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Ot: Iaido

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So di essere Ot ma siccome non conosco esperti del vostro calibro, mi rimetto al vostro buon cuore per le risposte che vorrete darmi.

Mi piacerebbe imparare a usare le spade giapponesi. Mi affascina la filosofia che sta alla base del rapporto tra il guerriero e la spada e la ricerca dell'equilibrio interiore che è poi il vero fine delle arti marziali. Ho letto e visto parecchio circa lo Iaido. ma da profano mi è parsa una disciplina un po' figurativa che in realtà non insegna a utilizzare la spada. Nel senso che non addestra al combattimento, ma si limita a mettere in scena mosse che paiono, e sottolineo paiono fini a se stesse. Ora tutte queste considerazioni sono frutto di una visione superficiale di chi, come me, non conosce a fondo questa disciplina. Secondo voi ho torto? Per imparare la scherma dovrei buttarmi sul kendo o anche lo iaido insegna a maneggiare e a padroneggiare la katana? E per le tecniche di taglio ci sono discipline particolari o anche queste sono una derivazione dello iaido? Mi scuso per la confusione ma ho bisogno di capirne di più. Grazie a tutti coloro che vorranno darmi una mano. Salutoni. :samurai:

 

Ps: anche nello Iaido la crescita di livello avviene con il cambio del colore di una cintura? E se non è così, come mi pare di aver capito, quali sono i livelli?

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l'argomento è OT se lo posti in consigli e discussioni varie, mentre è molto pertinente se lo posti nella sezioni arti del guerriero (ho spostato infatti la discussione).

Sul forum ci sono diversi praticanti di iaido e credo anche qualche istruttore, sono sicuro che daranno delle risposte importanti alle tue importanti domande...


<!-- isHtml:1 --><!-- isHtml:1 --><em class='bbc'>Insisti, Resisti e Persisti...Raggiungi e Conquisti!<br /><img src='http://www.intk-token.it/forum/uploads/monthly_11_2008/post-34-1227469491.jpg' alt='Immagine inserita' class='bbc_img' /><br /></em>

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So di essere Ot ma siccome non conosco esperti del vostro calibro, mi rimetto al vostro buon cuore per le risposte che vorrete darmi.

Mi piacerebbe imparare a usare le spade giapponesi. Mi affascina la filosofia che sta alla base del rapporto tra il guerriero e la spada e la ricerca dell'equilibrio interiore che è poi il vero fine delle arti marziali. Ho letto e visto parecchio circa lo Iaido. ma da profano mi è parsa una disciplina un po' figurativa che in realtà non insegna a utilizzare la spada. Nel senso che non addestra al combattimento, ma si limita a mettere in scena mosse che paiono, e sottolineo paiono fini a se stesse. Ora tutte queste considerazioni sono frutto di una visione superficiale di chi, come me, non conosce a fondo questa disciplina. Secondo voi ho torto? Per imparare la scherma dovrei buttarmi sul kendo o anche lo iaido insegna a maneggiare e a padroneggiare la katana? E per le tecniche di taglio ci sono discipline particolari o anche queste sono una derivazione dello iaido? Mi scuso per la confusione ma ho bisogno di capirne di più. Grazie a tutti coloro che vorranno darmi una mano. Salutoni. :samurai:

 

Ps: anche nello Iaido la crescita di livello avviene con il cambio del colore di una cintura? E se non è così, come mi pare di aver capito, quali sono i livelli?

Ciao Boyscum, cercherò ( ove mi è possibile ) di dare una risposta alle tue domande. Innanzitutto bisogna vedere tu cosa vuoi realmente praticare.

Personalmente credo che l’ Arte Marziale che insegni maggiormente il controllo della spada sia lo Iaidō: è considerata la Via dell’estrazione della spada giapponese e sebbene sia una disciplina strutturata su “kata” ( forme ) codificati è quella in cui si è maggiormente a contatto con una spada vera. Con essa impari a unire mente e corpo in una sola azione e, andando avanti con la pratica, acquisisci sempre maggior dimestichezza con la lama. Inoltre la sua filosofia è qualcosa di stupendo, soprattutto se sei interessato, come hai detto tu, al rapporto tra il guerriero e la sua arma, che per i giapponesi rappresenta anche l’anima del Bushi. All’inizio può sembrarti una cosa molto figurativa ma, ti assicuro che, una volta appresa bene una tecnica questa risulterebbe fatale per l’avversario in un combattimento reale. Nello Iaidō però si parte sempre con la spada riposta nel suo fodero e tutta l’azione si svolge in poche tecniche essenziali ed efficaci. Quindi, ciò è diverso dal concetto di scherma dove fronteggi un avversario scambiandoti colpi su colpi con questo. Qui, hai due opzioni: il Kenjustu o il Kendō. Il primo è lo studio delle tecniche tradizionali della spada che avviene tramite sequenze codificate di colpi. Andando avanti con la pratica i “waza” ( tecniche ) diventeranno sempre più complessi dal momento che si studiano entrambi i ruoli dei due combattenti. Le tecniche comunque sono sempre pilotate in quanto sai già in anticipo ciò che il tuo compagno d’allenamento sta per tirare. Tutto l’allenamento si svolge con il bokken, un pezzo di legno un metro circa lavorato in modo che assomigli quanto più possibile ad una vera katana. Tuttavia ci sono anche delle scuole di Kenjutsu che oltre ad insegnare i waza prestabiliti accettano il combattimento libero, ovviamente secondo determinati criteri che devono salvaguardare l’incolumità dei praticanti.

Il Kendō, sebbene sia un’ Arte Marziale a tutti gli effetti, è la versione più sportiva del Kenjutsu. Liberato da tutte le tecniche codificate proprie del Kenjutsu, nel Kendō si combatte liberamente indossando un’armatura protettiva chiamata Bōgu. Tuttavia, i punti da colpire non sono la quasi totalità del corpo ma, soltanto punti stabiliti: Men ( la parte superiore della maschera ), Dō ( i lati destro e sinistro del corpetto di legno ), Kote ( i guanti che coprono le mani ) e Tsuki ( l’unico colpo di punta tirato sulla protuberanza in metallo della maschera che scende sulla gola ). Ovviamente praticando Kendō si assume un colpo d’occhio non indifferente. Tuttavia un combattimento di Kendō non può essere paragonato ad uno scontro con spade reali: la spada che si utilizza è quella di Bambù, chiamata Shinai ed è lunga un metro e venti circa. Dato il suo peso ridotto e la sua forma dritta si discosta abbastanza da una lama reale. Inoltre i colpi nel Kendō, almeno oggi nelle gare, sono tirati in maniera secca come fossero bastonate dal momento che ciò che si cerca è il punto, a differenza di Kenjutsu e Iaidō dove si cercano di sfruttare due caratteristiche principali delle Nihontō, la sua forma curva e il taglio per frizione.

Kendō e Iaidō sono correlati: è difficile trovare un Kendōka che non pratichi anche l’altra. Pensa che lo stile di Iaidō che studio ( Seitei Iai ) è stato codificato in tempi recenti proprio per ovviare al fatto che i praticanti di Kendō, utilizzando solo finte spade di Bambù, non venivano mai a contatto con le spade reali.

In definitiva sarebbe ottimo praticarle tutte e tre: risultando tuttavia difficile ciò, il mio consiglio è quello di frequentare una Scuola di Kenjutsu dove si pratichi anche Iaidō, come ad esempio la Tenshin Shōden Katori Shintō Ryū. Se invece vuoi combattere anche a livello agonistico allora scegli il Kendō.

In ogni caso cerca di non tralasciare mai lo Iaidō.

Per quanto riguarda il sistema di graduazione: in tutte e tre si usano dei livelli detti Kyū che vanno in ordine decrescente dal 6° ( che più o meno corrisponde a cintura bianca ) al 1° ( marrone ), per poi passare ai Dan ( nera ) in ordine crescente. Nella mia Scuola, almeno, funziona così.

Spero di esseri stato utile :arigatou:

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Mi sono dimenticato di dirti che per le tecniche di taglio c'è il Battōdō, una disciplina in cui utilizzando una spada reale ( shinken ) ti eserciti su bersagli fissi cercando di tagliarli nella maniera più precisa possibile. Si va da bersagli in paglia fino ( a livelli alti ) a fasci di bambù. Tuttavia non l'ho mai praticata, altri utenti più esperti di me sapranno dirti di più a riguardo :arigatou:

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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