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Kagamibiraki 鏡開き

"Schiudersi al nuovo anno"




Kagami significa specchio ed hiraki (biraki) significa apertura, con il senso anche di svelare, venir fuori; lo specchio sta a significare la nostra vera natura.
Il nostro auspicio è che ogni anno, il nostro sè riflesso si avvicini sempre di più alla nostra originale natura.
Kagamibiraki è una celebrazione tradizionale che risale al 15esimo secolo, adottata nel 1884 dal Maestro Kano Jigoro, che ne istituì la celebrazione nel Dojo del Kodokan di Tokyo.
Si tiene all' inizio dell' anno, e per l'occasione viene preparato il cosiddetto Kagami Mochi, riso glutinoso pestato e lavorato in forma rotonda, a ricordare la forma di uno specchio. Le decorazioni fatte con il Kagami Mochi risalgano al periodo Nara (710-784), ma la forma odierna risale al periodo Muromachi (1333-1573).
Vengono disposti due Mochi, uno più grande sotto ed uno più piccolo sopra, a simbolizzare l'abbondanza. Queste forme di riso saranno spezzate nel giorno del Kagamibiraki. Le forme di riso spezzato simboleggiano l'apertura dello specchio. Poichè all'interno del Kagami Mochi dimorano i Toshigami (divinità che vengono a far visita il nuovo anno) il Mochi non sarà mai tagliato con il coltello. Sopra il Kagami Mochi viene posizionato un arancio amaro detto Daidai (橙). Recentemente viene usato un mandarino, ma il daidai è un agrume un po' diverso. Il suono daidai significa anche "di generazione in generazione". E non è solo il gioco di parole; il daidai può rimanere sull'albero senza cadere anche per 5 anni mutando i suoi colori da verde ad arancio nelle stagioni. E' simbolo quindi di continuità. Fra il machi ed il daidai si trova uno spiedino con dei kaki essiccati ed infilati, kushigaki (串柿). L'albero dei kaki è simbolo di longevità. Vengono infilati 2 kaki, poi viene lasciato un po' di spazio ed infilati 6 kaki, e dopo aver lasciato un po' di spazio ancora altri 2 kaki vengono infilati, per rispettare il detto "Soto ha niko niko naka ha mutsumajiku" (外はにこにこ仲むつまじく) che significa "fuori il sorriso e dentro l'armonia", ma che puo' anche essere letto come fuori 2 ed all'interno 6.
In antichità, il Kagami Mochi era molto più semplice e veniva fatto con il Mochi, che rappresenta appunto lo specchio, daidai che rappresenta il gioiello e kushigaki la spada, i tre tesori sacri.
Le due forme di Mochi e il daidai sono solitamente appoggiati su un vassoio detto Sanbou (三方), in genere utilizzato per le offerte alle divinità od a personalità di cui si ha grande considerazione. Ha forma quadrata, ma è forato in tre lati (da questo il nome sabou, che significa tre direzioni). Sopra il vassoio viene messa una carta detta Shihoubeni (四方紅). E' la carta che si usa per le offerte, è di colore cremisi ed è piegata nelle quattro direzioni a richiesta di salute e prosperità. Scende davanti al Kagami Mochi la carta piegata a forma di saetta, che si chiama Gohei (御幣) quando è rossa e bianca e si chiama Shide quando è solo bianca. Si vede spesso scendere dagli Shimenawa (corde intrecciate) sulle porte dei templi. Simboleggiano le piantine di riso (ine), e sono usate come decorazione per chiedere un anno di buon raccolto. Il colore rosso del Gohei è come un amuleto contro gli spiriti maligni. Ougi (扇) è il ventaglio che si apre dietro al Kagami Mochi. Si chiama anche Suehiro. Sta a significare la richiesta di felicita eterna. Fra i due mochi, si trova Ushiroji, una felce sempreverde, precisamente si tratta di Gleichenia japonica. Ushiroji significa "bianco dietro", proprio perchè la felce è più chiara dietro. La felce è rappresentativa di un cuore puro, ed è la pianta che rappresenta la lunga vita. Le sue foglie nuove crescono senza perdere le vecchie. Per questo è considerata una pianta simbolo di prosperità. Poichè ha una forma simmetrica, uguale a sinistra ed a destra, è la foglia alla quale si chiede l'armonia di coppia.
Anche il gambero rosso puo' essere utilizzato nella decorazione del Kagami Mochi. I gamberi rossi (Ise-ebi) sono simbolo di longevità (si dice infatti "vivere finchè i fianchi non si piegano come i gamberi").
Anche l'alga Konbu è presente, come in molte altre occasioni augurali. La parola Konbu deriva di YoroKOBU che significa essere felici.
Infine, troviamo anche Yazuriha, foglie di un grande albero sempreverde, il Daphniphyllum macropodum, simile al rododendro. Il suo significato augurale sta nella particolarità del fatto che le sue foglie vecchie non cadono in autunno, ma candano in primavera solo dopo che le foglie giovani sono nate. Yuzuriha infatti significa "foglie che trasmettano la loro eredità".

L'arrivo del nuovo anno è legato ad antiche credenze secondo le quali le divinità fanno visita per assicurare buoni rapporti durante l'anno. In preparazione della loro visita, la gente pulisce e decora le proprie case per accogliere nel miglior modo le divinità.
Anche se oggi molti dei significati di queste osservanze sono dimenticati, molti dei rituali restano nella loro forma esteriore. Il simbolismo dello specchio, centrale nel Kagamibiraki, risale al mito della creazione del Giappone (insieme alla spada ed al gioiello).
Lo specchio da la possibilità all'uomo di vedere la realtà così com'è.
Alla spada sono state date qualità spirituali, tanto che esistono spade leggendarie, per esempio la Ama no Murakumo (天叢雲剣), letteralmente "Spada del Paradiso".
Nel giorno del Kagamibiraki le armi venivano pulite e rese luccicanti, un metodo per chiarire i propri pensieri e fortificare la propria dedizione nell'anno nuovo. Le armi venivano messe vicino al Kagami Mochi (che veniva detto anche Gusokumochi, Mochi delle armi).
Mangiare insieme il Mochi (ne esistono varie ricette) è un atto di comunione di intenti ed ha sempre rappresentato l'idea di rinnovo e buon auspicio, quasi come se con l'inizio dell'anno si rompesse la terra per prepararla alla semina.




Un nuovo anno pieno di fresche possibilità, un inizio pulito, un'opportunità di dedizione.

Kagami.jpg


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Il daidai è veramente un frutto alquanto atipico e molto affascinante per quello che mi riguarda! Sarei curioso di poterlo assaggiare... :popcorn:

 

Sisi infatti Matteo, dato cio', li ho dato una motivazione sul perchè della sua importanza nella simbologia shinto appunto! :arigatou:


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Articolo molto interessante Francesco, completo ed esaustivo. Grazie per averlo voluto condividere con noi :arigatou:

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Grazie mille per l'apprezzamento :arigatou: ma il merito va ai miei insegnati del Dojo che mi hanno fornito informazioni! Anche perchè, sia sul web (anche wikipedia per citarne una...) che sui libri, ho sempre letto molto poco a riguardo!

Approfitto anche per postare il link, con alcune foto e brevissime descrizioni del Kagamibiraki che si è celebrato Sabato scorso nel mio Dojo. :laugh:

[ http://freebudo.wordpress.com/2013/01/16/kagamibiraki-2013/ ]


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