Vai al contenuto
mauri

Che dire di questi nuovi artigiani

Messaggi consigliati

Capisco ciò che dici, tuttavia vorrei sottolineare che la maggioranza delle lame nihonto in circolazione non hanno presumibilmente tagliato nulla e nessuno , questa percentuale è proporzionalmente crescente con il progredire del tempo.

Koto : alcune hanno combattuto altre ben poco, comunque praticamente tutte erano al fianco di uomini di rango guerriero.

Shinto : poche hanno combattuto ed una buona parte è stata indossata raramente, una buona parte è appartenuta a uomini di rango non guerriero.

Shinshinto: rarissimamente hanno combattuto, sempre più raramente erano indossate.

Il discorso ww2 meriterebbe un dibattimento separato.

Shisakuto: beh! manco uno yakuza ci va in giro.

 

Se la discriminante è l'utilizzo...la cosa diventa complicata, ma non credo che la discriminante artistica sia l'utilizzo. Penso invece che sia interessante suddividere le nihonto tra le epoche in cui esse erano potenzialmente utilizzabili e le successive epoche in cui furono delegate prima a simulacro e poi ad oggetto di studio e oplologia.

Sempre tenendo presente la parentesi del conflitto mondiale.


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

E' vero come dici che ben poche sono state utilizzate in battaglia, e quelle che lo sono state erano in mano a gente che le sapeva usare.

E' anche vero che quando questi eventi non si materializzavano si trovava il modo di testarle in altre maniere, ora per la paura di rovinarle quelle che vengono realizzate oggi vengono definite lame d'arte e questo fatto ci porta a non pensare nemmeno di valutarne le capacita di,manegevolezza e di taglio, forse anche legati al fatto del costo iniziale molto elevato.


"accorciati la firma". Ernst Jünger

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Guarda in tutta onestà ci sono certamente lame più agile, più resistenti, più potenti...però grandi spadaccini del mito sgominavano gli avversari con dei bastoni.

Non è che uno spadaccino mediocre con in mano una lama fenomenale diventi invincibile. Nello shinto se una lama aveva l'occasione di essere testata in combattimento l'occasione di limitava a ben pochi fendenti, dovendo scegliere su cosa puntare decisamente mi affiderei alla tecnica del samurai piuttosto che alle miracolose doti della lama.

Durante il koto le lame erano maggiormente utilizzate in battaglia ecco allora forse le capacità di resistenza ad un uso prolungato diventavano preponderanti rispetto ad altre doti quali la capacità di taglio o l'agilità. Per non parlare poi del fatto che il lavoro sporco era fatto dagli ashigaru che erano armati molto più modestamente.

Le lame sono quasi tutte funzionali, si puo certo discutere di doti tecniche ci mancherebbe, però consapevoli del fatto che la differenza la faceva l'uomo. Penso che in generale dato un buon acciaio ed una buona tempra la massima parte delle discussioni tecnico funzionali si riduca a questioni di bilanciamento e peso che variano in valenza a seconda dello stile e della morfologia dell'utilizzatore. Dunque non esistono paramentri tecnico funzionali rigidi su cui fare valutazioni universali. Questo il mio punto di vista.


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Sull’aspetto dell’uso dei bastoni, mi sembra ne avessimo già parlato in altri post, anche in Europa proprio quando questo strumento era parte integrante dell’abbigliamento di un gentiluomo, sono nate anche scuole di scherma per questo.

Concordo sul fatto che uno spadaccino mediocre non risulta invincibile con una lama super, questo è valido per tutte le armi, nessuna può rinunciare alla preparazione dell’uomo , anzi più queste sono sofisticate più il combattente deve essere preparato e super addestrato.

E’ vero che le lame sono quasi tutte funzionali ma è altrettanto vero che non è cosi semplice definirne la differenza dovuta al fattore umano.

Anche all’ interno delle varie scuole la capacità di queste nostre è legato più alla continuazione di percorsi filosofici che a fini pratici, ma penso che proprio questo modo di insegnare sia la giusta strada per affrontare questo percorso.

Tornando però da dove eravamo partiti, proprio perché ormai questi manufatti sono musealizzati tutto diventa difficile e tutto può essere possibile, anche accontentarsi di simulacri visivamente perfetti perché diventati dei costosi sopramobili.


"accorciati la firma". Ernst Jünger

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Io vedo molto l'arte come espressione.

L'arte secondo me è il pensiero che una persona riesce a imprimere in una sua creazione.

Se una persona riesce a esprimere sè stessa nella creazione di un oggetto, astratto o concreto che sia, produce arte.

 

E' quando si percepisce la volontà intesa dall'artista in una sua opera che se ne apprezza l'arte. Quando si comprende cosa voglia dire un poeta, quando si percepiscono i sentimenti attraverso i suoni di un musicista oppure quando si scoprono le tappe che ha percorso un artigiano nel suo cammino verso la perfezione, è lì che si viene raggiunti dall'Arte.



Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Sull’aspetto dell’uso dei bastoni, mi sembra ne avessimo già parlato in altri post, anche in Europa proprio quando questo strumento era parte integrante dell’abbigliamento di un gentiluomo, sono nate anche scuole di scherma per questo.

Concordo sul fatto che uno spadaccino mediocre non risulta invincibile con una lama super, questo è valido per tutte le armi, nessuna può rinunciare alla preparazione dell’uomo , anzi più queste sono sofisticate più il combattente deve essere preparato e super addestrato.

E’ vero che le lame sono quasi tutte funzionali ma è altrettanto vero che non è cosi semplice definirne la differenza dovuta al fattore umano.

Anche all’ interno delle varie scuole la capacità di queste nostre è legato più alla continuazione di percorsi filosofici che a fini pratici, ma penso che proprio questo modo di insegnare sia la giusta strada per affrontare questo percorso.

Tornando però da dove eravamo partiti, proprio perché ormai questi manufatti sono musealizzati tutto diventa difficile e tutto può essere possibile, anche accontentarsi di simulacri visivamente perfetti perché diventati dei costosi sopramobili.

Concordo

Modificato: da Kentozazen

Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Io vedo molto l'arte come espressione.

L'arte secondo me è il pensiero che una persona riesce a imprimere in una sua creazione.

Se una persona riesce a esprimere sè stessa nella creazione di un oggetto, astratto o concreto che sia, produce arte.

 

E' quando si percepisce la volontà intesa dall'artista in una sua opera che se ne apprezza l'arte. Quando si comprende cosa voglia dire un poeta, quando si percepiscono i sentimenti attraverso i suoni di un musicista oppure quando si scoprono le tappe che ha percorso un artigiano nel suo cammino verso la perfezione, è lì che si viene raggiunti dall'Arte.

concordo

...ma rimango fermo sulla posizione che comprendere questa cosa nella spada giapponese è dote di pochi.


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Non essendo un esperto di manga mi ero astenuto dal pronunciarmi a riguardo, ma Evangelion fa’ oramai parte a tutti gli effetti della cultura giapponese. Ecco perché, come ci faceva giustamente notare Andrea, nessun giapponese si scandalizzerebbe per le lame in questione. Noi occidentali abbiamo la brutta abitudine di ritenerci sempre migliori degli altri; siamo diventati i detentori, nonché protettori, della cultura samuraica in virtù del fatto che abbiamo letto qualche testo a riguardo. Sinceramente, non so in base a quale esperienza diretta uno straniero possa affermare che l’antico spirito giapponese va oramai scemando. Forse dovremmo tutti ricordare che se il Giappone non fosse divenuto la nazione moderna che é oggi, a nessuno di noi sarebbe mai venuto in mente di studiarlo. Anche perché ciò sarebbe stato materialmente impossibile data la chiusura verso l’esterno che lo ha contraddistinto. Sia chiaro che il mio intervento non é affatto rivolto agli utenti del forum, ma bensí vuole mettere in luce una certa tendenza tutta europea di giudicare in base a quello che noi riteniamo giusto o sbagliato. :arigatou:

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Non essendo un esperto di manga mi ero astenuto dal pronunciarmi a riguardo, ma Evangelion fa’ oramai parte a tutti gli effetti della cultura giapponese. Ecco perché, come ci faceva giustamente notare Andrea, nessun giapponese si scandalizzerebbe per le lame in questione. Noi occidentali abbiamo la brutta abitudine di ritenerci sempre migliori degli altri; siamo diventati i detentori, nonché protettori, della cultura samuraica in virtù del fatto che abbiamo letto qualche testo a riguardo. Sinceramente, non so in base a quale esperienza diretta uno straniero possa affermare che l’antico spirito giapponese va oramai scemando. Forse dovremmo tutti ricordare che se il Giappone non fosse divenuto la nazione moderna che é oggi, a nessuno di noi sarebbe mai venuto in mente di studiarlo. Anche perché ciò sarebbe stato materialmente impossibile data la chiusura verso l’esterno che lo ha contraddistinto. Sia chiaro che il mio intervento non é affatto rivolto agli utenti del forum, ma bensí vuole mettere in luce una certa tendenza tutta europea di giudicare in base a quello che noi riteniamo giusto o sbagliato. :arigatou:

Grande Sandro!!!

Ben detto.


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Considerata la deriva Off Topic che a preso questa discussione continuiamo pure sul discorso Pin up, non penso sia un problema di scandalizzarsi o meno sull’utilizzo della stessa. Se vogliamo analizzare il tutto fino in fondo, stiamo parlando di lame moderne a cui non possiamo che dare il valore di opere d’Arte per giustificarne l’eccessivo costo che non avrebbero se solo fossero trattate come manufatti artigianali. Queste lavorazioni, e parlo degli horimono erano legati a miti o a personaggi della tradizione, se non avevano funzione divinatoria potevano benissimo essere considerati un vezzo della lama ed alcuni sono proprio questo. In questo forum ci sforziamo di comprendere e studiare una parte importante del Giappone antico tramite il suo artigianato legato alla realizzazione delle lame che erano parte integrante di una società che come dice anche Sandro solo da poco tempo si è aperta al resto del mondo. Cerchiamo di studiare questo settore del Giappone che pur avendo avuto una rilevanza notevole, di punto in bianco si è ritrovato a dover fare i conti con il nuovo che avanza e con tutti quei valori importati che per la quasi totalità sono legati al commercio ed al denaro. La maggior parte dei Giapponesi si è adeguata a questo e la produttività è diventata per questi religione di stato, la mescolanza con i vecchi riti ha creato un amalgama che facilmente prende terra su una o l’altra delle rive nella maggior parte dei casi solo per un proprio tornaconto. Questo che sto delineando non vuole essere un giudizio ma una semplice analisi per quello che fino ad ora ho potuto vedere. Il Giappone moderno è in mano almeno per quello che esce dai suoi confini ad un commercio globale che vede l’America e altri stati che sono stati suoi nemici anche nelle ultime guerre, come suoi punti di riferimento e di arrivo, non c’è perciò da stupirsi che anche in manifestazioni dove si prendono a pretesto lavorazioni Tradizionali, che servono solo per giustificarne la qualità oltre il prezzo, utilizza quei simboli che opportunamente modificati erano già settanta anni fa sulle carlinghe degli aerei che lo bombardavano.

B17_nose_art.jpg

Le due immagini sono poi così diverse?


"accorciati la firma". Ernst Jünger

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Si sa che la patata è un simbolo di strepitosa forza e universalmente apprezzato :marrotolo::hihi:

 

Sulla vezzosità degli horimono, inteso, quelli figurativi e non gli hi, si potrebbe aprire un altro capitolo della nostra discussione, anche in riferimento a quanto dicevo prima, dell'arte come espressione.

Una spada, un oggetto con una precisa funzionalità di arma, diventa quindi anche una sorta di "tela" dove esprimere arte figurativa.

Peraltro anche in occidente, le lame, le armature, persino le armi da fuoco, sono molto spesso istoriate, decorate e rifinite, come se la bellezza avesse una sorta di valore funzionale.

 

Mi viene da riflettere se ciò non sia in un certo senso un modo per snaturare l'oggetto e renderlo meno terrificante, per nascondere sotto la bellezza il fatto che alla fine, cioè che si tiene in mano altro non è che uno strumento di morte.

L'immagine del bombardiere e della bella ragazza sopra la bomba mi fa pensare proprio a questo, a ingannare dietro la goliardia, dietro a simboli di leggiadria, un temibile strumento di devastazione. Mi immagino già un soldato cowboy che ci scherza su prima di compiere il suo dovere e distruggere una città. Dover partire con un compito simile non doveva essere facile dopotutto.

 

Forse anche imprimere un fudo myoo che punisce i malvagi sopra una katana, poteva avere una motivazione simile, attraverso un simbolo trovare la convinzione che usare una spada fosse un diritto divino o un sacro dovere, un azione legittimata dall'alto.



Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Cavalcando l'onda dell'OT a questo punto oserei dire che, paradossalmente, l'idea di Mauri di una lama con l'horimono di un hamburger, naturalmente realizzata da uno spadaio Tesoro Nazionale, inserita sapientemente nell'ottica dell'attuale polemica sul 'filoamericanismo' nipponico, sarebbe a mio parere un'operazione notevole, dal punto di vista artistico...con buona pace dei puristi. :arigatou:

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Effettivamente, magari con il logo della catena che li produce. :marrotolo:


"accorciati la firma". Ernst Jünger

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Vedo con immenso piacere che anche questa discussione, letta da molti, ha coinvolto solo i soliti noti.

Se qualcuno ha dubbi, certezze o quanto altro potrebbe far crescere il forum, sarebbe bene si facesse avanti per dire la sua anzi che limitarsi a tirare frecciatine da improbabile kiudo ka per antipatie su questo o quello.

E' improbabile colpire gli altri se non si centra il bersaglio che è in se stessi. :fiori:


"accorciati la firma". Ernst Jünger

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Ma sì dai Mauri...che t'importa. Da tempo ormai sono convinto che la qualità delle discussioni nulla abbia a che fare con la quantità dei partecipanti.

Concordo con Simone: in tutte le culture ed in tutte le opoche le armi sono state arricchite e decorate con opere d'arte ed artigianato.

Spade occidentali, egizie, romane, giapponesi, persiane, indiane tutte hanno questa matrice comune di presentare una convivenza tra funzione ed estetica.

L'arma legittima potere ed il potere è sottolineato dalla ricchezza delle sue decorazioni e della sua arte, non credo che tale universale pulsione umana (quella intendo di rendere opera artististica o artigianale un'arma) sia motivata dall'esigenza di renderla meno terrificante come sostiene Simone. Al contrario ,invece che sdrammatizzarne la reale funzionalità , l'atto artistico intorno ad un'arma ne sottolinea il carattere ed il ruolo...anche se debbo dire tale carattere e ruolo muta nel corso del tempo e del contesto.

Nell'esempio di Mauri della pin-up -che trovo personalmente molto lontano dall'intento decorativo nipponico- si rilevano volontà espressive tipiche dell'epoca e della cultura americana. La pin-up sul bombardiere sta al pilota americano come il poster erotico sta al camionista. In questi casi l'esibizione di un desiderabile corpo femminile sta a manifestare una certa virilità, la figura femminile è raffigurata come mero oggetto a rappresentazione del proprio gusto ed a sottolineare la sovrabbondanza di ormoni maschili notoriamente associati all'erotismo ed alla bellicosità; uno stereotipo di virilità e nel caso della pin-up anche di affermazione di una cultura capitalistica che esprime al meglio le differenze di allora con il Giappone. Come a dire volgarmente : hei muso giallo , chi pilota questo aereo è un cazzutissimo americano, uno che sa come godersi la vita, un vero uomo ...uno che ti farà vedere come si combatte.

La pin-up ha rappresentato a metà del secolo scorso un modello sociale importante per gli Usa. Grandi brand hanno promosso la propria attività commerciale tramite la suggestione di queste erotiche (graziose) bamboline.

Anime e manga giapponesi differiscono dalla pin-up per contestualizzazione storica e per la diversa rappresentazione sociale di cui sono foriere, potremmo certamente rilevare punti comuni nella suggestione erotica, ma anche l'erotismo (da sempre protagonista nell'arte) assume una forma molto differente per non dire assai più ardita e trasgressiva nel manga.

Modificato: da Kentozazen

Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Sono convinto che sia L'Oriente e l'Occidente abbiano fatto molta distinzione, almeno nei periodi d'oro, trale armi da parata o rappresentanza e le armi da guerra, non penso che un Giovanni dalle Bande Nere andasse in battaglia con armi che lasciassero anche un pur flebile barlume di lezziosità.

Altretrtanto sono convinto che alla corte del Re Sole tutto il codazzo che questi si portava dietro usasse portarsi al fianco lame super istoriate non meno inutili delle loro parrucche.

Sarebbe forse interessante anche per noi, nello studio delle lame, entrare in merito, quando si spulciano fin nei minimi dettagli, capire se questi fossero più legati all'estetica dell'aparenza o alla sintesi della sostanza.

Quando un manufatto dell'Uomo attraversa qualche centinaio di anni in modo quasi inalterato vuol dire che almeno in quelle epoche che l'hanno visto protagonista, questo, ha raggiunto certamente picchi d'ecellenza, o non è stato più adoperato, ma solo portato.

E' anche vero che la maggior parte delle armi individuali muoiono nei loro foderi a meno che non ci si vada a caccia(parodia della Guerra) o vengano utilizzate nei vari conflitti, senza di questi le stesse per giustificarne il porto hanno bisogno di farsi belle.


"accorciati la firma". Ernst Jünger

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

....capisco ....però allo stibbert c'è una armatura di giovanni dalle bande nere e , pur nella sua austerità, vi sono numerosi manierismi decorativi...che mi dici su questo?


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Unisciti alla conversazione

Adesso puoi postare e registrarti più tardi. Se hai un account, Registrati adesso per inserire messaggi con il tuo account.

Ospite
Rispondi

×   Incolla come testo formattato.   Incolla invece come testo normale

  Sono permesse un massimo di 75 faccine.

×   Il tuo link è stato inserito automaticamente.   Visualizza invece come link

×   Il tuo contenuto precedente è stato ripristinato.   Editor trasparente

×   Non puoi incollare le immagini direttamente. Carica o inserisci immagini dall'URL.


Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

Come associarsi ad I.N.T.K.:

Potete trovare QUI tutte le informazioni per associarsi ad I.N.T.K..
Associandovi ad I.N.T.K. accettate in maniera esplicita il Codice Etico e lo statuto dell'associazione ed avrete accesso ad una serie di benefici:
- Accesso alle aree riservate ai soci del sito e del forum;
- Possibilità di partecipare agli eventi patrocinati dall'associazione (ritrovi, viaggi, kansho, ecc...);
- Riceverete il bollettino trimestrale dell'Associazione.

"Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme."

(proverbio popolare giapponese)

×
×
  • Crea nuovo/a...

Informazione importante