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Salve a tutti,

vorrei presentare qui altre tsuba la cui natura è in qualche modo controversa tra i collezionisti. Si tratta di oggetti che non possono certo essere assimilati a quelli del topic precedente (Scheletrini...) ma che nemmeno godono del concorde riconoscimento di opere d'arte.

Si tratta di sanmai tsuba (三枚鐔), cioè realizzate con struttura detta sando awase - 三度合わせ (letteralmente tre volte insieme) oppure sanmai awase - 三枚合わせ (si può scrivere anche solo 三枚合, letteralmente tre strati).

 

Sanmai tsuba #1

Sanmai tsuba #1.jpg

Tsuba maru-gata - 丸形, shakudō fukurin - 赤銅覆輪, dimensioni 75 x 73,8 x 3,8 mm, peso 104 g. La superficie è rivestita da una lamina relativamente sottile di shakudō - 赤銅, con ancora presenti tracce di doratura (kin iroe - 金色絵). La decorazione rappresenta grappoli d'uva (budō zu - 葡萄図).

 

Sanmai tsuba #2

Sanmai tsuba #2.jpg

Tsuba maru-gata - 丸形, rivestimento e bordo (fukurin - 覆輪) in lega di rame (yamagane?), dimensioni 67,9 x 67,5 x 3,5 mm, peso 87 g. Decorazione di foglie cadute - rakuyō no zu - 落葉の図.

 

Sanmai tsuba #3

Sanmai tsuba #3.jpg

Anche questa tsuba ha forma maru-gata - 丸形, shakudō fukurin - 赤銅覆輪, dimensioni 71,4 x 70,8 x 4 mm, peso 106 g. Soggetto della decorazione è fioritura di montagna - yama kaika - 山開花.

 

Sanmai tsuba #4

Sanmai tsuba #4.jpg

Tsuba maru-gata - 丸形, fukurin dello stesso materiale impiegato per gli strati esterni, dimensioni 72,1 x 69,2 x 3,4 mm, peso 98 g. Soggetto: drago tra le onde - nami ni ryū zu - 波に龍図.

 

Le sanmai tsuba hanno forma maru-gata, nella maggior parte dei casi, o mokkō-gata, in genere costituite da uno strato centrale di metallo dolce (rame o una sua lega) e da due molto più sottili strati (più comunemente shakudō) lavorati a sbalzo, evidentemente impiegando uno stampo, visto che la stessa decorazione è riprodotta sia sulla faccia omote - 表 che ura - 裏. Spesso alcuni particolari della decorazione sono messi in risalto con doratura (credo venisse usata la tecnica dell'amalgama, perchè non si tratta di vera ageminatura per intarsio né è visibile la fine trama del nunome zōgan - 布目象嵌).

Per concludere: si tratta di una produzione seriale ma che deve avere incontrato una certa popolarità anche nella classe dei bushi - 武士, visto che alcune di queste tsuba hanno le dimensioni da katana (vedi qui un esempio di daishō - 大小: http://www.yamabushiantiques.com/TSUBA34.htm). Inoltre alcune di queste tsuba si sono meritate un origami NBTHK Hozon (in genere attribuzione ko-kinkō - 古金工), cosa mai avvenuta, che io sappia, per una tsuba sciiremono - 仕入物 in ferro ottenuta per fusione.


Mauro Piantanida
武士に二言無し
Έτσι, δεν γνωρίζω

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Bisognerebbe forse entrare in merito non al materiale utilizzato ma alla lavorazione vera e propria, penso che se queste tsuba sono controverse alcuni collezionisti possiedono ancora un carattere nelle loro scelte a prescindere dalla provenienza degli oggetti da collezionare.

Le foto non aiutano molto ma si poterebbe ipotizzare che queste tsuba siano state realizzate alla maniera delle monete o medaglie in metallo cioè con matrici metalliche in negativo su ci inserire la pasticca di metallo che poi viene pressata tra i due negativi, il fatto che come dici, i due lati omote ura sono identici potrebbe avvalorare questa tesi.

 

Per il procedimento vedi: http://www.ing.unitn.it/~colombo/moneta/La%20monetazione3.htm

http://www.lamptorino.com/index.php?pageid=7&filtrocat=&recperpagina=10&inizio=180&numeropagina=19

 

Comunque anzi che queste preferisco quelle di cui si tratta in questa discussione, almeno sono artigianali: http://www.intk-token.it/forum/index.php?showtopic=7962

Modificato: da mauri

"accorciati la firma". Ernst Jünger

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bellissimo topic, molto interessante, grazie!!!!!

 

G.

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Grazie Mauri per gli interessanti link. Per quanto riguarda il merito delle tue valutazioni, voglio francamente manifestare il mio completo dissenso. Personalmente non voglio entrare nelle diatribe arte/artigianato (ed anche per questo non ho partecipato alla discussione "Che ne dite di questi nuovi artgiani"), anche perche' non mi considero un collezionista d'arte (dovrei avere molti piu' mezzi economici, e decisamente molto piu' gusto). Preferisco considerarmi un "antropologo dilettante", ed in tale ottica trovo molto piu' interessante una tsuba magari di infima qualita' ma originale d'epoca piuttosto che il piu' bello degli utsushi. Naturalmente questo e' solo il mio personale atteggiamento, e non voglio assolutamente sostenere che sia intrinsecamente piu' sensato o comunque preferibile al suo opposto.

Saluti, Mauro


Mauro Piantanida
武士に二言無し
Έτσι, δεν γνωρίζω

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Che dire?

Sicuramente, siamo molto più aperti nei confronti delle lavorazioni del koshirae che delle lame.

Eppure gli artigiani del settore dovrebbero avere una visione comune" dare il meglio nel proprio lavoro" abbiamo appurato che questa prerogativa molte volte non viene rispettata ma di certo non ne possiamo fare un vanto.

Mettere tutto nello stesso pentolone nuoce alla qualità del prodotto ed a questo punto sarebbe bene che gli stessi parametri che si usano per le lame venissero adoperati anche per i loro fornimenti, fino a che ci saranno queste differenze di vedute certamente la quantità continuerà a farla da padrona nei confronti della qualità.

Se poi questo serve per alimentare il collezionismo ed il commercio possiamo considerare questo fatto non certamente positivo, ma non pensiamo almeno a livello di intenti di accomunare questi artigiani con gli altri, alla stessa maniera in cui poniamo distanze abissali tra una lama fatta in modo tradizionale e la stessa prodotta in modo industriale, vedi quelle prodotte per i Militari nell'era Showa.


"accorciati la firma". Ernst Jünger

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Vorrei aggiungere un paio di cose per rendere "giustizia" a questa tipologia molto particolare di Tsuba che non possono in effetti essere classificate come Sciiremono (oggetti quali Kozuka, elementi di montatura, ecc.... realizzati in grande serie dopo la Restaurazione Meiji, nei magazzini di Edo e Yokohama da due commercianti di Aizu ed esportati in occidente o venduti come oggettistica in Tōkyō) -

 

 

Non sono realizzate con il metodo delle monete e delle medaglie (vedi link di Mauri) ma con la tecnica Repoussée

http://encyclopedia2.thefreedictionary.com/Repoussée

tecnica, tra le altre utilizzata anche dal ben noto Benvenuto Cellini.

 

Andando a curiosare in rete, potete poi trovare un lungo articolo sulle diverse tipologie e scuole di Tsuba, scritto da due nomi molto importanti: Robert E. Haynes ed Elliott D. Long.

http://www.shibuiswords.com/tsuba.htm#sanmai

In tale articolo, un corposo capitolo è dedicato alle Sanmai awase tsuba (per trovare velocemente tale capitolo, nel campo Ricerca impostare la parola "Sanmai").

 

Infine allego una immagine che fa ben capire la tecnica costruttiva di tale tipologia di Tsuba e la praticamente assoluta necessità della presenza del Fukurin tutto intorno al bordo della Tsuba stessa.

 

 

26705.png

Modificato: da Paolo Placidi

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Il procedimento citato da Paolo è quello che si può definire a sbalzo.

In Occidente lo si trova molto nei calici da Chiesa (o almeno questi sono quelli che si sono più salvati dalla distruzione)se realizzato alla maniera del Cellini a tutti gli effetti è un pezzo unico.

Questa cosa non si può dire per la maggior parte delle tsuba postate dove la lamina lavorata è un vero e proprio stampo( uguale sia nella parte omote che nella parte ura) e dove a ben vedere l'unica differenza è la centratura.

Se è così però non si può parlare di Repoussée che in termine generico.

Comunque a parte il collocamento storico in un epoca la lavorazione è da considerare già semi industriale in quanto il disegno invece che con la pece è battuto su un negativo dello stesso(come appunto nelle medaglie o monete).

Queste immagini sono esempi di questo sistema realizzato per battitura su pece:

 

2_piede.jpg

 

icone-russe-1359209069_b.jpg

 

Per saperne di più vedi: MARYON LA LAVORAZIONE DEI METALLI Oreficeria, argenteria e tecniche complementari ed. Hoepli

 

E volendo anche questo può essere considerato sanmai:

 

Sukekane_Habaki.jpg

Modificato: da mauri

"accorciati la firma". Ernst Jünger

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Tsuba sanmai del periodo momoyama con piastra centrale in ferro e rivestimento con lamine di shakudo lavorate a sbalzo e doratura.

 


tsuba sf 007.JPG tsuba sf 009.JPG

 

Questa è lavorata a mano e la differenza si vede.

 

G.

 

PS: riporto giusto una curiosità per chi non frequenta il forum da molto: a differenza del repousse, la tecnica giapponese dello sbalzo lavora sul positivo della lamina invece che sul negativo


Gisberto (ex nick Koala)

 

Persevera nell'addestramento come se fossi una spada che deve essere forgiata con il più puro dei metalli. (Takuan Soho)

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Molto bella ed interessante la tua tsuba, Gisberto. Potresti per favore postare anche un'immagine del bordo, perche' non vedo fukurin e mi domando come vengono tenuti assieme gli strati.

Vorrei comunque precisare che nel post iniziale mi sono volontariamente limitato a sanmai tsuba con caratteristiche di serialita', escludendo per esempio molte di scuola kagamishi, anche quelle costruite a strati ma di tutt'altro impegno artistico (ed anche perche' purtroppo non ne possiedo alcuna).


Mauro Piantanida
武士に二言無し
Έτσι, δεν γνωρίζω

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Tsuba sanmai del periodo momoyama con piastra centrale in ferro e rivestimento con lamine di shakudo lavorate a sbalzo e doratura.

 

 

attachicon.giftsuba sf 007.JPG attachicon.giftsuba sf 009.JPG

 

Questa è lavorata a mano e la differenza si vede.

 

G.

 

PS: riporto giusto una curiosità per chi non frequenta il forum da molto: a differenza del repousse, la tecnica giapponese dello sbalzo lavora sul positivo della lamina invece che sul negativo

 

Anche nel repousse le rifiniture quando servono vengono realizzate in positivo, sia l'icona che il calice sono realizzati con questo metodo, che in alcuni casi prevede anche l'uso del brunitoio (che è simile a quello usato nelle lame per il shinogi ji).


"accorciati la firma". Ernst Jünger

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La tsuba non è mia, è solo frutto di ricerca sul web.

 

http://nihonto.us/SANMAI%20TSUBA.htm

 

Il bordo non si vede bene, ma non mi sembra ci sia fukurin; tirando ad indovinare, con quel poco che ne so di oreficeria giapponese, si può ipotizzare una delle seguenti soluzioni:

  • le due lamine esterne sono state saldate sul bordo
  • le due lamine sono state ribattute sul bordo su cui precedente erano state realizzare asperità in modo da far aggrappare lo shakudo sull'acciaio (una volta montata i due seppadai renderebbero sicuramente il tutto stabile)
  • sono state incollate con del matsuyani (pece giapponese da orafo)

Per saperne di più bisognerebbe esaminarla dal vivo, o chiedere ad un esperto.

 

Relativamente alle kagamishi tsuba non sapevo ce ne fossero costruite a strati, ma piuttosto mi risulta che fossero realizzate per fusione, principalmente in bronzo, con due mezzi stampi di specchio uguali (le metà per il dorso esterno).


Gisberto (ex nick Koala)

 

Persevera nell'addestramento come se fossi una spada che deve essere forgiata con il più puro dei metalli. (Takuan Soho)

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Mauri,

 

grazie mper la precisazione.


Gisberto (ex nick Koala)

 

Persevera nell'addestramento come se fossi una spada che deve essere forgiata con il più puro dei metalli. (Takuan Soho)

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Grazie a tutti per questa discussione, non sapevo nemmeno esistessero questo tipo di tsuba.

 

Sul discorso del valore dell'oggetto credo sia fondamentale la serialità, facce esterne prodotte in serie credo possano essere considerate di minore valore artistico, mentre invece pezzi unici realizzati a sè stante non credo che si possano considerare tanto meno di un materiale unico, se non per il mero valore dei materiali impiegati.



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Sanmai tsuba #5

Le sanmai tsuba continuano a piacermi, e così ho recentemente acquisito questo esemplare, finalmente mokkō-gata (木瓜形):


Sanmai tsuba #5.jpg

 

Dimensioni 72,2 x 70,3 x 4,7 mm, peso 115 g, anche questa decorata con drago tra le onde.

Saluti, Mauro


Mauro Piantanida
武士に二言無し
Έτσι, δεν γνωρίζω

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Non sono lavorate a repoussè. Non esiste il repoussè nelle tecniche giapponesi. Esiste si, l'uchidashi ma non è la stessa cosa del repoussè, si lavora dal fronte abbassando lo sfondo. Cmq, è probabile che le sanmai fossero fatte con degli stampini come diceva Mauro, visto che spesso i due lati sono identici.

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