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mauriziog

Gunto Masanobu

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GUNTO - MASANOBU

Mei: Masanobu (Zai) – Tra i circa 500 fabbri che producevano spade in giappone durante la seconda Guerra mondiale risultano: 小澤 正信 (Ozawa Masanobu) e 磯部 正信 (Isobe Masanobu). L'attribuzione della spada a uno di loro non è nota

 

Periodo: Showa 17° anno – 1942. La data è riportata sul nakago e anche sul kantei rilasciato da NBTHK

 

Area di produzione: Gifu Seki

 

Materiale-forgiatura: Yotetsu – Western Steel. Tecnica di produzione introdotta probabilmente da Enshin Hayama, differenziandosi dalla tecnica e dal materiale tradizionale Tamahagane. La tempra in questo caso avviene in olio e non in acqua.

 

Peso lama : n.d.

 

Nagasa: 63.8 cm

 

Sori: 1.6 cm

 

Moto-haba: 3,14 cm

Saki-Haba: n.d

Moto-Kasane: 0,81 cm

Saki-Kasane: n.d.

Hamon: Midare

Bōshi: Ichimonji Kaeri

 

Kissaki: Chu-kissaki mm

Nakago: Ubu, 1 mekugi ana

Koshirae: originale da ufficiale giapponese della seconda guerra mondiale. Tipo Shin-Gunto Mod. 98

1022main.jpg

1022ha_big.jpg

1022kantei_big.jpg

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La lama sembra riportare il marchio "Seki" che però si presenta un poco diverso dal solito.

Sembrano infatti mancare le due "gambette" laterale del kanji - vedi esempi allegati

 

Inoltre, in Seki (o Gifu) durante la WWW II operarono diversi fabbri con nome Masanobu; nella mia raccolta (non certo esaustiva) trovo infatti anche Watanabe Masanobu e Kawamura Masanobu i quali firmavano in modo leggermente diverso dalla Mei presente nella lama; bisogna però ricordare che in quell'epoca le lame uscite dalle officine militari erano incise da artigiani professionisti (si dedicavano solo alle incisioni sul Nakago) completamente diversi dai fabbri realizzatori.

E' quindi molto difficile trovare una Mei originale.

 

Infine, lo Yasurime del Nakago è del tipo Takanoha, ma ad un certo punto sembra diventare Higaki (simile ad una scacchiera).

Questi segni verticali potrebbero essere il risultato di "incurie" post guerra ma potrebbero anche essere il segno di una realizzazione non accurata o di "rielaborazioni" posteriori dello Yasurime originario

 

Marchio Seki.png

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bisogna però ricordare che in quell'epoca le lame uscite dalle officine militari erano incise da artigiani professionisti (si dedicavano solo alle incisioni sul Nakago) completamente diversi dai fabbri realizzatori.

E' quindi molto difficile trovare una Mei originale.

 

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Ciao Paolo. In che senso non erano gli stessi costruttori a firmare le lame ma altri artigiani? E perchè?

Ma questo succedeva solo per le gunto. No per le gendaito. Giusto?


skilledlogo.jpg"Hana wa sakuragi, hito wa bushi" (花は桜木人は武士) che tradotto significa "Tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il guerriero".

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.......... In che senso non erano gli stessi costruttori a firmare le lame ma altri artigiani? E perchè?

Ma questo succedeva solo per le gunto. No per le gendaito. Giusto?

 

Il lavoro era fatto in serie; ciascun artigiano era dedicato ad un pezzetto della lavorazione delle lame fatte a macchina o fatte in modo semindustriale: forgiatura, finitura, incisione Mei ed eventuali marchi, ..... (lame Guntō).

Per le Gendaitō (laddove per Gendaitō si intendano lame forgiate in modo tradizionale o lame Guntō realizzate appositamente per alti ufficiali o personaggi della politica) un unico artigiano realizzava tutte le diverse fasi.

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Praticamente usavano il metodo della "catena di montaggio".

Perfetto, hai confermato quello che pensavo.

Nel periodo bellico si tenevano delle mostre (con tanto di premiazioni) di lame forgiate proprio in quel periodo (Showa). Di conseguenza i lavori dei Rikugun Jumei Tosho venivano comunque molto apprezzati e richiesti. Ma solo dagli alti ranghi dell'esercito nipponico o anche dai privati?


skilledlogo.jpg"Hana wa sakuragi, hito wa bushi" (花は桜木人は武士) che tradotto significa "Tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il guerriero".

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................ i lavori dei Rikugun Jumei Tosho venivano comunque molto apprezzati e richiesti. Ma solo dagli alti ranghi dell'esercito nipponico o anche dai privati?

 

Sicuramente da chi se lo poteva permettere perchè, anche allora, il costo di una buona lama era sicuramente alto.

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