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Nihonto e implicazioni metafisiche

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considerazioni

 

sicuramente un legame esoterico tra nihonto e suo creatore c'è, perchè la lama viene creata, e non fatta, seguendo particolari regole conosciute da pochi (ristrette non esterne), ovviamente intendendo esoterismo non alla mago otelma o alla "magia" dei cartomanti ma guardando l'etimologia della parola. Non solo la semplice numerologia penso sia coinvolta; ma è impensabile che il rito della forgiatura non abbia in esso anche aspetti esoterici di tipo divinatorio, simbolico, atti che nulla hanno a che vedere con la metallugia "scientifica" della forgiatura stessa. Nella forgiatura - atto fisico - di una spada qualche preghiera, evocazione o rito propiziatorio - astratto, divinatorio - c'è, e diventa tangibile appunto anche da segni particolari come alcune incisioni "estetiche" sulle lame. C'è una precisa ritualità - conosciuta e condivisa con gli adepti, ma chiamiamoli anche asistenti etc - e dove c'è rito c'è il simbolo. se poi consideriamo etimologicamente la parola esoterismo nella sua accezione di dottrina di carattere segreto a cui hanno accesso solo in pochi direi assolutamente sì; ogni scuola aveva le sue tecniche e conoscenze che venivano diffuse solo agli allievi prescelti non al primo che passava di là.

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considerazioni

 

sicuramente un legame esoterico tra nihonto e suo creatore c'è, perchè la lama viene creata, e non fatta, seguendo particolari regole conosciute da pochi (ristrette non esterne), ovviamente intendendo esoterismo non alla mago otelma o alla "magia" dei cartomanti ma guardando l'etimologia della parola. Non solo la semplice numerologia penso sia coinvolta; ma è impensabile che il rito della forgiatura non abbia in esso anche aspetti esoterici di tipo divinatorio, simbolico, atti che nulla hanno a che vedere con la metallugia "scientifica" della forgiatura stessa. Nella forgiatura - atto fisico - di una spada qualche preghiera, evocazione o rito propiziatorio - astratto, divinatorio - c'è, e diventa tangibile appunto anche da segni particolari come alcune incisioni "estetiche" sulle lame. C'è una precisa ritualità - conosciuta e condivisa con gli adepti, ma chiamiamoli anche asistenti etc - e dove c'è rito c'è il simbolo. se poi consideriamo etimologicamente la parola esoterismo nella sua accezione di dottrina di carattere segreto a cui hanno accesso solo in pochi direi assolutamente sì; ogni scuola aveva le sue tecniche e conoscenze che venivano diffuse solo agli allievi prescelti non al primo che passava di là.

Grazie Andeac, è quello che sostengo e che tu hai espresso benissimo...

Sappiamo che l'energia esiste e penso che nel momento della creazione di una lama giapponese se ne aggiri parecchia...

Dove c'è simbolo c'è mistero, o meglio segreto, proprio il simbolo viene usato per mascherare qualcosa o elevarlo a un altra "dimensione" o comprensione... Grazie a tutti dell approfondimento.:numerouno:


Due mani che applaudono producono un suono, ma quale è il suono di una mano sola?.......

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Come ampiamente osservato nell'Hagakure di Tsunetomo, l'esoterismo ed il misticismo giapponesi, abbracciano molteplici radici;

tutte provenienti da Confucianesimo, Taoismo, Buddhismo Chan (poi naturalizzato Zen), Shintoismo e via discorrendo...

 

Nell'arte della guerra (Arte Marziale) che è per tradizione storica una scienza o per dir si voglia un'alchimia di vari elementi,

si intrecciano (in maniera anche un pò pragmatica ed opportunista, specie in ambito nipponico) tutta una serie di ritualità, numerologie,

fattori esoterici, racconti di spettri, creature dell'immaginario e poteri soprannaturali.

 

Sicuramente, le ritualità costruttive nella forgiatura delle Nihonto, includono questi aspetti; già citati nelle pagine precedenti

a questa risposta.

 

Io però, non sono sicuro (data l'eclettica natura del misticismo giapponese) si possa risalire ad una ritualità precisa.

Ritengo, nella mia ingoranza, che probabilmente essa possa essere stata diversificata di Scuola in Scuola, da Maestro a Maestro.

 

Come praticante di Arti Marziali occidentale, mi trovo in qualche modo chiamato in causa in questi serissimi argomenti;

di ardua comprensione e che mi spingono (e che dovrebbero spingere tanti altri) ad osservare queste fenomenologie con

occhi più "distanti" ed umili, certi del fatto che non si verrà mai completamente a scienza dello scibile esoterico nipponico, specie quando

và "contestualizzato" a pratiche di stampo empirico, come l'Arte Marziale, la creazione di una Nihonto o la valutazione di una già esistente.

 

In giappone, numerologia ed esoterismo arrivano anche nei serivizi da tè... Figuriamoci nell'universo delle Nihonto...

 

C'è da diventarci scemi! XD


Eloy

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Siamo off topic, oramai rispondo in questa sede, poi vediamo se si evolve o meno la discussione e decidiamo di spostarla o separarla.

 

Veniamo al tema esoterismo giapponese e nihonto.

Parto dall'affermazione di Mauri "approfondire l'esoterismo via forum è forse la negazione stessa di questa forma di conoscenza" e "se non raggiungi risultati soddisfacenti per quello che è la tua conoscenza affidati sicuramente ad un buon Maestro".

Penso siano parole sensate e, in seguito al chiarimento, ancora più esplicite: trattare di esoterismo, la cui definizione è già in se sfuggente, non è semplice a maggior ragione su un forum e ancor di più con un'accennata leggerezza, diciamo "di sponda" su questo topic.

Non condivido, invece, le parole di Lorenzo quando dice che la parola esoterismo in questo caso non è indicata. Io piuttosto direi che non si tratta solo di esoterismo ma anche di commistione tra religioni, superstizioni e ritualità in genere.

 

Rispondendo per le righe al quesito posto da kiyosada: si, c'era un criterio per interpretare il rapporto tra lunghezza della lama, del nakago e la "buona sorte". Sul libro "La spada giapponese" di Roatti e Verrina troviamo questo passo:

"Numerose, in Giappone, furono le superstizioni concernenti la lama delle spade. Alcune si riferivano a particolari eventi che potevano accadere al manufatto, altre ai segni presenti sulla lama, altre ancora alla lunghezza di quest'ultima, le cui variazioni potevano avere significato fausto o infausto. I segni lasciati dal processo di forgiatura sulla superficie della lama venivano interpretati secondo le leggi della divinazione: difetti o gruppi di Nie agli occhi dell'aruspice diventavano animali, costellazioni, corpi celesti eccetera, dai quali venivano ricavati i più diversi presagi: slealtà da parte dei servi, rischio di cecità per il padrone della spada o per i suoi congiunti, morte, tragedie domestiche, cattiva salute, incendi, morte per assassinio, perdita di cause giudiziali, suicidio; ma anche buona salute, fortuna, lunga vita, successo sociale eccetera. La superstizione più interessante riguarda la lunghezza della spada. Il tagliente, misurato dalla base (Ha machi) all'estremità della punta, veniva idealmente suddiviso in 10 settori, corrispondenti ai 10 trigrammi Hakkei, e cioè: Zai (salute), Bio (malattia), Ri (separazione), Gi (lealtà), Kan (buona posizione), Go (peccati), Gai (ingiurie), Kitsu (fortuna), Zai (salute), Bio (malattia). La lunghezza totale della spada (lama + codolo) veniva poi divisa per la lunghezza del codolo, e il quoziente moltiplicato per due. Il numero risultante veniva quindi raffrontato con la scala dei trigrammi: se cadeva in un intervallo infausto, si procedeva all'accorciamento del codolo o della lama finché non si raggiungeva un valore favorevole. In base ai suddetti criteri, la lunghezza ideale di una lama - pari a quattro volte il codolo - era sconsigliabile."

 

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Penso che la domanda di kiyosada abbia trovato una, seppur timida, soddisfazione.

 

Tornando al discorso esoterismo e spiritualità - in senso lato - giapponese.

Intanto vorrei invitare tutti gli interessati a leggere questo articolo:

http://www.scribd.co...apanese-Warrior

La spiritualità giapponese è eclettica, una specie di geometria variabile spirituale.

Come giustamente ha fatto notare yama, durante il processo di realizzazione di una lama la maggior parte delle cerimonie fanno riferimento allo shintoismo, per cui dovremmo interpretare e pensare a questa ritualità alla luce del panteismo/animismo dello shinto (ma anche dello Shugendo).

 

Ciò non toglie però che la cultura esoterica giapponese non si rifaccia ad altre espressioni della spiritualità.

L'articolo che ho linkato infatti fa anche riferimento al buddismo esoterico. Si parla infatti di mikkyo (letteralmente: insegnamenti segreti) appunto per indicare alcune pratiche segrete di correnti esoteriche buddiste. Si tratta di una dottrina a carattere iniziatico importata dalla Cina dal monaco Kukai (aka Kobo Daishi, per la scuola Shingon. Esiste anche la scuola esoterica Tendai) ma sempre di genetica indiana.

Centralità assume la divinità Dainichi, dività "solare" che può trovare affinità - per chi mastica di dottrine iniziatiche - con le nostre figure solari occidentali e orientali (dottrine orfiche e dionisiache, Osiride, Gesù, Mitra, Ram, Krishna, ecc...).

Sono utilizzati anche mezzi di trasmissione e pratica della dottrina (sfiduciando la forma verbale) in forma grafica (mandala, possiamo pensare agli horimono di bonji, suken, vajra o Fudo sulle lame), diagrammatica ma soprattutto tramite gestualità manuali (mudra) e imposizioni vocali (mantra).

 

Insomma, avendo messo tanta carne al fuoco sta adesso agli interessati cercare di documentarsi su quanto sopra detto. L'argomento è vasto ma interessante. Buona ricerca.'.

Ho sempre cercare somiglianza sui sistemi solari. penso che la produzione occidentale e orientale del sistema solare ha un po 'di qualità simile. che è veramente buono per questo mercato. Ho sempre voglia di fare il mio lavoro così in alto nel mondo.

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Ho sempre cercare somiglianza sui sistemi solari. penso che la produzione occidentale e orientale del sistema solare ha un po 'di qualità simile. che è veramente buono per questo mercato. Ho sempre voglia di fare il mio lavoro così in alto nel mondo.

errori di digitazione o citazione ermetica? :sweat:


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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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