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Franc

Katakiriha Zukuri

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Leggendo il libro di Nagayama ho trovato alcune informazioni circa questa lama che ritengo interessante postare per la tipologia (ammesso che non mi sbagli) è Katakiria Zukuri credo, presente nel tardo Kamakura (e in quel periodo se non ricordo male erano in uso i bonji) e nel periodo Momoyama con tanto Katakiria Zukuri di circa 30 cm.

 

Nagasa 30,03-04 cm

Nakago circa 11,00 cm

Motohaba 2,8 cm

 

 

Sul lato Hira Zukuri sono presenti bonji e horimono

Sul lato Kiriha Zukuri è presente un bo-hi

 

Mi piacerebeb capire l'esatta epoca circa la firma allego foto del nakago ma è di difficile interpretazione date le condizioni

016.JPG

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Sotto la spada levata in alto vi è l'inferno che ti fa tremare;

ma va avanti e avrai la terra della beatitudine - Miyamoto Musashi -

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Ciao Franc, purtroppo le condizioni della mei non sono eccellenti. Ciononostante, leggo la firma come "Shinshū Jū Arimasa", ossia "Opera di Arimasa del Paese di Shinano". Cercherò di fare qualche altra ricerca in merito :arigatou:

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Ciao Frank,

 

lama interessante ma con buona parte delle sue caratteristiche ormai perdute causa le innumerevoli politure (o cattive politure) cui è stata sottoposta.

 

A) - Forma

L'immagine del lato Ura è troppo piccola e sfuocata; ti credo comunque sulla parola se dici che è del tipo Kiriha - in tal caso la lama,come dici tu è classificabile come Katakiriha zukuri.

Tali lame ebbero origine nel tardo Kamakura, divennero di moda nel Momoyama ed all'inizio del periodo Edo e ricomparvero poi nella prima metà del 1800.

Nel caso in oggetto, punterei ad una lama di inizio 1600.

 

B - Horimono

Sul lato Ura abbiamo un chiaro Koshibi in Kakinagashi mentre sul lato Omote (anche se quasi completamente raschiati via dalle politure) mi sembra di vedere un Rendai (in basso) sovrastato da un Sō (no) Kurikara

 

C - Mei

Per me è troppo rovinata - non saprei cosa dirti.

Forse Sandro saprà "estrarre" qualche cosa dalla ruggine

 

016.JPG

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Grazie a tutti per le informazioni, purtroppo hanno effettuato varie o pesanti politure sul lato hira zukuri abradendo il bonji.

 

 

Cercando su internet in base a quello che è riuscito a leggere Sandro nella ruggine ho trovato:

 

Arimasa Mutsu circa 970

Aritsune Shinano circa 1356

 

Posto anche queste foto cercando di facilitare a Sandro il compito di cercare di leggere

042b.jpg

042c.jpg


Sotto la spada levata in alto vi è l'inferno che ti fa tremare;

ma va avanti e avrai la terra della beatitudine - Miyamoto Musashi -

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Dopo la traduzione di Sandro ed in base alle nuove immagini, anche io confermerei: "Shinshū Jū Arimasa".

L'unico problema è che non sono riuscito a trovare nessun riferimento a questo forgiatore ossia ad un Arimasa che utilizzasse quei due Kanji (tra l'altro per il kanji MASA aggiunge 3 o 4 trattini ai cinque standard) e si dichiarasse come abitante nella provincia di Shinano.

 

In ogni caso, la lama postata da Mauri mi ha portato, con l'aiuto di Sandro, a scoprire un paio di cose che non conoscevo.

 

A) La lama è di Tadayoshi Shodai il quale (forse per pigrizia :happytrema: ) a volte non incideva i due Kanji di HIZEN ma solo il primo e quindi si firmava, come in questo caso, 肥忠吉 (HI TADA-YOSHI)

B) Lo Horimono di questa lama di Tadayoshi è realizzato da Munenaga

il quale non firma "banalmente" ma utilizza, al posto del termine Horimono, un sinonimo ossia "Kurimono".

In Ura abbiamo quindi il Mei 刳物藤原宗長 (KURI-MONO FUJI-WARA MUNE-NAGA)

 

Grazie ancora Sandro !

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Non riesco a farne a meno.aaarigatou.gif


"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

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Frank, giusto per un confronto, allego l'immagine di un Horimono, in buono stato di conservazione, composto da un Rendai (in basso) sovrastato da un Sō (no) Kurikara

 

so no kurikara.jpeg

 

Quest'horimono è inconfondibilmente di Kotetsu.

La lama di Franc credo possa essere Shinto.Lo spadaio in questione però è sconosciuto.Sono spiacente :arigatou:


La vittoria è di colui,

ancor prima del confronto,

che non pensa a sè

e dimora nel non-pensiero della grande origine.

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