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Simone Di Franco

SEGNALAZIONI - "Tecniche di Kantei - Analisi del Sugata"

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Faccio i miei più sentiti complimenti a Paolo per questa sua pubblicazione. :arigatou:


La vittoria è di colui,

ancor prima del confronto,

che non pensa a sè

e dimora nel non-pensiero della grande origine.

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Faccio i miei più sentiti complimenti a Paolo per questa sua pubblicazione. :arigatou:

 

Ciao Paolo,

 

è con grandissimo piacere che ti rivedo presente nel Forum.

Naturalmente ti ringrazio per i complimenti che da te mi giungono particolarmente graditi. :arigatou:

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Caro Paolo,

dopo aver letto il tuo libro alcune volte e cercato di memorizzarlo, vorrei porti se possibile una domanda. Lo faccio qui sul forum perchè credo che possa interessare anche qualche altra persona che come me stà solo iniziando il suo studio in questo settore ed è quindi priva di esperienza :ciuccio:.

 

Una delle tante cose che mi ha fatto piacere del tuo libro, è che hai "schematizzato", "inquadrato" per ogni tipologia di lama (yari e naginata a parte ovviamente) il mutamento di tutte le sue caratteristiche in ogni settore temporale della sua evoluzione, elencando bene e sopratutto chiaramente i cambiamenti subiti.

Tra gli elementi che evidenziano l'evoluzione di ogni tipologia di lama, la caratteristica principale (e quella che dà il titolo al libro :gocciolone:) è logicamente il sugata.

Il sugata però è uno degli aspetti che credo difficilmente possa essere definito in canoni oggettivi, al contrario di altre caratteristiche quali ad esempio kasane, mihaba, shinogi, shinogiji... che possono tranquillamente essere indicati come oggettivi, a me (e forse solo a me :gocciolone:) riesce difficile differenziare mentalmente le diverse tipologie di sugata.

 

Tu indichi come tipi possibili di sugata i seguenti:

- Affusolato ( = funbari elevato)

- Leggermente affusolato ( = funbari lieve)

- Elegante

- Imponente / Potente

- Rustico / Rozzo

- Slanciato

Vorrei chiederti per favore se ti fosse possibile spiegare meglio ad un testone come me, quali sono le differenze tra i vari tipi (il massimo sarebbe avere anche degli esempi visivi)

Ad esempio, da cosa distinguo una lama "Elegante" da una "Slanciata"? Una "Potente" da una "Rozza"?

 

Grazie 1000 :arigatou:

Modificato: da Alberto

Alberto

 

"Prega affinchè l'altro non sfoderi, ma alla fine, se non fosse possibile evitarlo, mettilo a morte con un colpo solo, e prega perchè riposi in pace"

"la verità, niente di più sovversivo"

 

Sempre sia lodata la funzione "CERCA"

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Ciao Alberto,

Indubbiamente gli aggettivi “slanciato”, “elegante”, “imponente”,...... coinvolgono molto la soggettività del giudizio ma, in ogni caso, fino ad un certo punto.

Premesso che in ogni epoca possiamo ritrovare contemporaneamente tutti i diversi tipi di Sugata, in dipendenza dallo stile seguito dalle diverse scuole operanti nel periodo, o da quello utilizzato dai singoli forgiatori o dalle varie e personali richieste dei committenti, di seguito qualche spiegazione e qualche esempio.

 

Sugata “affusolato” ("tapering" Sugata in inglese) indica che è notevole la differenza di larghezza (sempre in termini relativi) tra la parte bassa della lama (il Moto haba) e la parte alta della stessa (il Saki haba). Tale larghezza passa, ad esempio da 2,80 cm a 1,60 cm in un Tachi di Kagehide (medio Kamakura) oppure da 2,90 cm a 1,60 cm in un Tachi di Kanemitsu (Nanbokuchō) oppure da 3,10 cm a 2,0 cm in una Katana di Musashi Daijō Korekazu (primo Edo).

 

Sugata “elegante” ("gentle" // "elegant" Sugata) e Sugata “slanciato” ("slender" Sugata) sono due aggettivi molte volte abbinati.

E' un Sugata che ritroviamo, ad esempio, nei Tachi del primo Kamakura (Enjū Kunisuke, Masatsune, Sadazane, Norimune,.......) ma anche in alcune Katana del primo Edo (Koretsugu della scuola Fukuoka Ishidō, Yamashiro no Kami Kunikiyo della scuola Horikawa......) così come anche in alcuni lavori del tardo Edo (Kai no Kami Masashige della scuola Masahide).

Per esemplificazione, di seguito l'immagine di due Tachi rispettivamente di Enjū Kunisuke e di Sadazane.

 

out slender 1.jpeg

 

out slender 2.jpeg

 

 

Nel Tardo Kamakura, nel Nanbokuchō e nel primo Muromachi si ritrovano Tachi “slanciati” ma un po' meno “eleganti” (questione di gusti ....) quali quelli prodotti da Sanji Kunitoshi, Kuniyuki, Naganori, Kanemitsu, Kanetomo sandai, .......

 

Un Sugata “rustico-rozzo” ("rustic" // "rough" // "rugged" Sugata), dove l'aggettivo “rozzo” è sicuramente troppo “forte” ma non mi è venuto in mente nulla di meglio, caratterizza invece diverse Katana realizzate nello stile Shintō Tokuden nei periodi Edo (verso la fine) e tardo Edo.

A tale proposito vedere i lavori di Ippō nidai, Munehiro, Norikatsu, ......

 

Infine, un Sugata “imponente-potente” ("grand" // "stout" // "powerfull" // "dynamic" Sugata), accompagnato da Mihaba “largo” e Chū kissaki “lungo”, lo ritroviamo, ad esempio, in alcuni Tachi del medio-tardo Kamakura e del Nanbokuchō (Chikakage, scuola Chū Aoe....), in alcune Katana del tardo Muromachi (Masazane, ....), così come in qualche Katana del primo o tardo Edo (Hankei, Korekazu, ........)

Per esemplificazione, di seguito l'immagine di un Tachi della scuola Chū Aoe.

 

out stout.jpeg

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Grazie 1000 Paolo aaarigatou.gif credo di aver capito un po' di più.

Sicuramente all'incontro di novembre, vedendo anche delle lame dal vivo, comprendere credo che sarà un po' più semplice.

 

Grazie

aaarigatou.gif


Alberto

 

"Prega affinchè l'altro non sfoderi, ma alla fine, se non fosse possibile evitarlo, mettilo a morte con un colpo solo, e prega perchè riposi in pace"

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Ho appena terminato una prima lettura del testo in questione. Coinciso, pulito nel testo e chiaro nell' esemplificazione/esplicazione. Finalmente un testo gestibile da un principiante ed al contempo di riferimento per un esperto. Paolo Placidi riesce ad introdurre un argomento complesso come il kantei, attraverso l' analisi della sugata, guidando il lettore dai primi passi fino all' approfondimento tecnico professionale, per una totale e chiara comprensione della materia, in un manuale di 92 pagine dal peso di un' enciclopedia. Finalmente, la bibliografia italiana per lo studio della nihonto ha un volume di avvicinamento alla materia, fruibile dai neofiti e riferimento per gli addetti ai lavori nei più complessi kantei. Sicuramente da consigliare a chiunque si avvcini con impegno al mondo delle lame giapponesi. Grazie Paolo.

 

Emiliano.


"La maggior parte della gente era matta. E la parte che non era matta era arrabbiata. E la parte che non era né matta né arrabbiata era semplicemente stupida."

 

"Non mi fido molto delle statistiche. Perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media!"

 

"La gente è strana: si infastidisce sempre per cose banali, e poi dei problemi gravi come il totale spreco della propria esistenza, sembra accorgersene a stento."

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Sperando che Mauri non si arrabbi più di tanto (per la riesumazione di un vecchio vecchio post)..

Volevo ringraziare Paolo Placidi per il compendio dedicato al sugata di una lama (e molto altro) ..

Essenziale con molti spunti per approfondire e determinato nelle sue descrizioni.

 

Son contento di aver trovato una copia ancora in circolazione.

 

sembro un bambino a cui hanno appena dato un bel dolce.

Grazie e buon tutto, Paolo


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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Sperando che Mauri non si arrabbi più di tanto (per la riesumazione di un vecchio vecchio post)..

Volevo ringraziare Paolo Placidi per il compendio dedicato al sugata di una lama (e molto altro) ..

Essenziale con molti spunti per approfondire e determinato nelle sue descrizioni.

 

Son contento di aver trovato una copia ancora in circolazione.

 

sembro un bambino a cui hanno appena dato un bel dolce.

Grazie e buon tutto, Paolo

Hai fatto bene a procurartelo, è un libro molto utile.

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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