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mauri

Che dire di questi nuovi artigiani

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Come alcuni di voi hanno già scritto anche io da inesperto ritengo che la maggior parte di Nihonto siano opere di superbi artigiani e solo poche si possano considerare vere e proprie opere d'arte, ma nel leggere i vostri commenti mi è venuto in mente un episodio che si collega bene alla discussione, lo scorso ottobre mentre ero in Giappone sono stato ad una mostra - mercato di Nihonto ad Osaka,( ho anche postato le foto quì sul sito) ero in compagnia di altri praticanti italiani come me, a parte io "neofita" nello studio delle Nihonto ed uno dei miei compagni molto preparato sull'argomento i restanti compagni di viaggio credo non ne avessero mai visto bene una da vicino. Uno di questi chiede di una spada che lo ha attirato e vuole informarsi dal venditore sul prezzo della lama, chiediamo e subito il venditore ci sorride e ci dice : Juyo Token!!! Noi ce la ridiamo e chiediamo al nostro compagno di indicarcene una altra perchè quella gli spieghiamo è un tesoro nazionale ed oltre che costare come una casa non si può esportare!!! Lui si sposta di qualche metro e ce ne indica un'altra, chiediamo gentilmente al venditore che ancora più sorpreso ci risponde di nuovo: Juyo Token!!! E, visto il buon gusto, ci ha permesso anche di vederla da vicino! Fortuna del principiante? Dote innata nel riconoscere opere d'arte?

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Forse si deve differenziare il concetto di opera d'arte, come lo si intende in occidente, rispetto a queste opere, direi di alto artigianato, per noi ( oppure oggetti d'arte per gli asiatici) . Noi siamo ormai abituati all'opera d'arte visiva come espressione estetica o interiore dell'artista, che sente l'esigenza di creare un qualcosa necessariamente diverso da cosa fatto in precedenza e che dovrebbe suscitare emozioni in chi lo osserva. Nell'ultimo secolo ciò si è disgiunto dall'eccellenza nella tecnica artistica, che invece era imprescindibile nelle opere d'arte dei secoli passati. La spada giapponese era invece un oggetto che nasceva per uno scopo (anche se carico di valenze simboliche e spirituali), la funzionalitá era strettamente correlata alla perfezione tecnica ed incidentalmente ciò si accompagnava anche ad una magnifica sugata e a tutte le caratteriistiche estetiche che noi tanto apprezziamo. Forse si può fare un parallelo con i nostri grandi ebanisti o liutai, che creavano oggetti con uno scopo, mettendoci oltre alla perfezione esecutiva anche l'estro individuale. Diverso il discorso con i grandi pittori e scultori del passato: anche questi creavano "oggetti" con grande abilità tecnica, ma la loro funzione simbolica (rappresentazioni religiose, soprattutto) era strettamente correlata alle caratteristiche estetiche e visive, che divenivano preponderanti classificandole quasi automaticamente nelle cosiddette opere d'arte. Forse le lame realizzate nello shinshinto ispirandosi a quelle dei secoli passati e fatte senza altri scopi se non quello di avvicinarsi alle lame antche, potremmo considerarle opere d'arte, perlomeno nelle intenzioni...

t

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....capisco ....però allo stibbert c'è una armatura di giovanni dalle bande nere e , pur nella sua austerità, vi sono numerosi manierismi decorativi...che mi dici su questo?

Come ho già detto è probabile si tratti di una sua armatura da parata, che tra l'altro sarebbe bene visionare rapportandola a quella dìi un altro suo pari dell'epoca e se ne vedrebbe la differenza.

Lui si vede come il precursore dell'uso delle tecnice dei nostri Incursori, le armature dei suoi uomini venivano annerite per non farle riflettere durante le sue scorribande, un pò come quello che crediamo facessero i ninja in Giappone.

Da vedere un bel film su questo personaggio realizzato da Ermanno Olmi: http://it.wikipedia....iere_delle_armi

 

Un suo ritratto:

Gbnere_pace_1.jpg

 

Un particolare sulla spada della statua a lui dedicata che si trova sul lungarno agli Uffizi, l'incisione della frase:- "Non mi snudare senza ragione, non m'impugnare senza valore"

bandenere piccola dett.jpg


"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

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Tornando a quello che è il tema di questa discussione:

 

4-tsuba-fuchi-kashira-seppa-habaki-kurigata-of-handmade-katana-sword-fittings-charles-wu.jpg

 

Questo è cesellato a mano, vi posto il sito così potete ingrandire l'immagine: http://fineartamerica.com/featured/4-tsuba-fuchi-kashira-seppa-habaki-kurigata-of-handmade-katana-sword-fittings-charles-wu.html


"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

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bella opera di artigianato di ispirazione giapponese ma palesemente priva del carattere nipponico, non è arte, tantomeno arte niponica. Bravo il tizio comunque.


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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Si Simone è per far vedere come si arriva al prodotto finito.

Questa certamente può riservare qualche dubbio, ma alcune loro realizzazioni se immesse sul mercato creerebbero problemi a più di un collezionista.


"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

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Si Simone è per far vedere come si arriva al prodotto finito.

Questa certamente può riservare qualche dubbio, ma alcune loro realizzazioni se immesse sul mercato creerebbero problemi a più di un collezionista.

 

Hai perfettamente ragione !

Il mercato del "falso" è fiorente non solo nel settore delle scarpe e delle borsette da donna.

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Beh certamente, concordo.

Come citavo in precedenza il collezionista è un soggetto che spesso ben si presta al rischio di truffe...è nella sua natura, e più la sua motivazione è quella di "mero raccoglitore" più sarà esposto a tal rischio. Lo trovo giusto.

Il neologismo volgare "farsi coglionare" descrive precisamente il primo attributo del truffato.


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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Grazie Manuel,interessante raccolta fotografica.

Mi sono soffermato sula foto della katana con l'impugnatura arretrata rispetto al nakago,pensando se in qualche situazione potesse essere di vantaggio....e direi di no. :)
In realtà a me pare che il contrasto sussistente nelle combinazioni proposte possa in qualche modo offrire riflessioni curiose.

Direi inoltre che osservando le opere nel loro insieme, quindi evitando di separare gli aspetti e le culture che qui si fondono, si potrebbe rilevare decisamente una forma di espressione artistica. Certo nuova, provocatrice, controcorrente, da un punto di vista oplologico quasi blasfema ...ma capace di comunicare e di indurre nuove forme di pensiero.

...Non potrebbe essere dunque definita arte questa?


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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Non essendo un esperto di manga mi ero astenuto dal pronunciarmi a riguardo, ma Evangelion fa’ oramai parte a tutti gli effetti della cultura giapponese. Ecco perché, come ci faceva giustamente notare Andrea, nessun giapponese si scandalizzerebbe per le lame in questione. Noi occidentali abbiamo la brutta abitudine di ritenerci sempre migliori degli altri; siamo diventati i detentori, nonché protettori, della cultura samuraica in virtù del fatto che abbiamo letto qualche testo a riguardo. Sinceramente, non so in base a quale esperienza diretta uno straniero possa affermare che l’antico spirito giapponese va oramai scemando. Forse dovremmo tutti ricordare che se il Giappone non fosse divenuto la nazione moderna che é oggi, a nessuno di noi sarebbe mai venuto in mente di studiarlo. Anche perché ciò sarebbe stato materialmente impossibile data la chiusura verso l’esterno che lo ha contraddistinto. Sia chiaro che il mio intervento non é affatto rivolto agli utenti del forum, ma bensí vuole mettere in luce una certa tendenza tutta europea di giudicare in base a quello che noi riteniamo giusto o sbagliato. :arigatou:

 

Sandro: Sei stato molto concreto in questo tuo intervento, tu che vivi in Giappone riesci a comprendre qual'è ancora lo spirito culturale giapponese.Purtoppo è vero molti occidentali hanno la presunzione della superiorità.

In Giappone ho avuto l'onore di aver conosciuto diversi personaggi (che nel nostro campo hanno autorità e voce in capitolo) quando parli con queste persone ti rendi conto di quanto entusiasmo hanno per la loro cultura e quanto apprezzano lo straniero umile che gli ascolta (cercando di comprendere tutto) e studia la loro cultura riconoscendo il loro valori, sia nell'artigianato e nel resto. Sono loro stessi, a fare le comparazioni specialmente con gli italiani.Quello che non sopportano ( è una mia percezione) è il personaggio saputello o tuttologo

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Penso che a nessuno siano simpatici i saputelli. Nessuna cultura è incline ad accettare di buon grado ingerenze esterne.

Tuttavia il mondo sta mutando radicalmente, e per quanto sia umano e piacevole gongolarsi nel vanto di essere tra i pochi detentori di determinati aspetti culturali, occorre poi rendersi conto che la spada giapponese come tante altre cose vivono ad oggi una forte spinta centrifuga.

Le informazioni e la conoscenza sulla nihonto non sono più appannaggio di pochi, al contrario il flusso di informazioni fluisce nel mondo sempre più rapidamente con buona pace e spesso grande gaudio degli stessi maestri giapponesi che vedono in questo nuove opportunità di condivisione culturale e ... di business. Ed è giusto! Ed è bello! Perchè la chiusura, non può più offrir vantaggi.

Se da un lato dunque il mondo giapponese continua a manifestare una certa chiusura, dall'altro compaiono sempre con maggiore frequenza fenomeni di apertura verso un mondo in mutamento. Un mutamento che potrà piacere o potrà non piacere, tuttavia un mondo nuovo che per certi versi porterà alla soccombenza di certi atteggiamenti eccessivamente conservativi.

Nella fattispecie delle lame abbinate ad Evangelion è interessante notare che il fenomeno manga non è assolutamente un mercato relegato al Giappone, al contrario si impone come uno degli aspetti più globalizzati dell'espressione del (da noi definito) fumetto.

E' quindi evidente in questo abbinamento la pulsione della cultura nihonto ad uscire dagli antichi confini per assurgere alla popolarità globalizzata.

Per questioni di lavoro ho rapporti continui con il Giappone e questo fenomeno non riguarda unicamente la spada, al contrario direi che la spada è tra gli ambiti più tardivi, ma la strada è presa e non vi è ritorno, esattamente come non vi fu ritorno quando cadde la casta samurai.

Possiamo certamente biasimare quanto accade, ma non potremo far nulla per contrastarlo, il Giappone ad oggi è costretto a cedere e ad avvicinarsi al resto del mondo, la cosa comporterà una perdita , ma vi sarà anche qualche vantaggio da dividere tra tutti. ;)

Modificato: da Kentozazen

Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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Questa nostra discussione contina a mantenersi calda, ma siamo veramente sicuri che quello che abbiamo visto sono cose di fantasia, non sarà mica che ormai queste immagini che pensiamo nostre, ci arrivino senza che noi ne percepiamo il minimo controllo?

Prese a caso, quali sono quelle vere (originali) e quelle false (Che pensiamo di fantasia):

 

Armi%20in%20asta.jpg

 

1_b.jpg

 

armi%20in%20asta.gif

 

9_b.jpg

 

2007121141.jpg

 

immagine2.jpg

 

alabarda.jpg

 

G43794_1.jpg

arminasta1.gif

spiedi.jpg


"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

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Hai ragione Mauri. Sicuramente esiste una continuità laddove vi sia un'ispirazione a manufatti già esistenti. Tuttavia si tratta comunque di reinterpretazione.

E' un po' come la vecchia fiat 500 e la nuova. L'ispirazione al passato crea un legame emotivo e dona continuità alle nuove proposte. In fin dei conti siamo tutti dei nostalgici ormai e l'era del futurismo anni 60 e 70 è caduta, in ogni evoluzione contemporanea si ricerca attualmente un legame con il passato. E' un'esigenza di continuità che rassicura la società malata d'incertezza ...oggi più che mai.

Modificato: da Kentozazen

Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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Ormai siamo legati a filo doppio a quello che il progresso anche in questo campo ha dato di se.

Quando si toglie la funzionalità ad un manufatto per farlo diventare Opera dì'Arte e farne lievitare il prezzo, in parte, in gran parte si è sulla via del declino, questo non viene più apprezzato dai cultori della materia, ma diviene merce per collezionisti ed in casi più ellittari per musei.

Per gli oggettti d'uso i musei sono solo dei mausolei dove questi possono essere visionati nella loro forma, non certamente nella loro sostanza, quello che si vede e si recepisce è solo una parte di quello che erano quando sono stati costruiti ed utilizzati.

Le lame realizzate per questa manifestazione devono solo stupire, devono catturare lo spettatore annoiato, non sono frutto di una ricerca per un Maestro d'Arti Marziali che vuole percorrere nuove strade nella sua disciplina, ma questo vale anche per tutte le lame costruite in quest'ultimo periodo, i prezzi di realizzo le rendono inadatte all'uso e questo le cristallizza e le musealizza sin dalla loro nascita, forse per assurdo sarebbe bene che questi artigiani mettessero la loro arte nel proporre coltelli, ma penso che anche in questo caso pochi se li potrebbero permettere, ed ancora meno sarebbero coloro che li saprenbbero apprezzare durante l'uso, l'unica soluzione è riproporre copie di quelli fatti da Muramasa, forse solo per soddisfare il proprio ego o quello del compratore di turno.


"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

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Direi che hai chiaramente descritto quello che intendevo quando parlavo di "perdita".

Conosco bene la tua visione relativamente al progressivo distacco della nihonto contemporanea dalla funzionaltà per cui essa nacque.

Trovo il tuo approccio molto pragmatico, lo apprezzo ma al contempo lo vedo un po' nichilista.

Mi è sempre piaciuto pensare che le cose non muoiano ma che invece mutino. In questo senso vivo ancora la speranza che la spada possa ritovare una sua ragion d'essere in futuro. Solitamente pongo l'accento sul suo significato archetipo, se esiste la possibilità che la spada sia un riferimento etico e filosofico potrei anche dire che la sua funzionalità non è totalmente defunta.

In termini più concreti e personale la spada per me stesso ha ancora una funzione che va oltre il concetto "museale" che citavi. Si tratta però di una funzione indirizzata al singolo (al sottoscritto) e non universalmente condivisibile.


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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