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Taito

Teca del Bargello, possiamo fare qualcosa ?

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La visita al Bargello di ieri è stata veramente illuminante ma, allo stesso tempo,
non ha fatto che amplificare la mia indignazione in merito a questa inaccettabile
decisione delle sovrintendenze.

Anche l' atteggiamento della responsabile della sala d' armi è stato molto irrispettoso nei nostri confronti,

non solo a detta mia .. come se la nostra comitiva fosse semplicemente una " fastidiosa irriverente parentesi "
per tale addetta ai lavori nel mantenimento della sacra ed immutabile staticità del museo
( in cui pare che anche il solo spostamento di un granello di polvere sia considerato un grave oltraggio ).

Plateale l' episodio in cui, all' apertura della teca per consentire una
migliore analisi dei Koshirae, con tono severo ci è stato imposto di richiuderla,
neanche fossimo degli sprovveduti atti a " minacciarne " il prezioso contenuto.
Noi, che forse meglio di tutti, conosciamo il valore di tali opere ed i modi di maneggiarle e conservarle.

Tra l' altro, come già sottolineato da chi c' era già stato, la teca quanto ad ingombro
non è di nessun impiccio, ed a mio parere personale, non mi ha dato l' impressione
di " rubare " spazio espositivo ad altre opere di maggior caratura.

Il fatto stesso di essere la testimonianza dello storico ( e forse irripetibile ) evento
di cui è stato protagonista il maestro Yoshihara nel novembre del 2006

( e di conseguenza l' anno successivo con la donazione al museo di una delle due lame
da lui temprate nella corte dello stesso ) la rende a mio parere molto più preziosa
di tanti altri oggetti d' arme presenti in quantità più che abbondante rispetto a ciò
che devono rappresentare.

Massimo Rossi, in rappresentanza della INTK, ha prestato tutta la sua passione e competenza

restaurando gratuitamente ( cosa che in Italia tra l' altro mi risulta sappiano fare con la dovuta
perizia solo un paio di persone … ) opere che sarebbero rimaste nell' oblio riportandole all' antico splendore.

Uno dei più grandi Maestri viventi ha omaggiato il nostro Paese con due sue
opere d' arte, a loro volta somma rappresentazione della più antica ed autentica tradizione Giapponese,

tra l' altro condividendone i " segreti " in un contesto pubblico.

Cose del genere non mi risultano accadere tutti i giorni, in un contesto ragionevole
e ponderato come minimo tali iniziative meriterebbero la valorizzazione in
una sezione dedicata, all' interno di un museo. O comunque che fosse data loro
visibilità, anche a rotazione in spazi diversi.

Destinare la teca ad un non precisato periodo di oblio che potrebbe protrarsi
all' infinito lo trovo veramente inaccettabile !!!

Se fossi nei panni di Yoshihara potrei anche considerarla un' offesa alla mia persona o come minimo

al mio lavoro ed a quello che rappresenta l' operato di una figura della mia rilevanza.
Fondamentalmente un oltraggio ad un prezioso omaggio di Cultura del mio Paese.
Potrei anche pretendere la restituzione della lama donata, chi potrebbe darmi torto ?


Scusate se mi permetto di scrivere " sopra le righe ", il mio intento senza mezzi
termini è quello di capire se da parte dei soci c' è la volontà di andare oltre alla passiva

rassegnazione e trovare la strada per reagire propositivamente alla soluzione di questa triste situazione.


Enrico


Ognuno di noi nasconde dentro di sè una scintilla divina, basta saperla cercare.

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Se ne deduce che per il futuro mai "donare" all'Italia, al massimo "concedere in comodato d'uso" all'Italia ;-D.

Davvero non c'è alcun presupposto per evitare che tali oggetti d'arte finiscano nella cantina del museo ?

 

GTO


"come le belle donne, anche le spade, ad un certo punto si stancano di essere solo osservate"

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E' ovvio che se ci fosse la possibilità di salvare in qualche modo la teca ve lo faremo sapere e ci attiveremo a riguardo.

Attualmente ci stiamo informando se è possibile trasferire in prestito o in qualsiasi altro modo le lame in un altro museo.

 

Se qualcuno ha CONCRETE possibilità di far interessare un curatore di un museo o qualche altro responsabile mi contatti direttamente.



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Passeggiando per il centro di Firenze ho trovato in una libreria una pubblicazione sulle lame del museo Stibbert. Sfogliandolo ho avuto l'impressione che il metallo di molte( E HANNO PUBBLICATO LE MIGLIORI), sia stato carteggiato... Quello che è successo sabato al Bargello è frutto di una vecchia cultura che oggi, non può che essere chiamata IGNORANZA. Non c'è rimedio diretto se non lavoro costante e regolare, senza farsi prendere dallo sconforto. Ricordiamoci che durante e nel primo dopoguerra, la cultura americana fuse centinaia di lame, per carenza di acciaio..Chissà dove sono finite le molecole di una Suishinshi Masahide piuttosto che di una Masamune. Ringrazio il direttivo e gli attivisti della INTK per quel magnifico, costante lavoro culturale e divulgativo che ci permette di crescere ogni giorno su un tema a noi così caro.

 

"Contro gli stupidi neanche gli dei possono nulla"

Letto su un libro di Isaac Asimov

 

 

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Ma non si può mandare qualche mail di protesta a qualche funzionario del museo, della sovrintendenza o del comune? Il Bargello resta aperto anche a tutti i soldi che ci fregano con le tasse, quindi magari avremmo anche qualche diritto....

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Dispiaciuto per non aver potuto partecipare alla visita al Bargello di sabato, ancora più dispiaciuto per la rimozione della teca con la spada di Yoshihara... dispiaciuto ma purtroppo non particolarmente meravigliato.

 

 

Pur unendomi al coro di chi vitupera tale decisione da parte del museo, della Soprintendenza o chi per essi, credo sia necessaria qualche considerazione anche alla luce del recente appello di YamaArashi che invita altri direttori di musei a farsi carico della lama di Yoshindo. Perciò le seguenti considerazioni non vogliono essere una giustificazione, ma un tentativo di capire, di intrepretare, e di essere realisti riguardo il futuro di questo pezzo.

 

Dunque, il palazzo del Bargello a Firenze è stato splendido e inusuale teatro della forgia di queste lame; inoltre, presenta una sala con armi e armature (perlopiù del Rinascimento europeo), per cui in quella sala appare logica e naturale la collocazione del prezioso manufatto giapponese quale esempio dell'arte orientale nella costruzione di armi. Bene.

Ma il Bargello è principalmente il museo delle scultura e delle arti applicate italiane ed europee: pochi sono i pezzi di provenienza extraeuropea, se si eccettua qualche manufatto islamico provenienete dalla donazione Carrand.

Inoltre, è del tutto inusuale che in questo museo trovi spazio un'opera contemporanea (un'eccellente precedente, eccezione che conferma la regola - che risale all'Ottocento - fu quando l'allora direttore del Bargello accettò in donazione la scultura "Pescatoriello" di Vincenzo Gemito: ci furono critiche per avere posto accanto a Donatello e Michelangelo l'opera di un artista vivente, e il direttore se la cavo con la sagace risposta "se non è un pezzo antico tra un secolo lo diventerà").

 

Per cui:

 

- la lama di Yoshihara è un manufatto di arte estremo orientale

- la lama di Yoshihara è opera contemporanea, di artista vivente

 

Secondo la concezione (rigida e vetusta) di museo quest'opera deve trovare collocazione altrove. Ma dove?

 

Il Bargello è un museo statale. Credo che se Yoshindo l'ha donata al Bargello, l'abbia donata allo Stato Italiano, che ne è proprietario. Non mi risulta che sia semplice (né che ci sia la volontà) di donare un tale pezzo ad altro Ente pubblico o Istituzione. Per cui la lama dovrebbe trovare spazio in museo statale.

Che io sappia, a Firenze musei statali nei quali la lama di Yoshindo possa trovare un degno contesto (vale a dire musei statali nei quale la sua collocazione possa avere senso) non ce ne sono.

 

Mi verrebbe in mente, vicinissimo al Bargello e pochissimo noto il Museo di Antropologia ed Etnologia, ricco di oggetti i più disparati provenienti dai quattro angoli del mondo, raccolti soprattutto nell'Ottocento da vari antropologi (c'è anche una piccola sezione giapponese con oggetti raccolti da Fosco Maraini). Ma detto museo, oltre ad essere molto meno prestigioso del Bargello, non è statale bensì di proprietà del'Università di Firenze.

 

Lo Stibbert? No, per due motivi: non è statale, e non riesce ad esporre il copioso materiale orientale che già possiede, figuriamoci acquisirne di nuovo.

 

Io la lama del maestro Yoshihara la vedrei bene in posti come il Chiossone di Genova (che non credo sia statale) o, meglio di tutti, nelle collezioni di quello che forse è il migliore (tra i pochi) musei d'arte orientale d'Italia che è il Mao di Torino. E lo dico serenamente, anche se da fiorentino mi dispiacerebbe che la lama forgiata qui lasciasse la nostra città (nella quale tra l'altro gode della sapiente opera di manutenzione del buon Massimo).

 

C'è poco da fare: in Italia musei "enciclopedici" come il Museum of Fine Arts di Boston o il Metropolitan di New York, nei quali c'è un'ampia sezione dedicata all'Asia e al Giappone accanto ai maestri fiamminghi e le steli con i geroglifici NON CI SONO. La prospettiva è perlopiù eurocentrica, e anche da un punto di vista cronologico, da noi museo equivale spesso ad "antico": solo l'antico è degno di essere esposto nel "luogo delle muse".

 

La lama di Yoshindo tra cent'anni sarà diventata antica: ruggine permettendo.

Io faccio il tifo per il MAO. :rouletterussa:

Modificato: da Lorenzo

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Direi che Mao e Chiossone sono i primi saltati in mente a tutti, peccato che come dicevi, il MAO è del polo museale di Torino che credo sia un misto di regione Piemonte e comune di Torino, mentre il chiossone, sempre se non mi sbaglio è una fondazione.

 

Ne parleremo tutti inseme il 13 a Sesto e prenderemo una decisione su dove orientare le nostre energie.



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Certo, queste rigide e antiquate posizioni su cui s'attesterebbe (uso il condizionale perchè nutro ancora qualche dubbio che le vere motivazioni siano saltate fuori) la direzione del museo penso siano veramente improponibili sotto il punto di vista culturale: tra la lama, l'evento e il museo s'è creato un connubio logico-storico per il quale la lama lì concepita e venuta al mondo adesso viene sradicata dalla sua casa.

Poi ognuno può pensarla come vuole, io dico che 2 mq di teca non siano così ingombranti e "imbarazzanti" per il Bargello.


<!-- isHtml:1 --><!-- isHtml:1 --><em class='bbc'>Insisti, Resisti e Persisti...Raggiungi e Conquisti!<br /><img src='http://www.intk-token.it/forum/uploads/monthly_11_2008/post-34-1227469491.jpg' alt='Immagine inserita' class='bbc_img' /><br /></em>

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Musashi è così, hai perfettamente ragione, ma qui si scontra la differenza di interesse data a quei 2 metri di teca, da una parte è solo una teca con delle "katana" giapponesi, dall'altra, cioè dal nostro punto di vista è una teca importante, da ammirare e salvaguardare.

Altri musei che ho avuto la possibilità di visitare danno un importanza maggiore a queste opere, spero possano fine e riposare in un altro museo, ma sono allibito dal fatto che Firenze non faccia nessuna difficoltà a liberarsene, in pratica da quel che mi è stato detto al Chiossone, per il Bargello basta che ci si divincoli dalle reti burocratiche e pace fatta!!!


Il pensiero sul non pensiero...

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basta che ci si divincoli dalle reti burocratiche

 

 

purtroppo questo è un grosso "basta che", anzi un enorme "basta che"



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Musashi ha ragione.

Ancora non riesco a trovare una motivazione sensata per l'accaduto.

Forse l'ho persa, magari è in un altro topic...

Penso che i motivi di una tale decisione siano ben altri rispetto alle lucubrazioni paventate ufficialmente a giustificazione di tale scelta.

Personalmente ritengo il fatto un'offesa, un insulto, un grave ed ingiusto sgarbo...imperdonabile.

Profondamente amareggiato trattengo la rabbia.


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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... in effetti trovare un' altra eventuale collocazione alla teca non è che un' amara accettazione

di un' imposizione che, a mio parere, doveva essere meglio giustificata per arrivare a tale estremo.

 

Non metto in discussione che il Presidente e gli altri rappresentanti della nostra Associazione abbiano

già cercato i fare il possibile, ma c' è un modo per riprendere in mano un dialogo civile col museo o c' è

timore di compromettere i rapporti con lo stesso ?

In ogni caso non mi pare che loro si siano posti lo stesso scrupolo ...


Ognuno di noi nasconde dentro di sè una scintilla divina, basta saperla cercare.

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... in effetti trovare un' altra eventuale collocazione alla teca non è che un' amara accettazione

di un' imposizione che, a mio parere, doveva essere meglio giustificata per arrivare a tale estremo.

 

Non metto in discussione che il Presidente e gli altri rappresentanti della nostra Associazione abbiano

già cercato i fare il possibile, ma c' è un modo per riprendere in mano un dialogo civile col museo o c' è

timore di compromettere i rapporti con lo stesso ?

In ogni caso non mi pare che loro si siano posti lo stesso scrupolo ...

Penso che a questo punto le autorità per la conservazione e riconoscimento della Nihonto giapponesi, in Europa o Giappone vengano messi a conoscenza dei fatti, in modo da riuscire almeno a far contattare il museo da parte loro, so che forse è troppo, ma perchè no?

In fondo ci troviamo di fronte a una situazione surreale e non è tanto l'atto(di per se irrispettoso e immotivato), ma il modo.

Cordialmente.


Il pensiero sul non pensiero...

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Concordo con YatoshiAmenutsu, meglio che le lame finiscano in Giappone (dove presumibilmente saprebbero cosa farne) che non in qualche scantinato. Il maestro Yoshihara è a conoscienza che il suo pregiato dono insieme ad altre opere sta per essere dismesso ?

 

GTO


"come le belle donne, anche le spade, ad un certo punto si stancano di essere solo osservate"

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Ci sono novità sulla teca del Bargello ?

A primavera 2011 il Maestro Yoshindo tornerà probabilmente a Firenze. Chi lo informerà dell'accaduto ?

Paolo.

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Ma per adesso la lama dove si trova?


<!-- isHtml:1 --><!-- isHtml:1 --><em class='bbc'>Insisti, Resisti e Persisti...Raggiungi e Conquisti!<br /><img src='http://www.intk-token.it/forum/uploads/monthly_11_2008/post-34-1227469491.jpg' alt='Immagine inserita' class='bbc_img' /><br /></em>

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Avviso che a quanto pare la situazione è finita nel dimenticatoio e la teca per ora rimane esposta al Bargello.

Se qualcuno viene a conoscenza di qualcos'altro lo faccia sapere



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La teca per ora è al suo posto quando decideranno di spostare la lame,sarò il primo ad essere informato.Sarò io a prendermene cura anche dopo la rimozione. Per ora tutto tace.Chi desidera vederle può andarci tramquillamente anche se le stanze sono chiuse,chiedete in segreteria che siete della I.N.T.K.,non vi negeranno la visita.

Massimo.

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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