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Chanbara e la scherma tradizionale

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Proprio per scrupolo si potrebbe chiedere a qualche praticante di ninjutsu o Aikido se riconoscono qualcosa delle loro pratiche.

 

G.

 

per pietà, lascia fuori l'Aikido da questa roba, niente a che vedere con l'Aikiken; questo sport mi sembra un po' troppo un "giochino" ma per buttar giù qualche chilo non deve essere male :vecchiocinese:


Maurizio

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La Box utilizza i guanti perchè altrimenti l'incontro non durerebbe più di un round.

Il kendo utilizza bogu e shinai per lo stesso motivo.

Ma entrambe insegnano a colpire/tagliare (anche se negli ultimi anni al Kendo si è affiancato lo Iaido proprio perchè forse ci si era accorti che si stava perdendo la connessione Shinai = Shinken).

Il Chambara, da quel che si vede, ed a partire proprio dalla definizione dello stesso, non insegna ciò che il simulacro vorrebbe pretenziosamente rappresentare, ma a colpire con tubi di gomma.

Quindi sintetizzando il Chambara è lo sport del colpire l'altro con tubi di gomma, ed in questo non vi è nulla di male se è chiaro che con la spada giapponese non ha alcun legame.

 

IMHO


"come le belle donne, anche le spade, ad un certo punto si stancano di essere solo osservate"

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Tempo fa ebbi, in altro luogo, una discussione animata con alcuni praticanti di questo sport. Il motivo del contendere è che era stato data ampia pubblicità ad un articolo dove si ricordava il titolo conquistato dal team italiano. Fin lì nulla di male, il problema era che neanche tanto velatamente, su quello scritto si dava ad intendere come questa disciplina fosse l'eredità delle arti tradizionali nipponiche. A torto o a ragione ritenni doveroso esprimere il mio dissenso riguardo una simile ipotesi. Lì mi trovai di fronte a due atteggiamenti diversi dei praticanti di chanbara che prontamente intervennero a difendere la veridicità di quanto scritto dal giornalista. Chi cercava almeno a parole, di negare si trattasse di un'arte marziale pur salvaguardando il concetto di come alla fine per imparare alcune basi si fossero ispirati ad alcune arti del budo e chi invece cercava di darle connotazioni specificatamente marziali facendo esempi che personalmente trovai molto dubbiosi. Fatto salvo il diritto di ciascuno di fare quello che meglio crede (siamo in un paese libero), non si può pretendere che chi di scherma tradizionale nipponica intende qualcosina (sia esso Kendo, Kenjutsu o Iaido), possa essere concorde nel definirlo un'eredità della propria pratica. Un pò come per l'accademia jedi di Milano, dove con le finte spade laser vengono riproposti i combattimenti delle due triologie di Geroge Lucas, ma dove anche, per qualcuno di quei "padawan in erba", in fondo si stavano mettendo le basi per una nuova forma "marziale" con tanto di filosofia per la crescita interiore alla base. All'obbiezione che magari i jedi non esistono, che non mi risulti si possa andare per strada come Darth Vader a strangolare la gente a distanza e che salti fenomenali e megavelocità della forza le possiamo ottenere al massimo alla playstation, mi fu risposto che in fondo anche le arti tradizionali classiche non hanno più applicazione reale, non combattendo oggi più nessuno con la spada per strada.

Potete immaginare il mio commento.

Cordiali ed Aiki saluti


Veloci come il vento,

Fermi come la foresta,

Temibili come il fuoco,

Immobili come la montagna.

Takeda Shingen

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grazie mille per il tuo intervento

Modificato: da Matteo

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Anche io condivido la posizione di Sandro, Matteo e Robywankenoby. ANche solo guardando il mezzo di pratica, le modifiche sono così profonde che risulta estremamente difficile poter rapportare le tecniche del kenjutsu o anche del kendo al chambara. Un episodio simile lo ebbi quando, nella mia sciagurata gioventù, provai a fare qualceh sessione di GIoco di ruolo dal Vivo. Le armi utilizzate erano in lattice e pesavano poche centinaia di grammi.Permettevano evoluzioni fantascientifiche e colpi da film. Poi arrivarono i ragazzi di FISAS che mi misero in mano uno dei loro strumenti.


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... Poi arrivarono i ragazzi di FISAS che mi misero in mano uno dei loro strumenti.

 

Decisamente affascinante. Immagino tu sia iscritto.


E quando tornerete a casa dite: Ho sentito cantare un angelo, con le ali di marmo e raso.

Gianni

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Decisamente affascinante. Immagino tu sia iscritto.

 

Non sono iscritto, ma li conosco molto bene e godono la mia massima stima. Si tratta di persone che incarnano quello che io potrei definire a miglior comprensione di questo forum, il budoka che percorre il Do.

 

coraggio luca ogno ha i suoi scheletri nell'armadio 17gocciolone.gif

 

:marrotolo: Lo so. Parentesi di esperienza passata, che non nego essere stata estremamente divertente. E, se vogliamo, anche istruttiva, dato che molto di quello che ho imparato su tecniche di costruzioni e materiali viene da lì, oltre che da mio padre e dal mio falegname!


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Concordo con quanto detto da Granati Sensei. Non credo che nessuno qui presente voglia far discendere il Chanbara dalla scherma tradizionale giapponese, non vi sono neanche lontanamente delle basi su cui asserire ciò. Quello che mi preme è solamente non sminuire nessuno, il rispetto per gli altri è la prima cosa che apprendiamo nelle nostre rispettive discipline :arigatou:

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Scusate se mi inserisco nella conversazione, per così dire, a freddo ma ricordo che il mio maestro di Katori Shinto Ryu parlava tempo fa di una sua conversazione con il maestro Sugino (figlio) proprio sul così detto Chambara, che era il nome che dava alla scherma da film, molto esagerata e, per l'appunto, teatrale.

Tale scherma in giappone è studiata molto seriamente ed ha basi molto solide (anche per evitare la morte di attori o comparse). Il maestro Sugino (padre) stesso, collborò con Toshiro Mifune (così ho saputo) per la coreaografia di scontri e duelli e molti maestri di scuole antiche si misero a disposizione del cinema in quanto ad alcuni registi il kendo moderno sembrava, per l'appunto, troppo moderno e diretto.

Francamente non trovo che lo sport di cui si è parlato sopra abbia molto a che fare con la nobilissima arte della scherma teatrale e cinematrografica (i Fight Team oggi in azione in molti set sono spesso composti dai migliori professionisti delle arti marziali), a differenza, invece, dello studio del Kenjutsu tradizionale e dei suoi Kata.

Pur non avendo niente in contrario alla sua pratica (ognuno è liberissimo d'avvicinarsi al Budo come meglio sente e crede), trovo poco rispettoso che gli adepti ne parlino come di un modo "nuovo" d'avvicinarsi alla scherma in contrapposizione con quello tradizionale ed il suo fregiarsi d'un nome che, invece, deve molto alla tradizione. :vecchiocinese:

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Ciao Kasumi, grazie per il tuo intervento che è stato molto esplicativo. Certamente ciò che dici è esatto, ciononostante non mi sembra che si sia presentato nessuno a proclamare il Chanbara come nuova Via della spada giapponese; sicuramente è innegabile che essa sia un nuovo modo di avvicinarsi al Budō, soprattutto se con questa parola intendiamo delle Scuole tradizionali. Personalmente non ho mai visto un bambino di dieci o dodici anni praticare Koryū, mentre ce ne sono un' infinità che fanno Kendō a partire dalla più tenera età. Alcuni praticano Chanbara, uno sport creato comunque da uno Yūdansha di Kendō, Tanabe Tetsundo; starà poi a loro decidere su quale strada continuare. Nella Scuola di Tennen Rishin, ad esempio, tutti i miei Senpai vengono dal Kendō, non c'è nessuno che abbia cominciato con il Kenjutsu, nemmeno il Sōke stesso. Per quel che ho potuto leggere, almeno sui siti giapponesi, non mi sembra che possa esserci nessuna rivalità tra i praticanti di Chanbara e Kenjutsu, anche perchè probabilmente i primi non sanno nemmeno cosa sia il Kenjutsu o lo Iai, come del resto il 90% dei giapponesi. Non nego che ci sarà qualcuno che afferma la superiorità dello Sport Chanbara (questo il nome ufficiale) su tutte le altre arti, ma allo stesso tempo conosco tanti praticanti (qui in Giappone) che ancora spendono il loro tempo a discutere su cosa sia meglio tra Hokushin Ittō Ryū e Shingyōtō Ryū :arigatou:

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Quindi, Sandro, mi pare di capire che anche i praticanti nipponici non sono esenti dalla sindrome "meglio questo di quello"?


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E' esattamente come dici Benkei. Ovviamente non sono tutti così i praticanti, ma qualcuno che ragiona in questo modo c'è. L'esempio a cui mi riferivo prima (tra Hokushin Ittō Ryū e Shingyōtō Ryū) è una cosa a cui mi è capitato di assistere circa un paio di mesi fa. Penso che anche tu, Benkei, avrai avuto modo di rendertene conto nella tua lunga esperienza :arigatou:

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Matteo, come hai fatto a capire che mi riferivo a persone di una certa età? :arigatou:

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esperienza...... he he he

per alcune cose il cervello dei giapponesi è fermo all'epoca sengoku.... è brutto da dire ma mi sono scontrato molte volte con questo "aspetto"

che nelle arti tradizionali trova la sua massima espressione

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Sì, certo, la spinta al confronto è inevitabile, tanto più se il praticante è esperto. Temo, tuttavia, che tali elementi di critica più o meno positiva siano un'attitudine degli ultimi 80 anni, laddove il confronto tra le koryu è venuto progressivamente a mancare. Probabilmente se la forma fosse affiancata da elementi di confronto libero, vedremmo molto più autocritica e molto meno ego. Appena mi sarà possibile, circostanzierò questa mia affermazione (scusate, ma i ltempo è tiranno!)


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Sono perfettamente d'accordo con Benkei, del quale attendo con ansia il prossimo intervento :arigatou:

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