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Rikugun Jumei Tōshō Kikakutō

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Gli standard delle spade dei tōshō riconosciuti dall'esercito

A proposito delle specificazioni delle spade

 

 

Durante il periodo bellico, come sarebbe stato opportuno chiamare le spade che i vari tōshō consegnarono agli arsenali dell'esercito?

 

L'ambito delle spade degli ufficiali è estremamente ampio, e anche volendo elencare le suddette come candidate per le Jumei Tōshōtō (spade dei toshō riconosciuti) o per le Jumei Tōshō Guntō (Spade militari dei tōshō riconosciuti), credo sia possibile chiamarle con un nome più appropriato.

 

L'esercito, con lo scopo di incrementare la produzione delle spade militari per gli ufficiali, a partire dal marzo del 17° anno dell' Epoca Shōwa (1942) attraverso tutti gli uffici provinciali di ogni prefettura del Giappone, radunò coloro che desideravano realizzare e fornire spade all'esercito tra tutte le organizzazioni di spadai e di artigiani che lavoravano i metalli. La condizione favorevole che incentivò gli spadai fu il fatto che tutti i materiali necessari per la produzione delle spade (tamahagane, hōchōtetsu e carbone di legna) vennero forniti dall'esercito stesso. Per ottenere il titolo che permetteva di consegnare una propria spada all'esercito, si dovevano forgiare due spade per poi portarle (od inviarle) presso l'arsenale della zona di competenza. Qui, le armi dovevano superare una varietà di rigidi esami; tra questi, quelli principali erano una prova di resistenza dell'acciaio sotto un peso, una prova di resistenza del mune e del piatto della lama, ed infine una prova del filo della spada. Se risultavano idonee a tutte queste prove, gli spadai venivano riconosciuti pubblicamente come "Rikugun Jumei Tōshō".

 

Premesso ciò, la domanda principale che mi pongo è questa: una volta divenuti spadai riconosciuti dall'esercito, che tipo di lame crearono quei tōshō? Chissà se la forma, le misure e l'efficienza delle spade facevano parte di una serie di "standard" unificati che l'esercito richiedeva? Questo è il dubbio che da sempre mi affascina.

Tuttavia in questa sede, dal momento che venne riportato sul "Documento di specificazione per la manifattura delle spade in dotazione all'esercito" apparso in "Ricerche sulla produzione delle spade" (pubblicato nell'aprile del 1942), e poiché ho più o meno compreso su che tipo di specificazioni si basassero le spade prodotte per l'esercito, presenterò di seguito il testo per intero.

 

A partire dal "Documento di specificazione per la manifattura delle spade in dotazione all'esercito" apparso in "Ricerche sulla produzione delle spade" elencherò ciò che di principale sono riuscito a comprendere.

 

1. Nello hagane e nello shintetsu doveva esserci un tenore di carbonio standard. (articolo primo, terzo comma).

 

2. Nel "Documento di specificazione per la manifattura delle spade in dotazione all'esercito" apparso in "Ricerche sulla produzione delle spade" non appare nessun disegno che sia esplicativo per quel che riguarda tutti i nomi e le misure di una spada. Esiste, tuttavia, uno schema che in qualche modo assomiglia ad una tavola di riferimento il quale illustra in maniera dettagliata le misure di ogni parte per quel che riguarda il sori, il mihaba, il peso e la lunghezza del kissaki. Si ritiene che tali schemi fossero cose che venivano distribuiti agli spadai. (articolo primo, settimo comma, decimo punto). Vi inviterei a guardare l'immagine sottostante.

 

3. Per quel che riguarda la lunghezza della lama vi era una divisione nelle seguenti tre categorie: lunga (grande), media e corta (piccola). Ognuna di queste lunghezze doveva avere un peso ben definito. Il nakago era fissato a sette sun (23 cm). (articolo primo, ottavo comma).

 

4. Sebbene venissero tollerate leggerissime differenze delle forme e delle misure rispetto a quelle standard, si era rigidissimi per quel che riguardava il peso. (articolo primo, decimo comma).

 

5. Nel momento in cui si consegnava la spada all'arsenale era d'obbligo capire quali esami fossero stati fatti. (ogni comma dell'articolo quarto). In particolare, venivano effettuati sulle spade consegnante un esame del filo (su due makiwara) e un test di taglio su di una lastra d'acciaio spessa due millimetri (articolo quarto, quarto comma).

 

6. Non so con quale frequenza venisse in realtà effettuato il cosiddetto "tatsugeki shiken", un esame eseguito a campionatura e senza preavviso. Si trattava di una prova nella quale con il piatto della lama si colpiva violentemente un tubo d'acciaio di 80 millimetri di diametro, verificando con ciò se la spada si incurvasse fino a 60° senza spezzarsi. (articolo quarto, primo comma, secondo punto).

 

Immagine2.jpg

2007 K Morita

 

Immagine3.jpg

Oshigata di jumei tōshō (da sinistra a destra): Imai Sadaroku (Niigata), Kobayashi Naotsugu (Yamagata), Tsukamoto Okimasa (Tōkyō), Hara Okimitsu (Shimane). (Le qui presenti spade non rientravano negli standard).

 

 

Shōkōyō Guntō Tōshin Kakō Shiyōsho

Documento di specificazione per la manifattura delle spade in dotazione all'esercito

 

Articolo Primo – La presente opera è realizzata come si vede nel disegno accluso secondo tutti i seguenti parametri. Inoltre è stata accuratamente polita per essere consegnata.

 

1. Da un punto di vista generale, la spada dovrà mostrare un perfetto equilibrio tra le misure e la forma attraverso un possente sugata; dovrà inoltre possedere un ottimo filo, essere dotata di una eccellente resistenza contro i colpi sul mune e sullo hira (piatto) e non dovrà spezzarsi facilmente.

 

2. La forma dovrà essere in shinogizukuri, con un sori (curvartura) che ricordi la parte superiore del torii di un santuario (kahyō).

 

3. La spada dovrà essere realizzata con tamahagane o hōchōetsu utilizzando del carbone di legna. Agli spadai sarà permesso forgiare utilizzando il metodo a loro più congeniale mescolato ad una struttura a durezza differenziata; ciononostante, essi dovranno rendere nota la tecnica che utilizzeranno prima di cominciare l'opera. Il tenore di carbonio dello hagane dovrà essere compreso tra lo 0,5% e lo 0,7%. Per lo shingane si dovrà effettuare la forgiatura più volte con lo scopo di far assorbire il carbonio allo hōchōtetsu, di modo che il tenore di carbonio presente tra i due metalli sarà, perlomeno, compreso tra lo 0,5% e lo 0,25%.

 

4. Lo hamon, per quanto liberamente possa essere realizzato, dovrà avere comunque una profondità di medio livello.

 

5. La forma del nakago, la limatura dello stesso (yasurishiage) e le incisioni dovranno essere particolarmente accurate; la firma dovrà essere conforme ad una normale decorazione sulla parte esterna, mentre il giorno, il mese e l'anno di produzione (oppure il ciclo sessagesimale) dovranno essere incisi in hakiura (portando, dunque, la lama appesa al fianco con la lama verso il basso la data verrà a trovarsi sulla parte interna del nakago).

 

6. Per quel che riguarda lo spessore (shishioki) della lama, il mune e lo shinogiji vanno resi piatti, lo hamaguriba dovrà presentare uno ji ed uno ha con una moderata forma ad arco, la superficie dovrà essere polita e senza irregolarità; si dovranno inoltre rendere con una linea curva oppure dritta le linee e gli angoli, dovrà esserci simmetria su entrambi i lati (omote ed ura) e senza usare rimanenze di pietra da affilatura o pietre ruvide, mettere ben in evidenza lo jihada e levigare lo ha lungo lo yakiba. Lo shinogiji ed il mune dovranno essere politi con i migakibō (asticelle in acciaio) e senza limare la zona intorno allo habaki polire come se si volesse far aumentare di poco il kasane nel punto di inserzione tra il koshinogi ed il munesaki. Non vengono infine permesse differenze, rispetto a quelle stabilite, delle dimensioni dello hamachi e del munemachi.

 

7. Il sori, il mihaba, il kasane, la lunghezza del kissaki e tutte le loro parti dovranno avere le stesse misure che sono indicate nel grafico.

 

8. La lunghezza ed il peso (1 monme = 3,75 grammi)

 

- Lunghezza della lama: corta (piccola) 2,0~2,1 shaku, 195~205 monme (731~769 gr)

media 2,1~2,2 shaku, 205~215 monme (769~806 gr)

lunga (grande) 2,2~2,3 shaku, 215~225 monme (806~844 gr)

- Lunghezza del nakgo: 7 sun

 

9. Tutto ciò che è a riguardo della diversa realizzazione tra spade lunghe, medie e corte è indicato a parte.

 

10. Mentre sarà possibile, a lavoro ultimato, accettare lievissime differenze delle misure e della forma rispetto a quelle indicate nel disegno allegato, non saranno permesse differenze di peso.

 

11. Chi temprerà la lama (compreso lo yakiire) e chi inciderà il nakago dovrà essere la stessa persona.

 

12. Nel caso in cui si voglia cambiare il metodo di forgiatura e la struttura a durezza differenziata si dovrà chiedere il permesso all'ufficio di competenza.

 

Articolo Secondo – In merito a dubbi sulla produzione attendere le indicazioni dell'arsenale prima di procedere.

 

Articolo Terzo – Deve essere fornita, su un foglio a parte, un accurato verbale di tutti i materiali utilizzati per la spada in questione.

 

Nel momento in cui materiali forniti non siano sufficienti alla produzione di tutti i lavori stabiliti si procederà al pagamento della somma mancante e alla fornitura di altro materiale; ciononostante, nel caso in cui l'insufficienza sia dovuta alla scarsità dei materiali si provvederà a fornirne dei nuovi, ma senza ulteriori versamenti di denaro.

 

I lavori in eccesso che saranno stati creati a causa della fornitura di nuovo materiale (compreso il materiale in avanzo e le opere incomplete), così come le spade che saranno giudicate non idonee, dovranno essere consegnate all'ufficio di competenza.

 

Articolo Quarto – Gli esami verranno eseguiti secondo le modalità riportate di seguito.

 

1. In maniera divisa, dovranno essere effettuati il tatsugeki shiken (prova d'impatto), l'esame del filo, di presentazione della lama stessa e l'esame dei materiali.

 

Il primo ed il secondo verranno eseguiti quando si porta ad ispezionare la spada per la prima volta (politura chūnagura), mentre l'esame dell'aspetto della lama verrà eseguito in un secondo momento (politura completa).

 

La prova d'impatto e l'esame della qualità dei materiali verranno eseguiti su di una sola spada secondo le necessità e a discrezione dell'esaminatore. L'esame del filo e dell'aspetto della lama dovranno invece essere eseguiti su tutte le spade.

 

2. La prova d'impatto si dovrà seguire colpendo un tubo d'acciaio (80 millimetri di diametro) con il piatto della lama, constatando se quest'ultima si incurvi di 60° senza spezzarsi.

 

In caso di esito negativo, attenendosi al regolamento, si ripeterà l'esame finché non vi sarà un lavoro che risulterà idoneo alla prova; si dovrà comunque attendere le istruzioni dell'ufficio di competenza prima di procedere alla realizzazione di una nuova spada.

 

3. L'esame dei materiali dovrà essere eseguito con il microscopio sulla sezione spezzata della lama, nel caso si verifichi quanto esposto nell'articolo precedente.

 

4. L'esame del filo dovrà essere eseguito sul makiwara (due stuoie da circa 10 centimetri di diametro) e su di una barra d'acciaio a durezza differenziata (con uno spessore di 2 millimetri e con una larghezza di 1 centimetro). Nella prima prova sarà necessario che la spada tagli oltre 12 centimetri di makiwara, nella seconda la barra dovrà essere tagliata in due senza che la lama riporti alcun danno (hakobore) o che si pieghi.

 

5. L'esame dell'aspetto della lama

 

(1) In generale, l'aspetto della spada dovrà mostrare equilibrio. Inoltre, le dimensioni, la forma ed il peso dovranno rientrare nei canoni stabiliti.

 

(2) La lama non dovrà presentare assolutamente nessuna intaccatura sul filo, nessuna apertura dello jigane e nessun difetto di tempra.

(

3) Il livello della politura dovrà essere esemplare in qualsiasi parte della lama.

 

Il punto di partenza di queste lame fu l'ordine, emanato dal reparto n° 5668 dell'esercito il 16 settembre del 13° anno dell' Epoca Shōwa (1938), di produrre spade militari. L'ufficio centrale degli armamenti dell'esercito ricevette quest'ordine ed il 16 agosto del 15° anno dell' Epoca Shōwa (1940) riunì i progetti e chiese al Ministro dell'esercito l'autorizzazione a procedere; quest'ultima venne concessa il giorno seguente. Nell'arco di quindici anni, utilizzando degli spadai selezionati, vennero create delle spade prototipo basandosi sul documento sopra riportato e a Toyama, presso la Scuola dell'esercito li presente, vennero svolti reali esami con lo scopo di mettere a nudo le capacità di queste spade. Il primo tentativo fu quello di dare uno standard alle spade giapponesi, che fino ad allora non ne avevano avuto. Contemporaneamente si mirò a creare un aspetto militare per le guntō da divisa. Si trattava di una "formalizzazione" della spada stessa. Il "documento di specificazione per la manifattura delle spade" sopra riportato fu una delle tante "formalizzazioni" che vennero indicate ai tōshō.

 

Il sottotenente Ofuji, il quale aveva il controllo della produzione di spade militari in qualità di direttore della fabbrica Sekiwake dell'arsenale dell'esercito a Nagoya, descriveva, nei suoi memoriali intitolati "Spade moderne formalizzate per l'esercito", le spade che i Jumei Tōshō avevano creato in maniera conforme a quelli che erano i criteri dettati dall'epoca.

 

C'è la possibilità che questo scritto fosse effettivamente lo standard al quale ci si riferiva.

Sui nakago delle spade che sono state consegnate a questo arsenale troviamo: 1) un'incisione a forma di stella, la quale indica che la spada ha superato il test dei materiali; 2) un'incisione a forma di stella ed un numero posti sul nakagojiri; 3) un'incisione a forma di stella e il sigillo di un esame sul nakagomune; 4) un' incisione a forma di stella ed un'altra piccola incisione recante la scritta "Seki".

 

Spade create prima che un tōshō fosse riconosciuto dall'esercito, anche se fatte nel periodo che stiamo trattando, venivano vendute direttamente senza essere consegnate agli arsenali dell'esercito. Su queste spade non si incideva ne il sigillo di un esame ne un numero.

 

Una spada che non riportava la data sul lato ura del nakago, anche qualora fosse stata conforme agli standard dell'esercito, non veniva in un primo momento consegnata agli arsenali di quest'ultimo. Inoltre, le "spade non conformi" che si discostavano ampiamente dagli standard delle misure indicate nel documento di specificazione e negli stessi disegni (che avevano dunque un kissaki troppo grande, un sori troppo profondo od un peso eccessivo) venivano vendute direttamente agli armieri oppure agli ufficiali senza essere consegnate. Queste spade non presentavano, dunque, ne incisioni di stelle ne di numeri.

 

Nel novembre del 18° anno dell' Epoca Shōwa (1943) venne organizzata su larga scala, ad Ueno e Matsuzakaya, una mostra sulle rikugun guntō intitolata "Le spade giapponesi per la battaglia decisiva" con il patrocinio dell'ufficio amministrativo per gli armamenti dell'esercito. Su di un pannello che recava scritto "A proposito delle lame Shōwa" erano esposte da una parte delle riproduzioni, dall'altra "spade da soldati" (zōheitō), "spade per la marina costruite con acciaio inossidabile" (taiseikōsei kaiguntō) e "spade che sono un tutt'uno con lo sviluppo dell'Asia" (Kōa Isshintō). C'è un'altra cosa che è bene ricordare a proposito delle lame Shōwa: una mostra di lame militari terminava sempre con un'altra esposizione, quella delle shinsakutō.

 

Vorrei infine fare riferimento agli spadai apparsi nella "Mostra della società per il supporto della tecnologia delle spade militari", organizzata nel Palazzo dei Militari nel dicembre del 19° anno dell' Epoca Shōwa (1944) con il patrocinio dell'ufficio amministrativo per gli armamenti dell'esercito. In questa esposizione di guntō venne fatta particolare menzione delle "spade da tameshigiri", delle "spade forgiate", delle "spade da soldati" e delle "spade con acciaio speciale".

 

Tra le "spade con acciaio speciale" vinse il titolo onorifico di presidente della Società per Azioni Tōyō Hamono una spada di 2,17 shaku con mei "Furutake".

 

Tra le "spade da soldati" la Società Seki Kyōshin presentò delle spade di Yoshimasa, Kaneshige, Yoshitada e Kanemasa; la Società per Azioni Hattori Guntō Seizō di Tōkyō espose una lama di Yorimasa.

 

Tra le "spade forgiate" prese un premio (nyūsen) una lama da 2,12 shaku di Okayama Ichihara Nagamitsu, spadaio riconosciuto dall'esercito.

 

Fonte: http://www.k3.dion.n...o/gunto_064.htm

 

Scusate per il ritardo :arigatou:

Modificato: da Musashi

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Grazie Sandro!prostro.gif Queste tue traduzioni sono linfa vitale per la nostra fame di conoscenza sul mondo delle lame giapponesi. Grazie di cuore e se puoi, continua con questo lavoro.

Ciao

Damiano

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Un lavoro prezioso per tutti e fondamentale per chi sia interessato all'argomento specifico.

 

Domo arigato gozaimashita :arigatou:


Un proverbio orientale recita: "La verità non suona bene all'orecchio".

Le persone, in genere, tendono a preferire le cose piacevoli alle cose vere:

Per quanto nelle mie possibilià, ricerco le cose vere ... anche se dovessi riscontrarle spiacevoli.

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Sottolineo che Sandro ha tradotto tutto direttamente dal Giapponese. :numerouno:

 

mi raccomando, cerchiamo tutti di aggiungere immagini e altre informazioni sull'argomento, questo deve essere un topic di studio collettivo, un occasione per tutti di creare qualcosa di bello.



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Mi associo anch'io ai ringraziamenti per questo prezioso lavoro che fa un po

più chiarezza nel nebuloso campo delle Gunto.

:arigatou:


Giuro sul mio Onore di Cintura Nera; di Preservare anziché Distruggere; di Evitare lo scontro anziché Confrontarmi; di Confrontarmi anziché ricevere del Male; di fare del Male anziché Storpiare; di Storpiare anziché Uccidere; di Uccidere anziché di Morire; di Morire anziché disonorare la mia Cintura.

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Ho ripostato con l'html abilitato così ora è più leggibile. Sandro puoi modificare il tuo messaggio devi scegliere tra le opzioni html abilitato oppure può farlo un admin. Se lo aggiustate potete eliminare anche quello che ho ripostato io.


Le questioni di maggiore gravità vanno trattate con leggerezza

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Non capisco perchè il mio primo messaggio sia diventato così. Sapete cos'è successo? :arigatou:

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Io l'avevo letto appena postato ed era come riproposto da Guybrush ci deve essere stato qualche problema con il programma

del forum

 

 


"accorciati la firma". Ernst Jünger

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Grazie Sandro per questa traduzione - sicuramente faticosa.

 

Due cose:

- chi è l'autore e che data approssimativa ha l'articolo ?

- se non non ho capito male dovrebbero essere allegate delle immagini. Sei in grado di inserirle ?

 

Grazie :arigatou:

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Ho modificato interamente il mio primo messaggio. Spero che non ci siano più problemi ora. Paolo, l'autore dovrebbe essere un certo Sig. Morita, mentre il documento di specificazione è il testo originale degli anni '40. Per quel che riguarda le immagini, l'unica presente è quella che puoi vedere guardando il link alla fine dell'articolo :arigatou:

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Scusate, avevo corretto una cosina e ho sputtanato l'html.... colpa mia. Grazie per la correzione Guybrush

 

Dunque, il gunto project prende forma con uno dei primi articoli!



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Sandro, grazie mille per aver speso il tuo tempo in questa traduzione! Il gunto-project prende davvero forma, finalmente un pò di ordine in quest'argomento che ci ritroviamo spesso tra le mani avendo però informazioni frazionate e a volte un pò confuse.

:arigatou:


<!-- isHtml:1 --><!-- isHtml:1 --><em class='bbc'>Insisti, Resisti e Persisti...Raggiungi e Conquisti!<br /><img src='http://www.intk-token.it/forum/uploads/monthly_11_2008/post-34-1227469491.jpg' alt='Immagine inserita' class='bbc_img' /><br /></em>

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Grazie Musashi, è stato davvero un piacere per me poter contribuire in questo modo. Ora mi occuperò dell'articolo sulle Gunsuitō. Se vuoi modificare qualcosa di quest'articolo fallo pure a tuo piacimento :arigatou:

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Grazie Sandro, ottimo articolo.

Hai contribuito a far crescere il mio interesse per le Gunto, che sino ad ora erano quelle che avevo snobbato di più .. :gocciolone:


Ognuno di noi nasconde dentro di sè una scintilla divina, basta saperla cercare.

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Di nulla Taito, è un piacere. Anche io grazie a questo articolo ho appreso molte cose che ignoravo in merito alle Guntō :arigatou:

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questo si che è un articolo interessante.... qualcuno ha qualche foto di una gunto approvata dall'esercito? (magari con quelle famose stelline in evidenza?)

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questo si che è un articolo interessante.... qualcuno ha qualche foto di una gunto approvata dall'esercito? (magari con quelle famose stelline in evidenza?)

 

Scusate ma non ho capito. Stiamo parlando di Gendaito. Giusto?

Lo scrivo perchè Thurin ha scritto gunto riferendosi alle Gendaito che riportano la stella (simbolo delle lame realizzate con la tecnica tradizionale)

 

Poi volevo chiedere, queste "restrizioni" sono state comunicate agli spadai nel 1942. Questo significa che le lame realizzate con le tecniche tradizionali antecedentemente al '42 non hanno subito questi standard imposti dall'esercito. Di conseguenza gli spadai erano più "liberi" di creare, e le lame naturalmente erano meno simili tra di loro. Giusto?

 

PS Quasi dimenticavo -> Grazie mille per l'articolo.


skilledlogo.jpg"Hana wa sakuragi, hito wa bushi" (花は桜木人は武士) che tradotto significa "Tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il guerriero".

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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