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Raggiungere La Pace Attraverso La Via Della Spada.

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RAGGIUNGERE LA PACE ATTRAVERSO LA VIA DELLA SPADA

 

SI sono recentemente conclusi i Giochi Olimpici di

Sidney che hanno catalizzato l?attenzione

mondiale. Vedere atleti che sfidavano i limiti della

forza e della volont? umana, che cercavano nuovi

punti di riferimento alle capacit? dell?uomo, ha commosso

il cuore di ogni spettatore mentre la purezza del loro

impegno ha creato un senso di unit? sia tra il pubblico sia

tra gli atleti stessi. La vista dei Coreani del Nord e del Sud

? la cui terra ? stata divisa in due ? che gioivano insieme

ha toccato tutti i nostri cuori. Lo sport ha il potere di

rimuovere le barriere tra le razze e le nazioni e di portare

la pace.

Le Olimpiadi sono composte sia da discipline

tradizionali quali la maratona, il lancio del giavellotto,

l?atletica e la lotta libera sia da discipline pi? recenti quali il

nuoto sincronizzato, il beach volley ed il triathlon. Sono

inoltre comprese le arti marziali ed alcuni sport da

combattimento quali, ad esempio, il judo, il tae kwon do e

la boxe. Il Giappone ? la patria di numerosi sport da

combattimento tra i quali il sumo, il kendo (anche

conosciuto come iaido) e l?aikido e la loro diffusione a

livello mondiale sta rapidamente crescendo.

La Spada giapponese e lo iaido

Le origini del nihonto, o spada giapponese, risale al

periodo Kofun (300-710 ca.). Cominci? a svilupparsi in

modo significativo con la crescita della classe guerriera

durante il periodo Heian (794-1185) e raggiunse il suo

culmine nel periodo Kamakura (1185-1333) che vide

anche la nascita del primo governo di samurai. La

metodologia del maneggio della spada prese forma

intorno al sedicesimo secolo dopodich? si ramific? in

innumerevoli scuole. I secreti di ciascuna scuola venivano

trasmessi dal maestro ad un numero molto limitato di

allievi, talvolta addirittura uno solo.

La tecnica tradizionale di allenamento con la spada,

conosciuta sotto il nome di iaido o kendo, viene ancora

oggi considerata uno sport rappresentativo del Giappone

cos? come il judo. Oltre che essere uno sport ha un

aspetto mentale ? addestrare l?allievo nell?etichetta

tradizionale giapponese e disciplinarne la mente ? ed ?

pertanto utilizzato nella scuola dell?obbligo a scopo

educativo.

Lo iaido ed il kendo sono strettamente collegati. Lo

iaido consiste nell?allenamento base del maneggio della

spada: l?allievo, senza disporre di un compagno, esegue

ripetutamente alcune dozzine di kata ? serie di movimenti

? che si basano sulle diverse situazioni che possono

verificarsi nel corso di un reale combattimento. Il kendo ?

l?applicazione pratica di questi movimenti. Poich? gli allievi

di kendo praticano realmente uno contro l?altro, indossano

un?armatura protettiva composta, tra l?altro, da guanti,

casco e corpetto, ed usano innocue spade di bamb?.

Perch? lo iaido, creato come tecnica per uccidere,

sopravvive nella societ? moderna? Non c?? probabilmente

nessuno che oggi pratica lo iaido con lo scopo di

uccidere. L?idea fondamentale dello iaido non ? quella di

attaccare per primi un avversario; ? stato piuttosto

concepito quale tecnica di auto-difesa. Salvo un paio di

eccezioni, i kata sono pensati per rispondere agli attacchi

portati da altri e quindi non si attacca mai per primi.

Il significato dello iaido

L?essenza dello iaido ? nota come saya no uchi ?

letteralmente ?dentro il fodero?, per vincere senza

sfoderare. Una volta che la spada ? sguainata uno dei

due combattenti cadr? sicuramente. Ma se si riesce a

raggiungere uno stato di armonia con l?altro ? possibile

evitare un inutile conflitto e viene meno la necessit? di

estrarre la spada. L?ideale ? che il carattere dell?allievo

venga forgiato attraverso l?allenamento in modo che,

l?avversario, venuto a contatto con questo nobile carattere

perda ogni sentimento di antagonismo ed i due

raggiungano cos? l?armonia e diventino amici. Se tuttavia

non ? possibile impedire all?altro di sguainare, un antico

testo sullo iaido predica ?Prega affinch? l?altro non sfoderi,

ma alla fine [se non ? possibile evitarlo], mettilo a morte

con un colpo solo e prega perch? riposi in pace?. Ci si

deve quindi accostare all?avversario non con odio ma con

compassione.

All?inizio, l?allenamento dello iaido si concentra sulla

tecnica per poi passare gradualmente, mano a mano che

l?abilit? migliora, alla disciplina spirituale. Un allievo con

un allenamento spirituale insufficiente, per quanto bravo

tecnicamente, diventer? estremamente nervoso nei

momenti critici e verr? sconfitto. Molti tra coloro che

venivano considerati maestri dell?arte praticavano

regolarmente la meditazione Zen. Vi ? un profondo

legame tra il concetto buddista Zen di vuoto e lo spirito

delle arti marziali. Il vuoto implica il distacco da tutte le

cose mondane. Pi? si desidera vincere o si teme la morte

meno il proprio corpo obbedir? alla propria volont?. Se si

riesce a raggiungere uno stato di vuoto non c?? nulla da

perdere e pertanto sia il corpo sia la mente sono liberi.

Uno degli obiettivi della pratica dello iaido oggi

potrebbe essere il raggiungimento di questa libert?

spirituale. Lo stress colpisce le persone in diversi modi e

ci si ritrova schiavi della civilt? materialista. Liberandosi

dallo stress attraverso la pratica dello iaido si diventa

motivati a vivere in modo pi? naturale, superando un

eccessivo materialismo.

 

 

 

Lo iaido in Italia

Per quattro anni e mezzo, dall?et? di 26 anni fino ai

30 anni (1976-1980), ho studiato a Milano Storia del

Cristianesimo. Durante questo periodo ho anche

insegnato kendo e iaido in diverse citt?. Si ? trattato di

una esperienza preziosa; venivo chiamato maestro ed

ero sempre trattato con rispetto. Studiare all?estero tende

ad essere un?esperienza unilaterale dove solo lo studente

impara; tuttavia, attraverso la spada sono riuscito a dare

qualcosa in cambio agli italiani e sperimentare, di

conseguenza, un vero scambio culturale. Da questa

esperienza ho compreso quanto i giapponesi siano

familiari con la cultura europea ed americana e quanto

invece ignorino quella della propria terra.

A partire dall?era Meiji (1868-1912) l?istruzione

giapponese ? stata impegnata ad assimilare i diversi

aspetti della cultura occidentale mentre quella giapponese

veniva ignorata o addirittura negata. I giapponesi erano

bravi ad imitare ma mancavano di quel senso di creativit?

che affonda le radici nella propria cultura; di conseguenza

erano impreparati ad affrontare gli scambi internazionali

paritetici basati sul principio del dare e dell?avere. Ritengo

che le arti marziali orientali siano apprezzate in Italia ed in

Europa non tanto per la difesa personale quanto per la

spiritualit? mistica che si ritrova in queste arti e che, in

occidente, o non esiste oppure ? andata persa; una

spiritualit? che aiuti a superare l?eccessivo materialismo

del mondo occidentale.

Dopo essere rientrato in Giappone, nel 1980, ho

preso a lavorare presso l?universit? ed ora insegno

religione e culture comparate. Nel 1991, circa dieci anni

dopo il mio ritorno, sono stato invitato da alcuni compagni

di spada italiani a tenere un seminario di iaido in giro per

l?Italia compreso Milano, Torino, Vicenza, Bologna e la

Sicilia. Da allora, ogni anno, abbiamo tenuto un seminario

estivo di iaido della durata di una settimana, da fine

Agosto ad inizio Settembre. A partire dal 1998, non

contenti di radunarci una volta all?anno, abbiamo tenuto

un seminario invernale di tre giorni al quale, nell?anno di

maggiore affluenza, hanno partecipato fino a 70 persone.

Il 2000 ? stato l?anno del decimo anniversario dei

nostri seminari di iaido in Italia. Che circa 50 persone sia

siano radunate senza fallo ogni anno per dieci anni

rappresenta un risultato stupefacente. Il periodo dell?anno

nel quale teniamo i nostri seminari estivi ? per gli italiani

periodo di vacanze sacro ed inviolabile. Talvolta non ?

stato facile per me continuare. Sei anni fa, per recarmi in

Italia per il seminario, ho lasciato il capezzale di mio padre

gravemente ammalato; mor? una settimana dopo, subito

dopo il mio ritorno, come se mi avesse aspettato.

La spada di vita

Cosa c?? nello iaido che riunisce un cos? grande

numero di persone anche a prezzo di grossi sacrifici? Non

c?? dubbio che lo iaido di per s? attragga in qualche

modo. Ma il perseverare per 10 o 20 anni rivela non tanto

la ricerca dello iaido quanto la ricerca ? usando lo iaido

come mezzo ? delle preziose scoperte che attendono

ciascun individuo lungo la strada. Ogni anno, per gli ultimi

dieci anni, ho sempre aperto il seminario con queste

parole ?Ci siamo riuniti non per imparare le tecniche dello

iaido ma per imparare le tecniche per coltivare l?amicizia

ed ottenere il massimo dalle nostre e dalle altrui capacit??.

Ho sottolineato come l?obiettivo principale del seminario

fosse coltivare l?amicizia con i propri compagni di spada.

Senza reciproca fiducia sarebbe impossibile far

funzionare una tale organizzazione cos? a lungo.

Al mio rientro dall?Italia dal seminario estivo ho

ricevuto un messaggio e-mail che diceva: ? Ogni volta che

un seminario di iaido finisce mi sento calmo e felice?.

Distaccarsi dal movimento e dallo stress della vita

quotidiana e concentrarsi esclusivamente sul maneggio

della spada, dimenticare tutto e ritrovare un po? di tempo

per concentrarsi, gustare i pasti e le conversazioni con gli

amici dopo un duro allenamento, sono momenti preziosi

che rendono felici.

La parola pace in giapponese si scrive con due

ideogrammi che rappresentano rispettivamente la

tranquillit? e l?armonia. Quando si raggiunge la calma

mentale e si armonizza con gli altri, la spada non ? pi?

spada per uccidere ma spada per far vivere ? per

permettere a s? stessi ed agli altri di continuare a vivere.

Da strumento di guerra, la spada viene trasformata in

strumento di pace. Questo ? il significato di saya no uchi,

l?essenza stessa dello iaido. Il massimo obiettivo dello

iaido ? risolvere le dispute senza sguainare la spada.

Non conosco nessun altro sport che propugni cos?

chiaramente che la pace ? il suo massimo obiettivo. La

Federazione Internazionale di Kendo (IKF) ? stata creata

nel 1970 e nello stesso anno s i? tenuto a Tokyo il primo

Campionato Mondiale di Kendo. Da allora il numero di

federazioni nel mondo ? cresciuto; nel 1997, in occasione

del decimo campionato tenutosi a Kyoto, hanno

partecipato atleti provenienti da 34 paesi.

Vi sono progetti per promuovere il kendo a sport

olimpico ma, al momento, la maggior parte dei praticanti

si oppone. Bench? le arti marziali giapponesi tradizionali

quali il kendo, lo iaido, il karate e l?aikido siano sport da

combattimento messi a punto per sconfiggere

l?avversario, la loro reale essenza consiste nel disciplinare

la mente attraverso l?allenamento tecnico. Se questi sport

diventeranno discipline olimpiche, dove l?obiettivo primario

? la vittoria, perderanno il loro valore di percorsi per la

ricerca dell?umanit? quali lo spirito del rispetto e

dell?armonia.

 

Kentaro Miyazaki ? docente presso il

Dipartimento di Culture Comparate

della Nagasaki Junshin Catholic

University.

E? autore di suoi numerosi scritti tra i

quali Kakure Kirishitan no shinko sekai

(Il Mondo Religioso dei Cristiani

Nascosti) e Ajia shokoku no

Kirisutokyo juyo (Accettazione del

Cristianesimo nei Paesi Asiatici).

 

 

Funboy


Le parole possono ferire, il silenzio può guarire. Sapere quando è opportuno parlare e quando invece tacere è compito dei saggi.

La conoscenza può ostacolare, l'ignoranza liberare. Sapere quando è opportuno conoscere e quando ignorare è compito dei profeti.

La lama, indifferente a parole, silenzio, conoscenza o ignoranza, taglia in modo netto. Questo è il compito dei guerrieri.

(Suzume no Kumo)

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bellissimo :ok:

solo non ho capito un passaggio : " il kendo (anche conosciuto come iaido) " ... sar? io che sono ignorante, ma non sono due cose diverse :gocciolone: ? probabilmente si riferisce al fatto che sia il kendo sia lo iaido sono una via da seguire per la propria crescita spirituale , ma ...

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Per coma la so io sono distinte, sommariamente lo iaido si svolge "solo" con l'applicazione di kata, il kendo no


~ Alastor2602 // Hoka Hey

-> http://alastor2602.altervista.org

-> http://enterprise2602.altervista.org

 

"Con ogni pensiero, tentare di conoscere i propri difetti e correggersi per tutta la vita: questa e` la via"

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Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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"Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme."

(proverbio popolare giapponese)

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