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mauri

A proposito di tradizione

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Da praticante di Muso Jikiden Eishin Ryu vi posso dire che si sono svariati tipi di chiburi nella nostra scuola, in particolare ce n'è uno che effettivamente usa una "pezzuola" dentro la manica per ripulire la lama, dipende sempre dal kata.

C'è da considerare poi che i kata sono strumenti per allenare il corpo e la mente in situazioni "reali" però nella realtà sarà sempre diverso dai kata, i quali quindi servono a dare tutti i "pezzi" per comporre il proprio kata nel momento del bisogno, non necessariamente a creare forme predefinite come sembrerebbe all'apparenza.

 

Aggiungo che in quel chiburi della "pezzuola" non viene presa effettivamente, ma c'è solo il movimento della mano direttamente sulla lama, credo per semplificare il movimento, cosa che quindi potrebbe valere anche per il video con sensei Ito

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.. penso che il problema delle macchie sulla lama o il dover rifare la saya non esisteva (la mission era importante.. da portare a casa, di saya ne avevo fatte fare diverse (Hattori Hanzo)

 

(sulla pulizia, intesa come igiene .. potremmo anche sorvolare . . . generalemente l'acqua serviva solo per dissetarsi .. est o ovest che sia)

 

 

...per alleggerire la quaestio, nella "manovra" diciamoo tradizionale (S.Sugino) il colpetto sulla mano oltre a santificare e sanificare poteva essere una forma di compiacimento (che vista la riservatezza tra samurai) mai si sarebbero dati una pacca sulle spalle e quindi lo facevano da soli glorificando la mano che davo loro altre opportunità. :confused:

 

sul chiburi ... una di queste notti anzichè tagliar bambù cambio soggetti e poi vi dirò

 

 

 

 

p.s. Lo si leccava solo se si era un pò anemici e l'sha lo consigliava


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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p.s. Lo si leccava solo se si era un pò anemici e l'sha lo consigliava

Effettivamente, a seconda della dieta poteva venir consigliato. :arigatou:


"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

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questa messa tra i fiori la voglio condividere anche qua ... anche se si parla di pittura, ma rende bene il concetto:

 

.. in puro stile giapponese, non tanto per via del tema, quanto per la filosofia che è dietro l’opera: la ripetizione del gesto, rende perfetti nell’esecuzione.

E quest’opera è così, perfetta, senza una sbavatura, solo una sequenza di gesti… perfetti.


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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Spero che le Yoshikazu di Massimo siano veramente fatte da lui e non dal Maestro Yoshindo, è vero che sono della stessa Famiglia, ma comunque persone diverse.Forse è il caso di dare un'occhiata: http://www.thejapanesesword.com/yoshihara-yoshikazu

Maurizio:

Il M.Yoshindo, mi ha forgiato le sgorbie in base a ciò che mi serviva ed a quello che avevamo parlato, disegniandole nel suo laboratorio. Praticamente sono gli utensili che si usano per realizzare ogni tipo di hi. Un giorno mi arrivò un pacco dal Giappone con qesta bella sorpresa.con una lettera dove mi augurava buon lavoro. Ovviamente gli inviai le foto nei dettagli del lavoro eseguito. Posso garantirti che sono forgiate da Sensei Yoshindo, e funzionano benissimo.

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(sulla pulizia, intesa come igiene .. potremmo anche sorvolare . . . generalemente l'acqua serviva solo per dissetarsi .. est o ovest che sia)

 

no, direi che per il Giappone questo assunto non vale. L'acqua non scarseggiava, era una risorsa alla portata di tutti e utilizzata dall'ambito religioso fino a quello ricreativo passando per una grande tradizione di bagni, terme, abluzioni rituali eccetera. Inoltre se parliamo di possessori di spade parliamo di classi sociali che tenevano in grande considerazione estetica e pulizia e alle quali non mancava certo la possibilità di lavarsi. Se poi parliamo di acqua sul campo da battaglia, allora potrebbe essere un altro discorso ma per quanto concerne l'igiene mi dispiace ma il Giappone è sempre stato, ed è, un mondo a parte.


http://beno.jimdo.com

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Maurizio:

Il M.Yoshindo, mi ha forgiato le sgorbie in base a ciò che mi serviva ed a quello che avevamo parlato, disegniandole nel suo laboratorio. Praticamente sono gli utensili che si usano per realizzare ogni tipo di hi. Un giorno mi arrivò un pacco dal Giappone con qesta bella sorpresa.con una lettera dove mi augurava buon lavoro. Ovviamente gli inviai le foto nei dettagli del lavoro eseguito. Posso garantirti che sono forgiate da Sensei Yoshindo, e funzionano benissimo.

Grazie Massimo per questa tua precisazione.

"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

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Anche secondo me beno ha ragione, la cultura del bagno caldo e rilassante, lavandosi prima di entrare nelle vasche è qualcosa di antichissimo nella cultura giapponese che è stato tramandato fino ad oggi.

E direi che in questo senso è pura tradizione.

Lo assocerei anche al suburi e al kata, in un certo senso... quell'aspetto tipico giapponese che vede nella ripetizione dei gesti, nella forma delle azioni, un modo di avvicinarsi alla perfezione. Proprio quello che si coglie nella dimostrazione dei maestri visti sopra.

Lo vedo come una cura verso il corpo e verso la materialità della persona che trascende fino a elevare lo spirito.

Qualcosa poi rivisto nel "mens sana in corpore sano" forse.

 

Riguardo all'igiene, in occidente una cosa simile forse si vede nelle terme degli antichi romani, poi nel medioevo la decadenza igienica arriva a livelli fuori scala e forse bisogna attendere l'era moderna con l'acqua calda in casa per rivedere un pò di freschezza.



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Una delle più conosciute saghe sul Giappone in Italia è certamente Shogun di James Clavell, pur non essendo un libro di storia presenta uno spaccato del Giappone e dell'Oriente in generale che non può essere considerato da meno di un libro storico.

Parecchi di noi hanno iniziato a interessarsi di questa cultura proprio partendo anche da uno sceneggiato a puntate che sintetizzava il libro.

Nel libro viene spiegata bene la repulsione dei Giapponesi per le contaminazioni da sangue o altro e lo stesso protagonista non dimostra nessuna forma di pudore a lasciarsi scivolare di dosso un kimono anche molto costoso ed a correre nudo alla ricerca di un bagno ristoratore.

Erano i Nanban, che, per i Giapponesi dovevano puzzare parecchio.

 

1359040865603.jpg

 

Preso da: http://www.bc.edu/offices/pubaf/news/2013-jan-feb/portugal-jesuits-japan.html

 

Quoto ampiamente quanto detto da Simone, gli unici in Occidente erano i Romani, nel 2010 sono stato in Egitto dove si è svolta la battaglia di El Alamein, noi eravamo a 70/80 chilometri all'interno del deserto sulla depressione del Quattara, ancora circa 30/40 chilometri più a sud nel deserto, sulle mappe, nel nulla, un punto segnava delle "Terme Romane".

Modificato: da mauri

"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

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se qualcuno vuole saperne di più sul perchè il chiburi spesso sembra improbabile, a cosa serve e perchè si fa in tanti modi diversi (chinugui...), in questo articolo ci sono spiegazioni e spunti di riflessione http://kenshi247.net/blog/2011/09/05/the-myth-of-chiburi/

Grazie Beno, l'articolo che hai postato apre un mondo agli ignorantoni come me che pensavano che lo "scolasangue" tradizionale fosse il colpetto secco di katana verso il basso (peraltro assai elegante ed anche un pò terrificante nella sua praticità da mastro specialista della scannatura altrui...). E' impressionante vedere quante energie e dibattiti son stati spesi su un gesto che ai profani sembrerebbe assai accessorio rispetto a tutte le altre azioni con la spada

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una disquisizione antropologiaca:

 

sull'igiene non mi riferivo specificatamente al bushi, sicuramente in una condizione privilegita, ma in generale alla "gens"

dove sopratutto nelle campagne la condizione di vita rimase pessima fino al 18° secolo, e di sicuro anche nelle campagne c'erano dei "samurai" - considerata la numerosità dei conflitti interni.

L'evoluzione antropologica del GIappone, che passa obbligatoriamente dagli ainu, avviene in primis tra fine 700 e inizio 800 (era Heian) con la messa in discussione del "sistema cinese" e sopratutto per quella che chiameremo "la riforma agraria" con le terre date in possesso ai contadini, ma tutto ciò non diede i risultati sperati, lasciando per ben 5 secoli la popolazione non in buone acque malgrado il Giappone si stesse già ben organizzando nell'espansione commerciale riprendendo i rapporti con la vicina Cina.

Chiaro è che se un ragazzo/allievo aveva la fortuna e la tenacia per essere ammesso e restare in "una qualche scuola" o piccolo centro già meglio organizzato, le sue condizioni di vita miglioravano molto.... anche bisogna ammettere che da quando è iniziata 'l'evoluzione quasta non si è più arrestata, anche se talune concezioni sono per noi occidentali discutibili e talvolta risibili.

 

occore inoltre ricordare che buona parte della antica tradizione è tramandata, i primi manoscritti (poesie) risalgono all'8° secolo mentre i primi racconti un bel secolo dopo : "storia di un tagliabambù" e e poco dopo "Il libro del guanciale" e appresso un romanzo su un filgio dell'imperatore (che riportava molto degli usi e costumi della società).

 

Vabbè se riterrete opportuno potremmo anche parlarne ancora (magari in OffTopic) per non contaminare discussioni più attente alla tradizione.

 

 

 

 

 

p.s. anche in epoca roma le terme o l'accesso alle terme non era poi tanto semplice per la gens romana.

 

(avendo avuto l'occasione di far "case per qualche giapponese" mi ero documentato sull'evoluzione della Terra del sole nascente


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ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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mi fa davvero piacere che il link sul chiburi vi sia piaciuto, grazie per i...ringraziamenti ^__^


http://beno.jimdo.com

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questa l'ho estratta dall'off e mi sembra molto legata alla tradizione .. nel momento in cui l’individuo prende coscienza di essere un elemento mobile in perenne simbiosi con la natura, fino a divenirne elemento costitutivo.

 

Il cielo ha il suo tempo, la Terra ha il suo temperamento, i materiali hanno la loro bellezza, e gli artigiani hanno le loro abilità.

Solo quando questi quattro elementi sono ben combinati, può essere ottenuto un buon prodotto.

 

 

 

"Il cielo ha il suo tempo", sottolinea l'importanza dei cambiamenti delle stagioni, o condizioni climatiche, e "la Terra ha il suo temperamento" riflette considerazione dell'autore di elementi ambientali, come mari, montagne e fiumi. La clausola successiva, in cui i "materiali" si spiega da sé, fa riferimento all'importanza di selezionare belli, buoni materiali. Infine, le competenze degli artigiani sono evidenziate, giungere ad una conclusione che la tecnologia può essere completa solo con il contributo di tutti questi elementi della natura, nel senso ampio del termine, come il clima, l'ambiente e dei materiali. Alla base di questa affermazione è una visione di produzione come un sistema globale in cui i quattro momenti del Cielo, la Terra, i materiali e le competenze sono combinati. Si parla di, per così dire, la "saggezza della tecnologia indigena."


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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Sempre legato alla figura del ''Tesoro Nazionale Vivente'', approfitto per dirvi che tale titolo è appena stato conferito al Sensei Hon'ami Koshu!

 

Foto durante il party:

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e questo il certificato:

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Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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Sgradevole piega presa dalla discussione...
Un'altra carenza italica rispetto alla raffinata cultura nipponica, non saper evitare affermazioni "inopportune".


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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azzzz ... non pensavo di scatenare "unaguerra" riportando una semplice notizia sul chiburi :ichiban: I'm sorry


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