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Sashimi

Naginata E Bokken, Bokken E Naginata

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bel lavoro.

 

L'olio di noci lo trovi tra i materiali per il restauro o on line da antichitàbelsito di roma .

Indurisce il legno come qualsiasi olio ..cioè in modo trascurabile , un manufatto trattato ad olio sarà comunque meno sensibile a graffi e abrasioni per motivi diversi .

 

Si usa anche nel restauro dei manufatti antichi in bambù perchè penetra a fondo .

 

 

:arigatou:

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Bravo !!!!!! Complimenti sono venute proprio bene. :smile::arigatou:

 

 

... cosa ti fa credere di farne meno di dieci ???? non faresti almeno una naginata per ogni partecipante al forum (oltre ad amici e parenti)??? come proprio adesso che arriva il Natale ?!?!?

 

 

Rod tu naturalemente dovresti essere il primo, nevvero? :crepapelle::ok: magari con consegna a domicilio in Comune ghgh

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complimenti per il bel lavoro....lavorare il legno è sempre bello...io vorrei provare con il ginko,ma solo per un arma di "bellezza",da esposizione....qualche tempo fa ho usato un bokken in Paulownia tomentosa,leggerissima al punto di avere problemi nel controllo durante i kata....


"il tuo metodo"disse un giorno un visitatore al Maestro,"sembra un insieme di cristianesimo,panteismo a altre filosofie.Tu cosa dici a proposito?"

"non saprei amico mio"rispose il Maestro sorridendo"sono troppo impegnato a vivere per occuparmi delle etichette"

 

 

 

Un giorno il Maestro disse a proposito dell'arte del combattere:"L'essenza della vera arte del combattere è il silenzio.Tutto il resto è rumore inutile".

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Ok, dico la mia. Personalmente avrei scelto una tavola un po' diversa da lavorare. Sei partito con un'essenza flammata, dove difficilmente le venature sono parallele (condizione di discreta importanza per quanto riguarda un bokuto o una naginata). Nel taglio di superfici lunghe consiglio anche di mettersi il cuore in pace e per diminuire l'attrito ti consiglio di controllare spesso la lama dell'alternativo, che si consuma in fretta per essenze dure. Avrei forse durato maggiormente il mune della naginata, che sembra un po' troppo squadrato. Bene il fatto che sia stato fatto tutto a mano, le macchine sono utili assai, ma quando si ha un po' di mano. Per il legno evita i prodotti come la cera con una componente, anche piccola, sintetica. Spesso la cera da mobili viene diluita con trementina o altri prodotti chimici, che possono risultare irritanti relativamente al maneggio. A seconda del tipo di preferenza consiglio o olio paglierino o olio di semi di lino cotto. L'olio "vegetale" come quello di noci, tende irrimediabilmente a irrancidire con il passare del tempo. Il risultato, nel complesso, mi sembra comunque molto buono ed è da incoraggiare sicuramente

 

Potresti trovare utili suggerimenti sul Il Giardino dei Ciliegi


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Ok, dico la mia. Personalmente avrei scelto una tavola un po' diversa da lavorare. Sei partito con un'essenza flammata, dove difficilmente le venature sono parallele (condizione di discreta importanza per quanto riguarda un bokuto o una naginata). Nel taglio di superfici lunghe consiglio anche di mettersi il cuore in pace e per diminuire l'attrito ti consiglio di controllare spesso la lama dell'alternativo, che si consuma in fretta per essenze dure. Avrei forse durato maggiormente il mune della naginata, che sembra un po' troppo squadrato. Bene il fatto che sia stato fatto tutto a mano, le macchine sono utili assai, ma quando si ha un po' di mano. Per il legno evita i prodotti come la cera con una componente, anche piccola, sintetica. Spesso la cera da mobili viene diluita con trementina o altri prodotti chimici, che possono risultare irritanti relativamente al maneggio. A seconda del tipo di preferenza consiglio o olio paglierino o olio di semi di lino cotto. L'olio "vegetale" come quello di noci, tende irrimediabilmente a irrancidire con il passare del tempo. Il risultato, nel complesso, mi sembra comunque molto buono ed è da incoraggiare sicuramente

 

Potresti trovare utili suggerimenti sul Il Giardino dei Ciliegi

 

Grazie dei consigli benkei, li terrò bene a mente la prossima volta.

Purtroppo per la scelta del legno, come sai, quando vai in segheria devi passare le mezzore a scegliere la fetta giusta, cercando di guardare venatura, nodi, tarli, stagionatura e via discorrendo e non sempre si riesce a trovare la perfezione. Diciamo che come prima volta mi sono dovuto un pò accontentare :whistle: e tagliare il pezzo migliore, ma già sto comiciando a fare un pò più il difficile col tizio :hehe: .

Ho già provveduto a ritoccare mune e boshi, su indicazioni del sensei.

Per quanto riguarda gli olii grazie della dritta. L'olio di lino cotto lo uso già per dipingere quindi ce l'ho in casa. Ho provato la propoli pura: dà una bellissima finitura lucida, assolutamente protettiva in tutti i sensi, ma al tatto da un pò l'effetto di "piatto pulitissimo da pubblicità: gnnnnnnnnn", non molto piacevole durante l'allenamento... però il profumo è ottimo :uhm-haha: . Per cui la escluderei dalla lista, potrebbe però andare bene per oggetti "ornamentali".

Ho finito anche il bokken di quercia: niente a che vedere con la quercia giapponese ed il frassino. Molto più morbida e leggera. Comunque si è comportata bene in allenamento; consigliabile per le signore e praticanti non troppo "robusti" :gocciolone: .

:arigatou:

 

PS conoscevo già "Il giardino dei ciliegi" ;)

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Purtroppo per la scelta del legno, come sai, quando vai in segheria devi passare le mezzore a scegliere la fetta giusta, cercando di guardare venatura, nodi, tarli, stagionatura e via discorrendo e non sempre si riesce a trovare la perfezione...

 

quanto ti capisco....

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Scusate se chiedo a distanza di anni... intanto approfitto per fare i complimenti a Sashimi!

Come legno "nostrano" che ne pensate del FAGGIO? Anch'io dovrei realizzare una naginata...

Nel caso, dopo quasi 4 anni, come se la passano le tue armi?

 

Grazie mille!


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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ciao Keiji, sei fortunato, non riguardo più i mei vecchi post da un bel pezzo.

Il faggio, viene dato come legno duro e pesante, ed ha una bella venatura compatta e regolare, a differenza del frassino che è grossolana ed ampia. A mio parere è però ancora troppo delicato per la pratica e la fibra si apre facilmente, il che vuol dire schegge a gogò.

Per quanto riguarda i miei bokken in questi anni hanno subito qualche evoluzione (anche personale :whistle: ) che ne ha migliorato peso, bilanciatura e maneggevolezza. L'olio di lino cotto si è rivelato alfine la scelta migliore per la finitura: indurisce il legno negli strati superficiali mantentendone la naturale umidità (relativa al grado di stagionatura) ed elasticità nell'anima, nonchè preservandolo dagli agenti esterni. anche il profumo è buono e non guasta :fico: .

Il frassino nella pratica di questi anni (sei oramai) è stato fantastico, dopo tanto sbattere, anche contro il più duro legno di quercia bianca, i segni sono proprio minimi e superficiali, nessun solco profondo, ed assolutamente nessuna scheggia od innalzamento della fibra, a dire che è veramente compatta e forte nei legami nonostante la vena grossolana.

Anche le naginata sono migliorate, più sottili grazie all'alto peso specifico e con lame più eleganti, meglio bilanciate e flessibili.

Ho fatto anche un bo da cui non mi sono più separato: più sottile e maneggevole del solito, grazie all'alto peso e robustissimo; ma non lo rifarò mai più, troppo lavoro per fare il tondo, ed io non ho il tornio :rouletterussa:

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Ti ringrazio Sashimi per le tue info, quindi mi consiglieresti l'uso del frassino, ottimo, ma pensi che si trovi facilmente in commercio? Ancora grazie!


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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Ringrazio ancora Sashimi per tutte quelle importantissime informazioni, mi sono finalemente messo anch'io alla costruzione di una naginata! :laugh:

Per le varei misure ho avuto la fortuna di poter misurare, e di fare un vero e proprio carta modello, di una naginata in legno dei primi del '900, appartenuta ad una famosa famiglia samurai, presente nel dojo in cui pratico.

Per costruirla ho usato un "tronco" di frassino, un tavolone con corteccia stagionato, che mi sono preventivamente fatto piallare all'altezza voluta, e fatte segare le due "linee" per il manico, per semplificarmi un po' il lavoro.

Poi usando la mascherina ho segato, col seghetto alternativo, la parte della lama; a questo punto ho usato una pialla per "arrotondare" i lati... che macello ovalizzare il manico!!! :fuso:

E poi via di scartatrice per rendere tutto uniforme, creare una sorta di mune alla lama e ovviamente renderlo liscio! :uhm-haha:

Per ultimare il tutto gli ho dato della cera naturale per mobili antichi, mi ci sono sempre trovato molto bene ed ha anche un ottimo odore, cosa che non disdice! :arigatou:

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Ottimo lavoro Francesco :arigatou:

 

Se posso permettermi, dato che sei appassionato ed hai anche un bel tavolo da lavoro, la prossima volta non usare la scartatrice elettrica ma costruisciti una 'stecca': un bel pezzo di compensato lungo un 30 cm e largo 5 o 6 cm (spessore 1,5) su cui incolli della carta abrasiva. Puoi fare stecche con diversa grana di carta oppure una stecca sola con grana diversa per ogni faccia. Ad es un lato con la 60 ed un lato con la 120. Oppure con 40 100, a seconda della durezza del materiale. Con la stecca si fa un pò di fatica in più ma si ottengono dei piani perfettamente diritti (sopratutto su un'oggetto così lungo) ed è anche possibile realizzare degli spigoli vivi molto precisi, come ad es per il mune. Con la scartatrice hai scarso controllo dei piani e facilmente ci si 'insacca', asportando troppo materiale.

Se hai dei dubbi contattami pure in pm !

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Grazie a tutti! I consigli li prendo veramente molto volentieri, ti mando un pm per quello Gianluca! :arigatou:

Penso che per la parte mune , ed anche shinogi che infatti non sono riuscito a fare... potrebbe essere decisamente utile! Anche se la mia difficoltà più grande è stata nel piallare, per "sbozzare" ovalmente la parte del manico, spesso mi si ci "inceppava" e facevo delle tacchette nel legno, non so se mi spiego, che poi dopo ho dovuto riprendere a carta vetrata, ma non volendo assottigliare troppo gli spessori, in dei punti i piani non sono così perfetti! :ichiban: Comunque nel complesso sono più che soddisfatto di questa prima arma lunga realizzata. :happy:


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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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