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Massimo Rossi

Una shinshinto di Chikanori

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Non è un sgreto, per chi si diletta nella politura (Andrea, senzaltro lo trovi, poi dirai mannaggia era tutto quì) è abbastanza normale ne abbiamo parlato anche con Lonnie. Ovviamnente con l'uso del jiteko è passato dietro.I nuovi studenti giapponesi, in molti non lo sanno. Volendo si usa ancora, devo dire su alcune lame forse forse il risultato è ottimo. Ancora un'altro pò, poi lo dico, sono sicuro che ci arrivate prima del mio intervento.

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ossia?

È una pietra che viene proprio da Tsushima,è nera ma quando si macina prende il pigmentio interno cioè grigio scuro si usa spesso nella fornitura.

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Questa l'abbiamo risolta c'e un'altro tipo di nugui per sashicomi penso sia più complesso,ci vogliamo provare? Anche questo è un pò strano ma efficace.

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Non è che l'ho trovato...lo sapevo.

Non pensavo ci si riferisse a questo.


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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Non è che l'ho trovato...lo sapevo.

Non pensavo ci si riferisse a questo.

Aspettavo che lo dicessi non avevo dubbi che non lo sapevi, come immagino che sai anche l'altro nugui.

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Aspettavo che lo dicessi non avevo dubbi che non lo sapevi, come immagino che sai anche l'altro nugui.

Di ricette per il nugui ce ne sono centinaia.

E' come se giocassimo a "indovina cosa sto pensando". :smile:

Se ce la collochi storicamente, citi un togishi che ne fecesse uso o magari in quale fattispecie o una fonte storica ... allora magari diventa più interessante per tutti.


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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Non mi sembra Massimo che sia un problema di polemica, Andrea dice che di questi "cosmetici" c'è ne sono tanti perchè ogni epoca ha scoperto i suoi, anche io penso che quello che in epoche lontane poteva essere anche solo frutto del caso, oggi, si può ottenere con delle semplici analisi e chiedendo ad un chimico la soluzione alla nostra richiesta.

Certo si perde la poesia e quell'aurea da congregazione segreta che prima dava un peso enorme anche solo all'uso del succo di barbabietola da zucchero.

Ma ormai molte cose si possono delegare ad una macchina di laboratorio, purtroppo, per la nostra sete di Magia.


"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

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Giusto per 'allentare la tensione' faccio una domanda da 'novizio':

davvero ci sono così tanti componenti diversi per creare un nugui, oppure conta soprattutto la composizione degli stessi, ovvero 'la formula' ?

E quanto poi, a parità di formula, conta il metodo di applicazione?

 

Lo chiedo perchè mi pare ci siano molte somiglianze con le vernici da liuteria (un argomento che conosco molto bene); sono state fatte incredibili ricerche, anche in laboratorio, per cercare di svelare certi 'segreti', immaginandosi chissà quali ingredienti (zampe di topo, orecchi di serpente....) per poi rendersi conto che la bravura nell'applicare i soliti dieci componenti standard (poichè quelli sono) è un fattore non quantificabile scientificamente, ma determinante per il risultato finale. :arigatou:

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beh, è chiaro, è la "mano" che fa togi a determinare il risultato, anche se chiaramente una pietra "difettosa" grandi risultati non potrà darli... di nugui ce ne sono tantissimi perchè ogni scuola, ogni politore, ogni epoca ha avuto i suoi. alcuni sono caduti in disuso perchè si è scoperto qualcosa che dava risultati migliori... un po' il discorso che sta facendo Mauri...

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beh, è chiaro, è la "mano" che fa togi a determinare il risultato, anche se chiaramente una pietra "difettosa" grandi risultati non potrà darli... di nugui ce ne sono tantissimi perchè ogni scuola, ogni politore, ogni epoca ha avuto i suoi. alcuni sono caduti in disuso perchè si è scoperto qualcosa che dava risultati migliori... un po' il discorso che sta facendo Mauri...

 

Ho posto male la domanda, cerco di spiegarmi meglio: a parità di 'mano' (ovvio che un togishi scarso....) immagino ci siano diverse modalità di applicazione, e probabilmente ogni pietra vuole la sua. Magari però la differenza sta proprio in una diversa applicazione, piuttosto che in una diversa pietra, E poi: ci sono davvero cento tipi di pietre (o componenti) diverse, oppure sono tante 'le ricette', come dice Kentozazen ?

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Rispondendo ai post precedenti, vorrei stare ben a vedere che non era un segreto... neanche per me un novellino come me!!! lo avevo scritto io nel mio primo post, in questa discussione, che per me il nugui per il sashikomi (ne avevo citati tre possibili) a cui si riferiva Massimo potesse consistere in una sospensione di minerali finemente triturati di calcare, appunto la tsushima! Molto banalmente lo avevo letto la sera precedente su di un libriccino :culo: Poi avevo fatto qualche altra piccola ricerca... e dato che Massimo aveva escluso gli ossidi minerali ferrosi... gli ho chiesto di persona "l'arcano"!

 

Per questo l'altro nugui mi dispiace ma non ne ho veramente idea, ma sono certo che chi ne sa infinitamente più di me, lo azzeccherà a breve! :arigatou:


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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(..)

sia la barbabietola Giapponese che lo stesso The vengono o venivano adoperati per alcune pattinature delle leghe in Giappone e non solo, non sono convinto che la maggior parte di coloro che le adoperavano sapessero perchè così facendo riuscivano ad ottenere degli effetti di un certo tipo,a loro, bastava solo sapere che venivano adoperati e come.

Ora con delle analisi dei metalli , magari con microscopi elettronici si riescono a vedere elementi che prima nemmeno si intuivano, e chissà che qualcuno non possa, utilizzando queste tecnologie, arrivare alla ricetta perfetta, naturalmente sapendo come adoperarla.

Modificato: da Simone Di Franco

"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

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E' come dice Mauri, di variabili ce ne sono tante e vanno dalla mano del politore , agli ingredienti, alle percentuali di tali ingredienti, alla combinazione degli stessi.

Per non parlare ovviamente del tipo di spada.

Una volta consolidata una tecnica di togi ogni togishi sviluppa le proprie propensioni che si adattano -per esperienza- al suo modo di lavorare e che forniscono il risultato che cerca.

Per ogni aspetto del togi esiste una percentuale di personalizzazione, se osservate più togishi al lavoro noterete sempre delle differenze.

Nel corso dei secoli ognuno ha fatto i suoi piccoli esperimenti, i più efficaci sono stati tramandati (per maggior parte penso e spero) i meno efficaci sono svaniti assieme alle tecniche di politura meno efficaci.

Per conto mio ...voglio dire... o c'è una ricetta particolarmente curiosa tipo "succo di gobba di cammello" oppure ...

Sinceramente pensavo che il nugui particolare potesse essere una sostanza organica, pensavo a qualcosa di veramente curioso.

Se volete posto una quindicina di ricette, per poi raccontare che nella maggior parte dei casi i risultati si somigliano abbastanza, bastano due o tre varianti per arrivare più o meno dovunque.

Non è questione di sapere o non sapere... non intendo questo, in rete si trova tutto con un po' di pazienza.

Modificato: da Kentozazen

Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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Per svelare l'arcano sui nugui "metallici", sempre che ne abbiate bisogno, mi permetto di consigliarvi un'analisi all' ICP-MS, inductively coupled plasma mass spectrometry :wink:


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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