trovasse a bordo di quella nave, dal momento che tale informazione è riportata in un poema epico del XIV sec. chiamato " Heike Monogatari ". In seguito venne recuperata da alcuni monaci shintoisti. Oggi si pensa che la spada sia nuovamente nel tempio Atsuta, ma a nessuno è dato saperlo dal momento che solamente l'imperatore può vederla.

 

Io penso che se questa spada esistesse davvero, abbia la forma di un ken o tsurugi :arigatou:

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
La spada " kusanagi no tsurugi " in origine si chiamava "Ame no Murakumo" ( lett. La spada del Paradiso )...

...principe imperiale Yamato Takeru, il quale fu inviato a combattere nel Giappone settentrionale contro la popolazione Ainu. Fu li che la spada venne ribatezzata con il nome che ha oggi. Alcuni guerrieri nemici imprigionarono Yamato Takeru in un cerchio di fuoco utilizzando delle frecce infuocate: il principe roteò la sua spada che spense le fiamme e gli consentì la fuga. Da quel momento la spada venne chiamata Kusanagi no Tsurugi ( lett. Spada falaciatrice d'erba )...

 

.. a proposito , stò leggendo una delle ultime traduzioni del Kojiki , secondo quest'ultima traduzione la spada trovata in una delle code del drago venne chiamata " la spada masticata " , cosa molto logica e indice del processo di piegatura e ribattitura a strati . . vi risulta ?


Alla fine del vento

Ancora cadono le foglie ..

..Un falco lancia il suo grido

Si fa più fondo il silenzio dei monti

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
.. a proposito , stò leggendo una delle ultime traduzioni del Kojiki , secondo quest'ultima traduzione la spada trovata in una delle code del drago venne chiamata " la spada masticata " , cosa molto logica e indice del processo di piegatura e ribattitura a strati . . vi risulta ?

 

Puntualizzo .. Viene chiamata così nelle " parole di yasumaro ( 712 dc ), servitore di sua altezza , aggiunte come memoriale ...ci fù un tempo confuso in cui qualcosa iniziò a prendere una consistenza , ma ancora così indistinta , anonima , inerte , che nessuno potrebbe descriverla . Poi il cielo e la terra iniziarono a separarsi .. Ecc da quì si formarono i primi 3 esseri .. Ecc .. Ecc ... Così sappiamo dello specchio che venne appeso , delle gemme sputate fuori da cui iniziarono a succedersi centinaia di principi , della spada masticata e dell'uccisione del drago "

 

E più avanti :

.. Tutto fù pronto , si misero in attesa , il drago dalle otto zampe arrivò e infilò ciascuna delle otto teste in una giara , tanto ne bevve che si addormentò cadendo al suolo stordito , il maestoso e svelto susanowo allora sguainò la spada lunga una decina di spanne che portava ai fianchi e macellò la bestia fino a trasformare il fiume hi in un torrente di sangue . nel tagliare una delle otto code la lama della sua ottima spada si incrinò . Incuriosito incise più a fondo e scoprì una grossa spada affilatissima , capì che era straordinaria e la donò ad amaterasu grande sovrana e sacra , era la grande spada falciatrice d'erba ..


Alla fine del vento

Ancora cadono le foglie ..

..Un falco lancia il suo grido

Si fa più fondo il silenzio dei monti

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Molto interessante, anche perchè fra i kata di iaido dello Shoden katori Shinto Ryu, ce n'è uno che si chiama appunto Kusanagi no ken, in quanto il primo movimento consiste nell' estrarre e tagliare orizzontlamente molto in basso, appunto "falciando l'erba". La versione della leggenda che conoscevo io (ma forse è meglio dire Mito in quanto non si dovrebbe tacciare di leggenda una storia legata ad un credo religioso, in questo caso lo Shintoismo? in fondo nessumi si sogna di chiamare eggende le storie del nuovo e vecchio testamento), dice che l'imperatore , con un colpo di spada, tagliò ettari interi d'erba in modo da preservare se stesso e l'esercito dall'incendio e vanificare l'assalto nemico. Vabbè, non è che si discosti molto, volevo solo sottolineare che gli echi dei miti dello schintoismo permangono ancora oggi all'interno delle arti marziali.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

A proposito del Kojiki. Ho girato decine di librerie e nessuno lo ha (ho trovato miracolosamente una copia dell'hagakure, quindi figuratevi quanto possa sperare di trovare il kojiki). Qualcuno di voi, sa se esiste una versione consultabile on line? O un posto dove poterlo trovare possibilmente in itlaiano?

Arigato!

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
A proposito del Kojiki. Ho girato decine di librerie e nessuno lo ha (ho trovato miracolosamente una copia dell'hagakure, quindi figuratevi quanto possa sperare di trovare il kojiki). Qualcuno di voi, sa se esiste una versione consultabile on line? O un posto dove poterlo trovare possibilmente in itlaiano?

Arigato!

 

On line non lo sò , prova su www.liberliber.it .

L'ultima edizione è : kojiki , un racconto di antichi eventi , a cura di paolo villani , ed . Letteratura universale marsilio . 12 ,00

 

La traduzione è ottima , peccato per le parole tradotte in modo volgare ... Cioè .. Si , insomma .. Ci sarebbero tanti sinonimi per certe parti anatomiche e per il prodotto della digestione .. Se lo leggi capirai che cosa intendo.


Alla fine del vento

Ancora cadono le foglie ..

..Un falco lancia il suo grido

Si fa più fondo il silenzio dei monti

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
La traduzione è ottima , peccato per le parole tradotte in modo volgare ... Cioè .. Si , insomma .. Ci sarebbero tanti sinonimi per certe parti anatomiche e per il prodotto della digestione .. Se lo leggi capirai che cosa intendo.

Davvero? curiosa questa cosa! Non potrebbe essere che tale volgarità sia voluta in rispondenza alla concreta crudezza del testo originale? Che ne pensi?


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
Davvero? curiosa questa cosa! Non potrebbe essere che tale volgarità sia voluta in rispondenza alla concreta crudezza del testo originale? Che ne pensi?

 

Assolutamente no, molte traduzioni di libri non sono fatte correttamente sotto questo punto di vista. Alcune volte i traduttori rendono in italiano una parola lievemente volgare nel testo originale con una "parolaccia" della nostra lingua, deviando totalmente dallo scopo principale della traduzione: se un testo in giapponese contiene un' informazione A anche in italiano dobbiamo sforzarci di mantenere inalterata l'informazione A. Ciò succede perchè molte volte i testi vengono " ritradotti " dall' inglese, non direttamente dal giapponese.

A lezione stiamo esaminando alcuni brani di storielle popolari divertenti che in italiano, purtroppo, sono state tradotte in una lingua estremamente volgare :arigatou:

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
Davvero? curiosa questa cosa! Non potrebbe essere che tale volgarità sia voluta in rispondenza alla concreta crudezza del testo originale? Che ne pensi?

 

Si , è possibile.. tuttavia ( in italiano ) abbiamo parecchi sinonimi per definire le stesse cose , l'effetto non rende giustizia alle perle di saggezza popolare che tutte le religioni possono offrire .

 

..ad esempio .. Ad un certo punto una divinità femminile muore , quasi immediatamente vari ortaggi iniziano a crescere per la prima volta dalle varie parti del suo corpo (praticamente crea gli ortaggi) , la cosa interessante è che dal retto nascono fagioli .. Perchè interessante ? .perchè sono leguminose e quindi in grado di produrre da soli l'azoto grazie ad un particolare rapporto simbiotico con un ceppo di batteri azotoriduttori ... Inutile dire che nel 712 dc neppure si sapeva cosa fosse l'azoto , eppure un'analogia ( ha ha ha ANALogia .. Ha ha ha , umorismo inconsapevole ..) alla conseguente naturale vigorosità di crescita dei fagioli è evidente e ingenuamente logica , nel libro la cosa viene liquidata male e , opinione personale , con un metodo dal sapore dialettale.

Ribadisco comunque che è un'ottima lettura , forse la migliore traduzione disponibile , la parte più interessante rimane comunque la prima parte e il termine " spada masticata " prima delle " perle sputate fuori " perchè anche le perle vennero masticate e rotte prima di essere sputate , ma era sempre stata messa una virgola in quel punto che probabilmente non ha nessun motivo d'essere. , cioè .. È la spada ad essere definita " masticata " (in quel punto, nell' aggiunta) non le perle .

 

 

 

Ciao.


Alla fine del vento

Ancora cadono le foglie ..

..Un falco lancia il suo grido

Si fa più fondo il silenzio dei monti

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Riesumo questa vecchia discussione (che pure tratta della KUSANAGI, prima spada giapponese per importanza storica) giusto per postare un link che contiene qualche immagine...

 

http://www.universalswordsman.com/Swords-S...sanagi2006.html

 

Direi... l'hada è poco leggibile, necessiterebbe di un togi... ( :hehe: )

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
Bell'articolo!

se hai voglia di tradurlo potremmo pubblicarlo qui.

 

Ecco la mia (dilettantistica) traduzione: :ciuccio: Si scarica ogni responsabilità sulle spalle dell'ignoto autore della pagina web! :gocciolone:

 

 

 

Il mito della spada “Kusanagi”

 

La “Kusanagi” è la spada più leggendaria della storia giapponese, il che non è poco riferendosi ad una civiltà famosa per il culto delle spade. Dono degli dei, questa spada insieme ad uno specchio e un gioiello sono diventati i tre simboli del potere e dell’origine divina dell’imperatore.

 

Un dono degli dei

 

La leggenda narra che Susano-o, dio del mare e delle tempeste, che era stato esiliato a Izumo, trovò la spada dopo aver salvato una damigella dalle grinfie di un drago. Susano-o vide la fanciulla che stava per essere sacrificata per placare il feroce drago dalle otto teste chiamato Yamato-no-Orochi. Susano-o prese otto barili di liquore di riso (sakè), uno per ogni testa del drago. L’ingordo mostro bevve avidamente, fino al punto di cadere ubriaco; allora Susano-o lo fece a pezzi con la sua spada chiamata, secondo versioni diverse, Ama-no-Haye-Kiri,Worochi-no-kara-sabi o Worochi-no-Ara-masa. Mentre stava tagliando in due la coda, udì un suono metallico e un esame attento rivelò una spada nascosta nelle carni del mostro. Il dio reputò sacra l’arma così rinvenuta, e la diede alla sua sorella Amaterasu, dea del sole, che l’avrebbe in seguito portata sulla terra e consegnata al suo bisnipote Jimmu-Tenno - il primo imperatore del Giappone - come simbolo della sua stirpe divina.

 

Repliche…

 

La spada, chiamata Ame-no-Murakumo-no-Tsurugi (“Spada del Soffio delle Nuvole”), fu conservata nel Palazzo Imperiale fino al 92 a.C., quando il decimo imperatore Sujin (97-30 a.C.) fece costruire il santuario Kusanui per custodirla, e quivi affidò alla figlia la cura della spada e dello specchio. Sappiamo che l’imperatore Sujin aveva commissionato copie delle tre insegne regie - lo specchio, il gioiello e la spada - col proposito di trattenerne la forza spirituale custodendole nel santuario, mentre gli originali viaggiavano con l’imperatore. Nel 5 a.C. il santuario Kusanui fu spostato a Ise.

 

Un nuovo nome

 

Alcune generazioni più tardi il principe Yamatotakero-no-Mikoto, figlio del 12mo imperatore Keiko (71-130 d.C.) fece sosta al santuario per pregare mentre era in viaggio per combattere la popolazione Ainu del nord. La sacerdotessa Yamato-Hime, zia del principe Yamato, ebbe la premonizione che se avesse prestato la spada al nipote, egli avrebbe vinto la battaglia. Ad un certo punto dello scontro, il principe Yamato rimase circondato in mezzo al campo, e gli Ainu diedero fuoco alle sterpaglie allo scopo di intrappolare e bruciare vivo il principe. Yamato sfoderò la Spada del Soffio delle Nuvole e si aprì un varco attraverso l’erba alta infuocata. E fu allora che un vento divino [“kami-kaze” n.d.tr.] soffiò e respinse il fuoco verso gli Ainu, dando così la vittoria al principe Yamato come profetizzato dalla zia. Il principe riportò la spada al santuarioe dal quel giono in poi essa fu chiamata “Kusanagi”, ossia “la Spada che taglia l’Erba”.

 

Il furto della sacra reliquia

 

Nel 668 d.C. un monaco coreano chiamato Dogio rubò la Kusanagi e si imbarcò su una nave nel tenativo di far ritorno a casa a Silla. Ma come la nave era salpata, Susano-o, dio delle tempeste, del mare e primo custode della spada, scatenò un tifone che costrinse la nave a ritornare in Giappone, dove la spada fu recuperata. Un’altra versione della leggenda narra che il monaco stesso geettò in mare la spada per placare Susano-o, il quale poi la riportò al santuario.

 

Persa nel mare?

 

Nel 1185 si scontrarono nella battaglia di Dan-no-Ura il clan Taira, che sosteneva l’autorità dell’imperatore, e il clan Minamoto, alleati dello Shogun. Il giovane imperatore Antoku e sua nonna si ritrovarono su una nave circondata dai nemici. Per evitare a tutti i costi di cader prigionieri, la nonna prese con sé l’imperatore fanciullo e i due oggetti sacri imperiali e si gettò in mare, correndo il serio rischio di affogare. Ua freccia aveva forato la sua sacca, cosicché lo specchio scivolò e cadde sul ponte della nave, ma lei col nipote e la sacra spada finirono in acqua, per poi sparire negli abissi. A questo punto, si innestano varie versioni del mito. Il clan Taira sostiene che la spada si perse per sempre, cosicché nessuno degli imperatori successivi fu ascese al trono a buon diritto. Per contro, i Minamoto affermano che il giovane imperatore portava con sé soltanto una replica, mentre l’originale era sempre al sicuro nel santuario Atsuta Daijingu a Owari. C’è poi un’altra versione della leggenda, nella quale Susano-o mandò degli uccelli marini a ripescare la spada, e dopo averla recuperata la riportarono al sicuro nel santuario Atsuta [vicino Nagoya, dove tutt’oggi si conserva n.d.tr.].

 

Tabù e maledizioni

 

La spada sacra fu conservata in una scatola di legno chiusa a chiave lungo 5 shaku, a sua volta inserita dentro uno scrigno di pietra sigillato collocato nella parte più riposta e sacra del santuario. Si suppone ci sia una procedura segreta per aprire questi sigilli. E’ vietato a chiunque tranne l’imperatore e il gran sacerdote del santuario shinto di Atsuta guardare la sacra reliquia. Secondo gli annali del periodo Edo una volta il gran sacerdote, aiutato da alcuni fedeli inservienti, aprì lo scrigno e riportò di aver visto una spada lunga 1 shaku e 7 sun (51,5-54,5 cm). La leggenda vuole che l’empio sacerdote fu esiliato e i suoi assistenti uscirono di senno.

 

Un’altra copia

 

Si dice che lo spadaio Hayama Enshin (1846-1920) abbia ricevuto dall’imperatore l’ordine di realizzare una copia della spada Kusanagi. Egli la descrisse come “…una lama a doppio tagliente, con una punta a forma di foglia di iris, fino all’habaki-moto. Forgiata d’un solo pezzo, con la guardia (tsuba), l’impugnatura piatta e cava; vi sono come delle giunture a forma di spina di pesce; infine, è di colore bianco”.

 

La ‘pista’ coreana?

 

Non saprei se la presunta foto della famosa spada Kusanagi sia di fatto autentica; per certi aspetti, comunque, sembra collimare con la descrizione sopracitata. D’altra parte, direi che la spada riprodotta nella foto ha degli elementi in comune con le spade corte antiche coreane. Si confrontino le foto incluse nella pagina web [vedi sito n.d.tr.] raffiguranti armi della cultura coreana del bronzo recentemente rinvenute. Sebbene queste daghe, databili intorno al 500-300 a.C. e lunghe circa 25 cm siano solo metà della presunta lunghezza della Kusanagi, tuttavia esse risalgono alla stessa epoca in cui si ritiene che la cultura coreana si diffondesse in Giappone.

 

La ‘pista’ cinese?

 

La presunta foto della Kusanagi è anche abbastanza simile alla seguente illustrazione [vedi sito n.d.tr.], relativa ad una spada cinese di rame riferibile cronologicamente alla Dinastia Zhou del Nord, 557-581 d.C.

 

:arigatou:

Spada_Kusanagi___lo_Specchio___il_Gioiello.jpg

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Unisciti alla conversazione

Adesso puoi postare e registrarti più tardi. Se hai un account, Registrati adesso per inserire messaggi con il tuo account.

Ospite
Rispondi

×   Incolla come testo formattato.   Incolla invece come testo normale

  Sono permesse un massimo di 75 faccine.

×   Il tuo link è stato inserito automaticamente.   Visualizza invece come link

×   Il tuo contenuto precedente è stato ripristinato.   Editor trasparente

×   Non puoi incollare le immagini direttamente. Carica o inserisci immagini dall'URL.

Caricamento

Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

Come associarsi ad I.N.T.K.:

Potete trovare QUI tutte le informazioni per associarsi ad I.N.T.K..
Associandovi ad I.N.T.K. accettate in maniera esplicita il Codice Etico e lo statuto dell'associazione ed avrete accesso ad una serie di benefici:
- Accesso alle aree riservate ai soci del sito e del forum;
- Possibilità di partecipare agli eventi patrocinati dall'associazione (ritrovi, viaggi, kansho, ecc...);
- Riceverete il bollettino trimestrale dell'Associazione.

"Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme."

(proverbio popolare giapponese)

×
×
  • Crea nuovo/a...

Informazione importante