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Kentozazen

Kento Togi Tachi Kamakura

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Come da richiesta inserisco immagini del work in progress di una elegantissima tachi che troverete presentata nella sezione schede tecniche.

La lama presenta numerose diffuse aperture di considerevole profondità, inoltre la stanchezza è consistente, abbinando questi elementi alla notevole antichità dell'oggetto ed alle caratteristiche tipiche di questo tipo di lama con hamon molto sottile, essa si presenta come un restauro particolarmente impegnativo al punto che alcuni hanno deicsamente giudicato la lama come ormai irrecuperabile.

Premetto che -come afferma Giuseppe- per poter possedere una tachi kamakura/nambokucho (tenteremo un kantei a togi ultimato) , UBU di 83cm di nagasa, con splendido futatsubi, e nakago in ottima patinatura con un solo mekugi ana senza spendere cifre astronomiche bisogna per forza di cose accettare qualche compromesso. Ritengo inoltre che a lame di questo genere possa essere concesso qualcosa in più in termini di stanchezza e difetti, hamon particolarmente esili sono frequenti anche in lame esposte in musei ed in pezzi riprodotti in oshigata di riferimento su noti testi.

Insomma direi che la rarità e valenza dell'oggetto assuma un peso importante nella valutazione del pezzo in sè a discapito di una rigorosa precisione nelle forme e nel tessuto.

Ho dunque raccolto la sfida. Il togi è qui particolarmente impegnativo, da un lato s'impone la necessità di ridarle un estetica gradevole rispettandone la coerenza geometrica originaria, dall'altro occorre estrema cautela nel decidere quale sia il punto limite di lavoro per non eccedere invasivamente alterando la sua armonia. Quindi in questo caso si ragiona per una sorta di equilibrio dei compromessi. Tuttavia rimango convinto che il risultato sarà ben oltre al concetto di un "leggero ritocco", ovviamente non posso sbilanciarmi più di tanto sul risultato finale ma mentre procedo vi mostrerò quanto si è potuto ottenere.

La tecnica stessa deltogi in questo caso è decisamente particolare e parte dal concetto di ridurre ilmeno possibile lo haba lavaroando piuttosto in diminuzione del niku (nei limiti opportuni e senza esagerare) per ridurre il più possibile il contorno delle aperture.

Come già dissi una volta ci sono diversi tipi di aperture, alcune migliorano e si riducono lavorando , altre addirittura crescono. In sintesi le prime dipendono da incidenti di percorso nella storia della lama (conflitti, stress vari, interventi con acidi, Jonny ecc.) , altre invece dalla qualità del materiale e dalla maestria di forgiatura.

Basta con la noiosa introduzione,provo ora a proporre un raffronto tra le condizioni iniziali e la situazione attuale.

Modificato: da Kentozazen

Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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Prima:

post_228_1212532765_thumb.jpg

Dopo:

boshiura.jpg

 

...ops :checcevofa:

Modificato: da Kentozazen

Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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Prima:

post_228_1212533046_thumb.jpg

post_228_1212533084_thumb.jpg

Dopo:

tacca.jpg

 

eeeeeeeee......ops! :gocciolone:

Come potete notare lo haba ,l'ampiezza della lama non è stato ridotto se non di forse un decimo di millimetro, la tacca sul filo infatti rimane visibile , e lo rimarrà per sempre. Però quelli definiti nell'altro topic "crateri" sono spariti. Lo hada non è visibile in foto ma è ancora presente e mi pare un masame nagare molto ondulato.

Modificato: da Kentozazen

Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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Ciò che ancora rimane visibile ora rappresenta il punto limite di cui parlavo in introduzione, le piccole porosità ancora presenti ridurranno comunque la loro dimensione procedendo con kaisei , tenete presente però che d'ora in poi la riduzione dimensionale delle porosità e delle aperture non sarà dovuta tanto ad ulteriori abbasamenti di spessore quanto piuttosto ad una maggiore definizione del loro contorno che risulterà sempre meno frastagliato.

IMGP3942.jpg

IMGP3948.jpg

IMGP3963.jpg

IMGP3966.jpg

IMGP3967.jpg

IMGP3971.jpg

IMGP3973.jpg

IMGP3978.jpg

IMGP3980.jpg

Modificato: da Kentozazen

Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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hai messo del nastro attorno al nakago?

peccato per la tacca.....

 

Il nastro protegge la patina. La tacca...beh è un pezzo della sua storia, direi con certezza che ci sono segni di combattimento e se questa ha combattuto lo ha fatto in un'epoca quasi mitica direi.


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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peccato per la tacca.....

 

Sono anch'io molto d'accordo nel lasciar stare la tacca (tra l'altro per eliminarla bisognerebbe sacrificare forse due millimetri di Mihaba)

Fa parte della "storia" della lama indipendentemente che sia il frutto di uno scontro tra due duellanti oppure, più banalmente, provenga da ........un colpo inferto sullo spigolo di uno scalino.

 

Piuttosto, una domanda.

E' un effetto ottico oppure lo Hisaki del Futasujibi lato Omote è diverso da quello sul lato Ura ?

Modificato: da Paolo

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E' un effetto ottico oppure lo Hisaki del Futasujibi lato Omote è diverso da quello sul lato Ura ?

Sì sono leggermente differenti , è molto impegnativo creare dei futatsubi così sottili lunghi e curvi, qualche differenza c'è, però sono tutti abbastanza paralleli e privi di repentini mutamenti di curvatura come a volte accade.

Comunque Paolo quasi in corrispondenza della tacca c'è anche una profonda incisione sullo shingi ji, un segno difficile da lasciare se non con un fendente di una lama. ...lo mostrerò. ;)


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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questa è la tachi di anubis vero? sono affascinato!

I segni di un vero combattimento, prodotti in un epoca ormai lontana da noi e dal nostro tipo di società, su di una lama del genere secondo me non fanno che caricarla ulteriormente di fascino e di valore storico. Non importa se la lama è stanca se è la stanchezza di una vita intensa... la sua anima non può che esserne arricchita.

solo un mio pensiero...

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a me piace molto questa lama, è una signora con rughe ma sempre una signora.

Peccato per le aperture, davvero un peccato. Anch'io penso che la tacca deve star lì dov'è, la sfida sta tutta nel trovare l'equilibrio tra conservazione e restauro. Ken, complimenti per la tua messa in gioco pubblica, ti fa onore e chi malignamente avesse l'ardire di pensare ad una sorta di autosponsorizzazione dovrebbe meditare su ciò.

Buon lavoro!


<!-- isHtml:1 --><!-- isHtml:1 --><em class='bbc'>Insisti, Resisti e Persisti...Raggiungi e Conquisti!<br /><img src='http://www.intk-token.it/forum/uploads/monthly_11_2008/post-34-1227469491.jpg' alt='Immagine inserita' class='bbc_img' /><br /></em>

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Grazie Mus, diciamo che forse pago il prezzo di questa "autosponsorizzazione" sia essa voluta o semplicemente dettata dalla voglia di condividere e dalle richieste degli utenti.

Comunque seriamente la cosa che vorrei fare è mettere tutti in condizione di giudicare se una lama si possa polire o meno, più mi addentro nel mercato più mi rendo conto che la possibilità di avere tanto ad un prezzo decoroso è ancora concreta. Occorre buon occhio, sensibilità, competenza ed anche un pizzico di fattore "C"...mi pare che anubis abbia avuto tutto ciò insieme in questa occasione.


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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Comunque seriamente la cosa che vorrei fare è mettere tutti in condizione di giudicare se una lama si possa polire o meno, più mi addentro nel mercato più mi rendo conto che la possibilità di avere tanto ad un prezzo decoroso è ancora concreta. Occorre buon occhio, sensibilità, competenza ed anche un pizzico di fattore "C"...mi pare che anubis abbia avuto tutto ciò insieme in questa occasione.

 

Continuo a considerare molto difficile capire quando una lama è CONCRETAMENTE sistemabile o meno. Volutamente cerco in giro lame malconce per vedere se mi ci raccapezzo, ma già almeno 2 volte mi hai dimostrato di come mi sia palesemente sbagliato nella valutazione. Vero il fattore C, ma l'esperienza la dice lunga, anche dietro a 4 foto.

 

Se non fosse stato per l'incidente Ikea avresti già per le mani il waki :cry:

 

Per il resto complimenti, è sempre bello vedere certe signore riprendere vita e forma.

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Vorrei sottolineare come cimentarsi in queste condizioni sia una cosa estremamente difficile, le scelte del togishi a questo livello sono sempre oggetto di feroci critiche da parte di chi la pensa in un modo piuttosto che un altro.

Io stesso ho detto che non avrei affrontato un restauro.

Mostrare pubblicamente quello che fai passo passo fa capire quanto sia serio il tuo modo di lavorare Ken e sicuramente avremo modo di capire meglio e di apprezzare il duro lavoro dei togishi



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Grazie Simone, certamente in casi come questo non ci si deve aspettare risultati di estremo rigore, essi non sarebbero possibili, occorre però a mo parere relazionare l'oggetto con le sue valenze storiche e considerare se queste siano buona motivazione alla volontà di poter apprezzare la lama per ciò che essa rappresenta. In questo caso siamo di fronte ad una tachi antica e ribadisco ubu. Non so quante ve ne siano in Italia ma...sono certamente molto poche.

Etheramos, Carlo, mi rendo conto della difficoltà nel comprendere certe cose, anche per me ci sono zone oscure, aspetti che non sono prevedibili, condizioniche portano solo ad incertezza, però chiaramente l'esperienza e la conscenza tecnica mi danno un notevole conforto.

Per questo motivo molto spesso quando viene proposta una lama e viene chiesta un'opinione sulle possibilità di restauro rispondo che andrebbe vista dal vivo, ci sono limiti che la fotografia non può raggiungere. Però! Però più si guarda, più si pensa, più si studia...più si arriva a migliore consapevolezza, talvolta non solo tecnica ma anche istintiva.

La grande fortuna di essere circondati da un sacco di incompetenti in giro per il mondo, mi spiace dirlo ma molti sono americani, sarà ovviamente una questione dovuta ai grandi numeri non lo so ( a volte penso che sia anche un pochino sociologico/caratteriale), rende la finestra temporale di questi decenni che ci circondano abbastanza favorevole per chi ha un filo di competenza in più. E rende accessibile a tanti opportunità che in altri campi dell'arte sono veramente precluse.

Modificato: da Kentozazen

Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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Io personalmente apprezzo il lasciare la tacca. Preferisco una tacca e la possibilita' di apprezzare il tessuto che niente tacche ed un bello shingane a vista. Penso che sia una scelta molto saggia la tua.

Grazie Lorenzo, inoltre abbiamo un hamon molto esile, non è proprio il caso di infierire. :arigatou:


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a me piace molto questa lama, è una signora con rughe ma sempre una signora.

Sono d'accordo, anche a me piace molto, porta il fascino della storia... questa lama ne ha sicuramente passate tante! Complimenti al proprietario e buon lavoro al restauratore!

:ok:

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