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Idricus

Tsuka "self made" e fuchi inlay tecnics

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Perdonate il titolo in inglese ma in mancanza del corrispettivo giapponese non potevo fare altrimenti.

Sono da poco entrato in possesso di un ottima lama da taglio e grazie al prezioso aiuto di questo forum ho capito che si tratta di una buona riproduzione moderna.

Così ho deciso di farmi da solo una tsuka di qualità seguendo il processo tradizionale giapponese ( fatta eccezione per il vinavil :-) )

Mi sono procurato same e itto di qualità, kashira in corno nero , fuchi e tsuba direttamente da un antiquario giapponese.

Vorrei condividere la modesta esperienza coi gli appassionati del forum e chiedere agli esperti del forum pareri sul fuchi.

In particolare:

L'antiquario nippo sosteneva che quetso fuchi apparteneva alla famiglia tokugawa, e che sia stato fatto mediante "inlay tecnic"

Qualcuno conosce la suddetta tecnica ?

Cosa dovrei pensare di questo fuchi? Ordinaria manifattura del tardo periodo EDO o posso sperare qualcosa di più ?

 

IMG_5095.JPGIMG_5097.JPGIMG_5098.JPG

 

Adesso arriviamo al fuchi:

IMG_5090.JPGIMG_5093.JPG

 

Fornisco foto riprese con ingrandimento 20X

Secondo voi si tratta di foglia d'oro ?

2013-05-14-123031.jpg2013-05-14-123047.jpg2013-05-14-123114.jpg2013-05-14-123129.jpg2013-05-14-123155.jpg

 

Ringrazio tutti per l'attenzione e spero di poter essere uno stimolo per una buona conversazione

 

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Ciao, direi che come primo (o secondo) tuo lavoro non e' male. Mi piace molto il Fuchi, non riesco pero' a vedere i particolari del Kashira. Dove hai dimenticato pero' i Menuki? :)

Se posso permettere una piccola critica (spero costruttiva): ho notato una certa poca omogeneita' nella legatura mi viene da pensare che probabilmente:

1: non hai usato gli Ishigami (triangolini di carta da mettere sotto le piegature dell'Ito)

2: non hai usato la classica strisciolina di carta ai lati, (che viene normalmente messa sopra e sotto lo Tsuka) con segnati i punti di passaggio per essere sicuri di fare ogni passaggio regolare (non ricordo come si chiama ma e' di grande aiuto durante la legatura).

 

Non so se lo conosci ma c'e' un ottimo libro che se non ce l'hai, vista questa tua passione e' d'obbligo, che si chiama: "The art of Tsukamaki".

 

Lo trovi online con molta facilita' ed e' davvero bellissimo esso ti permette inoltre di imparare legature un pochino diverse dalle classiche!


武士に二言無し

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Il libro che ti ha consigliato Leonardo è lo stesso che ti abbiamo consigliato io e Simone, se vuoi vedere qualche cosa di auto costruito: http://www.intk-token.it/forum/index.php?showtopic=7180

 

Per il Tsukamaki sul forum guarda anche: http://www.intk-token.it/forum/index.php?showtopic=262

Modificato: da mauri

"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

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Parliamo del Fuchi.

 

Intanto "inlay tecnic" (più giustamente "inlay technique") non è altro che la traduzione in inglese del tipo di lavorazione: tecnica ad intarsio.

 

Passando invece ai termini giapponesi, la lavorazione del Fuchi è realizzata su fondo Nanako (la superfice di base lavorata con tante "palline") con tecnica Takazōgan (incrostazione rilevata rispetto la superfice circostante) per quanto riguarda le foglie di Aoi - foglie di Loto - quelle orientate verso destra - punta in alto (nella foto) e (se vedo bene) tecnica Hirazōgan (intarsio non rilevato) per quanto riguarda la foglia sulla sinistra - punta in basso.

 

Le foglie di Aoi sono il simbolo dei Tokugawa e sono presenti in moltissimi fornimenti di lame ma assolutamente questo non vuol dire che tale Fuchi sia appartenuto a tale famiglia - anzi, ne dubito fortemente.

Il Fuchi sembra fatto in Schakudō (lega di rame con piccole percentuali di oro e di antimonio e/o argento) ed il motivo sotto la foglia centrale di Aoi sembbra essere un ventaglio.

 

La fattura è piacevole e dignitosa.

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Ciao, direi che come primo (o secondo) tuo lavoro non e' male. Mi piace molto il Fuchi, non riesco pero' a vedere i particolari del Kashira. Dove hai dimenticato pero' i Menuki? :)

Se posso permettere una piccola critica (spero costruttiva): ho notato una certa poca omogeneita' nella legatura mi viene da pensare che probabilmente:

1: non hai usato gli Ishigami (triangolini di carta da mettere sotto le piegature dell'Ito)

2: non hai usato la classica strisciolina di carta ai lati, (che viene normalmente messa sopra e sotto lo Tsuka) con segnati i punti di passaggio per essere sicuri di fare ogni passaggio regolare (non ricordo come si chiama ma e' di grande aiuto durante la legatura).

 

Non so se lo conosci ma c'e' un ottimo libro che se non ce l'hai, vista questa tua passione e' d'obbligo, che si chiama: "The art of Tsukamaki".

 

Lo trovi online con molta facilita' ed e' davvero bellissimo esso ti permette inoltre di imparare legature un pochino diverse dalle classiche!

 

Ti ringrazio molto per il suggerimento del libro ! Effettivamente è la mia prima tsuka ! Ho inserito gli ishigami dopo essermi scervellato x comprenderne la dimensione corretta! Tuttavia non è venuta perfettamente omogenea. Il kaschira me lo sono procurato in rete, è corno nero di bufalo lucidato molto bello a vedersi!

I menuki , dopo una lunga ricerca online, ho deciso di non inserirli: Non trovavo nulla di rappresentativo e gli unici modelli che avevano un anima e potevano sposarsi con la spada erano originali Edo o Meiji a prezzi improponibili !!

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Parliamo del Fuchi.

 

Intanto "inlay tecnic" (più giustamente "inlay technique") non è altro che la traduzione in inglese del tipo di lavorazione: tecnica ad intarsio.

 

Passando invece ai termini giapponesi, la lavorazione del Fuchi è realizzata su fondo Nanako (la superfice di base lavorata con tante "palline") con tecnica Takazōgan (incrostazione rilevata rispetto la superfice circostante) per quanto riguarda le foglie di Aoi - foglie di Loto - quelle orientate verso destra - punta in alto (nella foto) e (se vedo bene) tecnica Hirazōgan (intarsio non rilevato) per quanto riguarda la foglia sulla sinistra - punta in basso.

 

Le foglie di Aoi sono il simbolo dei Tokugawa e sono presenti in moltissimi fornimenti di lame ma assolutamente questo non vuol dire che tale Fuchi sia appartenuto a tale famiglia - anzi, ne dubito fortemente.

Il Fuchi sembra fatto in Schakudō (lega di rame con piccole percentuali di oro e di antimonio e/o argento) ed il motivo sotto la foglia centrale di Aoi sembbra essere un ventaglio.

 

La fattura è piacevole e dignitosa.

Notevole !! Grazie molte mi hai dato parecchie informazioni utili!

Personalmente anche io dubitavo che appartenesse alla famiglia tokugawa, Se fosse appartenuto davvero ai Tokugawa fuchi e kashira non avrebbero mai lasciato il loro koshirae e sarebbero stati catalogati assieme alla lama della famiglia. Tuttavia la foglie ricoperte d'oro mi fanno pensare che questo ornamento probabilmente apparteneva ad una spada di un certo pregio ( ammesso che di oro si tratti ). Dubito che la foglia d'oro veniva impartita su tutte le katane del territorio dello shogun, sbaglio ?

Non ho la vostra esperienza in campo ma prima di acquistare ( ad un prezzo molto fortunato !! ) il fuchi ho visionato parecchi pezzi originali Edo o Meiji ma non ho visto Nulla che facesse pensare ad una copertura in oro.

E' possibile che questo bellissimo pezzo appartenesse ad una katana di un certo pregio ??

Perdonate l'entusiasmo ma trovarmi tra le mani quasi per caso un finimento appartenuto ad una katana di grande valore mi fa sentire come un piccolo collezionista che ha il'onore e il dovere di conservare un piccolo pezzo di storia giapponese!

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L'utilizzo della foglia d'oro è una pratica comune nella lavorazione dei metalli dall'Oriente a tutto l'Occidente, questo metodo permette di adoperare pochissimo metallo prezioso in una superfice molto grande ed è per questo che così viene adoperato, per cui si può sicuramente supporre che tutti i fornimenti originali delle lame che hanno qualche cosa di dorato, effettivamente siano realizzati con oro.

Quando le lame hanno finito di ricoprire un ruolo esclusivamente di arma, l'abbellimento dei fornimenti l'ha fatta da padrone e le mode del momento hanno fatto il resto.

Magari soffermati sul disegno o sulla realizzazione dello sbalzo confrontando il tuo con altro materiale che puoi trovare anche in rete, in questo modo potrai vedere le differenze di lavorazione e magari dare una valutazione artistica a ciò che ti trovi ad analizzare.

 

Esempio:

samurai-swords-and-watch-chains05.jpg

 

Preso da: http://pingmag.jp/2013/04/24/samurai-swords-and-watch-chains/

Modificato: da mauri

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Ernst Jünger

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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