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Funboy

Do E Jutsu,differenza...

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Allora il discorso è un pò complesso ma cerchiamo almeno di buttare giù le basi per una discussione.

Diciamo che la distinzione tra JUTSU e Do risale a tempi relativamente recenti, quando si cominci? a parlare di BUDO in contrapposizione al Bu-Jutsu.

Fino a quando i Samurai erano ancora solamente una classe militare e di guerieri le loro arti marziali erano Jutsu, cioè costituite sopratutto per fini pratici, violenti di difesa e attacco contro un altro essere vivente, poi per? venne l'era Tokugawa e tutto cambiò.

Il Giappone divenne un paese "pacifico" e chiuso in se stesso nel quale i Samurai doverono ricavarsi un posto pi? da politici e burocrati che di guerrieri, anche se le lotte violente interne continuavano sempre.

In questo contesto molti maestri cercarono di non far scomparire le loro arti millenarie e quindi le trasformarono in qualcosa di diverso, di più utile alla mente e allo spirito, così cominciarono a trasformarsi in DO, in Vie per la ricerca della perfezione e dell'illuminazione in certi casi.

Quindi uno stile di vita, con un etichetta ben precisa, con una "filosofizzazione"(!) delle antiche arti di guerra e di morte.

Ciò avvenne per le più importanti, cosi il Maestro Ueshiba creò l'Aiki-Do dalla pericolosissima arte di difesa a mani nude dell'Aiki-Jutsu, il M? Kano creò dal più pericoloso e sempre mortale Ju-Jutsu il Judo per dare futuro alla tradizone Giapponese e per guidare le generazioni future su una retta VIA.

Lo Iai-Jutsu era l'arte di estrarre la spada e colpire quasi simultaneamente, poich? come avevano visto molti samurai quei decimi di secondo persi per l'estrazione spesso volevano dire la morte, così si crearono sempre più sottili differenze nella posizione delle dita, del fodero, della stessa katana nell'obi per attaccare a seconda dell'esigenza un avversario da dietro, due avversari contemporaneamente ,ecc.

Anche lo Iai-Jutsu si è trasformato in Iai-Do, una via che con la concentrazione e la raffinatezza dei movimenti(antichissimi e codificati)portano a un miglioramento interiore e non solo.

Però importante per chi pratica lo Iai è il Kendo(derivato anche esso dal mortale Ken-Jutsu), nello Iai non c'è il contattto con l'avversario, il tutto è solo visivo, mentre il Kendo ti da la senzaione del vero combattimento, ti fa capire cosa vuol dire prendere lo SHINAI(spada di fatta di liste di bambù) sulla testa o sul ventre facendoti entrare a contatto con la realtà e preso con lo giusto spirito anche con la morte, perché sei consapevole che se l'arma fosse stata vera saresti morto.

Questo ti accelera i sensi, l'istinto, i riflessi e sopratutto la concentrazione ma solo nel caso in cui hai il giusto rispetto per quel che stai facendo, non è un combattimento di mazzate con bastoni di legno ma un affrontare in ogni momento se stessi e il propio avversario con consapevolezza.

A noi in palestra insegnano a non prendere lo SHINAI in mano dalla parte della ipotetica lama perch? ci si taglia, oppure a non posarlo di punta perché si spunterebbe.

Sono cose importanti ma forse ci? che sarebbe dispiaciuto ai grandi maestri come Kano sarebbe stato propio vedere stravolgere ciò che era la loro idea di DO, ormai il JUDO come il KENDO sono diventate sopratutto discipline sportive dove si allena il corpo al 90 %, dove la preparazione fisica, la forza e la brama di vittoria sono fondamentali e al primo posto, ma per loro non era così.

Loro volevano utilizzare la giusta VIA per scopi più grandi e magnifici, ma per fortuna c'è ancora qualcuno che la pensa così e io sono uno di quelli e anche i miei maestri.

 

A presto :arigatou:

 

Funboy


Le parole possono ferire, il silenzio può guarire. Sapere quando è opportuno parlare e quando invece tacere è compito dei saggi.

La conoscenza può ostacolare, l'ignoranza liberare. Sapere quando è opportuno conoscere e quando ignorare è compito dei profeti.

La lama, indifferente a parole, silenzio, conoscenza o ignoranza, taglia in modo netto. Questo è il compito dei guerrieri.

(Suzume no Kumo)

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Grazie ancora.Dunque,detto in maniera semplicistica,il "do" sarebbe un metodo,una "via" pi? pacata e meno violenta di imparare la medesima arte (sia essa "ken","aiki",o "ju").

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bellissimo post Fun, grande come sempre :05laugh:

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Grazie Fun, mi interessava proprio...

Ma per quanto possiamo praticare oggi in italia il jujutsu ? ancora a livelli di violenza effettiva? cio? in cosa consiste la pratica di quest'arte ai giorni nostri?

 

Comunque, anche se il judo abbiamo visto che ? diventato uno sport a tutti gli effetti, io ritengo che la ritualit? della pratica, volta sempre al rispetto dell' avversario e al controllo su s? stessi formi gli atleti sempre sulla via del bushi.

In fondo credo che Jigoro Kano non si stia ancora rivoltando nella tomba...



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No assolutamente, il Ju Jutsu in Italia non ? violente , tutto dipende da chi lo insegna e dall'inteligenza di chi riceve.

E' "violento" nel senso di efficacia poich? prevede spesso al termine della tecnica la rottura di un articolazione piuttosto ch? la lussazione del collo o un altro genere di tecnica sull'avversario, ma sempre con fini pratici diretti e risoluti.

B? Yama non la penso cos? sinceramente, la maggior parte dei praticanti di Judo(per lo meno la moltitudine che conosco io) non sanno neanche che cos? un BUSHI, non hanno nessuna conoscenza storica o linguistica della tradizione a cui si rifanno praticando la loro arte marziale.

Sicuramente tiene molti ragazzi lontani dalla strada e gli dona disciplina e rispetto, ma non nello spirito dell'antico Giappone.

Prova a chiedere a un praticante di Judo che consoci qualche nozione e vedrai che rimarrai deluso, a menoch? non prenderai un vero appassionato come noi che ci troviamo in questo forum.

A presto

 

Funboy


Le parole possono ferire, il silenzio può guarire. Sapere quando è opportuno parlare e quando invece tacere è compito dei saggi.

La conoscenza può ostacolare, l'ignoranza liberare. Sapere quando è opportuno conoscere e quando ignorare è compito dei profeti.

La lama, indifferente a parole, silenzio, conoscenza o ignoranza, taglia in modo netto. Questo è il compito dei guerrieri.

(Suzume no Kumo)

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Ciao a Tutti, e grazie a Funboy per avermi invitato qui :-)

 

Vorrei confermare anchio quanto detto, ho praticato Judo per 12 anni da agonista, e , purtroppo, non mi ? mai stato insegnato un Kata, la filosofia del Judo era relegata al ruolo minimo, e tutto si basava sui risultati sportivi.... solo da qualche anno il mio club ha cambiato strada e sta insegnando i Kata, ma il 90% ? ancora preparazione fisica... Ho visto personalmente una ragazza arrivare alla cintura nera conoscendo una sola tecnica (morote seoi naghe) , tirata in maniera incredibile e con una velocit? pazzesca, ha visto tutto quello che poteva vincere ed ? arrivata terza alle nazionali.... ma, per me, non ? una judoka, ? solo una grande sportiva.

Io mi sono talmente stufato che ho abbandonato la Via per dieci anni, salvo poi ritornare a fare Jujitsu, in cui invece manca completamente l'aspetto agosnistico e i Kata sono assolutamente meravigliosi....

 

Saluti

Changeling

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Da appassionato praticante di discipline che finiscono con -jutsu e da modesto interessato all'argomento credo sia giusto comunque dire ceh questa distinzione così netta è caratteristica soprattutto di noi occidentali, mentre in Giappone è molto più sfumata (o almeno lo è stata in passato) e su questa ancora si marcia molto oggi. Aggiungo un pezzo scritto da me su un altro forum, un estratto proprio sulla differenza tra -jutsu e -do

 

Nelle forme -jutsu, sono di fatto, contenuti anche tutti gli insegnamenti teorici e filosofici che si hanno nelle forme -do, ma spesso non vengono sufficientemente approfonditi o insegnati. E' anche onesto riconsocere, comunque, che le forme -do hanno fatto dello studio filosofico uno dei principi basilari, spesso semplificando la tecnica. Si tratta un po' della stessa moneta che mostra un po' più una faccia a scapito dell'altra.

Mi permetto anche di aggiungere che l'errore spesso è dovuto ad un duplice fatto e cioè un eccessivo attaccamento ai nomi degli occidentali e l'opera di divieto imposto dagli Alleati al termine della II guerra mondiale. L'eccessivo attaccamento al nome non si riscontra in Giappone, dove la sfumatura è molto più lieve tra -do e -jutsu. Un esempio di questo è il termine Aikido, che da alcuni maestri era usato per definire l'aikido insegnato anche attualmente (con ampio spazio alla filosofia) e per altri era un termine equivalente al suo antenato più "bellico" (aikijujutsu). Molti maestri, poi, per poter vincere la diffidenza degli Alleati che occupavano il Giappone, spesso acquisirono il suffisso -do per poter continaure a preservare e insegnaer la loro arte


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Assolutamente d'accordo. Recentemente ho letto il libro (peraltro fortemente consigliato) "Lo spirito guerriero del Giappone", E.J. Harrison, Ed. Luni, che offre un emraviglioso spaccato del Judo e delle altre discipline insegante in Giappone ai primi inizi del secolo scorso. Il Judo, per chi conosce, viene descritto in modo estremamente simili, per non dire identico, ad uno stile di Jujutsu. Veramente consigliato come testo! :cool:


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concordo anchio, la confusione nasce da come un maestro occidentale ti spiega alcuni concetti e dalla sensibilità di chi pratica , funboy bacia il tuo maestro da parte mia (finalmente qualcuno che fa impugnare lo shinai come una spada...) poche persone in italia praticano kendo o ken (tante volte si vede di jodo e non kendo) non si approcciano a un 'attrezzo' come lo shinai o il bokken trattandolo come una lama, anche questo fa parte della 'filosofia' del jutsu. come nollo iai abbatti un avversario immaginario che ti si pone davanti nel kenjutsu o o nel kendo tratti un pezzo di legno con la cura e il rispetto che porteresti per una nihonto.

la filosofia nelle arti marziali dovrebbe essere insegnata con la stessa cura con cui si allena il corpo, questo tante volte non c'è

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Attenzione pero' che come viene dato il men nel kendo non e' un kirioroshi profondo. Impugnando la shinai come una spada si irrigidiscono le spalle. Il tenouchi nello iaido, o nei kata di kendo, e' eseguito per un colpo che taglia dalla testa all'ombelico, mentre nel kendo il taglio si deve fermare all'altezza degli occhi... Questa sostanziale differenza, assieme comunque ad altre, giustifica un tenouchi diverso a seconda che si impugni una shinai o una spada/bokken.


______________________
Giuseppe Piva
www.giuseppepiva.com

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Vero e concordo con quanto dice Giuseppe, ma credo, e spero di non sbagliarmi, che Matteo facesse più un discorso di atteggiamento ed etichetta, piuttosto che di sostanza. Purtroppo, ad oggi, l'ateggiamento nei conrotni dell'etichetta è diventato un po' troppo lasso e questo, a quanto posso dire personalmente, ricade anche nella pratica. A quanto vedo nel dojo, ad esempio, generalmente il livello di zanshin è volutamente a volte un po' troppo lasso e questo, a mio parere, non può che essere vissuto come una mancanza abbastanza grave, ce si deve cercare di correggere, che si pratichi un -do o un -jutsu.


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Su questo sono perfettamente d'accordo: nel mio dojo non transigo sui comportamenti, sull'abbigliamento, eccetera... Non avevo capito si trattasse di una figura retorica, l'impugnare lo shinai come la spada :ichiban:


______________________
Giuseppe Piva
www.giuseppepiva.com

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Si Giuseppe il senso era quello, uno shinai taglia come una spada perchè deve essere una spada per chi pratica.

 

Fun


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La conoscenza può ostacolare, l'ignoranza liberare. Sapere quando è opportuno conoscere e quando ignorare è compito dei profeti.

La lama, indifferente a parole, silenzio, conoscenza o ignoranza, taglia in modo netto. Questo è il compito dei guerrieri.

(Suzume no Kumo)

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mi sono spiegato male, il mio discorso è in parte filosofico e in parte etichetta, non intendevo tecnica applicate. se aveste visto fare kendo (o almeno loro lo chiamavano cosi...) con manici si scopa (queta non è un'immagine retorica) diventereste più estremisti di me.... cio che indendo per impugnare come una spada è l'atteggiamento e i colpi che si portano, tante volte si vedono bastonate e non fendenti, in questo caso dico di trattare il bokken o lo shinai com una lama... non so se mi sono spiegato bene...

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E' quello che dicevo io Matteo, se si pratica l'arte di combattere con la spada allora la si deve usare come tale, indifferentemente se sia anche un manico di scopa.

 

Fun


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La conoscenza può ostacolare, l'ignoranza liberare. Sapere quando è opportuno conoscere e quando ignorare è compito dei profeti.

La lama, indifferente a parole, silenzio, conoscenza o ignoranza, taglia in modo netto. Questo è il compito dei guerrieri.

(Suzume no Kumo)

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esatto, che sia uno shinai un bokken un katana un manico di scopa o un giornale arrotolato se nel tuo profondo stai brandendo una spada tutto questo diviene una spada

mi è stato insegnato che se lo spirito è giusto anche la spada sarà giusta...

ma ci DEVE essere lo spirito, la mera tecnica non basta come la sola forza fisica (chi pratica aikido lo sa...)

tenere una spada in mano è relativamente facile, brandirla con la consapevolezza e il dovuto spirito... questa è la vera sfida (anche se sfida non è il termine appropriato)

questo vale anche per le arti da corpo a corpo, e anche nella vita...

qualcuno diceva veloce come il vento distruttore come il fuoco calmo come la foresta e irremovibile come la montagna...

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