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Sashimi

Mostra armature a Milano

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Forse alcune mostre si possono fare solo scendendo a patti e compromessi che quasi mai derivano dall'incapacità di chi le organizza, una mostra complessa come questa che deve aver visto parecchi enti, fondazioni o privati deve fare i conto con queste realtà, e dare il meglio tenendo conto di quelli che sono anche i voleri del singolo che ti dà opere da esporre, in caso contrario ne devi fare a meno.

Tu stesso porti esempi che in parte confermano la mia tesi quando parli anche di funzionari che......

Il curatore deve far fronte anche a ciò pur di arrivare allo scopo.

Forse non risulta il massimo per i palati più fini, ma l'alternativa a volte è non fare niente.

C'è comunque un post già aperto sul forum che par di questa mostra:www.intk-token.it/forum/index.php?showtopic=4714&view=getnewpost


"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

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ho unito le discussioni.

 

Attila ti renderai subito conto leggendo sopra che non siamo molto daccordo con te.

Posso comprendere alcuni dei tuoi appunti come nessuna armatura vestita. Sul "rifatto in maniera evidente" mi pare esagerato. Ci sono pezzi di valore e anche completamente originali, anche se effettivamente i restauri non mancano e alcuni sono riconoscibili.

Alcuni pezzi sono estremamente rari, altri di rilievo storico notevole (l'hai vista bene la scatola laccata in makie dei tokugawa?).

 

Proprio perchè citi la tristezza di altre mostre e musei dovresti esserti reso conto che le differenze organizzative e di qualità degli oggetti ci sono e sono notevoli. Certo, si può sempre migliorare... ma dire che questa mostra è brutta proprio no.



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Mauri, è esattamente quello che intendevo.

Mi rendo conto che l'ho espresso in maniera un po rozza è molto passionale.

 

So bene cosa vuol dire combattere contro l'ente pubblico (per motivi di lavoro ho a che fare con due società pubbliche) che vuole poca spesa e tanta resa. Un giorno hai a disposizione 100 e il giorno dopo ne hai 50. E il motivo per cui è sparito il 50%?....non si sa.

 

Quindi immagino gli sforzi del curatore e le battaglie che avrà combattuto. Infatti la mia critica è diretta all'ente e non al curatore che si sarà fatto il mazzo per riuscire. Proprio perché ente pubblico promotore di cultura dovrebbe guardare meno al portafoglio e un po più al risultato. In fondo sono nostri soldi, e preferisco vederli spesi per cose simili piuttosto che per pagare gente seduta sugli scranni a Roma a fare ben poco......

 

Avete visto la mostra di Mone a fianco? Quella l'hanno organizzata meglio e si vede che hanno speso di più. Infatti è interessantissima.

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Scusa Attila ma forse non hai chiari un pò di concetti riguardo le armature.

Io di armature da combattimento non ho mai prese perchè a combattere ci andavano i poveracci, mentre le armature belle le avevano i generali...

Anche a me piacciono di più le opere antecedenti al periodo Edo, ma ciò non toglie che le armature più ricche siano state prodotte dopo il sengoku jidai . Questo non è assolutamente un punto a sfavore; forse a te non piacciono, ma questo onestamente non vuol dire nulla.

Il budget è stato ridotto all'osso dalla crisi economica (diversi sponsor giapponesi si sono ritirati all'ultimo momento) e questo ha influito su allestimento e catalogo, ma non sulla mostra in se stessa.

La mostra è l'esposizione di una collezione privata, quindi non ho potuto scegliere i pezzi da esporre perchè quelli erano. E tra l'altro ti assicuro che sono pezzi di primissimo ordine; in Giappone ho ricevuto solo complimenti.

Le cose che chiedi ("come venivano indossate", "armature da battaglia", ecc...) sono forse un pò puerili, ma prendo atto che ci sono anche persone che non sanno molto di armature e vorrebbero che venisse spiegato anche questo. Tra l'altro se leggi il catalogo sono tutte cose abbastanza chiare: tecniche, materiali, evoluzione,...).

Una mostra così in Italia non si era mai fatta e in Europa sono state pochissime e molto più piccole, quindi questa è stato un evento decisamente importante per chi ama le armature giapponesi. Certo quella del Met sarà molto più bella e anche io potrei farne una decisamente migliore se potessi prendere vari pezzi da tutti miei clienti, ma questa è nata così e onestamente siamo stati tutti soddisfatti.


______________________
Giuseppe Piva
www.giuseppepiva.com

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si mi rendo conto che io l'ho guardata solo sotto il profilo professionale, di chi fa comunicazione e ha organizzato e organizza eventi, quindi mi sono saltati all'occhio cose che ai più sono passate inosservate. Ripetizioni nel modo di esporre i pezzi e i materiale che potevano essere diversi per valorizzare ciò che mostravano.

Uso delle luci, le angolazioni delle visuali, pannellature....ecc. Probabilmente questa mia deformazione professionale mi ha portato fuori strada e quindi perdonate lo sfogo inopportuno.......mi sono lasciato trascinare. Ormai è parecchi tempo che più che guardare le mostre, guardo come sono fatte..... :rouletterussa:

 

scusate

:arigatou: :arigatou:

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Sabato mattina sarò alla mostra come sempre arrivo all'ultimo, comunque .. sono molto curioso dato che ho avuto occasione di vedere e toccare sia l'armatura da parata di un Daimyo che una armatura da combattimento purtroppo assemblata (più pezzi di origine differente cioè da più armature) sono molto diverse perchè diverso ne era l'utilizzo.

Certo l'armatura di un Daimyo è molto curata e appariscente oserei dire , quella da battaglia funzionale , ma sono opinioni dettate dalla mia poca esperienza dal vivo, potrei raccontare inesattezze.

Appunto alla mostra spero di poter ammirare armature splendide e sopratutto di comprendere qualcosa di più, vedremo .

Sinceramente sono anche io più attratto dall'armatura da combattimento, ma quella credo sia molto difficile da visionare integra appunto dato che andava in battaglia... e di conseguenza non era scontato ci tornasse..

Posterò le mie impressioni.


Sotto la spada levata in alto vi è l'inferno che ti fa tremare;

ma va avanti e avrai la terra della beatitudine - Miyamoto Musashi -

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..domani inizio a leggere il catalogo della mostra... :ok:


"il tuo metodo"disse un giorno un visitatore al Maestro,"sembra un insieme di cristianesimo,panteismo a altre filosofie.Tu cosa dici a proposito?"

"non saprei amico mio"rispose il Maestro sorridendo"sono troppo impegnato a vivere per occuparmi delle etichette"

 

 

 

Un giorno il Maestro disse a proposito dell'arte del combattere:"L'essenza della vera arte del combattere è il silenzio.Tutto il resto è rumore inutile".

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Volevo concludere il tormentone sulla mostra di Milano cercando di definire qualche punto fermo, visti i post contrastanti, magari ad uso dei nuovi frequentatori del forum, che possono risultarne un pò spaesati.

La mostra di armature di Milano è stata di qualità eccezionale, come gli oggetti esposti. Punto.

Magari la maggioranza delle armature e kabuto apparteneva ad un "genere" (non tipologia) similare, però nell'ambito di questo genere la qualità era veramente alta. Allo Stibbert di Firenze ci sono sicuramente più tipologie di armature, ci sono oggetti di alta qualità come altri un pò "impapocchiati" dal simpatico sig. Stibbert, ma questo è un museo dove si trova tutto e di più (vedi anche le belle armature occidentali). Tolto sto museo, ed il Chiossone di Genova, le occasioni di vedere oggetti simili a quelli di Palazzo Reale sono quasi nulle.

Possiamo poi dibattere sulle armature da guerra o da parata, ma la cosa per me ha scarso senso poichè periodo storico, utilizzatori e destinazione d'uso differenziavano talmente questi oggetti per cui fare paragoni è assai fuorviante.

Se vogliamo possiamo invece parlare di valore storico o valore artistico: la cosiddetta armatura da guerra può essere importante ai nostri occhi poichè si è presa delle mazzate in battaglia cinque secoli fa, anche se alla fine son cinque piastre di ferro malamente laccate, mentre è ovvio che a noi mistici idealizzatori di realtà Zen e severi guerrieri alla Musashi un'armatura Edo di un ricco Daimyo, tutta nastrini colorati, dorature, cornetti e draghetti, magari con il kabuto in cuoio perchè non serviva più a proteggere, fa storcere il naso (anch'io preferisco un bell'Akoda-nari a qualsiasi Kawari, ma è un mio gusto personale). Ciò non toglie che queste armature siano dei capolavori artistici, frutto di un'abilità artigianale sconfinata. E' come voler paragonare una spada vichinga, magari arrugginita ma assai rappresentativa di un periodo storico, ad una katana più recente con un sacco di attività sulla lama, oppure una severa katchusi tsuba, in cui possiamo apprezzare il tessuto del ferro o il disegno stilizzato, ad una ko-kinko tutta nanako ed ageminature. Ovviamente la katchusi aveva un'altra destinazione d'uso di una Goto in shakudo (pensate alla fine di quest'ultima mentre para un colpo di spada.....), per cui non possono essere paragonate ed apprezzate con gli stessi parametri.

Se vogliamo l'abilità degli artigiani giapponesi era anche quella di produrre oggetti apparentemente semplici e a volte "rozzi", ma che invece nascevano da una profonda conoscenza e che mostrano all'occhio esperto le loro qualità.

Tutto il resto è gusto personale, a me piacciono le bionde e a te le brune, un bel montaggio efu no-tachi o i catorci in cuoio da battaglia di secoli fa....Ce ne fossero però di mostre come quella a Palazzo Reale.

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Ho potuto visitarla in tranquilità essendo arrivato prestissimo, c'è poco da dire splendida !!

Personalmente non mi aspettavo delle armature in così perfette condizioni, ne sono rimasto piacevolmente sorpreso, è stata un'occasione che non si poteva lasciar andare, preso subito il catalogo della mostra.

Ho potuto ammirare anche quelle poche lame esposte, complimenti agli organizzatori.

 

Unico appunto, ho mandato gli sms per ricevere le immagini delle armature ,ma non ho ricevuto nulla sul cellulare, che abbia sbagliato qualcosa io ?


Sotto la spada levata in alto vi è l'inferno che ti fa tremare;

ma va avanti e avrai la terra della beatitudine - Miyamoto Musashi -

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Ho trovato il catalogo della mostra in un centro commerciale in Campania,dove abito.

Complimenti per la pubblicazione,le foto sono bellissime

:arigatou:

 

 

 

una curiosità...molti elmi hanno "barba-baffi-basette"..questa caretteristica ha un motivo?potrebbe essere che i giapponesi cercassero di assomigliare agli europei (olandesi-tedeschi)?è solo una teoria della mia donna...e io non saprei rispondere.....

 

grazie mille

 

Il ressei Somen è un tipo particolarissimo di menpo come già ampiamente descritto da Piva,vorrei approfondire la discussione però partendo da questo interessante spunto e introducendo un particolare meno noto ai più che risponde alla domanda di Sunaomakoto.

In battaglia durante il periodo Sengoku ci si distingueva dalla massa affrontando scontri cruenti e mettendo a repentaglio la propria vita con sprezzo del pericolo mietendo più vittime illustri possibili.Valoroso e Degno di onore era quel bushi il quale mostrava al proprio Daimyo le teste dei più audaci e prodi mononofu nemici sconfitti in combattimento.

E' notorio che la perdita di uno o più influenti tra i guerrieri di un Han potesse intaccare lo spirito combattivo e mettere a serio repentaglio le sorti di una battaglia dando anche modo al nemico di risolvere favorevolmente uno scontro.La pratica di recidere il capo di un avversario dopo averne giurato l'abbattimento in battaglia è nota a tutti come "Kezuke no Kubi".

Le teste andavono poi messe sotto sale e conservate in appositi contenitori,spesso anche finemente laccati.

Prima del Sengoku Jidai ed in tempi antichissimi,periodo Nara incluso, erano i baffi invece del mage a distinguere i guerrieri.Era pratica comune farsi crescere i baffi infatti ed erano un vero segno distintivo.Una volta conclusasi la battaglia ad essere recisi non erano le teste bensi nasi e porzioni di labbro superiore con baffi bene in vista. :arigatou:


La vittoria è di colui,

ancor prima del confronto,

che non pensa a sè

e dimora nel non-pensiero della grande origine.

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