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Nel mio particolare titolo, ho un pò riassunto quello che volevo dire...

 

In realtà, è un argomento che può essere interessante.

 

Cosa ne pensate sui kizu nelle lame?

 

Siete del partito "un hagire = valore zero della lama" oppure pensate appunto ware o non ware... sti kizzu la lama è bella lo stesso?

 

Sinceramente è un punto su cui sono sempre stato molto in dubbio, per farvi un esempio la mia katana aveva un grosso fukura, che effettivamente in fase di politura ha comportato una notevole perdita di materiale e questo non è bello per niente.

Poi ho visto recentemente una Kanenaga a dir poco favolosa con 4 hagire e sinceramente, lì proprio non me ne fregava niente dei kizu.

Tra l'altro i kizu sono spesso un buon motivo per ottenere dei prezzi da affare.

 

Infine i kirikomi, i segni di battaglia, sono sicuramente un elemento affascinante.

 

Insomma, voi cosa ne pensate? preferite le lame perfette in assoluto o qualche difetto lo sopportate volentieri?



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Credo dipenda molto dalla persona, la stessa lama con l'occhio del collezionista, dell'amante della storia, del praticante, ecc. ha valori diversi. Quello che per uno è un pregio ad esempio un kirikomi, per un collezionista alla ricerca della lama perfetta o di uno iaidoka è un difetto.

 

Se nella tua (impersonale) ottica una nihonto per essere tale deve essere al contempo funzionale e bellissima i kizu sono inaccettabili, se in una nihonto ami la sua età, il richiamo a storie di altri tempi, allora una koto stanca e con dei kizu è ancora una lama capace di trasmettere emozioni.

 

Imho

GTO


"come le belle donne, anche le spade, ad un certo punto si stancano di essere solo osservate"

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mai e poi mai metto sullo stesso piano un kirikomi e un kizu

la mia kaneshighe ha 2 kizu ma proprio per questo mia affascina

è un discorso molto soggettivo

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Fino a quando non rischiano di intaccare la struttura stessa della lama non mi importa assolutamente. Ovviamente vanno peró "conteggiati" da un punto di vista valutativo.


"La maggior parte della gente era matta. E la parte che non era matta era arrabbiata. E la parte che non era né matta né arrabbiata era semplicemente stupida."

 

"Non mi fido molto delle statistiche. Perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media!"

 

"La gente è strana: si infastidisce sempre per cose banali, e poi dei problemi gravi come il totale spreco della propria esistenza, sembra accorgersene a stento."

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Nella maggior parte dei casi si tratta di imperfezioni di battitura che diremmo creano delle bolle, questi tendono a uscire con le varie politure, anche perchè i superficiali vengono pressochè eliminati quando alla lama viene data la sua prima forma.

E' anche vero che anche se non si vedono in alcune lame questi sono presenti all'interno della struttura stessa, bene sarebbe che non ce ne fossero ma li troviamo anche in forgiatori che sono considerati al massimo e questo vuol dire doverci convivere, nessuno però quando vende una lama può affermare che in questa non ve ne siano di latenti.

In alcuni casi possono essere come la carie di un dente che se non curata porta a delle cavità notevoli, l'umidità in genere tende a ingrandirli ed a gonfiare l'acciaio dove penetra.


"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

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Fino a quando non rischiano di intaccare la struttura stessa della lama non mi importa assolutamente. Ovviamente vanno peró "conteggiati" da un punto di vista valutativo.

Giusto, e concordo in pieno. Ma, all'atto pratico, come si 'conteggiano' i difetti nella valutazione finale ? Esiste un criterio 'di mercato' che sottrae al valore dell'oggetto una certa percentuale in base al tipo di difetto? Oppure rimane un fattore soggettivo, circoscritto alla singola individualità di chi compra e di chi vende? Mi pare, se non sbaglio, che neanche tra la NTHK e la NBTHK ci sia concordanza nella considerazione (e conseguente successiva valutazione commerciale) dei kizu.

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Piú che vado avanti nel mondo della spada giapponese e piú la tecnica mi va stretta. Ultimamente in modo particolare sto riassaporando il piacere della spada in se, un po' come davanti alle token viste per le prime volte nei musei. Trovo molto piú piacevole godere della spada in quanto tale, giudicandone l'insieme e cercando di dar retta a quello che mi suscita. In quest'ottica é molto piú rilevante la bellezza che comunica l'insieme dei singoli dettagli. Poi ovviamente dopo questo primo apprezzamento ne valuto gli elementi dal grande al piccolo, dal sugata al sunagashi, ma rimane comunque molto soggettivo. In sintesi posso dire che se la lama mi suscita delle belle sensazioni poco mi importa del kizu sempre, tornando a quanto detto sopra, che questo non ne stia pregiudicando la salute in modo grave. Dal punto di vista economico vale un po' lo stesso secondo me ed il valore in negativo al difetto devi darlo tu in modo soggettivo, non esiste un prezziario (kizu di 12mm = sconto del 15%). Ovviamente quando poi vai a comprare una lama al venditore il kizu fallo pesare come un macigno :)


"La maggior parte della gente era matta. E la parte che non era matta era arrabbiata. E la parte che non era né matta né arrabbiata era semplicemente stupida."

 

"Non mi fido molto delle statistiche. Perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media!"

 

"La gente è strana: si infastidisce sempre per cose banali, e poi dei problemi gravi come il totale spreco della propria esistenza, sembra accorgersene a stento."

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il problema reale è che il kizu grave (hagire) influenza irrimediabilmente il valore di mercato della lama, per cui comprare è facile, ma nel momento di vendere il problema salta fuori, a meno che l'acquirente non sia sprovveduto, e ci si rimette denaro. Detto questo, consapevolmente si possono accettare difetti considerando il valore storico della lama (e i musei giapponesi ne hanno di lame con difetti!!) e il fatto che l'eventuale compromissione dell'efficacia della lama al giorno d'oggi importa ben poco, poichè non si va più in giro a menar fendenti...poi ci sarà il collezionista che a una vecchia tachi un pò acciaccata preferisce una kanbun perfetta. A me è rimasta nel cuore una tachi Ko-Aoe (del 1180!!) che anche Simone ha visto, proposta ad un prezzo non esagerato a causa di un piccolo hagire sul filo...e aveva anche il suo bravo kirikomi sul dorso! Sogno ancora la sua bellissima sugata

:ichiban:

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Domanda forse stupida ragazzi, ma sono curioso: un kizu tipo un hagire, o comunque una crepa nell'hamon, può far si che la lama si spezzi? Cioè che si crei proprio una spaccatura in quella zona? Ovviamente non intendo utilizzandola per tameshigiri, ma solo nel tempo maneggiandola per far manutenzione, oliare, stendere l'uchiko, ect...? :arigatou:


Sii veloce come il vento, lento come una foresta, assali e devasta come il fuoco, sii immobile come una montagna, misterioso come lo yin e rapido come un tuono.

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mi trovo perfettamente daccordo con emtolor... con leonardo poi, non ne parliamo XD

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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