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paolo placidi

Come Riconoscere Una Buona Lama

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Le note che seguono sono il frutto di una libera traduzione, dal francese, di alcune brevi riflessioni su questo tema predisposte dall'amico Serge Degore.

 

 

Non è assolutamente facile riconoscere una buona lama. L'esperienza e l'aver visto molte lame diverse permettono comunque un certo grado di conoscenza e la possibilità di distinguere una lama di “media” forgiatura da una lama di forgiatura “superiore” indipendentemente dall'usura o dallo stato di conservazione della lama stessa.

 

Molto spesso la prima valutazione istintiva di un praticante di Iaido, è quella di verificare il bilanciamento della lama. Tale elemento non deve essere preso in considerazione in quanto le lame hanno subito notevoli evoluzioni nelle loro forme e dimensioni durante i secoli. Una lama Kamakura presenta un equilibrio ben diverso rispetto ad una lama Kanbun-shintō e tanto più da una Shinshintō. Bisogna inoltre tener conto che una lama antica potrebbe aver avuto la propria architettura modificata a seguito di un Suriage importante.

 

Nella valutazione, ci sono alcuni punti importanti da tenere in considerazione.

 

Kitae – Quale che sia il tipo di Hada è necessario che lo stesso si presenti “uniforme” ossia non presenti screpolature od aperture tra i grani (Ware) – E' importante distinguere un Hada “spaziato” o “rugoso” quale ad esempio lo Zanguri da un Hada “grossolano – rilassato”.

La mancanza di Hada, ad esempio su una lama Shinshintō, non è assolutamente indice di una cattiva forgiatura. Il Ko-itame estremamente compatto, prodotto in questa epoca e che dona alla lama un aspetto Muji non deve essere confuso con l'assenza di Hada che caratterizza la maggior parte delle lame Guntō forgiate negli anni 1940. Masahide e numerosi forgiatori di primo piano che hanno lavorato nel periodo Shinshintō hanno prodotto lame con tal tipo di Hada.

Di contro, un Hada fortemente caratterizzato non è per forza sinonimo di forgiatura di alto livello.

 

Hamon – Qualunque sia il suo disegno, lo Hamon deve avere un proprio equilibrio su tutta la lunghezza del Ha. Per equilibrio si intende il risultato di una corretta ripartizione delle temperature durante le operazioni di tempra e quindi l'assenza di rotture nelle catene di Nioi o di Nie (Nioi o Nie-gire). La presenza di tali interruzioni pregiudica la bontà della lama e mostra mancanza di abilità nel forgiatore.

Un Hamon spettacolare e molto caratterizzato presentante una profusione di Ara-nie può colpire il nostro senso estetico ma generalmente non è un segno di qualità. Ara-nie troppo grandi ed in numero troppo elevato sono dovute ad uno shock termico molto importante subito dalla lama durante le fasi di tempra e ne pregiudicano la qualità. Certe lame Sue-Sōshū e Shinshintō mal forgiate possono presentare tale genere di problema ed invece vengono facilmente prese per belle lame da persone poco esperte.

 

Nakago - “Le lame ben fatte lo sono dal Kissaki al Nakago-jiri” - Ne discende che una lama Ubu, ben forgiata, ha un Nakago ben fatto e con una forma in armonia con il resto della lama.

I segni dello Yasurime poi, devono essere regolari e precisi specialmente nelle lame Shintō e Shinshintō . Nel Nakago, l'acciaio di qualità prende un colore ed una patina particolari con il passare del tempo.

Di seguito, alcuni esempi per meglio chiarire i concetti esposti.

 

 

Riconoscimento.jpg

 

 

Nakago di sinistra: le linee sono armoniose ed equilibrate – La linea dello Shinogi si colloca naturalmente al suo posto sulla superficie dell'acciaio donando eleganza all'insieme.

 

Nakago centrale: anche se fortemente ossidato, questo Nakago ha una forma perfetta. Si tratta di una lama Koto polita più volte. Si nota un leggero cambiamento nella curvatura sul lato dello Ha, verso il Machi, dovuto ad un Machi-okuri . Ma questa imperfezione non è certo dovuta a mancanza di capacità da parte del forgiatore.

 

Nakago di destra: a parte un probabile Machi-okuri, un cambiamento di curvatura compare a partire dal terzo inferiore sul lato del Mune. La linea dello Shinogi non è in armonia né con la linea del Nakago-mune né con quella del Nakago-ha provocando variazioni di larghezza dello Shinogiji.

L'insieme fornisce una impressione di mancanza di equilibrio.

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Ottima traduzione! :ok:

E' davvero un ottimo articolo.

 

:arigatou: Yamagata


skilledlogo.jpg"Hana wa sakuragi, hito wa bushi" (花は桜木人は武士) che tradotto significa "Tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il guerriero".

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grande paolo :ok: la parte sull hamon mi sembra la migliore.


Mentre Ippei cercava di elaborare una teoria che giustificase il fatto che una koto fosse al contempo torii-zori,koshi-zori e saki-zori.. Kentozazen says:<SOCCIA CHE HADA!>

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Ottimo spunto per una discussione di livello superiore. Grazie Paolo.

Tante volte un'apparenza spettacolare in realtà risulta più volgare che attraente ad un occhio raffinato. Inoltre il giudizio della qualità dell'acciaio è di primaria importanza, dal momento che la spada nasce innanzitutto come arma. Un altro elemento da considerare è il colore dell'acciaio, assieme al suo aspetto, più o meno "umido" e "setoso". La qualità dell'acciaio innanzitutto!


______________________
Giuseppe Piva
www.giuseppepiva.com

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articolo utilissimo! per renderlo ancora più completo si potrebbero inserire delle foto dei vari casi...


<!-- isHtml:1 --><!-- isHtml:1 --><em class='bbc'>Insisti, Resisti e Persisti...Raggiungi e Conquisti!<br /><img src='http://www.intk-token.it/forum/uploads/monthly_11_2008/post-34-1227469491.jpg' alt='Immagine inserita' class='bbc_img' /><br /></em>

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...................... Inoltre il giudizio della qualità dell'acciaio è di primaria importanza, dal momento che la spada nasce innanzitutto come arma. Un altro elemento da considerare è il colore dell'acciaio, assieme al suo aspetto, più o meno "umido" e "setoso". La qualità dell'acciaio innanzitutto!

 

 

Sono conscio della difficoltà ma, per caso, avresti qualche immagine "leggibile" di un acciaio "umido" oppure "setoso" ?

Grazie :arigatou:

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Purtroppo non sono qualità fotografabili, come molti altri aspetti fondamentali delle nihonto. Una lama di qualità mediocre apparirà di aspetto bianchiccio, mentre una di buona qualità avrà un acciaio tendente al blu e una superficie molto compatta e dall'aspetto "umido".

 

Se qualcuno ha voglia di tradurlo, c'è un buon articolo di Sinclaire qui:

http://home.earthlink.net/~steinrl/gdsword.htm

Non tratta dell'acciaio ma è comunque un ottimo articolo su come osservare una spada.


______________________
Giuseppe Piva
www.giuseppepiva.com

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Una lama di qualità mediocre apparirà di aspetto bianchiccio, mentre una di buona qualità avrà un acciaio tendente al blu e una superficie molto compatta e dall'aspetto "umido".

 

per capire questa qualità è probabilmente efficace mettere a confronto una koto con una gunto che si differenziano molto sotto questo aspetto. ciò è derivato dal fatto che nei diversi periodi la qualità stessa dell acciaio utilizzato mutò sensibilmente. troveremo quindi un acciaio bluastro e che da impressione di una certa profondità(è un'impressione difficile da spiegare) nelle koto e uno più bianchiccio e piatto nelle gunto.


Mentre Ippei cercava di elaborare una teoria che giustificase il fatto che una koto fosse al contempo torii-zori,koshi-zori e saki-zori.. Kentozazen says:<SOCCIA CHE HADA!>

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Wow! grazie paolo un ottimo articolo e un ottimo spunto per una discussione interessante.



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Fantastico, ottimi spunti. E' verissimo concordo l'eccesso di nie è sintomo di fragilità. Non è del resto un caso che sono relativamente poche le lame Soshu in buone condizioni ai nostri giorni.

Anche il discorso sull'aspetto umido e setoso è interessante, se posso permettermi una definizione di umido direi questo: è la tendenza dello hada a mostrare un effetto cangiante tale da far quasi apparire la superficie composta da strati trasparenti, l'effetto prismatico che ne risulta da una sensazione di profondità.

La setosità invece è una compattezza tale da offrire una satinatura assai uniforme e dall'aspetto morbido come un velluto.

Secondo me però bisogna sempre distinguere tra qualità funzionale e qualità estetica, le cose non vanno sempre a braccetto.

E' noto che l'acciaio shinto perda un poco in termini di effetto umido, l'acciaio koto è in sè spesso più bello in questo senso; la cosa non significa però che l'acciao shinto sia a prescindere più scadente, esiste sicuramente una modificazione molto radicale nel giro di poco tempo ma credo che piuttosto che ad una perdita tecnologica la responsbilità si debba attribuire ad un aumento dei contatti all'interno del paese ed allo sviluppo di nuove tecniche estrattive , il tutto ha contribuito ad uniformare le caratteristiche dell'acciaio riducendone (non però annullandone) la varietà.


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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Se qualcuno ha voglia di tradurlo, c'è un buon articolo di Sinclaire qui:

http://home.earthlink.net/~steinrl/gdsword.htm

Non tratta dell'acciaio ma è comunque un ottimo articolo su come osservare una spada.

 

Anche se probabilmente inutile visti i vostri eccellenti articoli in merito, considerato che leggere mi fà bene, e tenere allenato l'inglese anche, sperando di fare cosa gradita ho tradotto l'articolo di Sinclare (tradotto, forse meglio dire interpretato... per favore correggete le castronerie...):

 

"Come riconoscere una buona spada:

 

 

Da quando ho iniziato a scrivere un paio di brevi saggi per il BKA News, mi è stato chiesto, da parte di uno o due membri, il mio parere sulle loro spade. A volte sono stato disgustato da ciò che ho visto, ma altre volte invece sono stato piacevolmente sorpreso. Tuttavia, in entrambi i casi è stato evidente che, anche se il proprietario ha custodito bene la lama in questione, egli non sapeva veramente quello che possedeva. Questo mi ha spinto a scrivere queste poche righe per cercare di dare qualche punto di riferimento mentre si stà guardando una lama, e per contribuire a evitare truffe nel momento in cui si considera l'acquisto di una spada giapponese.

 

 

Lo studio della spada giapponese richiede molto tempo, ed è un processo difficile (anche se molto gratificante), è logico quindi, che queste brevi note non possono essere più di una guida molto approssimativa alla valutazione di una spada. Inoltre c'è da dire che molti punti sono altamente soggettivi. Sarebbe un'ottima cosa disporre già di una base di esperienza, tratta dall'aver visto buone spade. In altre parole, se avete visto il meglio, potete disporre di un punto di riferimento per giudicare il resto.

 

 

Vi è una procedura logica per l'esame di una lama giapponese ed è utilizzata nella pratica del Kantei Nyusatsu. Nelle sessioni di Kantei, una lama è presentata a un partecipante senza mostrare qualsiasi iscrizione vi possa essere sul Nakago che viene coperto, e il nome del forgiatore dovrà quindi essere 'indovinato'. Se le procedure sono seguite correttamente, questo compito può essere realizzato con meno difficoltà di quanto si possa pensare. La procedura per Kantei, è:

 

 

1) In primo luogo deve essere esaminata la Sugata (la forma della lama). La forma dovrebbe apparire forte, la curvatura naturale e il Kissaki dovrebbe essere proporzionato alla larghezza e la lunghezza della lama. Si deve inoltre osservare forma e altezza del Muné (o bordo della lama opposto al tagliente). Per esaminare correttamente la Sugata, la cosa migliore è tenere in mano la lama in posizione verticale tenendo il proprio braccio disteso.

 

In effetti, la Sugata può darci una grande quantità di informazioni circa l'età della lama e, talvolta anche sulla zona in cui è stata forgiata. Diciamo che se la lama ha una buona forma e si tiene comodamente in mano, vi è una possibilità che abbia alcune qualità. E 'impossibile per una buona spada avere una brutta forma a meno che non sia stata alterata, danneggiata o riparata in qualche modo. Questo accade spesso, ed in quel caso è importante cercare di immaginare lo Ubu (la forma della lama inalterata).

 

 

2) La prossima area da esaminare è l'Hamon, spesso denominato orlo 'temperato'. Questa è la zona in cui l'acciaio ha un elevato tenore di carbonio per mantenere un bordo affilato. Il contrario di ciò che accade per il corpo della spada.

 

L'Hamon può essere di un'infinita varietà di tipologie, e appare di un colore bianco lattiginoso, su una lama correttamente polita. Il bordo superiore dell'Hamon è formato da minuscoli cristalli di martensite chiamati Nie. Talvolta questi però sono troppo piccoli per essere visti ad occhio nudo e sono allora noti come Nioi. E' la sagoma della linea di Nie e/o Nioi che ci indica la forma dell'Hamon e da cui ne capiamo la tipologia. Deve essere esaminato con molta attenzione, tenendo idealmente la lama al livello degli occhi, sotto una fonte di luce. Il Nioi-guchi (la linea dell'Hamon) dovrebbe essere una linea costante e ininterrotta che parte dall'area dell'Ha-Machi (in basso alla lama) per tutta la sua lunghezza. Un'interruzione nell'Hamon, chiamata Nioi-giri è un difetto grave e deve essere evitata. E 'altresì importante che il Boshi (l'area dell'Hamon nel Kissaki) non scompaia. Anche questo è un grave difetto e la lama è accettabile solo su spade di grande interesse storico e culturale. Nessun compromesso dovrebbe essere accettato qui.

 

 

3) Se Sugata e Hamon hanno passato l'esame, la spada dovrebbe essere buona. Tuttavia, dobbiamo assicurare a noi stessi che sia forgiata a mano e non frutto di una produzione di massa semi-industriale, come ad esempio le Showato (prodotte in grande quantità durante la seconda guerra mondiale). Questo è verificabile dall'analisi di Jigane e Jihada. Lo Jigane è l'acciaio interno di cui il corpo della spada è fatto, e potrebbe mostrare un sottile cambiamento di colore e di tessitura, così come la Jihada (superficie di un altro acciaio posto sullo Jigane), causati dal processo di forgiatura e sottolineato dalle successive politure. Questo è in gran parte visibile tra il bordo dell'Hamon e lo Shinogi. La Jihadala Jihada è presente, la spada è quasi sicuramente forgiata a mano. che appare con linee che ricordano le venature del legno, è descritta a seconda di tipo e dimensione di queste venature, e ci sono molti criteri per giudicare la qualità della Jihada. Tuttavia, ai fini del presente saggio, credo che sia sufficiente dire che se

 

 

4) Se questo esame dettagliato della lama evidenziasse eventuali difetti, c'è da dire che alcuni di questi possono essere più accettabili rispetto ad altri, dipende dall'età della lama. In altre parole, una lama del 12 ° secolo ha il diritto di avere alcuni problemi che non sarebbero tollerati in una spada moderna. Tuttavia, tutti i difetti ovviamente, svalutano la bellezza e il valore di una spada.

La presenza di buchi o bolle nella spada sono da ricercare, e possono indicare presenza di aria o impurità durante il processo di forgia, e possono anche essere appena sotto la superficie della lama. E' bene anche verificare la Ha-Saki (il filo tagliente della lama sul kissaki) con molta attenzione, per verificare l'eventuale presenza di capillari fessure verticali, dall'Ha-Saki all'Hamon, chiamate Ha-giri. Queste erano difetti molto gravi quando le spade erano utilizzate per tagliare, considerato che nel punto di Ha-giri la lama si sarebbe potuta piegare o rompere. Un Ha-giri non è accettabile in qualsiasi circostanza.

 

 

5) Infine ha luogo il controllo del Nakago (o codolo). Il Nakago su una buona spada sarà sempre rifinito attentamente. La patina di ruggine dovrebbe essere di un buon colore e mai in nessuna circostanza la ruggine dovrebbe essere rimossa. Se ci sono delle iscrizioni, esse sono fonte di interesse. Una buona Mei (o firma) sarà abilmente scritta senza indecisioni, non disordinata o esitante. Non è nemmeno importante quasi non essere in grado di leggere l'iscrizione (la maggior parte dei moderni giapponesi non conosce i vecchi Kanji nelle Mei), finché essa appare ben eseguita.

 

 

Potrai capire da quanto scritto sopra, che intendo dire che ci sono molti giudizi soggettivi da apportare nel giudicare una spada giapponese. Ci sono molti altri sottili dettagli sia nella Jihada che nell'Hamon (noti come Hataraki o attività) che aggiungono enormemente bellezza della spada giapponese, tuttavia, una loro spiegazione dettagliata non è lo scopo reale di questo breve saggio.

 

 

Infine vorrei sottolineare un paio di punti che possono aiutarvi a prevenire un costoso errore. Le spade che si incontrano più comunemente in Occidente sono le precedentemente menzionate Showa-to. Queste lame sono state forgiate nel periodo Showa (1926-89) e la stragrande maggioranza di esse sono state prodotte in massa per l'esercito imperiale e la Marina durante il periodo della Guerra del Pacifico. Queste spade non sono considerate come vere Nihon-to, e essendo viste come simbolo del recente passato militare Giapponese, sono ancora illegali in Giappone. Le Showa-to sono ragionevolmente facili da riconoscere dai piccoli simboli stampigliati sul Nakago (di solito Seki o Showa) e sono spesso firmate con disordine e caratteri mal incisi. Spesso è possibile trovare in prossimità dell'Habaki, un pollice circa di lama non affilato (noto come Ubu-Ha).

 

Queste pesanti e goffe spade si trovano di solito in montature Gunto (dell'esercito). Esse, nella maggior parte dei casi, sono di interesse solo a collezionisti di militaria, e non credo nemmeno che siano adatte per la pratica di Iai-do o per un studio serio dell'arte delle spade giapponesi.

 

Detto questo, vorrei ricordare che durante il periodo Showa ci sono stati anche fabbri di grande talento, il cui lavoro ha prodotto lame molto belle. Esiste inoltre una minoranza di lame trovate in montatura Gunto che sono in realtà antiche lame di famiglia molto belle, realizzate in maniera tradizionale.

 

Forse potremo discutere di questo in una successiva edizione del BKA News.

 

 

Clive Sinclaire,

 

Chairman, Token Society of Great Britain

 

Reprinted with permission of British Kendo Assoc."

 

 

 

Se posso tradurre altre cose, per favore ditemelo, lo faccio volentieri, per sentirmi almeno utile un briciolino... :timido::arigatou:


Alberto

 

"Prega affinchè l'altro non sfoderi, ma alla fine, se non fosse possibile evitarlo, mettilo a morte con un colpo solo, e prega perchè riposi in pace"

"la verità, niente di più sovversivo"

 

Sempre sia lodata la funzione "CERCA"

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Diciamo che è un'introduzione sommaria un po' approssimativa, però...

La parte finale sulle showato la vedo molto tirata via ed eccessivamente discriminante. Vera in realtà ma anche faziosa, imprecisa e troppo generalizzante.


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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Bhè grazie mille Alberto!

 

Ken, Paolo dobbiamo scriverlo noi un articolo come si deve su questo argomento



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Diciamo che è un'introduzione sommaria un po' approssimativa, però...

La parte finale sulle showato la vedo molto tirata via ed eccessivamente discriminante. Vera in realtà ma anche faziosa, imprecisa e troppo generalizzante.

Hai ragione (spero di aver tradotto correttamente :gocciolone: ). Non sapevo fossero addirittura illegali in giappone, è vero?

Ken, Paolo dobbiamo scriverlo noi un articolo come si deve su questo argomento

Beh, non basta questa bellissimissima traduzione? :crepapelle::crepapelle:

Più che un articolo, potreste fare un libro con ciò che sapete! (mmm... se lo fate voglio una percentuale sulle vendite per aver dato l'idea! anzi, meglio dei soldi, una copia autografata! :happytrema: )

 

 

(Scherzi a parte, davvero, se mi fate tradurre qualcosa di interessante che vorreste postare ma non avete tempo di tradurre voi, a me fà piacere :arigatou: )


Alberto

 

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"la verità, niente di più sovversivo"

 

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Begli articoli, molto struttivi e ben tradotti.

Certo, ancora ce ne vuole perchè mi lanci in un kantei (anche perchè non ho ancora mai visto una nihonto dal vivo) ma, comunque, imparo. Questi utimi due, poi, me li stampo e studio bene.

Mi chiedevo, però: ma di questi atricoli che traducete e divulgate in maniera certosina, quasi a volerne salvare la scienza in vista di un medio evo prossimo venturo, ne fate, o avete intenzione di farne, una pubblicazione o una dispensa?

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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