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Il caso delle tsuba o minuzzaglie magari può risultare difficile da decifrare ad un inesperto ma ci sono altri casi (elettronica, gioie ad es.) in cui magari anche il più fesso può insospettirsi.

Poi devi anche pensare che quella percentuale di pacchi aperti sopra i 50 euro ispezionati poi richiede l'invio della copia di fattura alla dogana, e anche quelli sotto i 50 euro a volte in percentuale vengono fermati (soprattutto se vengono da Cina, Indocina e Africa) e anche in quel caso devi mandare dati e prova di pagamento. Domanda: mandi fattura falsa, falsificata, ricevuta elettronica modificata? E' una domanda che non necessità risposta, però le conseguenze (ipoteticamente) non sarebbero lievi, occorre rifletterci.

Inoltre devo segnalare dei casi opposti, mi è capitato di essere stato contattato da gente in difficoltà perchè aveva acquistato delle replicacce, ferracci (una volta anche un'imitazione dal giappone) e in dogana hanno avuto storie perchè dubitavano della ricevuta di 35 euro, pensa un pò. In un caso a Fiumicino hanno fatto periziare una lama Marto che veniva dalla Svizzera. Certo parliamo di casi limite, però non vorrei imbattermi in casi del genere o essere scoperto in una fatturazione falsa anche se concorde col venditore. Certo, chi scrive non ha l'aureola ma la prudenza in questi casi non solo non è mai troppa ma...

 

Quanto al discorso delle regole, delle leggi, ecc...: Paolo ha ragione quando parla di furto legalizzato perchè le ditte di spedizione hanno un bel giro di affari ma lo Stato non scherza mica, e-commerce extracomunitario ha avuto una vertiginosa crescita e quindi l'attenzione è più alta su questi prodotti fuori dall'UE, per due motivi: 1) controllo su ciò che entra e non entra sul territorio; 2) tutelare prodotti italiani ed europei (il dazio serve a questo d'altra parte), non potremmo pensare mai di abbattere le barriere doganali dall'oggi al domani, anche perchè personalmente sarei contrarissimo all'importazione "free" di un prodotto che ha un costo bassissimo di produzione perchè gli operai che l'hanno realizzato sono sottopagati, schiavizzati; peraltro le falsificazioni non sono poche. Quindi le dogane sono necessarie se non indispensabili per l'economia del nostro paese. Ma questo è un discorso politico.

 

Opinioni a parte, e scremando del tutto il discorso da opinioni politiche e tecniche, parlare di disobbedienza civile, di "difesa" non mi pare corretto e - permettimelo - non è del tutto educativo ed edificante: in uno stato di diritto le tasse si pagano, anche se ingiuste e gravose, così come le leggi che impongono questi ed altri oneri devono essere rispettate, dura lex sed lex. Il rispetto delle regole, seppur le più insignificanti, è segno di civiltà e l'effettività civile di un ordinamento è dato dalla percentuale della somma di regole rispettate (dai soggetti) e regole applicate (dai giudici). La magistratura faccia la sua parte ma noi siamo i soggetti protagonisti. Non ci si difende da una legge ingiusta violandola.

 

Magari anch'io mi sono scaldato perchè il tema mi è caro, poi so che sei un bravissimo ragazzo e posso condividere il tuo sbotto perchè in effetti certi costi sono ingiusti, vessatori e molte volte ci si sente come dei fessi (la benzina in Italia costa di più, le tariffe telefoniche anche, i servizi bancari idem, le spedizioni per l'appunto) e i costi fissi doganali ne sono un esempio. Ma ti giuro che sarei felicissimo di pagare i costi fissi, l'iva e i dazi se i servizi offerti fossero all'altezza (contatti più facili con gli uffici doganali, sdoganamento e scambio di documenti partecipativo e tempestivo, tempi di consegna e disbrigo più celeri).

 

Concordo per i dazi, ci mancarebbe solo che non ci fossero a protezione della vecchia Europa. Se non esistessero barriere doganali saremmo sommersi di prodotti scadentissimi e prezzi da fame e nel giro di pochi anni saremmo davvero alla canna del gas.

 

Il punto è che a mio avviso c'è un limite a tutto e viene passato troppo spesso. Caspero, fanno pagare sempre gli stessi poveri sfigati. Io ormai sono almeno 2 anni che non acquisto più niente dal Giappone, proprio perchè il trucchetto del sottovalore dichiarato in busta è effettivamente troppo rischioso, anche nell'era digitale (e ho detto tutto). Idem per gli USA. Purtroppo in Europa di negozi con oggettistica decente ce ne sono pochi e quindi piuttosto non compero.

 

Riguardo alla "disubbidienza civile" trovami una alternativa al non farsi strozzare, parliamo di piccole cose non di evasione per migliaia di euro. Moralmente è comunque sbagliato, me ne rendo conto, ma che mezzi restano? Il non comprare probabilmente, altrimenti niente altro. Da anni ormai faccio valere la seconda, ma lo trovo squallido, sopratutto su importi ridicoli.

 

Il tuo discorso è bellissimo Musashi, ma vale in uno stato che si definisca tale, in Italia la definirei utopia. Qui anche le cose più banali hanno lungaggini ridicole... ricordo con un sorriso (oggi) il nervoso nel tracciare un pacco... Città qualsiasi giapponese --> Tokyo (1 giorno) --> Italia (2 giorni) --> Casa mia (15 - 20 giorni). Mi spiace, ma non riesco a concepire di pagare anche un dazio su un servizio del genere. Prima migliorino il servizio, poi pago per esso. Loro invece applicano il contrario, prima paghi e poi SEMMAI miglioro il servizio. Un po' come la storia dell'uovo e della gallina.

 

Mi considero assolutamente onesto, ma la mia percezione è che stanno raschiando il fondo e a rimetterci sono sempre gli stessi. Per quanto mi sforzi, non riesco a tollerarlo.

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Concordo con tutto quanto dici, però - per fortuna o purtroppo - le regole ci sono e devono essere rispettate finchè non cambiano o le facciamo cambiare.

In effetti avresti ragione, pensa che neppure tramite - mi hanno raccontato - alcune iniziative politiche della nostra associazione è stata minimamente vagliata l'ipotesi di una leggina o provvedimento regolamentare che chiarificasse la disciplina in tema di spade e simili che riguardano il nostro studio.

Le uniche sollecitazioni di cui ogni cittadino può servirsi sono le iniziative che incentivino gli organi addetti (una bella letterina, un bel documento firmato) ma sicuramente non potremmo mai e poi mai avere voce in capitoli come quelli in materia finanziaria e tributaria. In questi casi è il voto l'unica arma ma è veramente utopia.

Tuttavia, e sembrerò contraddittorio, una legge per quanto ingiusta è sempre una legge e va rispettata. Si parte dal piccolo. Io mi lagnerei, e lì sì che farei sentire la voce ma anche qualche mano, con certi figuri delle dogane (per non fare nomi, Lonate Pozzolo) che con ignoranza e strafottenza rendono difficile quel che è facile, si nascondono dietro le formalità, allungano i tempi e fanno diventare il percorso (già un colabrodo) di una spedizione ancor più gravoso.


<!-- isHtml:1 --><!-- isHtml:1 --><em class='bbc'>Insisti, Resisti e Persisti...Raggiungi e Conquisti!<br /><img src='http://www.intk-token.it/forum/uploads/monthly_11_2008/post-34-1227469491.jpg' alt='Immagine inserita' class='bbc_img' /><br /></em>

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Concordo con tutto quanto dici, però - per fortuna o purtroppo - le regole ci sono e devono essere rispettate finchè non cambiano o le facciamo cambiare.

In effetti avresti ragione, pensa che neppure tramite - mi hanno raccontato - alcune iniziative politiche della nostra associazione è stata minimamente vagliata l'ipotesi di una leggina o provvedimento regolamentare che chiarificasse la disciplina in tema di spade e simili che riguardano il nostro studio.

Le uniche sollecitazioni di cui ogni cittadino può servirsi sono le iniziative che incentivino gli organi addetti (una bella letterina, un bel documento firmato) ma sicuramente non potremmo mai e poi mai avere voce in capitoli come quelli in materia finanziaria e tributaria. In questi casi è il voto l'unica arma ma è veramente utopia.

Tuttavia, e sembrerò contraddittorio, una legge per quanto ingiusta è sempre una legge e va rispettata. Si parte dal piccolo. Io mi lagnerei, e lì sì che farei sentire la voce ma anche qualche mano, con certi figuri delle dogane (per non fare nomi, Lonate Pozzolo) che con ignoranza e strafottenza rendono difficile quel che è facile, si nascondono dietro le formalità, allungano i tempi e fanno diventare il percorso (già un colabrodo) di una spedizione ancor più gravoso.

Il lungo periodo a promulgare, regala a pochi fortunati un grande lasso di tempo in cui vagare liberamente nel nulla. Purtoppo è un carrozzone ormai stanco e spero sul finire....


Il pensiero sul non pensiero...

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Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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