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mauri

Prove di forgia

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E' un pò di tempo che una volta alla settimana mi diverto con una piccola forgia, molta fatica e pochi risultati fanno parte della media di ogni sessione di lavoro, è però divertente scoprire qualche cosa per averlo provato , capire i tempi e le difficoltà di una lavorazione anche semplice poi stimola l'ingegno e crea aperture diverse nella comprensione e nello studio di questo mondo complesso.

Alcuni pezzi sono ancora in lavorazione, questo che posto ho deciso di lasciarlo così, si riescono ancora a vederne i passaggi, è stato realizzato utilizzando un pezzo di una vecchia lima e in parte ne ha mantenuto anche le caratteristiche di durezza del metallo.

A tutti gli effetti si potrebbe definire un esercizio pratico per cercare di capire il lavoro di forgia, Vi posto le foto del pezzo:

 

P6022403.JPG

P6022402.JPG


"accorciati la firma". Ernst Jünger

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Bravo Maurizio, credo proprio di comprendere quando dici:

 

"è però divertente scoprire qualche cosa per averlo provato , capire i tempi e le difficoltà di una lavorazione anche semplice poi stimola l'ingegno e crea aperture diverse nella comprensione e nello studio di questo mondo complesso."

 

Raccontaci di più:

questa lima l'hai "solo"(perdona il termine non voglio certo sminuirne il lavoro) battuta per appiattirla o hai anche provato a temprarla, magari con una specie di Yakiire?

Cosa intendi per passaggi?

Come l'hai polita?

Non ti è venuta voglia di .... ripiegarla?

Dimensioni?

Siamo in off topic quindi mi auguro che l'amministrazione sia in accordo se si approfondisce un pochino questo interessante esperimento :arigatou::gocciolone: .... e se Maurizio vuole ovviamente :arigatou:

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bellino .

 

Se permetti un consiglio passa a materiali più meritevoli delle cure e delle attenzioni che occorrono per fucinarli .

 

L'acciaio per lime è sicuramente utile per capire come e quando nascono i kizu , se vuoi più elasticità e tolleranza nei tempi prova con degli scalpelli da legno :gocciolone:

 

Da quello che vedo ( almeno negli ultimi passaggi , stai usando un buon martello .. Un altro consiglio è di usarne di vecchi e molto usati .

 

Per lo yakihire va bene l'argilla per raku mescolata a cemento rosso refrattario , se vuoi evitare eccessive decarburazioni nessuno ti vieta di usare l'antiossidante in polvere per saldature a cannello ( borace , è più facile trovarla per questo utilizzo ) .

 

Buon studio.


Alla fine del vento

Ancora cadono le foglie ..

..Un falco lancia il suo grido

Si fa più fondo il silenzio dei monti

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Bravo Maurizio, credo proprio di comprendere quando dici:

 

"è però divertente scoprire qualche cosa per averlo provato , capire i tempi e le difficoltà di una lavorazione anche semplice poi stimola l'ingegno e crea aperture diverse nella comprensione e nello studio di questo mondo complesso."

 

Raccontaci di più:

questa lima l'hai "solo"(perdona il termine non voglio certo sminuirne il lavoro) battuta per appiattirla o hai anche provato a temprarla, magari con una specie di Yakiire?

Cosa intendi per passaggi?

Come l'hai polita?

Non ti è venuta voglia di .... ripiegarla?

Dimensioni?

Siamo in off topic quindi mi auguro che l'amministrazione sia in accordo se si approfondisce un pochino questo interessante esperimento :arigatou::gocciolone: .... e se Maurizio vuole ovviamente :arigatou:

La lama è stata solo battuta per dare la forma che si vede, nella parte centrale tra codolo (impugnatura) e lama, gli spessori sono quelli del pezzo da cui sono partito, se guardi si vedono ancora le scanalature di ciò che era, una lima da sgrosso per ferro.

Spessore cm.0,8

lunghezza cm.21

ampiezza lama nel punto massimo cm.2,9

P6022393.JPG

E' stata temprata, ma non con la forgia perchè il carbone con la forgia piccola spacca l'impasto sulla lama, ho optato per un piccolo forno per raku che in tutti i casi mi portava in temperatura il pezzo senza rovinare l'impasto sulla lama.

Lavoro fatto al buio per vedere il colore del pezzo rovente.

P4222226.JPG

L'impasto è stato fatto utilizzando della creta referattaria per raku, polvere di carbone e ossido di ferro giallo.

P4222222.JPG

Con una piccola forgia non è possibile, almeno per me provare a ripiegare il pezzo, non riesco ad ottenere una temperatura tutta omogenea e questo comporta il fatto che non avviene saldatura, devo provare ad usare della borace, per vedere se almeno in parte si risolve questo inconveniente

P6022405.JPG

Spero di aver risposto in modo chiaro, se non si è capito qualche cosa, ditelo, proverò a riformulare per spiegarmi meglio.


"accorciati la firma". Ernst Jünger

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bellino .

 

Se permetti un consiglio passa a materiali più meritevoli delle cure e delle attenzioni che occorrono per fucinarli .

 

L'acciaio per lime è sicuramente utile per capire come e quando nascono i kizu , se vuoi più elasticità e tolleranza nei tempi prova con degli scalpelli da legno :gocciolone:

 

Da quello che vedo ( almeno negli ultimi passaggi , stai usando un buon martello .. Un altro consiglio è di usarne di vecchi e molto usati .

 

Per lo yakihire va bene l'argilla per raku mescolata a cemento rosso refrattario , se vuoi evitare eccessive decarburazioni nessuno ti vieta di usare l'antiossidante in polvere per saldature a cannello ( borace , è più facile trovarla per questo utilizzo ) .

 

Buon studio.

Hai postato mentre stavo scrivendo e non ho visto le Tue domande, ad alcune penso di aver risposto, sto facendo altre cose usando dei vecchi scalpelli per marmo, dovrei dire vecchi per data perchè mai finiti e usati, ma fatti a forgia in modo artigianale, che erano di mio padre (lui è stato un grande nell'uso della forgia) purtroppo per me non ho imparato quasi niente di quello che sapeva realizzare.

Scalpello.JPG

vecchio scalpello

 

I martelli, almeno in parte, sono quelli che Lui ha lasciato.

Se ne verrà fuori qualche cosa di interessante lo postero in seguito.


"accorciati la firma". Ernst Jünger

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La lucidatura è stata iniziata con lime per definire il disegno e finita con pietre.


"accorciati la firma". Ernst Jünger

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il colore blu del metallo, è frutto di riflessi dovuti ad una luce particolare o è il suo colore naturale?

Caspita quindi hai una discendenza come forgiatore, complimenti, credo sia giustissimo riprenderla cercando di valorizzarla :ok:

Guarda qui, forse può esserti d'interesse per affrontare più approfonditamente i tuoi studi, lo conosci?

 

http://www.dick.biz/dick/category/dickcata..._304/detail.jsf

(vai a pagina 4....)

:tioffrounabirra:

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il colore blu del metallo, è frutto di riflessi dovuti ad una luce particolare o è il suo colore naturale?

Caspita quindi hai una discendenza come forgiatore, complimenti, credo sia giustissimo riprenderla cercando di valorizzarla :ok:

Guarda qui, forse può esserti d'interesse per affrontare più approfonditamente i tuoi studi, lo conosci?

 

http://www.dick.biz/dick/category/dickcata..._304/detail.jsf

(vai a pagina 4....)

:tioffrounabirra:

Il colore blu nel tagliente è naturale, si vede solo come se fosse un riflesso,non sò come spiegare è come se in superfice ci fosse una vernice trasparente, Dick lo conoscevo, ho preso da loro cose che non trovavo in Italia, sono veramente professinali.


"accorciati la firma". Ernst Jünger

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come promesso Vi posto immagini di una lama che avevo in lavorazione:

lunghezza intera cm.28,8

spessore mm. 5,8

larghezza lama cm.2

E' stata realizzata utilizzando uno scalpello tipo quello postato sopra già lavorato in forgia.

006.JPG

P6052438.JPG

P6052441.JPG

P6052440.JPG


"accorciati la firma". Ernst Jünger

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Bravo Bravo Mauri! :ohohoh:

Se mi permetti un suggerimento (dirai: facile per chi non ci prova....!!!!):

Il nakago lo terrei più corto e cercherei di fare in modo che l'intera lama sia "pulita" cioè senza aperture nel metallo (nel tuo caso quelle che comunque finirebbero sotto un ipotetico habaki)

 

In ogni caso, complimenti :prostro:

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è ferro oppure acciaio molto dolce , come si usa per gli scalpelli da muro .

 

Conviene lavorare materiali più meritevoli delle cure , del tempo e delle attenzioni che occorrono per farli .

 

Ho notato che hai la tendenza a fare un ogivazione verso il filo , a che cosa è dovuta questa scelta?


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è ferro oppure acciaio molto dolce , come si usa per gli scalpelli da muro .

 

Conviene lavorare materiali più meritevoli delle cure , del tempo e delle attenzioni che occorrono per farli .

 

Ho notato che hai la tendenza a fare un ogivazione verso il filo , a che cosa è dovuta questa scelta?

E' stato usato uno scalpello per marmo,tipo quello postato sopra, sono,questi tipi di scalpelli, usati per lo sgrosso del blocco, generalmente si adoperano dei mazuoli fino a 1500 grammi, sono come si dice in genere "ad alto tenore di carbonio" lo stesso che si adopera per lame, è la seconda volta che posti Conviene lavorare materiali più meritevoli delle cure , del tempo e delle attenzioni che occorrono per farli ., dimmi cosa intendi, l'ogivazione verso il filo non penso che si possa definire una scelte semmai un mio limite, mi torna meglio.


"accorciati la firma". Ernst Jünger

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E' stato usato uno scalpello per marmo,tipo quello postato sopra, sono,questi tipi di scalpelli, usati per lo sgrosso del blocco, generalmente si adoperano dei mazuoli fino a 1500 grammi, sono come si dice in genere "ad alto tenore di carbonio" lo stesso che si adopera per lame, è la seconda volta che posti Conviene lavorare materiali più meritevoli delle cure , del tempo e delle attenzioni che occorrono per farli ., dimmi cosa intendi.

 

Per esperienza diretta intendo che non si può essere sicuri del materiale impiegato per fare un utensile , mi è capitato di fucinare delle cosette derivate da attrezzi vari con insufficenti risultati sulla tenuta del filo ... Cosa che non succede se si parte da barre-tondini-piattine di acciai di cui si conosce la composizione e le caratteristiche .


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