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Hi - la scanalatura della spada giapponese

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ho sentito dire molte volte che le migliori lame "da pratica e utilizzo" siano le bizen per la loro conformazione

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Yama, concordo con te quando dici che le bizen in suguha sono quelle che da più parti erano considerate dai giapponesi lame "resistenti" (sia perchè l'acciaio non era nè troppo duro nè troppo dolce, per la base in nioi piuttosto che in nie o anche per i kitae utilizzati) ma ricordo anche che gli ashi furono introdotti in quel tipo di hamon - trasformandolo poi in choji o gunome - proprio perchè in caso di impatto perpendicolare al filo la lama non si spezzasse o, piuttosto che produrre una tacca limitata a quella porzione nei pressi dello ashi, la rottura si propagasse in linea orizzontale o diagonale dentro lo hamon.

Anche il fattore nie-nioi era sarebbe da considerare però con una certa flessibilità perchè è pur vero che tra una lama totalmente in nie e una totalmente in nioi, la prima è sicuramente quella più "fragile" ma è anche vero che ci sono lame miste dove convivono le due caratteristiche e che sono considerate indistruttibili.


<!-- isHtml:1 --><!-- isHtml:1 --><em class='bbc'>Insisti, Resisti e Persisti...Raggiungi e Conquisti!<br /><img src='http://www.intk-token.it/forum/uploads/monthly_11_2008/post-34-1227469491.jpg' alt='Immagine inserita' class='bbc_img' /><br /></em>

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Assolutamente daccordo Musashi, la mia era una teoria per giustificare quanto affermato da Otake Shinhan



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Scusate, ho pensato di postare qui questo articolo relativo alla resistenza delle lame della seconda guerra mondiale, con relative conseguene dopo codeste prove di resitenza, se volete spostarlo non c'è problema :) Lo allego da "nihontocraft.com"

 

The publisher of Token Kogei magazine, Omura Kunitaro, coordinated a sword-breaking test with the assistant of Sakasaki Shinzou on Feb.11th, 1937 at the Nagoya Shinbunsha. During that time, the Japanese Army had been fighting in the extreme cold weather conditions of Manchuria. The purpose of this experiment was to test the durability of Japanese swords in this type of environment.

 

Omura Kunitaro was from Hiroshima. He spent a year in America after graduating from high school. Later, he developed vast interest in Nihonto related topics and learned sword polishing from the Fujishiro family. Omura Kunitaro became quite active in the sword world and published a monthly magazine called Token Kogei (the craft of swords) from 1934 to 1944. Sakasaki Sinzou was a contemporary sword smith. He was recorded on the gendai smith list published in 1942 by Kurihara Hikosaburo Akihide.

 

The testing blades were first conditioned to -60 ° C. Then they were placed on two small pillows for testing one at a time. A blade stored at normal room temperature was used to cut the testing blade placed on the pillows. The Yagyu Ryu swordsman, Kurimoto Shinzo, performed the test cuts. The results were as follows:1) Norimitsu katana, ni-ji mei, Sue Bizen kazu uchi mono, bent upon a single cut. (This blade was the first tested and it was at normal room temperature )

 

2) Norimitsu katana, (Blade from test 1) After it was conditioned to -60 ° C, it was broken when struck.

 

3) Tadamitsu katana, Bishu Osafune Tadamitsu, Meiou 3rd year 2 month day, a well made sword with horimono, conditioned under -60 ° C, broken when struck.

 

4) Masaiye tanto signed Mihara ju Masaiye, era Choroku , conditioned under -60 ° C, bent and large ha-gire when struck.

 

5) Yamato-mono katana, mumei, Oei period, conditioned under -60 ° C, bent and large ha-gire when struck.

 

6) Muramasa tanto, mumei, 2nd generation, conditioned under -60 ° C, bent when struck.

 

7) Mino-mono wakizashi, mumei, Oei period, conditioned under -60 ° C, bent when struck.

 

8) Morimasa wakizashi, Bishu Osafune Morimasa, Oei 21 year 2 month day, conditioned under -60 ° C, big and deep shinae occurred on the ji when struck.

 

9) Mihara-mono katana, mumei, Tenbun period, conditioned under -10 ° C bent with three large ha-gire when struck. One of these ha-gire caused the blade to break.

 

10) Sue Shimada-mono tanto, mumei, conditioned under -60 ° C broken when struck.

 

11) Shinto Seki mono, mumei, heavy and thick tanto, conditioned under -15 ° C broken, one big mune gire and three ha-gire when struck.

 

12) Signed and dated gendai tanto, by Toukoto in mid autumn of Showa 11, modern steel alloy of Tungsten and Molybdenum, conditioned under -60 ° C bent when struck.

 

The above sword breaking tests are evidence that Nihonto do bend or break under extremely low temperatures. The cutting ability should be the first consideration for a Nihonto. Its beautiful appearance comes in second. A true Nihonto should fulfill the first requirement of being a weapon and that is to cut well. The beautiful appearance is only secondary. Art-sword theorists have the priority of this all wrong.

 

coldweather.jpg

 

 


Il pensiero sul non pensiero...

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Vedere anche: http://www.intk-toke...h=1entry15158

http://www.intk-toke...ch=1entry9600

http://www.intk-toke...h=1entry67129

http://www.intk-toke...h=1entry68367

su questo argomento sul forum si è molto dibattuto e la distruzione di alcune lame per i test è servita per migliorare la resistenza di altre che in un primo momento presentavano grossi problemi di utilizzo.

Quante tonellate di ferro saranno state consumate in prove per arrivare al prodotto Nhionto che ora tutti apprezziamo?

Modificato: da mauri

"accorciati la firma". Ernst Jünger

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Si ok ma in questo caso particolare si parla di distruggere pezzi di storia importante per soddisfare una curiosità e studiare l'acciaio per armi inutili per la seconda guerra mondiale! Mi piacerebbe sapere quante vite ha salvato o tolto una katana nella seconda guerra mondiale rispetto ad un arma da fuoco.

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grazie del riferimento yatoshi, nei link che ha messo mauri dovresti trovare anche la traduzione in italiano



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Grazie, felice di aver sollevato una discussione... si nella seconda in effetti non credo abbia avuto un ruolo determinante la katana...(diciamo che con la fine dei samurai non la più avuta e in oltre nelle battaglie era accompagnata da altri tipi di armi) ma soprattutto ho letto bene la prova e le conclusioni e a mio parere non sono nemmeno determinanti per avere dei parametri di resistenza... (se poi questi ci interessano veramnte) perchè le condizioni a cui le hanno portate sono irreali... saluti aaarigatou.gif


Il pensiero sul non pensiero...

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forse l'idea era di simulare il clima russo estremizzando ?

 

GTO


"come le belle donne, anche le spade, ad un certo punto si stancano di essere solo osservate"

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Da quel che ho letto si, ma sempre pensando di battagliare in Russia con la Katana, qusto riporta al discorso corretto di Yatoshi.....

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Yama, concordo con te quando dici che le bizen in suguha sono quelle che da più parti erano considerate dai giapponesi lame "resistenti" (sia perchè l'acciaio non era nè troppo duro nè troppo dolce, per la base in nioi piuttosto che in nie o anche per i kitae utilizzati) ma ricordo anche che gli ashi furono introdotti in quel tipo di hamon - trasformandolo poi in choji o gunome - proprio perchè in caso di impatto perpendicolare al filo la lama non si spezzasse o, piuttosto che produrre una tacca limitata a quella porzione nei pressi dello ashi, la rottura si propagasse in linea orizzontale o diagonale dentro lo hamon.

Anche il fattore nie-nioi era sarebbe da considerare però con una certa flessibilità perchè è pur vero che tra una lama totalmente in nie e una totalmente in nioi, la prima è sicuramente quella più "fragile" ma è anche vero che ci sono lame miste dove convivono le due caratteristiche e che sono considerate indistruttibili.

 

Scusa Musashi non ho capito una cosa: in fatto di resistenza è dunque meglio un hamon in suguha perchè essendo "piatto" non ha punti critici o un hamon ondulato che quindi per la sua forma in caso di lesione limita il danno al minimo?

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Poi avrei bisogno di un chiarimento sullo hi, forse è banale la domanda che sto per porre ma a me sembra motivata. Essendo lo hi un solco nella lama ha due bordi per lato, uno in prossimità dello shinogi e l'altro in prossimità del mune, prprio quest'ultimo, nell'atto del taglio non crea una sorta di "effetto gancio" (passatemi il termine) creando attrito attraverso il bersaglio? Voglio dire una lama senza hi e quindi liscia tra lo shinogi e il mune dovrebbe passare più facilmente attraverso un bersaglio...

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Scusa Musashi non ho capito una cosa: in fatto di resistenza è dunque meglio un hamon in suguha perchè essendo "piatto" non ha punti critici o un hamon ondulato che quindi per la sua forma in caso di lesione limita il danno al minimo?

 

Quando si arriva al punto in cui si forma una rottura se la lama è fatta a modo, vuol solo dire che si è andati oltre e questo a prescindere dallo hamon, potrebbe però voler anche dire che magari una lama con uno hamon più semplice veniva realizzata con valori principali diversi dal gusto estetico.

Siamo sulle supposizioni.

 

Poi avrei bisogno di un chiarimento sullo hi, forse è banale la domanda che sto per porre ma a me sembra motivata. Essendo lo hi un solco nella lama ha due bordi per lato, uno in prossimità dello shinogi e l'altro in prossimità del mune, prprio quest'ultimo, nell'atto del taglio non crea una sorta di "effetto gancio" (passatemi il termine) creando attrito attraverso il bersaglio? Voglio dire una lama senza hi e quindi liscia tra lo shinogi e il mune dovrebbe passare più facilmente attraverso un bersaglio...

 

Quello che in questo caso fa passare un corpo solido attraveso un bersaglio, a meno che non si tratti di carta è dato principalmente dalla velocità con cui arriva a colpirlo, per cui il peso che sprigiona, solo in un secondo tempo si può parlare della forma.

una lama che colpisce il bersagio con il solito fendente in punta o vicino alla sua impugnatura arrechera dei danni allo stesso in modo differente e questo non per la forma ma per la forza d'impatto.


"accorciati la firma". Ernst Jünger

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Ciao Mauri, in effetti Kubikiri spigiona sempre delle ....mentali utili(per questo grazie!!!!), le Famose lame Saijo O-Wazamono, erano sia con hi che senza?? Non ne trovo mezza....


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Ciao Mauri, in effetti Kubikiri spigiona sempre delle ....mentali utili(per questo grazie!!!!), le Famose lame che riportavano grandi doti di taglio, erano sia con hi che senza?? Non ne trovo mezza....

 

Ah ah è vero l'argomento Nihonto mi ha preso un sacco e spesse volte nella giornata mi sorprendo a ragionare su tanti aspetti legati all'argomento... Poi nascono i dubbi... E stresso voi! Meno male che ci siete!

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Quando si arriva al punto in cui si forma una rottura se la lama è fatta a modo, vuol solo dire che si è andati oltre e questo a prescindere dallo hamon, potrebbe però voler anche dire che magari una lama con uno hamon più semplice veniva realizzata con valori principali diversi dal gusto estetico.

Siamo sulle supposizioni.

 

 

 

Quello che in questo caso fa passare un corpo solido attraveso un bersaglio, a meno che non si tratti di carta è dato principalmente dalla velocità con cui arriva a colpirlo, per cui il peso che sprigiona, solo in un secondo tempo si può parlare della forma.

una lama che colpisce il bersagio con il solito fendente in punta o vicino alla sua impugnatura arrechera dei danni allo stesso in modo differente e questo non per la forma ma per la forza d'impatto.

 

E mettiamo caso a parità di velocità e punto del nagasa che va a colpire il bersaglio, lo hi limita o meno il passarci attraverso?

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