Vai al contenuto
Manuel Coden

Katana mumei

Messaggi consigliati

Io più che sfondamenti vedo forse uno shinogiware (terzultima foto) e dei tateware con forse una perdita di kitae (che sono delle piccole aperture tra strati di acciaio non ben saldati) ma sfondamenti con shingane che viene alla luce non ne noto...quelli solitamente sono caratterizzati da perdita completa della hada se non sbaglio... e zone con superfice muji non ce ne sono.. il boshi ha degli evidenti nie e sebbene quella zona di tempra vicino al ko shinogi sia forse un pò insolita (a mio umilissimo parere) sembra proprio hamon.

Forse all'inizio il fatto di avere una lama, da quanto ho letto, che poteva essere hizen e non polita poteva dare delle possibili sensazioni di sfondamento, visto che il mantello di kawagane è risaputamente poco spesso...

Boh magari sbaglio, ma secondo me è così.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Cristiano,

Il mio è il parere di un dilettante, ma a me pare che il Togi abbia portato alla luce un meraviglioso esemplare della mino-den.

Molto meno stanca di quello che sembrava all'inizio.

A me pare nel complesso sana e meravigliosa.

In foto tre e cinque mi sembra di vedere due ware assolutamente ininfluenti, cioè ben delimitati tra hamon e ji. Ma mi sembra di capire che sia più un effetto ottico che una apertura vera e propria. Forse sono questi gli sfondamenti cui si fa riferimento?

Se si, non mi sembrano così importanti.

Del kissaki si è detto. Questa è l'unica parte su cui si è davvero lavorato.

Fu davvero ko maru? Probabilmente no.

Ho visto fare lavori di quel tipo su lame spuntate in modo veniale, lame che erano state inequivocabilmente utilizzate. E se una lama la usi, beh, non puoi sperare che sia come nuova di pacca e che non si porti dietro qualche piccola cicatrice.

Come tutti quelli che hanno combattuto.

Per me, magari non aggiungono bellezza ma certamente fascino si.

I miei complimenti insieme a tutta la mia invidia.

Ben fatto.

Per essere un parere di un dilettante sei riuscito a dare più spunti di riflessione di tanti interventi legati a nomi che in qualche modo non sappiamo nemmeno per quale motivo si presentano tali, ma sono dati perscontati come valore aggiunto, a livello personale penso che l'aver pensato ad un rimodellamento della punta da rottura possa essere considerato il più probabile, anche vedendo l'ultima immagine postata da Cristiano (Intervento 30) e cercando di sommarne le differenze.

 

Per vedere di cosa si possa essere trattato: http://www.intk-token.it/forum/index.php?showtopic=5324&hl=


"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Quoto Enrico e getsunomichi.

Penso che la lama abbia perso circa 5 mm di punta, con dovuta risagomatura di yokote e ko shinogi.

 

Cristiano quando hai tempo avresti voglia di fare uno schizzo in scala di come il kissaki si doveva presentare originariamente? Potrebbe essere utile allo studio ;-)

 

Mauri non ci tenere sulle spine, siamo tutti curiosi di vedere "alcune attività sono veri e propri sfondamenti".

 

Grazie


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Bene, da che materiale ferroso in prevalenza è composto il nagako?

Qualcuno si è mai posto il problema?

Dove è che si presentano maggiormente i cambiamenti di colorazione di questa lama?

Dove è che si vedono le sue attività di politura in modo sostanziale, oltre che in punta?

A questo punto potete capire quando parlo di sfondamenti ( che non necessariamente vogliono dire sfaldamenti del materiale ma solo affioramenti del sottostante)

A ogni cosa in fatto di lame si danno termini che tendono ad esaltarne le caratteristiche ma in alcuni casi sono solo difetti ( per esempio quelle belle nuvolette nere che ci piacciono tanto, nella maggior parte dei casi in lingua nostrana sarebbero vetrificazioni, un difetto esagerato in un acciaio dedito ad un uso stressante)

Ma si sa noi le dobbiamo solo ammirare come opere d'Arte.


"Io sono Anarca non perché disprezzi l'autorità ma perché ne ho bisogno. Così, non sono nemmeno un miscredente, bensì uno che esige cose degne di fede".

 

Ernst Jünger

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Bè se uno guardasse anche solo le immagini dell'articolo introduttivo sul nostro sito forse potrebbe vedere quello che generalmente è.

Vedi: http://www.intk-token.it/la-lama-giapponese/

 

Gli ara nie stanno sotto uno strato più superficiale di materiale (vedi ultima foto, ma anche la 5)?!

Questa proprio mi mancava, ti ringrazio della spiegazione. Sapresti darcene evidenze oggettive?


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Mauri riprende un tema a me caro.

Questi dovrebbero essere oggetti non d'arte ma di design.

L'arte non dovrebbe mai sovrastare, a mio parere, la funzionalità e l'ergonomia.

Come in questa lama, certamente pensata fondamentalmente per l'uso.

Forse qualcuno aveva già azzardato un primo Shinto ?!?

Ma l'avvento della pax Tokugawa poi ha derivato.... Va detto anche che è proprio questa deriva che ha creato il concetto di Nihonto che oggi condividiamo, trasformando l'oggetto bello e pratico in status symbol e oggetto d'arte da collezionare. Forse, in parte, addirittura depotenziando il suo profondo e antico significato religioso e spirituale, legato archetipicamente alla vita e alla morte.

Nessuno di noi amerebbe collezionare oggetti con cui uccide esseri umani, anche se per mestiere.

Oggetti maledetti da spiriti irrequieti che ancora vagano, in attesa di essere finalmente vendicati...

Doniamola pure al tempio, dove forse tali spiriti troveranno pace senza spargere il mio sangue e quello della mia famiglia.

...esagero, come al solito, e vado in off topic.


 

月の道

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Concordo solo nella prima parte, quando affermi che la nihonto è nata essenzialmente come oggetto avente una precisa funzione. Perchè secondo me poi dipende cosa cerca uno di lama in lama. Io ad esempio mi metto fuori da quel "nessuno amerebbe"... a casa oltre alla ujishige shodai ho una lama più vechiotta, che forse ha combattuto. (Secondo me probabilmente viste alcune "tacche" sul filo - scrivo volutamente "tacche" così sia mai che qualcuno pensi voglia dare valore aggiunto abusando di lessico specifico senza coscienza). E' stata l'idea della spada giapponese antica in sè e della sua fama letale che mi ha inizialmente attirato e che tuttura più mi affascina. Il fatto che sia anche un oggetto d'arte per me è uno splendido plus. Poi ci sarà sicuramente anche chi ama più il lato artistico.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Parlavo di una lama che tu usi tutti i giorni per uccidere.

Una lama che ti ricorda quella testa tagliata, quel braccio amputato, quella voltai che hai dovuto appoggiare il piede per estrarla, perché si era incastrata nella spina dorsale di una persona ancora gemente, quella volta che te la sei fatta addosso perché erano in quattro a volerti fare la pelle, ma ne sei uscito ancora non si sa bene come, grazie a quella spada.

Una lama in cui l'uchico serve a levare piccoli resti di sangue, pelle e capelli che sono rimasti attaccati alla lama dopo la prima pulizia sommaria.

Sono gli spiriti di quei morti che popolano i tuoi sogni, quando dormi con quella spada di fianco.

Insomma, se sei certo di non doverla usare, è quell'oggetto che, anche se sta un po' distante, va bene lo stesso.... E che comunque non ti viene troppa voglia di collezionare.

 

A noi, tutto ciò non succede.

Per questo, dicevo, noi tutti siamo figli dello Shinto.

...Per fortuna.


 

月の道

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

ho guardato anche io le parti che hanno notato tutti, nel boshi e nel habakimoto.

sono grosse formazioni in nie... ma forse io lo avrei considerato semplicemente hamon. insomma mi pare una zona temprata.

Nel boshi di sicuro non si fa, ma nell'habakimoto forse si poteva comprendere dentro all'hadori.

Sono scelte stilistiche lecite del togishi, o forse dalle foto non cogliamo qualche sottigliezza che separa le zone e le differenzia.
Massimo spiegaci un pò



Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Per tutto il resto si vede che è una buona lama, con delle caratteristiche evidenti e godibili, che fa vedere comunque che è stata polita diverse volte.

La hada è abbastanza aperta nella zona dove ci sono i ware e questi sono segni di stanchezza.

Sfondamenti comunque non ne vedo e voglio sottolineare che per il togishi, lavorare in queste condizioni è molto difficile. Complimenti



Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Mi permetto momentaneamente di risponderti io, come appunto visto quelli in zona habakimoto sono dei grandi ara nie, considerabili "ji ara nie", non essendoci nioiguchi questi non fanno parte dello hamon, ecco perchè non includerli nello hadori. :arigatou:


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Unisciti alla conversazione

Adesso puoi postare e registrarti più tardi. Se hai un account, Registrati adesso per inserire messaggi con il tuo account.

Ospite
Rispondi

×   Incolla come testo formattato.   Incolla invece come testo normale

  Sono permesse un massimo di 75 faccine.

×   Il tuo link è stato inserito automaticamente.   Visualizza invece come link

×   Il tuo contenuto precedente è stato ripristinato.   Editor trasparente

×   Non puoi incollare le immagini direttamente. Carica o inserisci immagini dall'URL.

Caricamento

Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

Come associarsi ad I.N.T.K.:

Potete trovare QUI tutte le informazioni per associarsi ad I.N.T.K..
Associandovi ad I.N.T.K. accettate in maniera esplicita il Codice Etico e lo statuto dell'associazione ed avrete accesso ad una serie di benefici:
- Accesso alle aree riservate ai soci del sito e del forum;
- Possibilità di partecipare agli eventi patrocinati dall'associazione (ritrovi, viaggi, kansho, ecc...);
- Riceverete il bollettino trimestrale dell'Associazione.

"Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme."

(proverbio popolare giapponese)

×
×
  • Crea nuovo/a...

Informazione importante