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Ho trovato questo habaki in un mercatino... sembrerebbe abastanza vecchiotto.. si può inserire in qualche periodo?

secondo voi?


Il pensiero sul non pensiero...

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una produzione artigianale di qualcuno?

non è neanche finito... alcune linee storte, nessuna patina, ma soprattutto davanti è aperto.



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La mia impressione è che si tratti di un pezzo recente, creato per studio e rimasto incompiuto, dalle linee poco azzeccate come dice Yama.

A parte ciò, sarebbe interessante sapere da che parte si fanno mercatini nei quali trovare oggetti del genere? Io non ho mai avuto tali fortune! aaarigatou.gif

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La mia impressione è che si tratti di un pezzo recente, creato per studio e rimasto incompiuto, dalle linee poco azzeccate come dice Yama.

A parte ciò, sarebbe interessante sapere da che parte si fanno mercatini nei quali trovare oggetti del genere? Io non ho mai avuto tali fortune! aaarigatou.gif

 

 

Guarda era a Chiavari, in un banchetto di orologi antichi e minuterie... mi è caduto l'occhio li, 15 euri :D

 

 


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Guarda era a Chiavari, in un banchetto di orologi antichi e minuterie... mi è caduto l'occhio li, 15 euri :D

 

 

Troppo lontano da me, ma da anni in ogni mercatino che fanno dalle mie parti cerco oggetti del genere, ma ... quello che manca è la fortuna.

Tu che pensi in merito all'oggetto? aaarigatou.gif

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Troppo lontano da me, ma da anni in ogni mercatino che fanno dalle mie parti cerco oggetti del genere, ma ... quello che manca è la fortuna.

Tu che pensi in merito all'oggetto? aaarigatou.gif

 

 

Mah... le misure posson far pensare a una Katana come destinazione, è molto bello, ma le linee non sono definite come se fossero consumate e ripulite male... boh... nulla più del valore pagato!!!!


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Mah... le misure posson far pensare a una Katana come destinazione, è molto bello, ma le linee non sono definite come se fossero consumate e ripulite male... boh... nulla più del valore pagato!!!!

 

Se pensi che non sia un oggetto di valore lo puoi usare per cimentarti nell'attività di completamento e restauro, cercando di adattarlo ad una tua lama. Un modo come un altro per studiare ed affrontare le problematiche che la cosa comporta con il fine di raggiungere un risultato positivo senza pecche. aaarigatou.gif

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ma anche no va...

 

il restauro non è un hobby !

 

Lo habaki, normalmente appartiene ad una lama, su cui è stato modellato, per aderire e corrispondere alle linee della stessa.

Non intendo adattarlo ne restauralro, perchè benchè non abbia valore finirei comunque per rovinarlo.

Gli strumenti, l'esperienza e lo studio di certi lavori che poi sono a tutti gli effetti arte, purtroppo non sono ne in casa mia ne tra le mie mani... per questo come molti molti di voi, mi limito a collezionare, osservare... ammirare, già un lavoro impegnativo benchè si tratti comunque di una passione ;)

 

 

 


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ma anche no va...

il restauro non è un hobby !

 

Hai perfettamente raqgione Yama, il restauro era riferito al riattamento dell'oggetto nel presupposto che sia senza alcun valore e che sia un'opera moderna incompiuta.

Io di solito divido le cose tra quelle originali che quindi meritano e quelle che sono soltanto barbare riproduzioni di infimo valore.

Le prime non le tocco e tante volte non le faccio nemmeno toccare ad "esperti" per evitare che il lavoro finale non sia meritevole e soddisfacente (in tutti i campi naturalemente).

Per le seconde è tutto un altro discorso, quando decido che non sono più utili, mi piace cimentarmi nelle modifiche e nelle sperimentazioni.

Così anche per le lame e per il koshirae, ne ho due che adopero per sperimentare, ho cotruito due tsuka complete, ho rifatto lo tsukamaki una decina di volte, ho fatto due tsuba, ho ridisegnato e modificato un kissaki, ho provato a costruire un habaki, sto costruendo un saya. I risultati non sono impeccabili, anche se qualche cosa di meno brutto (all'apparenza) l'ho fatto. Tutto ciò è per me uno studio e non vuol avere nessun altro significato.

In tal senso ho dato il suesteso suggerimento a Yatoshi. aaarigatou.gif

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Hai perfettamente raqgione Yama, il restauro era riferito al riattamento dell'oggetto nel presupposto che sia senza alcun valore e che sia un'opera moderna incompiuta.

Io di solito divido le cose tra quelle originali che quindi meritano e quelle che sono soltanto barbare riproduzioni di infimo valore.

Le prime non le tocco e tante volte non le faccio nemmeno toccare ad "esperti" per evitare che il lavoro finale non sia meritevole e soddisfacente (in tutti i campi naturalemente).

Per le seconde è tutto un altro discorso, quando decido che non sono più utili, mi piace cimentarmi nelle modifiche e nelle sperimentazioni.

Così anche per le lame e per il koshirae, ne ho due che adopero per sperimentare, ho cotruito due tsuka complete, ho rifatto lo tsukamaki una decina di volte, ho fatto due tsuba, ho ridisegnato e modificato un kissaki, ho provato a costruire un habaki, sto costruendo un saya. I risultati non sono impeccabili, anche se qualche cosa di meno brutto (all'apparenza) l'ho fatto. Tutto ciò è per me uno studio e non vuol avere nessun altro significato.

In tal senso ho dato il suesteso suggerimento a Yatoshi. aaarigatou.gif

 

 

Mi sono chiesto, come in passato venisse fatto un eventuale habaki nuovo... batterlo sulla lama voleva dire rovinarla?

Oppure veniva fatto e adattato senza costruirlo proprio sulla lama?

Ho un bel habaki su una Sukesada... sembra rivestito da una foglia di argento... possibile?

 

 


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viene realizzato direttamente sulla spada, dopo la politura principale ma normalmente prima delle finiture finali. poi in realtà il forgiatore può prendere accordi diversi, ma comunque l'habakishi deve lavorare sulle geometrie definitive.

La lama viene avvolta con la carta o con tessuti per non rovinarla e si batte proprio il rame con il martello avvolgendolo attorno alla lama.

Le finiture possono essere moltissime: patine, limature decorative, incisioni al bulino, applicazione di lamine di metalli preziosi come oro, argento, ma anche incisioni di mon, etc...

 

E' ben spiegato in the craft of the japanese sword.



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Ottimo Yama, un lavoro, come tutti, molto delicato e complicato, per il quale necessita usare un'attenzione particolare proprio per non correre rischi di danneggiare l'integrità della lama. L'esiguo spessore di carta o di stoffa frapposta tra la lama e l'habaki in costruzione non è poi molto. Anche questo oggetto, ha delle particolarità costruttive e di abbellimento uniche che dimostrano che nulla veniva lasciato al caso, in linea con il concetto della perfezione testimoniato dall'insieme lama e koshirae. aaarigatou.gif

 

 

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no, no tra l'habakimoto (il punto della lama in cui si posiziona l'habaki) e l'habaki non si frappone nulla.

è il resto della lama che viene protetta.



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no, no tra l'habakimoto (il punto della lama in cui si posiziona l'habaki) e l'habaki non si frappone nulla.

è il resto della lama che viene protetta.

 

Grazie Yama, più che logico quanto dici, sono io che ho travisato la cosa, ma sinceramente pensavo che la protezione riguardasse una porzione di lama partendo dall'habakimoto compreso verso il boshi. Pensavo proteggessero anche la sede dell'habaki. Chiedo venia. aaarigatou.gif

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Grazie Yama, più che logico quanto dici, sono io che ho travisato la cosa, ma sinceramente pensavo che la protezione riguardasse una porzione di lama partendo dall'habakimoto compreso verso il boshi. Pensavo proteggessero anche la sede dell'habaki. Chiedo venia. aaarigatou.gif

 

 

Beh, i materiali dell habaki, rame, ottone, sono molto teneri e non in grado di rovinare l'acciaio... penso che al massimo possa esser segnato superficialmente, ma durante la politura vengano eliminati...

Una domanda, nella parte di nakago corrispondente al mune, spesso ci sono delle righette fatte ad arte, cosa sono???

 

 


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Una domanda, nella parte di nakago corrispondente al mune, spesso ci sono delle righette fatte ad arte, cosa sono???

 

Sono una specie di "firma" del togishi, ognuno ha un numero di linee e talvolta anche una sequenza di diverse spaziature.

 

In modo simile viene firmato anche il mune all'altezza del monouchi (qualche centimetro a partire dalla punta della lama). Non è un angolazione da cui si prendono spesso delle foto (peccato perchè ci sono dei dettagli sulle geometrie delle lame che si capiscono solo guardando il mune dall'alto), ma dovresti trovare diversi esempi nei vecchi post.

 

Prova a confrontare due diversi togi di Togishi (Massimo Rossi) o due di Andrea.


Gisberto (ex nick Koala)

 

Persevera nell'addestramento come se fossi una spada che deve essere forgiata con il più puro dei metalli. (Takuan Soho)

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Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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