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benkei

Peccato o Vergogna?

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Mentre leggevo Giappone Mandala di Maraini, mi è caduto l'occhio su una didascalia che non avevo notato prima. La didascalia riportava la differenza di concetto che esiste tra "colpa" tra Oriente e Occidente. In Occidente l'accento viene posto su relazione tra errore e peccato, mentre in Giappone tra errore e vergogna. Credo che tale fatto possa essere ricondotto alla morale religiosa radicata alle basi della cultura occidentale, a differenza di quella Giapponese che si fonda sul confucianesimo. In aggiunta a questo, poi, credo si possa mettere in relazione il concetto di peccato con il pentimento mentre la vergogna deve essere posta in relazione con l'espiazione.

 

VOi cosa ne pensate?

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Può essere che il peccato legato alla vergogna sia dovuto al Loro concetto di Onore per cui “ perdere la faccia” viene considerato un peccato.

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mi devo essere spiegato male...l'equazione era:

 

occidente --> colpa = peccato

 

giappone --> colpa = vergogna

 

non peccato = vergogna

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il nostro concetto di peccato ,deriva dal concetto stesso di peccato originale, un atto di disobbedienza al Dio della nostra religione, e come tale meritevole di punizione. per noi c'e' la paura della punizione, immediata o futura al momento del giudizio, legata a volte a forme di superstizione. in una forma filosofica della religione in cui non esiste un dio punitore, il concetto di peccato e quindi di colpa, e' legato nell'immediato al senso di vergogna per l'errore commesso, doveroso di espiazione per riconquistare l'onore perduto, come giustamente menzionato da voi. in una societa' orientale, il concetto colpa-espiazione, e' un fatto intimo che si riflette nel sociale, nella nostra religione il peccato e' un fatto sociale che si riflette nell'intimo, in quanto tutti (il sociale) siamo portatori del peccato originale che dobbiamo espiare con la punizione e il pentimento (l'intimo).

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Che in Giappone l’assunzione delle responsabilità sia sempre personale lo dimostrano anche gli ultimi avvenimenti di ministri o dirigenti d’azienda di cui abbiamo notizia anche tramite stampa.

Anche nel loro suicidio rituale, si contemplava il fatto che un samurai per affermare le proprie idee, ritenute errate dal Suo signore, mettesse in atto tale pratica per non venir meno a sé stesso.

Appunto per non”perdere la faccia”.

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il nostro concetto di peccato ,deriva dal concetto stesso di peccato originale, un atto di disobbedienza al Dio della nostra religione, e come tale meritevole di punizione. per noi c'e' la paura della punizione, immediata o futura al momento del giudizio, legata a volte a forme di superstizione. in una forma filosofica della religione in cui non esiste un dio punitore, il concetto di peccato e quindi di colpa, e' legato nell'immediato al senso di vergogna per l'errore commesso, doveroso di espiazione per riconquistare l'onore perduto, come giustamente menzionato da voi. in una societa' orientale, il concetto colpa-espiazione, e' un fatto intimo che si riflette nel sociale, nella nostra religione il peccato e' un fatto sociale che si riflette nell'intimo, in quanto tutti (il sociale) siamo portatori del peccato originale che dobbiamo espiare con la punizione e il pentimento (l'intimo).

 

La giudico una splendida analisi. In poche e semplici frasi hai riassunto un concetto a mio parere complicatissimo e ti ringrazio per questo. Credo che tu abbia centrato appieno il problema :ok:

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nello shinto è la purezza, ben piu che la fede, a farti entrare in contatto con il "divino"

solo l'uomo ritualmente puro , che segue tutte le prescrizioni sacrali nella vita di tutti i giorni, puo essere in ARMONIA con se stesso e la natura e di conseguenza rggiungere il contatto con la divinità

 

tutto cio che è IMPURO è KEGARE perche intacca l'integrità del corpo e l'omogeneita con il resto delle persone, intacca l'armonia del cormo quindi anche l'armonia del sociale

è impura la materia che fuoriesce dagli orifizi del corpo (avete capito a cosa alludo), il sangue, le mesturazioni, lo sputo il vomito etc.. tutto cio che fuoriesce dal corpo è impuro e quindi va tenuto lontano da se e dalla comunità (vedete in questo anche il lato pratico ovvero un regola igenica), il cadaver in putrefazione è impuro e verra purificato solo diverse sepolture

sono impurità ma non sono atte a condannare, l'uomo impuro torna puro purificandosi (il MISOGI), il rito di purificazione con l'acqua che però nel caso "morale" e non "pratico" non prevede anche una conversione interiore

il sague che circola dentro di noi non è impuro perche è dentro noi è come l'acqua che scorre in un fiume e che gli da la vita, quando questa fuoriesce diventa dannosa

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la colpa si forma come risultante di un'elaborazione etica , sia essa religiosa , sociale o maturata da forme esistenzialiste personali .

 

La risultante di una colpa elaborata da un etica sociale nasce da un evento vissuto come un infrazione delle aspettative comuni .. Verosimilmente l'origine della colpa è un errore che delude le aspettative di altre persone ( errore = colpa = vergogna ) .

 

Forme etiche tese verso l'individualismo ( farei prima a scrivere occidentali ) riperquotono l'errore verso l'ego per poi essere filtrata in un maggior realismo dell'es , da questo non nasce ne vergogna ne peccato ma un ridimensionamento o al limite amarezza o frustrazione .

 

Le religiosità basate , per l'appunto , sul peccato , forniscono una semplificazione esistenzialista in base a regole guida elettive .. Una specie di etica preconfezionata con linee guida mirate bonariamente al quieto vivere comune ma con effetti vari discutibili .

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La giudico una splendida analisi. In poche e semplici frasi hai riassunto un concetto a mio parere complicatissimo e ti ringrazio per questo. Credo che tu abbia centrato appieno il problema :ok:

 

concordo, in campo shinto il peccato di per se non esite, esite l'impurita alla quale si puo porre rimedio

 

 

 

:arigatou::arigatou:

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in una societa' orientale, il concetto colpa-espiazione, e' un fatto intimo che si riflette nel sociale, nella nostra religione il peccato e' un fatto sociale che si riflette nell'intimo, in quanto tutti (il sociale) siamo portatori del peccato originale che dobbiamo espiare con la punizione e il pentimento (l'intimo).

 

Non concordo perché anche secondo la "nostra religione" il peccato è un fatto intimo che si riflette nel sociale, e può essere viceversa. Non penso che possiamo così separare e stigmatizzare questi due modi di vedere il concetto di colpa espiazione tra le due culture. Risulta semplicistico ed errato secondo me.

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Non concordo perché anche secondo la "nostra religione" il peccato è un fatto intimo che si riflette nel sociale, e può essere viceversa. Non penso che possiamo così separare e stigmatizzare questi due modi di vedere il concetto di colpa espiazione tra le due culture. Risulta semplicistico ed errato secondo me.

 

forse oggi, ma fino a poco tempo fa, il peccato di un singolo si rifletteva sulla comunita'( e in certe associazioni religiose come i mormoni,gli amish, alcune sette ultraortodosse, lo e' ancora) e l'atto di pentimento doveva essere pubblico. in passato le punizioni ad un determinato peccato, erano pubbliche, e si arrivava alla pena di morte; certo erano i tempi del Papa Re, ma si parla poi di 150 anni fa.Certo la confessione e' un fatto privato, intimo, ma l'atto di dolore e' un fatto sociale. quello che volevo dire io, e' che la societa' occidentale, a maggioranza cristiana, ha una concezione sociale del peccato, della colpa, in quanto tutti portatori del peccato originale che dobbiamo far si che ci venga perdonato nel nostro intimo, e in quanto portatori della colpa , siamo socialmente peccatori e dobbiamo raggiungere il perdono individualmente

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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