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Massimo Rossi

Le lame del Museo del Bargello

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Oggi sono andato al Museo Nazionale del Bargello a riporre nelle loro vecchia sede cioè ( gli armadi del deposito) le lame che erano esposte nella bella teca della Sala delle armi Medicee, dove potevamo ammirarle. Adesso le due Naginata sono tornate nella teca insieme alle armi turche, indiane e africane,le altre nei suoi bauli.Comunque sono sempre a disposizione dei visitatori della I.N.T.K. lìimportante è prenotare un appuntamento.Sono a vostra disposizione per ulteriori informazioni.Un saluto a tutti a presto,Massimo Rossi Togishi :tristissimo:

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Ma alla fine c'e un motivo? e' stato rimodernato il museo? hanno acquistato una collezione di santini? figurine di calciatori? le lame hanno una cattiva influenza sui visitatori?

Che significato ha buttare in magazzino opere perfettamente restaurate e riunite cosi' da poterle apprezzare e capire??

boh...

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I percorsi museali cambiano anche a seconda dei dirigenti o dei sovrintendenti che si susseguono nel tempo.

Il Bargello pur essendo un piccolo museo in rapporto agli altri di Firenze ha opere di importanza mondiale, nella scultura c'è il meglio di quanto si possa pensare di avere in un museo ma mi sento di dire in tutta la stessa Firenze.

Nei suoi magazzini penso ci siano opere che sicuranmente farebbero la gioia di tanti studiosi o appaasionati, ma di queste nella maggior parte dei casi se ne hanno solo i dati di una scheda museale.

Penso che le lame in questione siano state lasciate in esposizione il tempo utile perchè oltre al Maestro Y.Y. di questa donazione si sono interessati i massimi livelli consolari, penso di non sbagliare dicendo che anche in altri casi di donazioni a musei ci si sia comportati così, forse è la prassi.


"accorciati la firma". Ernst Jünger

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Quel che si temeva è infine successo, le lame sono state messe da parte con tutto ciò che ne consegue. Sicuramente è una questione di sensibilità e di punti di vista del curatore museale, che potrebbe aver utilizzato lo spazio per altre esposizione, per una sorta di turnazione, vista la gran quantità di materiale disponibile. Se non fosse così sarebbe invece molto triste, una decisione incomprensibile. Speriamo che l'immediato futuro ci regali qualche sorpresa più gradita ... aaarigatou.gif

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Ma alla fine c'e un motivo? e' stato rimodernato il museo? hanno acquistato una collezione di santini? figurine di calciatori? le lame hanno una cattiva influenza sui visitatori?

Che significato ha buttare in magazzino opere perfettamente restaurate e riunite cosi' da poterle apprezzare e capire??

boh...

 

Non sò se c'è un motivo ma purtoppo nei musei nazionali conta chi si sveglia per primo.Posso dire che il Dott.Scalini ha influito fortemente su questa decisione. Avete presente il CUCULO,ruba il nido e lo fa suo.(la metafora del film) Qualcuno è volato sul nudo del CUCULO e così e finita.

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Non sò se c'è un motivo ma purtoppo nei musei nazionali conta chi si sveglia per primo.Posso dire che il Dott.Scalini ha influito fortemente su questa decisione. Avete presente il CUCULO,ruba il nido e lo fa suo.(la metafora del film) Qualcuno è volato sul nudo del CUCULO e così e finita.

 

 

Ma... quelli di Ocean Eleven, possono tornare utili??? :)

 

 


Il pensiero sul non pensiero...

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Qualcuno è volato sul nudo del CUCULO e così e finita.

 

Mmm...in effetti...

 

GTO


"come le belle donne, anche le spade, ad un certo punto si stancano di essere solo osservate"

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Beh, è anche vero che calandosi nella mente di un curatore che non ha la passione per le armi antiche giapponesi, si può capire che non ha fatto uno sgarro a nessuno, in realtà il museo ospita opere molto importanti e non me ne vogliate se penso che le spade giapponesi, in questo caso, possono passare leggermente in secondo o terzo piano.

In primis ci si stupisce del fatto che siano li, esistendo musei dedicati altrove.

 

E' anche vero che non è mai stata fatta una vera e reale proposta di esportazione di queste lame altrove, così mi è stato risposto dalla segreteria del museo, ero curioso, infatti la possibilità esiste, ma certo non deve essere un Osteopata di Genova che non conta nulla, ma ad esempio un responsabile di una società per la conservazione della spada giapponese, o informando tramite ambasciata le autorità della NBTHK.

Le lame giacciono "inermi" nel baule, ma se si volesse veramente vederle esposte altrove... credo esista il modo e la possibilità.

Purtroppo ormai da illuminista represso, sento che le lame resteranno li, con un sacco di spiegazioni burocratiche sia a questo mio post che al museo direttamente. Grazie e un saluto a tutti.


Il pensiero sul non pensiero...

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Pienamente in accordo Yatoshi, meglio esposte da qualche altra parte che "inermi" in un baule. Una soluzione ci sarebbe, far avvicinare il curatore del museo a INTK, farlo diventare membro se non socio, affinché, partecipando alle discussioni, possa avvicinarsi al mondo della spada giapponese e se ne innamori. Poi, senza ombra di dubbio, troverebbe un angolo da dedicare a quella che oggi, probabilmente, penserà trattarsi di comune ferraglia! Chi lo conosce? aaarigatou.gif

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Cerchiamo di essere seri, il curatore o i curatori possono non essere preparati per il mantenimento di una lama ma mi sembra anacronistico pensare che non ne conoscano il valore storico.

Sapete dove erano custodite?

Mi sembra che quelle sale si chiamino Medicee.

Vi risulta mica che i Medici abbiano avuto rapporti con il Giappone?

Se sapete dare risposte a queste domande non vi è altro da aggiungere.


"accorciati la firma". Ernst Jünger

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Cerchiamo di essere seri, il curatore o i curatori possono non essere preparati per il mantenimento di una lama ma mi sembra anacronistico pensare che non ne conoscano il valore storico.

Sapete dove erano custodite?

Mi sembra che quelle sale si chiamino Medicee.

Vi risulta mica che i Medici abbiano avuto rapporti con il Giappone?

Se sapete dare risposte a queste domande non vi è altro da aggiungere.

 

:gocciolone: non fa una piega effettivamente.

Al di là del rammarico per la tal cosa rimane forse aperta la domanda:

Esistono molti casi in cui opere interessanti rimangano nei magazzini per manifesta incoerenza con la destinazione del museo?


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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Non so dare una risposta alla tua domanda, ma ti posso certamente dire che nel magazzino del Bargello quasi sicuramente c'è più del doppio di quello che è esposto e sono opere che hanno anche una notevole rilevanza sul percorso del Rinascimento Fiorentino e della famiglia dei Medici.


"accorciati la firma". Ernst Jünger

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Cerchiamo di essere seri, il curatore o i curatori possono non essere preparati per il mantenimento di una lama ma mi sembra anacronistico pensare che non ne conoscano il valore storico.

Sapete dove erano custodite?

Mi sembra che quelle sale si chiamino Medicee.

Vi risulta mica che i Medici abbiano avuto rapporti con il Giappone?

Se sapete dare risposte a queste domande non vi è altro da aggiungere.

 

Anacronistico?

Comunque sia non ho trovato rapporti tra Medici e Giappone... ma credo invece che fossero li per un percorso museale del passato, ormai stravolto.


Il pensiero sul non pensiero...

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In effetti non ci scherzavo sopra, cercavo di esprimere una mia veduta in modo provocatorio, con il mio intervento intendevo dire che il curatore museale, al di la del riconoscimento del valore storico della spada giapponese, ha le sue idee e, in una situazione di abbondanza di opere d'arte di notevole rilevanza, fa le sue scelte, che possono essere di turnazione o di attinenza con le restanti opere esposte nella medesima sala, di importanza, relativamente al suo proprio modo di valutare le opere stesse. Insomma, è una sua scelta soggettiva quella delle opere da esporre e della loro collocazione all'interno delle sale o della stessa sala. Nel messaggio precedente ptraticamente dicevo che per quanto conscio del valore artistico e storico della spada giapponese il curatore non la ritiene abbastanza importante per mantenerla esposta in modo continuativo, forse perché non ha la conoscenza in tutti i particolari necessari. Nel vedere le sale presenti nel museo del Bargello, credo che effettivamente non ci sono sale tematiche nelle quali inserire perfettamente le lame che ci interessano, se non in quella degli avori, secondo me curatore improvvisato, ove sono presenti testimonianze dell'arte di diverse nazioni, orientalli comprese, realizzate in avorio, legno, osso, cuoio, ferro, bronzo ecc. anche di coltelli. Questa è la nuda e cruda realtà che può essere ridefinita con il ripensamentlo del curatore, per decisione propria o per sollecitazione altrui. Potrebbe residuare il trasferimento delle lame presso un'altra struttura, disposta all'esposizione stabile, se ci sono le effettive possibilità. aaarigatou.gif

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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