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Ragazzi scusate se vi pongo questa domanda ma non ho trovato una risposta che mi convincesse...

Per katana intendiamo lame superiori ai 2 shaku(60,6cm) (sempre se non suriage)con il tagliente rivolto verso l'alto,solitamente montate in koshirae handachi o vari e eventuali.Le tachi invece,periodo nara-max nambocucho(sempre se non votive)...nagasa del sugata(con piu evidente funbari) superiore alle katana,ha rivolto in basso montatura itomaki no tachi o altre ed eventuali montate sempre con il filo verso il basso...e fino a qui ok..Ma allora perche ho visto katana con una nagasa di 87 cm e tachi di 70 cm...magari anche non suriage?Quindi io se vedo solo la lama nuda come le differenzio,solo per geometrie(che in realtà è anche intuibile dopo una corretta visualizzazione) o ci sono altri fattori?Non mi spiego la faccienda...Grazie a tutti.

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la cosa più semplice è guardare da che lato hanno inciso la mei ;-D


"come le belle donne, anche le spade, ad un certo punto si stancano di essere solo osservate"

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Innanzi tutto possiamo dire che la montatura é una consequenza e non l'origine della differenza; nel tempo questa puó essere sostituita e non é quindi indice di appartenenza. Piú che una quetione di lunghezza la differenza tra le due lame dovrebbe essere collocata nel contesto storico nonostante attualmente si tenda a legarla ad un fattore puramente fisico. La questione puó non essere sempre di facile soluzione. Solitamente, in linea generale, si tende ad identificare la katana con una lama di almeno due shaku ma il discorso puó comprendere numerose variabili. Il modo in cui la lama veniva portata lo si identifica dalla mei e non dalla montatura, tramite katana mei o tachi mei, tramite la quale si identifica il verso dello ha (alto o basso), nonostante anche questo non possa essere considerato un dato certo, quando alcuni artisti erano soliti apporre la mei sul lato opposto rispetto a quello convenzionale. Il periodo in cui la lama é stata forgiata fornisce un valido indice di appartenenza alla categoria, ma anche in questo caso esistano eccezioni. Quindi, se proprio si necessita di differenziare la catalogazione di una lama in modo esatto tra katana e tachi si deve prendere in esame la lunghezza della lama, il periodo storico, l'apposizione della mei ed il forgiatore stesso.


"La maggior parte della gente era matta. E la parte che non era matta era arrabbiata. E la parte che non era né matta né arrabbiata era semplicemente stupida."

 

"Non mi fido molto delle statistiche. Perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media!"

 

"La gente è strana: si infastidisce sempre per cose banali, e poi dei problemi gravi come il totale spreco della propria esistenza, sembra accorgersene a stento."

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oltre alla mei, che come diceva Emiliano non è sempre del tutto indicativo, bisogna fare attenzione alla sugata:

 

slanciata e rastremata con boshi piccolo = tachi

più uniforme = katana

 

poi in effetti anche qui ci sono un infinità di eccezioni.



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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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